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Anticapitalismo

Serata zapatista con Vittorio Sergi e John Holloway

03/11/2009 - 00:00
03/11/2009 - 18:49
Etc/GMT+2
autore: 
Cs()a il Molino

Collettivo zapatista marisol Lugano (czl.noblogs.org)

Programma serata:

Presentazione del libro che rientra nella Rassegna libri "caratteri resistenti"
http://ch.indymedia.org/it/2009/09/71221.shtml

18.00 Aperitivo solidale

19.30 Cena popolare messicana

20.30 Vittorio Sergi presenta il libro
"Vento dal basso nel Messico
della rivoluzione in corso".

Con la presenza di John Holloway
(autore di "Cambiare il mondo senza prendere il potere")

23.00 La Rifa con premi dignitosi

23.30 Dj set Luka Rudeboy - Radio Kingston
(from ska to salsa)

> cocktails bar & live murales <

Flyer serata:
http://switzerland.indymedia.org/it/2009/11/72023.shtml

Comunicato:

MESSICO E NUVOLE (gonfie di sangue): … EVITARE LE ZONE « A RISCHIO » !

Spiagge d’orate, mare blu e trasparente, gastronomia esotica e invitante, popolazioni locali affabili e sorridenti. Vulcani, giungle, tequila e cocaina, arte e cultura e un’incredibile storia fatta di piramidi, templi e divinità misteriose. Intrigante e affascinante!
È il Messico venduto dalle agenzie e dai depliant turistici: etnico e a buon mercato, alla portata di tutti, spensierato e non troppo pericoloso.
Se si evitano le zone «a rischio»... chiaramente!

I «guerriglieri» in Chiapas, a Oaxaca, a Guerrero, i paesani di Atenco, gli studenti dell’auditorio occupato «Che» di Città del Messico, le mamme di Ciudad Juarez, i minatori e gli elettricisti in sciopero, i transessuali e le «sexoservidoras» del barrio bravo di Tepito e della Merced.
Evitate le zone a rischio perchè il Messico, attenzione sono notizie confidenziali, é il secondo paese dopo l’Iraq, con più giornalisti ammazzati.
È la nuova via della droga senza ostacoli e confini che provoca migliaia di morti mensili; è il moderno muro che, a vent’anni dalla caduta di quello di Berlino, viene eretto per impedire l’entrata su suolo statunitense.
In Messico non si rispettano i più elementari diritti umani, dice Amnesty International.
Il Messico sono le mattanze di Atenco e di Oaxaca, le bottte agli studenti, il femminicidio di Ciudad Juarez, le privatizzazioni selvagge, la devastazione ambientale e la costruzione di nuovi mega progetti turistici e d'autostrade devastatrici a scapito delle popolazioni indigene e locali. Qui, la violenza perpetua che subiscono le comunità indigene (sorridenti sulle foto…) in Chiapas, Guerrero e Oaxaca si chiama guerra a bassa intensità. Qui, chi ha lottato per difendere la propia terra dalla devastazione e dal saccheggio di governi e multinazionali é morto ammazzato o é rinchiuso nelle prigioni di massima sicurezza, in condizioni abominevoli.

Non ci piace il turismo di massa e ci piace narrare di altri mondi!
Le zone « a rischio » preferiamo attraversarle, conoscerle per interagire, per costruire comunità, ammiccamenti e solidarietà. Qui e altrove.
Oggi, all’interno della rassegna «caratteri resistenti», presentiamo un opuscolo e un libro, con amici e compagni con i quali abbiamo teneramente condiviso queste «zone a rischio», che narrano di quell’altro Messico che costruisce, lontano da partiti politici e istituzioni, cammini di autonomia e d’emancipazione.
Dove le storie, reali e immaginarie, dolci e violente, diventano lotta e resistenza, umanità «altra»! Dove per cambiare il mondo non si mira alla presa del Potere.
La solidarietà rimane un'arma e questa iniziativa partecipa alla campagna internazionale di mobilitazione per i prigionieri politici « primero nuestr@ pres@s ».

Possiamo ancora dire che non ci riguarda quando la complicità gonfia le nubi? Quando il governo svizzero vende armi e mezzi a quello messicano (gli aerei pilatus che nel 1994 bombardavano le comunità zapatiste)? Quando le multinazionali svizzere contribuiscono all’impoverimento e allo sfruttamento? Quando, silenziosi e indifferenti, godiamo delle « bellezze » locali contribuendo indirettamente allo spoliamento delle comunità indigene e della popolazione locale.

Esageriamo? Guardando in alto le nubi hanno striature rosso sangue e, a volte, gocciolano....
Passa e partecipa il 14 novembre (il ricavato della serata sarà destinato a progetti per le comunità zapatiste o in solidarietà agli arrestati di Atenco e Oaxaca)
e ti daremo tutti i particolari della guerra a bassa intensità che avvolge il Messico.

In fondo basta poco a stracciare depliant turistici e ipocrite foto sorridenti. A bucare le nubi.
La «vie est ailleurs», sicuramente non su carta patinata e cartelloni pubblicitari!

CzmL

A New York, lunghe file ai centri di distribuzione viveri.

I servizi giornalistici di Cath Turner del network Al Jazeera da New York City attestano code interminabili ai centri di distribuzione viveri nei sobborghi come il Bronx, con larga presenza di persone a reddito insufficiente.

Nel primo periodo del 2008, sommosse per il cibo e proteste hanno scosso il mondo, quando i prezzi delle materie prime di base crescevano vertiginosamente fuori controllo e andavano al di là della portata delle risorse di milioni di persone che non potevano più a lungo affrontare l’acquisto di riso, pane ed altri generi alimentari essenziali.

Tuttavia, questa insicurezza alimentare non veniva circoscritta alle nazioni in via di sviluppo o sottosviluppate, ma coinvolgeva certamente anche milioni di persone nei paesi occidentali opulenti. Ad esempio, negli Stati Uniti, i centri di distribuzione viveri in tutta New York City riportavano un incremento del numero di persone che cercavano assistenza, con qualcuno che documentava un aumento superiore al 25% rispetto all’anno passato.

Negli Stati Uniti, la sicurezza alimentare si è progressivamente deteriorata, con milioni di Americani che devono fare riferimento ad organizzazioni caritatevoli e ad istituti di beneficenza per il loro prossimo pasto. Il costo della vita è aumentato troppo rispetto a solo pochi anni fa, e per l’abitazione, l’alimentazione e i servizi di trasporto si paga sempre di più. Però i salari e i redditi fissi, così come l’assicurazione sociale e altri benefici dello stato sociale, sono rimasti allo stesso livello.

A New York City, il cuore dal punto di vista economico degli Stati Uniti, molta gente non riesce ad avanzare molto denaro per il cibo e per altre necessità elementari della vita, dopo avere pagato l’affitto o il mutuo per la casa. Fra il 2003 e il 2008, a New York City il numero di persone che si è trovato in difficoltà a procurarsi da mangiare è raddoppiato, da due a quattro milioni.

La “Food Bank”, la “Banca del Cibo”, di New York City distribuisce cibo ad 800 dispensari e cucine economiche di cinque distretti amministrativi della città. Il 93 % dei centri di distribuzione alimentare hanno riportato un aumento degli utenti che per la prima volta varcano le loro porte. E stanno verificando che arrivano per farsi aiutare tutti i tipi di persone – famiglie, donne con bambini, anziani, impiegati e disoccupati.

Una generazione finanziariamente al verde.

Aine Duggan, la vice-presidente per la ricerca e l’educazione alimentare della “Food Bank”, afferma che lo stereotipo della persona povera, senza tetto, che usa le cucine economiche, non è più vero. Il 75% dei loro utenti stanno vivendo in alloggi in affitto, ma non hanno assolutamente abbastanza denaro per mangiare. Uno su quattro di coloro che si mettono in fila per una minestra ai centri di distribuzione alimentare supera i 65 anni.

La “Food Bank” è veramente preoccupata per una particolare situazione demografica: i soggetti appartenenti al periodo del boom delle nascite ora stanno per andare in pensione.

La Duggan mette in evidenza che costoro fanno parte di una generazione che non ha risparmi finanziari a cui ricorrere in periodi di crisi. I loro redditi normali finiranno quando andranno in pensione, e quindi costoro saranno costretti a fare riferimento agli istituti di carità per alimentarsi. In parte, sono le politiche e gli orientamenti del governo da mettere sotto accusa per gli attuali livelli di povertà.

La Duggan fa osservare che i salvataggi delle banche dell’anno scorso per molti miliardi di dollari da parte del governo degli Stati Uniti risultano un “fatto rivelatore”, dato che viene dimostrato che quando Washington vuole, allora l’aiuto può arrivare immediatamente.

Ancora di salvezza per i poveri
La “Food Bank” è preoccupata che coloro che hanno fame saranno presto dimenticati, ora che il governo sta iniziando a manifestare il proposito di rimettere in sesto il sistema economico.

Aine Duggan a riguardo così si esprime: “Molto spesso, da quando si è affermato che la recessione è superata, la solidarietà per le persone che si trovano maggiormente nello stato di necessità tende a dissolversi. E circola l’opinione che la gente dovrebbe realmente rimettersi a lavorare duramente e ritornare su i suoi passi, la recessione è superata, non vi sono più scuse, e se voi vi trovate nel bisogno, questo si deve al fatto che siete indolenti, e se voi vorreste cavarvela da soli, allora andrebbe tutto bene per voi e per la vostra famiglia. Bene, molte delle persone che vengono da noi non possiedono “calza-stivali” (per cavarsela da soli) e tanto meno gli stivali e nemmeno dispongono di cibo!”

La lotta per sopravvivere
“Part of the Solution” (Parte della Soluzione) – anche nota come POTS – è una cucina economica che distribuisce pasti nel quartiere del Bronx.

Le persone bisognose arrivano alla POTS da molto lontano e sono disposti a mettersi in fila per ore, dato che questa mensa è famosa per il suo carattere di solidarietà e di buona accoglienza.

La POTS serve pasti due volte al giorno a circa 400 persone ogni giorno, ed inoltre fornisce altri servizi gratuitamente, come consulenza legale, taglio di capelli e un posto per fare la doccia.

Suor Maria Alice è il direttore responsabile di POTS e vi ha lavorato per dieci anni. Lei conosce tutto di coloro che arrivano alla POTS per alimentarsi e ci dice che le storie personali che sente spezzano il cuore e nello stesso tempo sono stupende. “Ho soggezione di queste persone che passano queste porte, che possono sopravvivere nella situazione in cui si trovano. Io penso, vivere su una panchina, giorno dopo giorno, notte dopo notte, non mi importa quale sia la tua dipendenza, se da alcol o da droghe, non mi importa quali siano i tuoi problemi, come sopporti questa vita? Come fai a sopravvivere?”
Ma con l’inverno in arrivo fra poche settimane, sopravvivere diventerà tanto più duro per coloro che si trovano nel bisogno negli Stati Uniti.

Titolo originale dell’articolo presente nella sezione “Focus” di english.aljazeera.net :
“Longer lines at New York food banks”
(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)

Cath Turner

CENTENARIO DEL C.T. - 22 NOVEMBRE - PAOLO PINI

autore: 
Centro Studi CANAJA

POPOLO BUE TI UCCIDONO CON L'ONDA

C.T.

100 Messaggi e 1 Ricordo

Nel centenario il Ricordo/Omaggio ad uno degli ultimi principali personaggi della cultura popolare metropolitana

DOMENICA 22 NOVEMBRE

Ore 14.00
Apertura della mostra: C.T. L'onda assassina - C.T.

Ore 18.00
Aperitivo con proiezione del documentario: "il C.T. delle Onde"

Ore 20.00
Cena per il Popolo Bue

A seguire
Omaggio musicale al C.T.: Concerto dei TEKA-P

EX-OSPEDALE PSICHIATRICO PAOLO PINI
[Via Ippocrate n.45 - Milano]

Centro studi CANAJA
Collettivo Oltreilponte
Associazione Olinda

LA OERDURANTE LOGICA DEL MALLEUS

autore: 
vittoria oliva

LA PERDURANTE LOGICA DEL MALLEUS

http://www.kryplos.com/ikthys/Archivio/Inq.Malleus.htm

Il processo veniva portato avanti con una conoscenza piuttosto sofisticata della psicologia. Le tecniche impiegate riflettevano la notevole esperienza acquisita nell'ottenere e nell'estorcere informazioni. Gli inquisitori sapevano che la mente dell'indagato spesso era il suo peggior nemico, che la paura nasce nella solitudine e nell'isolamento, e che spesso può produrre risultati soddisfacenti quanto la violenza fisica. Così, la paura della tortura, per citare l'esempio più ovvio, veniva provocata e alimentata fino a che non si trasformava in uno stato talmente parossistico di panico da vanificare la necessità della tortura stessa. Se l'accusato non confessava subito, gli veniva detto che sarebbe seguito un interrogatorio sotto tortura, però solo dopo un certo periodo di tempo. Il Malleus consiglia

che l'accusato sia denudato o, se è femmina, che venga prima condotta nelle celle penali e lì denudata da donne oneste e di buona reputazione.

Successivamente, i giudici potevano "interrogarla con moderazione, senza spargimento di sangue", ma solo

dopo avere tenuto l'accusata in uno stato di attesa, rinviando continuamente il giorno dell'interrogatorio, e usando spesso la persuasione verbale.

L'inquisitore era incoraggiato a utilizzare una strategia che è oggi ben nota, quella di un poliziotto "inflessibile" e di uno "malleabile"

che ordini agli incaricati di legarla con corde a una macchina di tortura; e che essi obbediscano prontamente ma non con gioia, anzi mostrando di essere turbati dal loro compito. Che venga poi liberata di nuovo, portata da un'altra parte, e che si provi ancora a persuaderla; e nel persuaderla, le si dica che può evitare la pena di morte.

Il Malleus consiglia una palese doppiezza: a un'accusata si poteva anche promettere la vita, ma la vita sarebbe stata in carcere, a pane e acqua.

E che non le si dica, quando le si promette la vita, che così sarà messa in prigione; ma venga condotta a credere che le sarà imposta qualche altra penitenza, come l'esilio.

Comunque, per ottenere quelle dubbie concessioni, doveva denunciare e rivelare l'identità di altre streghe. Del resto, si affretta a chiarire il Malleus, la promessa di avere salva la vita non doveva essere davvero mantenuta: non c'era alcun obbligo di rispettare la parola data a una strega. Molti inquisitoli infatti

pensano che, dopo essere stata messa in carcere, la promessa di risparmiarle la vita dovrebbe essere mantenuta per un po', ma dopo un certo periodo la donna dovrebbe essere bruciata.

O, in alternativa,

il giudice può promettere, senza rischi, la vita all'accusata, ma in modo tale da liberarsi dell'incombenza di pronunciare la sentenza di morte, deputandola a un altro giudice al posto suo.

Quando una strega veniva riportata in cella dopo una seduta di tortura, il giudice doveva assicurarsi che

nel tempo di pausa ci [fossero] sempre delle guardie con lei, in modo da non lasciarla mai sola, per paura che il diavolo la [spingesse] a suicidarsi.

In altre parole, anche un suicidio o un tentato suicidio, causato dallo strazio o dal terrore, veniva interpretato come un'ispirazione del demonio, e perciò come un'ulteriore prova di colpevolezza. In tal modo, gli inquisitori discolpavano se stessi. Quando qualche sventurata donna tentava di suicidarsi infilandosi nella testa gli spilloni con cui fermava sui capelli la cuffia, dicevano: "L'abbiamo trovata in questo stato, come se avesse voluto infilarli nelle nostre teste". Anche quei folli atti di disperazione venivano attribuiti a intenzioni malevole e aberranti, al fine di produrre prove di colpevolezza.
I suicidi e i tentati suicidi erano ovviamente piuttosto comuni. Il Malleus riferisce di streghe che "dopo avere confessato i loro crimini sotto tortura, [hanno cercato] di impiccarsi", oppure che "approfittando della disattenzione delle guardie, si sono impiccate con i lacci delle scarpe o con gli abiti".
Se, nonostante la tortura, la strega si rifiutava ancora di confessare, il Malleus consigliava stratagemmi mi più cervellotici. L'accusata, per esempio, poteva essere portata in una casa, i cui proprietari dovevano "fare finta di partire per un lungo viaggio e di lasciarla sola". E poi

Si faccia in modo che qualcuno di sua conoscenza [...] vada a trovarla e le prometta che sarà messa in completa libertà se gli insegnerà come si effettuano certe magie. E il giudice ponga mente che in questo modo molte hanno confessato e sono state condannate.

Come ultima risorsa, il Malleus consiglia il più sfacciato e incredibilmente spudorato imbroglio:

E che, infine, il giudice entri e prometta che avrà misericordia, con la segreta, intima intenzione che ciò che intende è che sarà misericordioso verso se stesso e verso lo Stato; perché tutto quello che viene fatto per lo Stato è un atto di misericordia.

Ai giorni nostri, abbiamo tutti esperienza di come un qualche "timore" collettivo possa crescere progressivamente, come per contagio psicologico, e assumere proporzioni di vera e propria isteria di massa. Durante gli anni cinquanta, negli Stati Uniti, ci fu l'ossessiva crociata del senatore Joseph McCarthy per scovare presunti comunisti. Nel dramma Il crogiolo il commediografo Arthur Miller attaccò la campagna di McCarthy usando, per analogia, la metafora dei processi di stregoneria svoltisi a Salem nel XVII secolo. Grazie all'opera di Miller l'espressione "caccia alle streghe" è diventata un diffuso modo di dire moderno, per indicare qualunque tentativo di snidare presunti nemici instillando e diffondendo la paura collettiva. Ancora più di recente, abbiamo conosciuto altre forme di panico di massa. In seguito alle tensioni con la Libia, sotto la presidenza di Ronald Reagan, parecchi turisti americani hanno modificato i loro progetti di vacanza per evitare, terrorizzati, i voli internazionali. Si è verificato il caso, in Gran Bretagna, di intere comunità di cittadini sospettate di avere compiuto violenza sui minori durante riti satanici, con il risultato che decine e decine di genitori sono stati allontanati dai figli con la forza. Considerati questi esempi, è facile capire come la paura della stregoneria potesse avere raggiunto le proporzioni di una vera e propria epidemia di panico, quando si consideri che era stata diffusa dalla suprema autorità religiosa del tempo; anzi, come fosse potuta diventare, a tutti gli effetti, l'equivalente psicologico della peste.

http://controappunto.splinder.com/

Viva il 60° Anniversario della Repubblica Popolare Cinese

autore: 
Proletariato Internazionale

Viva il 60° Anniversario della Repubblica Popolare Cinese
Mao: Il popolo cinese si è alzato in piedi

La proclamazione della Repubblica Popolare Cinese, avvenuta il 1° Ottobre 1949, sanciva la vittoria della rivoluzione democratica guidata dal Partito comunista cinese e da Mao e apriva la via alla rivoluzione socialista e all'edificazione del socialismo in Cina. Quest'ultima rivoluzione, che ha visto Mao lottare ripetutamente contro i revisionisti di destra e di "sinistra", è durata ininterrottamente, di tappa in tappa, e ha avuto il suo culmine nella Grande rivoluzione culturale proletaria. Poi, poco dopo la morte di Mao è avvenuta la presa del potere da parte della cricca revisionista di Deng Xiaoping.
Attualmente la Cina è una nera dittatura capitalista e fascista, diretta dalla cricca revisionista di Hu Jintao.
Ma la storia gloriosa della Cina socialista non finisce qui. Quando maturerà, una nuova rivoluzione riporterà al potere il proletariato e il socialismo risplenderà in tutto il suo fulgore.

Signori delegati, la Conferenza politico-consultiva che il popolo di tutto il paese attendeva vivamente si è ora aperta.
La nostra conferenza comprende più di seicento delegati che rappresentano tutti i partiti democratici cinesi, le associazioni popolari, l'Esercito popolare di liberazione, ogni regione, ogni nazionalità e i cinesi d'oltremare. Ciò indica che la nostra conferenza è la conferenza della grande unità del popolo di tutto il paese.
Il successo di questa grande unità di tutto il popolo è stato possibile perché abbiamo vinto il governo reazionario del Guomindang sostenuto dall'imperialismo americano. In più di tre anni l'eroico ed eccezionale Esercito popolare di liberazione ha sconfitto gli attacchi delle truppe del governo reazionario del Guomindang forti di milioni di uomini e sostenute dall'America, ed è passato al contrattacco e all'offensiva. Attualmente i milioni di uomini dell'Esercito popolare di liberazione si avvicinano già a Taiwan, al Guangdong, al Guanxi, al Guizhou, al Sichuan e al Xinjiang; la maggior parte del popolo cinese ha già ottenuto la liberazione. In poco più di tre anni, il popolo di tutto il paese si è unito, ha appoggiato l'Esercito popolare di liberazione, ha lottato contro i suoi nemici e ha fondamentalmente conquistato la vittoria. Su questa base oggi è stata convocata la Conferenza politico-consultiva del popolo1.
L'abbiamo chiamata Conferenza politico-consultiva perché tre anni fa abbiamo riunito una tale conferenza2 con Jiang Jieshi [Chiang Kai-shek] e il Guomindang. Il risultato allora fu che la conferenza venne sabotata dal Guomindang di Jiang Jieshi e dai suoi accoliti, ma lasciò nel popolo un'impronta indelebile. Quella conferenza mostrò che con il Guomindang di Jiang Jieshi, lacché dell'imperialismo, e con i suoi accoliti, non si poteva portare a termine nessun compito che fosse vantaggioso per il popolo. E per quanto si sia arrivati a fatica a prendere decisioni esse sono state inutili perché appena se ne è presentata l'occasione essi hanno stracciato ogni risoluzione e si sono opposti al popolo con una guerra crudele. L'unico risultato fu il profondo insegnamento che dettero al popolo, il quale capì che con il Guomindang di Jiang Jieshi, lacché dell'imperialismo, e con i suoi accoliti, non vi è alcun margine per compromessi: o noi rovesciamo questi nemici o sono essi che ci uccidono e ci opprimono; bisogna scegliere tra le due cose, non c'è altra via. Il popolo cinese sotto la guida del Partito comunista in poco più di tre anni ha rapidamente preso coscienza, si è organizzato, ha costituito su scala nazionale un fronte unito contro l'imperialismo, il feudalesimo, il capitalismo burocratico e il loro massimo rappresentante, il governo reazionario del Guomindang; sostenendo la guerra popolare di liberazione ha fondamentalmente abbattuto il governo reazionario del Guomindang, ha rovesciato la dominazione imperialista sulla Cina, ha ripristinato la Conferenza politico-consultiva.
L'attuale Conferenza politico-consultiva del popolo cinese è convocata su basi completamente nuove; il suo carattere è di rappresentare il popolo di tutto il paese dal quale ha ottenuto fiducia e sostegno. Pertanto la Conferenza politico-consultiva del popolo cinese proclama che essa svolge le funzioni di Assemblea nazionale dei rappresentanti del popolo. All'ordine del giorno della Conferenza politico-consultiva c'è la definizione della Legge organica della conferenza stessa e di quella del Governo popolare centrale della Repubblica popolare cinese, il Programma comune della Conferenza politico-consultiva del popolo cinese, l'elezione del Consiglio nazionale della Conferenza politico-consultiva del popolo cinese e di quello del Governo popolare centrale della Repubblica popolare cinese, la scelta della bandiera e dell'emblema nazionale della Rpc, la decisione del luogo della capitale della Repubblica e l'adozione dello stesso calendario della maggior parte dei paesi del mondo.
Signori delegati, noi abbiamo la sensazione comune che il nostro lavoro resterà scritto nella storia dell'umanità e mostrerà che il popolo cinese, che rappresenta un quarto dell'umanità, si è alzato in piedi. I cinesi sono sempre stati un grande popolo eroico e laborioso, ed è soltanto nel periodo moderno che essi sono rimasti indietro. Questa arretratezza è unicamente il risultato dello sfruttamento e dell'oppressione dell'imperialismo straniero e dei governi reazionari cinesi. Da più di un secolo i nostri predecessori hanno lottato senza tregua e in modo inflessibile contro gli oppressori interni ed esterni, tra queste lotte è compresa la rivoluzione del 1911 guidata dal grande precursore della rivoluzione cinese, il dottor Sun Zhongshan [Sun Yat-sen]. I nostri predecessori ci hanno dato una direttiva, ci hanno chiamato a portare a compimento la loro volontà. E quello che noi oggi abbiamo fatto. Uniti abbiamo abbattuto con la guerra popolare di liberazione e con la grande rivoluzione popolare gli oppressori interni ed esterni e proclamiamo la fondazione della Repubblica popolare cinese. Da oggi facciamo parte della grande famiglia delle nazioni del mondo amanti della pace e della libertà e lavoriamo in modo coraggioso e operoso per creare la nostra civiltà e la nostra felicità; nello stesso tempo faremo anche progredire la pace e la libertà nel mondo. La nostra nazione non sarà più disprezzata da nessuno, ci siamo già alzati in piedi. La nostra rivoluzione ha già ottenuto la simpatia e il plauso di tutti i popoli del mondo e abbiamo amici dappertutto.
Il nostro lavoro rivoluzionario non è ancora finito, la guerra popolare di liberazione e il movimento rivoluzionario popolare si stanno sviluppando, dobbiamo ancora perseverare nei nostri sforzi. Gli imperialisti e i reazionari interni non si rassegneranno certamente alla loro sconfitta e tenteranno ancora di sottrarsi alla loro fine. Dopo che nel paese si sarà ristabilito l'ordine, essi cercheranno sempre, con ogni mezzo, di fare sabotaggi e di provocare disordini, ogni giorno in ogni momento aspireranno a restaurare il loro regime in Cina. Questo è inevitabile, è fuori da ogni dubbio, non dobbiamo assolutamente allentare la vigilanza.
Il nostro sistema di dittatura democratica popolare è un'arma potente per difendere i risultati della vittoria della rivoluzione popolare e per opporsi ai complotti di restaurazione dei nemici interni ed esterni. Dobbiamo tenere ben salda quest'arma. Sul piano internazionale dobbiamo unirci con tutti i paesi e popoli che amano la pace e la libertà, soprattutto con l'Unione Sovietica e i paesi di Nuova democrazia, in modo da non essere isolati nella nostra lotta per salvaguardare i frutti della vittoria della rivoluzione popolare e per opporci ai complotti di restaurazione dei nemici interni ed esterni. Se persistiamo nella dittatura democratica popolare e nell'unità con gli amici di tutto il mondo saremo sempre vittoriosi.
La dittatura democratica popolare e l'unità con gli amici di tutto il mondo ci permetteranno di ottenere rapidi successi nel lavoro di costruzione. I compiti del lavoro di edificazione economica su scala nazionale ci stanno già dinanzi. Condizioni ottime per noi sono i quattrocentosettantacinque milioni di abitanti e un territorio di nove milioni seicentomila chilometri quadrati3. Abbiamo davanti a noi delle difficoltà, e sono molte, ma siamo convinti che esse saranno vinte grazie all'eroica lotta del popolo di tutto il paese. Il popolo cinese ha già un'esperienza estremamente ricca nel trionfare sulle difficoltà. Se i nostri predecessori e noi stessi abbiamo potuto attraversare lunghi periodi di grandi difficoltà e vincere la potente reazione interna ed estera, perché non potremmo dopo la vittoria costruire un paese prospero e fiorente? Se noi manteniamo come in passato uno stile di lotta dura, se siamo uniti, se perseveriamo nella dittatura democratica popolare e ci uniamo con gli amici di tutto il mondo, allora noi potremo ottenere rapidamente la vittoria sul fronte economico.
All'alta marea della costruzione economica seguirà inevitabilmente un'alta marea nel campo culturale. È già tramontata l'epoca in cui i cinesi erano considerati gente incolta. Noi ci presenteremo al mondo come una nazione dotata di un alto livello culturale.
Consolideremo la nostra difesa nazionale, non permetteremo più a nessun imperialista di invadere di nuovo il nostro territorio. Basandoci sul valoroso Esercito popolare di liberazione che ha attraversato dure prove, dobbiamo mantenere e sviluppare le nostre forze armate. Avremo non solo un potente esercito, ma anche un'aviazione e una marina potenti.
Che i reazionari dell'interno e dell'esterno tremino dinanzi a noi! dicano pure che da noi tutto va male! Il popolo cinese grazie ai suoi sforzi indomiti raggiungerà con passo sicuro i suoi obiettivi.
Gloria eterna agli eroi del popolo che si sono sacrificati nella guerra popolare di liberazione e nella rivoluzione popolare!
Celebriamo la vittoria della guerra popolare di liberazione e della rivoluzione popolare!
Celebriamo la fondazione della Repubblica popolare cinese!
Celebriamo il successo della Conferenza politico-consultiva del popolo cinese!

21 settembre 1949
Discorso di apertura pronunciato dal compagno Mao Zedong alla I sessione plenaria della Conferenza politico-consultiva del popolo cinese.
[Testo identico a quello pubblicato sul "Xinhua yuebaon", Pechino 1949, n. I, pp. 4-5, tranne che per la cifra indicata nella nota 3].

1 [È un'organizzazione del Fronte unito di democrazia popolare diretto Partito comunista cinese].
2 Cfr. Sventare l'offensiva di Chiang Kai-shek con una guerra di autodifesa, in Opere scelte, vol. IV, Casa Editrice in lingue estere, Pechino 1975, p. 88, nota 2
3 [Nel "Xinhua yuebao" cit. si legge nove milioni cinquecentonovantasette-
mila].

[Milano] Domenica 8 novembre Assemblea pubblica per il rilancio del conflitto sociale

autore: 
UNITI CONTRO LA CRISI

Domenica 8 novembre alle ore 15 Assemblea metropolitana per il rilancio del conflitto sociale

Le realtà milanesi dell’autorganizzazione sociale e sindacale promuovono per domenica 8 novembre 2009 alle ore 15:00 presso il Centro Sociale Autogestito Vittoria (via Friuli ang. Via Muratori) un’assemblea metropolitana per valorizzare percorsi e prospettive unitarie al di fuori e contro ogni logica concertativa.

Un momento di confronto per costruire spazi di convergenza e soprattutto di pratica comune per far emergere un punto di vista anticapitalista nella città di Milano che segni la possibile rinascita di una stagione di lotte sociali e politiche per la conquista e la generalizzazione dei bisogni e diritti continuamente erosi e sottratti: salario, casa, istruzione, servizi sociali.

La lotta e l’unità tra lavoratori di ogni settore è l’unica arma che abbiamo per dire ai padroni che non abbiamo nessuna intenzione di pagare i costi della loro crisi!

Le realtà milanesi dell’autorganizzazione sociale e sindacale

[Milano] Domenica 8 novembre Assemblea pubblica per il rilancio del conflitto sociale

08/11/2009 - 15:00
Etc/GMT+2
autore: 
UNITI CONTRO LA CRISI

Domenica 8 novembre alle ore 15 Assemblea metropolitana per il rilancio del conflitto sociale

Le realtà milanesi dell’autorganizzazione sociale e sindacale promuovono per domenica 8 novembre 2009 alle ore 15:00 presso il Centro Sociale Autogestito Vittoria (via Friuli ang. Via Muratori) un’assemblea metropolitana per valorizzare percorsi e prospettive unitarie al di fuori e contro ogni logica concertativa.

Un momento di confronto per costruire spazi di convergenza e soprattutto di pratica comune per far emergere un punto di vista anticapitalista nella città di Milano che segni la possibile rinascita di una stagione di lotte sociali e politiche per la conquista e la generalizzazione dei bisogni e diritti continuamente erosi e sottratti: salario, casa, istruzione, servizi sociali.

La lotta e l’unità tra lavoratori di ogni settore è l’unica arma che abbiamo per dire ai padroni che non abbiamo nessuna intenzione di pagare i costi della loro crisi!

Le realtà milanesi dell’autorganizzazione sociale e sindacale

Difesa spa, un affare da cinque miliardi

Ignazio la Ruspa

Un emendamento blitz alla Finanziaria prevede la «privatizzazione» degli acquisti e dei terreni militari. Una norma voluta da La Russa

Anche stavolta il blitz è arrivato di notte: come con lo scudo fiscale. L'altra sera la “manina” ha infilato in Finanziaria un emendamento-monstre, la costituzione della Difesa Servizi Spa. Inserita in un testo omnibus, assieme ai fondi per Radio Radicale o per i terremotati. Sembra un'aggiunta casuale: in realtà quella proposta ha già alle spalle una lunga storia di incursioni fallite (segno di profondi malumori
anche nella maggioranza), e ha un potenziale futuro che potrebbe essere
devastante per lo Stato. La proposta è semplice e radicale: la nuova società gestirà gli acquisti e i terreni (non più gli immobili, che in origine c'erano) della Difesa. Una torta che va tra i 3 e i 5 miliardi l'anno come gestione ordinaria (tipo, acquisto di divise o di alimenti per le mense). Mail potenziale è molto più alto. Basti
pensare a quelle aree militari su cui poter installare impianti energetici, uno dei punti su cui l'opposizione ha sollevato maggiori obiezioni. Teoricamente la nuova società potrebbe consentire l'installazione anche di centrali nucleari o di termovalorizzatori inquinanti, aggirando tutti i controlli: basterà affiggere il cartello
“area militare”. Di fatto lamossatoglie di mezzo tutte le attuali segreterie titolari della
spesa militare: esercito, marina, aeronautica, Carabinieri. Tutti spazzati via dalla nuova società, che avrà un amministratore delegato, un consiglio di amministrazione e un consiglio dei revisori tutti di nomina ministeriale.
Un potere enorme, che potrà agire in regime privatistico, senza i consueti controlli normalmente previsti dalle strutture statali. «Dietro a tutto questo vedo un attacco alla Pubblica amministrazione – commenta Giampiero Scanu, capogruppo
Pd in commissione Difesa – Oggi si parte con la Difesa, domani si passerà alla scuola e poi alla Giustizia». Per i frequentatori delle aule parlamentari, quella norma non è affatto una novità. È da circa un anno che la Difesa tenta di inserirla in qualche provvedimento. Il maggiore sponsor della nuova società è il sottosegretario Guido Crosetto (Pdl ex FI), che parla genericamente di gestione
dei “marchi” per ottenere nuove risorse, ma poi si concentra su immobili e terreni. Il ministro Ignazio La Russa “benedice” in silenzio.
Pare non abbia avuto difficoltà a conquistarsi anche l'appoggio tacito di qualche alto grado militare. I maligni dicono che già 6 o 7 ufficiali in uscita a febbraio puntano a passare dai ranghi militari alle poltrone del consiglio d'amministrazione
della nuova società.
Un incarico a vita: non c'è limite di tempo.
Ma queste non sono che malignità. Le cronache parlamentari raccontano di un primo blitz, fallito, tentato nella legge sui lavori usuranti, “stoppato” da Gianfranco Fini alla Camera. Seguono altri due tentativi in Senato. L'opposizione protesta, e ottiene che venga presentata una proposta di legge dal governo, che arriva sulla scrivania del presidente della Commissione Difesa Giampiero Cantoni. Il quale apre il dibattito: la Commissione mette a confronto il testo con una controproposta dell'opposizione. Il centrosinistra chiede una serie di audizioni, con la Corte dei Conti e con l'Antitrust, oltre che con i vertici delle diverse Armi. Tutto respinto. Si ascolta solo il capo di stato maggiore e il ministero dell'Economia.
Che, a sorpresa, solleva molte obiezioni, soprattutto riguardo la gestione degli immobili, di fatto di proprietà del Demanio e dunque da eliminare dal testo. Come puntualmente avviene. L'opposizione chiede (senza ottenerlo) che almeno
nel consiglio della nuova società sieda un magistrato della Corte dei Conti. Il dibattito è serrato. Fino a 48 ore fa, al blitz riuscito, che provoca parecchia irritazione anche tra i senatori di centrodestra della Commissione Difesa, compreso il presidente, come rivelano alcune fonti. «Si è trattato di un grave fatto di prepotenza nei confronti del Parlamento che stava discutendo », commenta Roberta Pinotti (Pd). Viste le carte in tavola, il blitz potrebbe essere anche il risultato dell'accerchiamento anti-tremontiano che parte dal Senato.

Quando si dice l'innocenza

autore: 
comidad

QUANDO SI DICE L'INNOCENZA

Lo Stato fa capire che ha collaborato con la mafia.
Obama fa capire che, lui no, ma Bush organizzava gli attentati in Iran tramite i servizi segreti pachistani.
I Francesi fanno capire che gli Italiani pagavano i Talebani per salvarsi il culo in Afghanistan.
E il Berlusca vorrebbe far capire che lui non paga le puttane. Bah.

[Catania] SGOMBERATO CPO EXPERIA

autore: 
io

Questa mattina è stato sgomberato il CPO Experia di Catania. Ad aspettare i servi in divisa numerosi compagni, militanti e ragazzi del quartiere che sono stati brutalmente caricati. Ora i compagni sono in presidio permanente ed alle 17 è convocata un'assemblea cittadina.
Da 17 anni il CPO Experia svolge attività sociale e politica nel quartiere popolare di San Cristoforo, ed è punto di riferimento aggregativo in una città assolutamente disgregata ed in balia di personaggi come Mario Ciancio (editore della Sicilia e amico degli amici) e delle bande di giovani "rampanti" di alleanza nazionale.
E' probabile che in questo sgombero abbia giocato un ruolo rilevante Salvo Pogliese, solerte referente del padronato catannese, oggi parlamentare del PDL alla regione sicilia, ieri picchiatore fascista del fronte della gioventù,
La Catania del malaffare, della corruzione, della mafia, della spartizione di pubblici denari finalizzata alla valorizzazione dei profitti privati, tenta di infliggere così un colpo ad una delle poche realtà antagoniste e (anticapitaliste) della città.
Solidarietà ai compagni
Ora e sempre resistenza.

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