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Antifascismo

Presidio antifascista davanti al liceo Manzoni

21/11/2009 - 14:30
21/11/2009 - 19:00
Etc/GMT+1
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Domani, davanti al liceo classico di via Orazio, il Manzoni, si terrà un presidio antifascista alle 14:30. Idea nata dopo le visite dei militanti, ben oltre l'età liceale, di forzanuova al liceo. Ci saranno diversi gruppi che suoneranno, Vin Broulè e tante birre. Sono invitate tutte le realtà antifasciste della città e fuori. Dopo il presidio speriamo di riuscire a muovere una manifestazione. Accorrete, rimandiamo i fascisti nelle fogne!

Battisti, Genro: "Fascismo in governo italiano"

Brasilia, 20 nov. - (Adnkronos) - Il ministro della Giustizia brasiliano, Tarso Genro, ha dichiarato che il governo sta orientandosi a non estradare l'ex terrorista dei Pac, Cesare Battisti, per ''ragioni umanitarie e politiche''. ''L'Italia non e' un Paese nazista ne' fascista, ma constatiamo che vi e' una crescita preoccupante del fascismo fra gli italiani'', ha dichiarato Genro, che lo scorso gennaio avevo concesso lo status di rifugiato politico a Battisti, secondo quanto riporta il quotidiano brasiliano Estadao. ''Il fascismo sta guadagnando forza, anche in settori del governo'', ha aggiunto.

[UDINE] studenti condannati per l'occupazione di una scuola !

Due studenti del Liceo Scientifico “Marinelli” di Udine si sono visti notificare un decreto penale di condanna a 15 giorni di arresto (commutati in una multa di 570 euro a testa) per “violenza privata ed interruzione di pubblico servizio” a seguito dell'occupazione della scuola avvenuta nell'ottobre 2008 nel corso delle proteste contro la “riforma” Gelmini.

È forse il primo caso in Italia di una occupazione di scuola che viene sanzionata penalmente (perfettamente in linea però con il clima di repressione sempre più pesante che stiamo respirando).

La notizia ha destato sconcerto e sdegno in città. Oltre tutto l'occupazione era stata praticamente concordata con il Preside e la “violenza privata” si riduce ad un lucchetto che bloccava una porta !

Lo stesso Preside nega di aver presentato denuncia e si è detto “sgomento” alla notizia. La mattina dell'occupazione la polizia aveva identificato i partecipanti e pare che la denuncia sia andata avanti d'ufficio. I condannati sono gli unici due studenti maggiorenni (pare però che siano stati denunciati al Tribunale dei Minori anche una quindicina di studenti minorenni, il loro caso verrà trattato a parte).

I condannati hanno presentato ricorso ed ora si sta organizzando la mobilitazione contro questo indegno atto di repressione.

[TORINO] CIRCOSCRIZIONE REVOCA SALA A FORZA NUOVA

Forza Uova

E mentre i movimenti antifascisti hanno organizzato per domani sera alle 19.30 un presidio davanti alla circoscrizione per protestare contro l'iniziativa di Forza Nuova

Roberto Fiore, risponde all'interpellanza presentata ieri dai parlamentari piemontesi del Pd, Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi che avevo chiesto se non fosse opportuno vietare la manifestazione per ragioni di ordine pubblico. ''Essendo l'incontro pubblico - sottolinea Fiore - sono tutti invitati ad intervenire, compresi coloro che dissentono a priori come i due deputati del Pd Esposito e Boccuzzi. Le polemiche sul nulla non mi interessano, mi interessa il confronto democratico e soprattutto mi interessa parlare dell'Europa che i popoli vogliono costruire. Credo che confrontarsi su argomenti cosi' importanti per noi tutti sia segno di maturita' politica, il resto e' propaganda'' Sulla vicenda, infine, interviene Silvio Viale, presidente dell'Associazione Radicale Adelaide Aglietta. ''Puo' piacere o non piacere, ma la liberta' di parola non puo' essere a senso unico e proprio chi si batte per il diritto deve essere in prima fila perche' venga rispettata. Proprio perche' su temi come il razzismo e il fascismo non abbiamo alcun tipo di reticenza possiamo denunciare senza ambiguita' quanto sia sbagliato cercare di impedire il dibattito che domani sera vedra' Nick Griffin tra i relatori''.
Simboli vietati negli stadi - FOGNA NUOVA e Fiamma Tricolore

L'Uefa ha pubblicato la lista "nera" degli striscioni e dei cori che non saranno più tollerati durante le partite nelle coppe europee.

Tra quelli italiani FOGNA NUOVA e Fiamma Tricolore!

http://static.repubblica.it/interattivi/sfogli/stadio/index.html

Rom, razzismo e pogrom; «Omicidio Fadani, la politica ha responsabilità morali»

Il presidente della federazione Romanì sul delitto di Alba Adriatica chiama in causa la politica accusata di «cercare il consenso attraverso un piano eversivo destabilizzante», e che «utilizza la minoranza rom come capro espiatorio». Chiede pertanto che si faccia tutto il possibile per mettere fine al pogrom in atto ad Alba Adriatica e che le istituzioni cerchino il dialogo con i rappresentanti della comunità nomade.

ALBA ADRIATICA - «Razzismo e antizingarismo allo stato puro». Così Nazareno Guarnieri, presidente della Federazione Romanì definisce la rivolta dei cittadini nel quartiere rom di Alba Adriatica a seguito dell'omicidio Fadani.

«E' solo grazie al lavoro degli uomini delle forze dell'ordine se finora non è accaduta un'altra tragedia» . Ma Guarnieri non condanna solo la rivolta di mercoledì 11 novembre, ma anche «il pogrom in atto da diversi giorni nel silenzio assordante della società civile, della politica e delle istituzioni. Un pogrom ricercato da quella politica che predica bene e razzola male e che cerca il consenso attraverso un piano eversivo destabilizzante, che ha utilizzato un momento di grave lutto per destabilizzare l'ordine pubblico. Quella politica convinta di essere al di sopra della legge ed esente dal rispetto della legalità valida per tutti e per ciascuno».

Guarnieri attacca la politica «che non comprende le proprie responsabilità morali per la tragedia accaduta, responsabilità per l'elusione dei propri doveri istituzionali e costituzionali che richiedono l'attivazione di un programma adeguato di integrazione culturale per la minoranza rom».

Per il presidente della Federazione Romanì «la politica continua a fare di ogni erba un fascio, e per perseguire il proprio piano eversivo destabilizzante utilizza la minoranza rom come capro espiatorio, e non vuole dialogare con la rappresentatività rom, giuridicamente costituita e moralmente credibile, unico strumento per isolare i delinquenti, i criminali, gli opportunisti senza scrupoli».

Guarnieri precisa che la Federazione ha subito duramente condannato l'omicidio di Emanuele Fadani chiedendo per i responsabili una pena esemplare, mentre altrettanto non avrebbe fatto la politica e le istituzioni nei confronti di chi ha effettuato la spedizione punitiva nel quartiere rom.

«Abbiamo il dovere di intervenire - conclude per fermare la gravissima persecuzione razziale contro persone rom colpevoli solo di essere rom, e lo faremo nel rispetto delle leggi e della costituzione italiana».

Per questo si chiede alle istituzioni l'avvio di tutte le iniziative democratiche per contrastare il pogrom di Alba Adriatica e di avviare un dialogo «efficace ed efficiente» con la Federazione Romanì a rappresentanza della comunità rom.

fonte: Sanbenedetto Oggi

Ruspe contro i Rom nella Milano «per bene» del sindaco Moratti

Rom

Via Rubattino, quella dell’Innse, ore 7: il sindaco di Milano, Letizia Moratti, può aggiungere un altro sgombero in un campo rom a quelli vantati nell’opuscolo di propaganda distribuito quindici giorni fa ai milanesi (con quali soldi?): «…erano tre nel 2006 – sta scritto – oggi ne abbiamo effettuati 143». Più uno, in via Rubattino, per liberare un’area, che fu dell’Enel, da duecento rom, buttati giù dal letto da poliziotti e carabinieri in assetto antiguerriglia: tra di loro ottanta bambini, una quarantina dei quali frequenta (frequentava, ormai) le scuole del quartiere. Domenica scorsa c’era stata una manifestazione: insegnanti e genitori (dei compagni di classe). Fatto strano: manifestavano perché il campo non venisse cancellato. «Sono bravi, questi bambini – spiegava una maestra – sono attenti, sono puliti, imparano. Abbiamo faticato insieme: non si può mandare tutto all’aria proprio adesso». Le maestre sono tornate ieri mattina, a prendersi i bambini: «Almeno perché abbiano ancora un tetto sopra la testa e un pranzo decente. Ma dove andranno, quando nel pomeriggio la scuola chiuderà?». Dove andranno gli altri rom? Qualcuno, separando famiglie, uomini e donne e bambini, verrà sistemato, forse, in un centro di accoglienza, gli altri si arrangeranno in uno dei tanti prati incolti o dei tanti scheletri di fabbrica alla periferia. Il Comune prevede solo le ruspe.

Protestava l’opposizione, ma questa degli sgomberi è la linea, anzi questo è il «nos Milan, la nostra Milano, our Milan»,comedice il titolo dell’opuscolo preelettorale, titolo ritagliato ai bordi di una immagine di scorcio delDuomorivestito di fiori di pesco, forse per significare la religiosità cittadina e un’eterna primavera urbana. Titolo “trilingue”, come per dire: contenti tutti, siamo locali (e dialettali, come il festival di Sanremo), nazionali e internazionali. Il libretto sta nella strategia della Moratti per difendere il posto e la ricandidatura, insieme con alcuni altri passi: ha annunciato che prenderà la tessera del Pdl, ha candidato Marina Berlusconi all’Ambrogino (direttamente, senza neppure lasciare l’onere della proposta a un consigliere qualsiasi). La tesserà arriverà, l’Ambrogino per la figliuola del Presidente ci sarà, come ha deciso a maggioranza nella notte la commissione consiliare, la stessa che ha negato il riconoscimento ai lavoratori della Innse (e che ha, invece, assegnato all’unanimità la cittadinanza onoraria a Saviano). L’opuscolo citato presenta brillanti quadretti di vita cittadina, merito della Moratti, della sua esperienza «di sindaco, di imprenditrice, di mamma». Con alcuni inciampi, ad esempio nel capitoletto “Milano vivibile”, dove si dice trionfalmente di ambiente ed ecopass…, propriomentre si è completato lo smantellamento dell’assessore Croci, l’inventore della tassa d’ingresso alle vetture inquinanti nel centro cittadino, odiata dalla Lega, osteggiata da una parte del centro destra: prima gli hanno tolta la delega al traffico (affidata al vicesindaco De Corato), poi gli hanno scippato (l’altro ieri) anche l’ambiente. Dell’ecopass (che ha “incassato” quattro milioni meno dei 15 previsti) non si conosce il destino, lo sdoppiamento dell’assessorato cancella un piccolo progresso culturale: il riconoscimento che il traffico è tra le prime insidie alla qualità ambientale. Seguono pagine dedicate a biciclette, metropolitane, trasporto pubblico e parcheggi (tutti interventi a carico del silurato Croci), casa , famiglia, anziani…

Conclusione sotto il capitolo: “Milano sicura”. Primo titolo: “giro di vite”, aggiornamento del precedente “tolleranza zero” (importato dal predecessore della Moratti, Gabriele Albertini), nel segno di una interpretazione poliziesca e pure militaresca della sicurezza (grazie ai tre fanti dislocati qui e là dal ministro La Russa). Secondo titolo: “abusivismo”, dedicato ai rom e agli sgomberi. I numeri della Moratti saranno trionfali (o trionfalistici e fasulli).Ma la Moratti non avverte la necessità di dire qualcosa ai suoi concittadini a proposito dell’Expo, del bilancio (salvato pescando nel maxidividendo dell’Azienda trasporti)o dei soldi persi con la manovra sui derivati o della sua urbanistica al calcestruzzo? Eracconta anche di un centrodestra diviso e litigioso, sconfitto ripetutamente malgrado la larga maggioranza, in unconsiglio comunale che il sindaco, sulla traccia del predecessore, ignora. Il Pd ha presentato cento interrogazioni, una per ciascun punto del programmadella Moratti: s’è visto arrivare solo dieci risposte. Prima della tessera del Pdl, il sindaco ha preso le abitudini del suo capo: dopo i lunedì di Arcore, daun po’ di tempo si contano a Milano anche le serate in casa Moratti, quando un’allegra brigata, che comprende De Corato, La Russa e, tra gli altri, Maurizio Lupi (futuro sindaco?), decide tra caffè e pasticcini di aree fabbricabili e di poltrone, di autostrade urbane e di viadotti e di trafori,come quello che l’assessore all’urbanistica vorrebbe scavare da un capo all’altro di Milano, per quindici chilometri sotto case, metropolitane, fogne, con svincoli e pedaggi, come fossimo Metropolis.

Razzismo, divieto di comizi per il sindaco Flavio Tosi

Tosi Flavio

Tosi come Gentilini. Dopo la condanna (istigazione al razzismo) inflitta al fumantino vicesindaco di Treviso, tocca ora al primo cittadino leghista di Verona subire l' onta e le conseguenze di un provvedimento definitivo (propaganda razzista) per i suoi eccessi contro gli immigrati. In questo caso i cittadini sinti che nel 2001, con una campagna muscolare fatta di slogan martellanti, Tosi voleva cacciare dalla città che oggi amministra. Anche per lui, oltre a due mesi di reclusione (pena sospesa), i giudici hanno stabilito, in via definitiva, il divieto di partecipare a comizi politici per tre anni. Una pena accessoria di fatto congelata, ma che - sul piano politico - fissa dei paletti. È tutto contenuto nelle motivazioni, depositate il 30 ottobre, della sentenza della Corte di Cassazione. Dieci pagine nelle quali si fa riferimento al reato per il quale Flavio Tosi è stato punito: «Propaganda di idee fondate sulla discriminazione e l' odio razziale». L' inciampo del sindaco veronese, pupillo del ministro degli Interni Maroni, risale al 2001. Assieme alla sorella Barbara e ad altri quattro dirigenti della Lega (tutti condannati, tra loro il deputato Matteo Bragantini e l' assessore comunale Enrico Corsi) Tosi diffuse dei volantini con scritte tipo «Firma anche tu per cacciarei sinti», «Sgombero immediato! Via gli zingari da casa nostra», e dichiarazioni stampa come «dove arrivano loro ci sono i furti». Che quei sinti accampati nel quartiere di Borgo Venezia fossero iscritti all' anagrafe e veronesi da generazioni, al gruppo capeggiato da Tosi importava niente. Sollevate barricate contro i campi nomadi, lanciate petizioni per farli sloggiare, promesso che la Lega ne avrebbe impedito l' insediamento «in qualsiasi altra area del territorio», Tosi, dopo gli esposti di un gruppo di associazioni antirazziste, si trovò a dover rispondere di tutto questo in tribunale: non smentì nulla. Si giustificò dicendo che la sua era una battaglia per il ripristino della legalità. Il processo istruito dal procuratore di Verona, Guido Papalia, culminò con una condanna in secondo grado a due mesi di reclusione. La Cassazione, inizialmente, annullò con rinvio la condanna, sentenziando, in sostanza, che se sono ladri è legittimo discriminare i nomadi («La discriminazione per l' altrui diversità è cosa diversa da quella per l' altrui criminosità»). Poi però è arrivato il giudizio definitivo. Che inchioda Tosi ad un comportamento «non rivolto al ripristino della legalità quanto alla discriminazione». Federica Panizzo e Lorenzo Picotti sono i legali dei sinti costituitisi parte civile. «Dopo otto anni - dicono - si mette la parola fine su un processo nel quale è emersa tristemente l' attualità e la pericolosità di un "razzismo contemporaneo" che, anche per il solo fatto di essere propagandato pubblicamente, è in grado di scalfire la pacifica convivenza dei cittadini. Tutti, senza distinzioni». Flavio Tosi sindaco di Verona - PAOLO BERIZZI

I risultati sulle analisi antidroga di Moratti e De Corato

autore: 
pop problema d ordine pubblico

Il sindaco Moratti e l'assessore tuttofare De Corato si sono diligentemente sottoposti alle analisi per il rilevamento di eventuali tracce di sostanze stupefacenti,"l'unica cosa davvero stupefacente -hanno affermato i medici del laboratorio incaricato-è la forte presenza nel sangue dei due politici di destra di colibatteri fecali".Alla richiesta di spiegazioni biologi e studiosi immediatamente interrogati sul caso hanno affermato che non c'è da sorprendersi:"nessun motivo di allarme-hanno detto -possiamo solo dire con chiarezza che tecnicamente ci troviamo di fronte a due stronzi"

Manifestazione antifascista a Parma - Antifa fest: Khaos + Dj Trix

21/11/2009 - 14:30
21/11/2009 - 17:00
Etc/GMT+1
autore: 
Marco Severo / RAF PR

Sarà un sabato caldo al Montanara. Da una parte il corteo del Comitato antifascista, annunciato da settimane contro la presenza di Caspound in via Mascherpa. Dall’altra l’arrivo di Gianluca Iannone, leader nazionale del centro sociale neofascista (nella foto in basso). In un volantino scaricabile dal sito di Cp si legge: “Un anno di Casapound, interverranno il responsabile provinciale Pier Paolo Mora, la coordinatrice regionale Francesca Giovannini e il presidente di Cp Italia Gianluca Iannone”. Solo l’orario degli appuntamenti cambia: le 14.30 per il corteo, le 17 per i neofascisti. “Siamo preoccupati – dice comunque Stefano Manici del Comitato antifascista, durante una conferenza stampa in vista di sabato- riteniamo una provocazione questa iniziativa di Casapound”. Stesso parere per Massimiliano Bocchi, della sezione Montanara di Rifondazione comunista: “In tutto questo ravvediamo – dice – una forte responsabilità politica. Il coordinatore di Civiltà per Parma, Claudio Bigliardi, ci aveva invitato a rinunciare al corteo per evitare di gettare benzina sul fuoco: perchè ora lui e gli altri politici non fanno lo stesso con Casapound?”. Presente alla conferenza stampa anche Franca Gonizzi, anziana antifascista di Parma.

La manifestazione del Comitato è prevista sabato dalle 14,30. Partenza del serpentone da largo 8 marzo. Il corteo si limiterà a percorrere le strade del quartiere “evitando ovviamente via Mascherpa e le zone limitrofe alla sede di Casapound” promette Gianna Montagna, portavoce del Comitato. Annunciata la presenza di associazioni reducistiche e dei partigiani di Anpi e Alpi. Alla fine verrà letta una lettera di Giacomo Ulivi, giovane partigiano ammazzato dalle Brigate nere il 10 novembre 1944. “Le nostre intenzioni sono assolutamente pacifiche – prosegue Montagna – la manifestazione è la normale prosecuzione di un’attività di sensibilizzazione, partita da tempo e finalizzata a chiedere la chiusura della sede cittadina di Cp”. Non solo: “Ci stiamo attivando – aggiunge Manici – per promuovere un’operazione più ampia, che coinvolga anche la politica nazionale e che punti ad una riflessione generale sull’identità di Casapound, nella quale noi ravvediamo un’apologia di fascismo”. C’è un cambio di passo, infatti, nella lotta contro i ‘neri’ a Parma.

Dopo i primi mesi di rodaggio, il Comitato ha avviato ora una fase di azione più organica: raccolta di documenti, incontri, contatti con associazioni volti alla rifessione sul fascismo e sulla storia del ventennio. Per combattere un avversario serve prima conoscerlo. E farlo conoscere. “E’ assurdo – lamenta Manici – che questa associazione nasconda la sua vera identità e il suo proposito di trasformazione della Costituzione sotto la classificazione onlus”. Già disponibile da parte del Comitato un fascicolo di testi su Casapound, tra i quali si legge anche un’intervista a Pier Paolo Mora pubblicata di recente sul freepress locale ZeroSette: “Sono fascista – dichiara apertamente il capo di Cp Parma – perchè credo in determinati valori che sono stati alla base di un determinato periodo del fascismo”. E’ la prima volta, all’interno di una strategia di dissimulazione e prudenza sul richiamo diretto al regime mussoliniano, che CasaPound Parma getta pubblicamente la maschera.

CORTEO ANTIFASCISTA
SABATO 21 NOVEMBRE
ORE 14.30 - LARGO 8 MARZO (QUARTIERE MONTANARA)

a seguire

KHAOS E DJ TRIX
ANTIFA FEST @ MU - Festa Antifascista di Parma
SABATO 21 NOVEMBRE
ORE 22.00 - LABORATORIO MU, STRADA DEL TAGLIO 2

Opening Showcase:
ZAZZA
SACROVERBO CREW
SPNS
DANK, DHAP + DJ T-ROBB

La bomba finale :
KAOS + DJ TRIX

Due leggende dell'hip hop italiano finalmente sui palchi parmensi.

Durante la serata:
esibizione di TURNTABLISM del grande DJ T-ROBB
HUMAN BEATBOXING con DHAP, TODO BIEN e altri ospiti
OPEN MIC per gli mc che vogliono mostrare le proprie skills
SELECTA musicale curata dei gruppi coinvolti.
BANCHETTI di controinformazione a cura delle realtà antifasciste del territorio parmigiano

Ingresso a SOLI 6 EURO

Gianluca Iannone a Parma sabato 21 durante manifestazione antifascista

autore: 
Marco Severo / RAF PR
image1: 
corteomontanara.jpg

Sarà un sabato caldo al Montanara. Da una parte il corteo del Comitato antifascista, annunciato da settimane contro la presenza di Caspound in via Mascherpa. Dall’altra l’arrivo di Gianluca Iannone, leader nazionale del centro sociale neofascista (nella foto in basso). In un volantino scaricabile dal sito di Cp si legge: “Un anno di Casapound, interverranno il responsabile provinciale Pier Paolo Mora, la coordinatrice regionale Francesca Giovannini e il presidente di Cp Italia Gianluca Iannone”. Solo l’orario degli appuntamenti cambia: le 14.30 per il corteo, le 17 per i neofascisti. “Siamo preoccupati – dice comunque Stefano Manici del Comitato antifascista, durante una conferenza stampa in vista di sabato- riteniamo una provocazione questa iniziativa di Casapound”. Stesso parere per Massimiliano Bocchi, della sezione Montanara di Rifondazione comunista: “In tutto questo ravvediamo – dice – una forte responsabilità politica. Il coordinatore di Civiltà per Parma, Claudio Bigliardi, ci aveva invitato a rinunciare al corteo per evitare di gettare benzina sul fuoco: perchè ora lui e gli altri politici non fanno lo stesso con Casapound?”. Presente alla conferenza stampa anche Franca Gonizzi, anziana antifascista di Parma.

La manifestazione del Comitato è prevista sabato dalle 14,30. Partenza del serpentone da largo 8 marzo. Il corteo si limiterà a percorrere le strade del quartiere “evitando ovviamente via Mascherpa e le zone limitrofe alla sede di Casapound” promette Gianna Montagna, portavoce del Comitato. Annunciata la presenza di associazioni reducistiche e dei partigiani di Anpi e Alpi. Alla fine verrà letta una lettera di Giacomo Ulivi, giovane partigiano ammazzato dalle Brigate nere il 10 novembre 1944. “Le nostre intenzioni sono assolutamente pacifiche – prosegue Montagna – la manifestazione è la normale prosecuzione di un’attività di sensibilizzazione, partita da tempo e finalizzata a chiedere la chiusura della sede cittadina di Cp”. Non solo: “Ci stiamo attivando – aggiunge Manici – per promuovere un’operazione più ampia, che coinvolga anche la politica nazionale e che punti ad una riflessione generale sull’identità di Casapound, nella quale noi ravvediamo un’apologia di fascismo”. C’è un cambio di passo, infatti, nella lotta contro i ‘neri’ a Parma.

Dopo i primi mesi di rodaggio, il Comitato ha avviato ora una fase di azione più organica: raccolta di documenti, incontri, contatti con associazioni volti alla rifessione sul fascismo e sulla storia del ventennio. Per combattere un avversario serve prima conoscerlo. E farlo conoscere. “E’ assurdo – lamenta Manici – che questa associazione nasconda la sua vera identità e il suo proposito di trasformazione della Costituzione sotto la classificazione onlus”. Già disponibile da parte del Comitato un fascicolo di testi su Casapound, tra i quali si legge anche un’intervista a Pier Paolo Mora pubblicata di recente sul freepress locale ZeroSette: “Sono fascista – dichiara apertamente il capo di Cp Parma – perchè credo in determinati valori che sono stati alla base di un determinato periodo del fascismo”. E’ la prima volta, all’interno di una strategia di dissimulazione e prudenza sul richiamo diretto al regime mussoliniano, che CasaPound Parma getta pubblicamente la maschera.

CORTEO ANTIFASCISTA
SABATO 21 NOVEMBRE
ORE 14.30 - LARGO 8 MARZO (QUARTIERE MONTANARA)

a seguire

KHAOS E DJ TRIX
ANTIFA FEST @ MU - Festa Antifascista di Parma
SABATO 21 NOVEMBRE
ORE 22.00 - LABORATORIO MU, STRADA DEL TAGLIO 2

Opening Showcase:
ZAZZA
SACROVERBO CREW
SPNS
DANK, DHAP + DJ T-ROBB

La bomba finale :
KAOS + DJ TRIX

Due leggende dell'hip hop italiano finalmente sui palchi parmensi.

Durante la serata:
esibizione di TURNTABLISM del grande DJ T-ROBB
HUMAN BEATBOXING con DHAP, TODO BIEN e altri ospiti
OPEN MIC per gli mc che vogliono mostrare le proprie skills
SELECTA musicale curata dei gruppi coinvolti.
BANCHETTI di controinformazione a cura delle realtà antifasciste del territorio parmigiano

Ingresso a SOLI 6 EURO

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