RECLAIM YOUR MEDIA!
Per continuare Indymedia Lombardia ha bisogno del vostro supporto.
Difendi la tua informAzione!

Autofinanziamento :
Partecipa|| Quanto ci costa? || Non puoi/vuoi fare una donazione online?

Antifascismo

In via Mancini ci sono gli assassini

autore: 
dal manifesto

Mio fratello, che era democristiano, odiava la violenza. Io gli dicevo che la mafia ne ammazza più dei rossi e dei neri. Lui non rispondeva e mi dava del comunista convinto. Eppure ora ricordo che aveva ragione. Perché io diventai comunista in via Mancini.

«Mir, Mir, Tupamaros, Vietcong». Oppure «Ira, Fedayn, Tupamaros, Vietcong». Il tutto intervallato dal battere delle mani che dava la giusta cadenza, il ritmo della marcia. Quando ti avvicinavi a via Mancini a Milano nei secondi anni Settanta, dovevi aver fatto testamento. Perché da via Mancini e dintorni potevi anche non uscire.
Via Mancini aveva sostituito nell'immaginario collettivo della sinistra extraparlamentare piazza S. Babila che a sua volta aveva sostituito corso Monforte. La carriera dei neofascisti a Milano, infatti, era passata dal Fronte della Gioventù del Monforte ai sanbabilini. Per chi non lo avesse ancora capito, erano le sedi del fascio, «quelle che si chiudono con il fuoco... anche se questo è ancora troppo poco».
Inutile fare i santarellini e le anime belle, oggi. In via Mancini a Milano ci andavano un po' tutti allora. Quelli del Movimento sociale italiano perché era la sede centrale del partito in Lombardia, quelli della sinistra extra e anche no perché lì c'era da mettere in pratica l'antifascismo militante.
E in quegli anni c'erano proprio tutti: i politici che oggi fanno i moralisti sulla violenza verbale dei cortei, post-fascisti che strizzavano gli occhi pure a Ordine nuovo, insomma la creme della classe dirigente di oggi passava da quella strada.

image1: 
foto59.jpg

info sui nazisti arrestati

autore: 
°°

Alessandro Carapezzi e Matteo Minonzio, di Italia Team Minonzio
http://www.boxingbar.com/site/img/foto/minonzio_binda_nicolaj.jpg
http://www.kombatleague.net/html/uploads/img4611049151445.jpg

Alessandro Limido
http://www.edilportale.com/edilcatalogo0/EdilCatalogo_SchedaProgettista....

Alessandro Vigliani (foto)
ex SHARP

Don Gelmini: «Chiedo scusa agli ebrei»

La giustificazione del sacerdote: «Intendevo dire lobby massonica radical chic». Poi aggiunge: «Sono addolorato ma sereno e forte»

ROMA - Don Pierino Gelmini si corregge e sulle accuse alla lobby ebraico-radical chic dichiara: «se l'ho detto mi è sfuggito perché io intendevo dire massonica radical chic. Chiedo scusa agli ebrei perché io ho molto rispetto e molta considerazione per loro». Il sacerdote ha rilasciato una breve dichiarazione al Gr1, aggiungendo che «c'è questa loggia massonica radical chic che sicuramente combatte la Chiesa su tutti i fronti e che punta a neutralizzare coloro che in un'azione d'avanguardia cercano di rendere una testimonianza cristiana. I preti? Sono i loro, direi, punti di riferimento preferiti». Dopo aver celebrato la messa con i ragazzi della sua comunità il sacerdote ha riferito di essere «sicuramente addolorato per queste cose ma sereno e forte nello spirito e nell'anima».

Armi e svastiche. Tre naziskin arrestati

autore: 
dall'unità

Inchiodati sei "naziskin": violenti, razzisti, armati. Dopo anni di spedizioni punitive - il gruppo era attivo dal 2002 - tre sono già in carcere (in tutto erano in 27). Uno fa l'operaio, uno monta piscine e un altro è trasportatore. Nel loro tempo libero, però, andavano in giro a picchiare e offendere - secondo la procura di Bologna, che ha disposto misure cautelari a loro carico - militanti di sinistra, immigrati, ebrei e gay. Facevano incursioni notturne nei centri sociali e allo stadio "Renato Dall'Ara" gridavano cori di stampo neofascista.

Si chiamano A. C., A. L. e F. C.: i primi due da venerdì mattina sono in carcere, il terzo è agli arresti domiciliari. Insieme ad altre due persone (il milanese M. M. e L. C. di Bolzano), per i quali il gip di Bologna, Gabriella Castore, ha richiesto solo obblighi casalinghi a determinate fasce orarie, sono ritenuti i cinque promotori e organizzatori di un'associazione per delinquere di 27 persone (tra loro anche due-tre iscritti a Forza Nuova) attiva con un duplice scopo.

Da una parte c'erano le lesioni personali, il porto abusivo di armi improprie e la violenza privata (concretizzatisi in una sequela di «spedizioni punitive» in provincia di Bologna dal 2002 al 2006); dall'altra la discriminazione, l'odio e la violenza per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi. Finalità che secondo il gip Castore sono indipendenti l'uno dall'altra: nell'ordinanza infatti, scrive, la discriminazione sussiste anche indipendentemente dalle azioni violente.

Blitz contro l'estrema destra: sei arresti e 40 perquisizioni

autore: 
da repubblica

L'operazione ha riguardato province lombarde ed emiliane
Le accuse vanno dall'aggressione all'ostentazione di simboli nazisti allo stadio.

BOLOGNA - Blitz contro l'estrema destra in Emilia Romagna e Lombardia. La Digos sta eseguendo nelle province di Bologna, Ravenna, Reggio Emilia, Ferrara, Pavia e Varese sei misure cautelari ed oltre 40 perquisizioni nei confronti di esponenti di estrema destra.

I sei arrestati sono accusati di appartenere ad un'associazione per delinquere finalizzata alle lesioni personali, al porto abusivo di armi improprie, alla violenza privata e alla discriminazione, all'odio o violenza per motivazioni razziali, etniche, nazionali o religiose, danneggiamento a cose e porto abusivo di armi da taglio.

Secondo gli investigatori ci sarebbero state anche aggressioni ad avversari politici, a gruppi di sinistra, con l'ostentazione di simboli e slogan di ideologia nazifascista (in particolare allo stadio di Bologna ad opera del gruppo ultras "Felsinei Bologna Patria Nostra"), ed espressioni oltraggiose nei confronti di ebrei, omosessuali, extracomunitari.

Estrema destra, arresti e perquisizioni della Digos Bologna

I provvedimenti riguardano esponenti di un’associazione per delinquere finalizzata alle lesioni personali, al porto abusivo di armi, all'odio e alla discriminazione

BOLOGNA: Dalle prime ore della mattina la Digos della Questura di Bologna, in collaborazione con la Sezione anticrimine del Reparto Operativo Speciale dei Carabinieri, al termine di un’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica, sta eseguendo, nelle province di Bologna, Ravenna, Reggio Emilia, Pavia, Ferrara e Varese, 6 misure cautelari ed oltre 40 perquisizioni.

I provvedimenti riguardano esponenti di estrema destra, appartenenti ad un’associazione per delinquere finalizzata alle lesioni personali, al porto abusivo di armi improprie, alla violenza privata ed alla discriminazione, all’odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.

Il gruppo criminale aveva tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione ed alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali e religiosi, mediante atti di danneggiamento a cose, porto abusivo di armi da taglio, violente e preordinate aggressioni ai danni di singoli o gruppi individuati quali appartenenti a realtà di opposta fazione, con ostentazione a fini propagandistici ed identitari di simboli e slogan dell’ideologia nazifascista (svastiche), nonchè di espressioni oltraggiose nei confronti di ebrei, omosessuali, extracomunitari, frasi e inneggiamenti esternati anche nel contesto di manifestazioni sportive e segnatamente tra le fila degli «Ultras felsinei Bologna Patria Nostra».

La Stampa

Comunicato sulla mozione contraria all'albo zona 8 di cuore nero

Il comunicato di zona otto sulla discussione all'albo di zona dell'associazione culturale aurora boreale, facciata del gruppo neofascista di cuore nero.

Sabato 1 settembre Focene: Manifestazione in memoria di Renato e Assemblea Nazionale ·

Sabato 1 settembre. Un fiore per Renato, per non dimenticare.

Erano le 5 del mattino del 27 agosto 2006 quando all’uscita da una festa reggae presso il Buena Onda sul litorale di Focene, veniva aggredito e ucciso con 8 coltellate, da due giovani del luogo, Renato Biagetti. Un’aggressione premeditata avvenuta in pochi secondi. Pochi secondi e tanta ottusa e insensata follia, per infliggere otto coltellate dirette a punti vitali che hanno ucciso uno di noi…tutti noi. La sua unica colpa: essere lì, a quella festa, con la sua compagna e i suoi amici. La sua unica colpa essere considerato diverso, altro, estraneo a quel territorio. E’ con quella frase ”è finita la festa? e allora che cazzo ce state a fa qua! tornatevene a Roma!” che sono iniziati gli attimi più sconvolgenti e violenti della vita di Renato e di chi quella sera era insieme a lui. Da subito i giornali hanno parlato di rissa tra balordi, da subito la verità è stata manipolata da omissioni e depistaggi, da subito in molti hanno tentato di raccontarci che la politica non c’entrava niente. Da subito noi, familiari, amici, fratelli e sorelle di Renato abbiamo lottato per far emergere con forza la verità: che Renato non era un balordo e che quella era stata un’aggressione, che la politica c’entra perchè chi esce di casa armato di lama per aggredire chiunque venga considerato diverso, di sinistra, omosessuale o di colore è comunque un fascista. La verità purtroppo la conoscevamo già, forse anche prima di quella terribile notte. Conoscevamo i mandanti, lo sfondo e le motivazioni politiche delle imboscate, la viltà e l’infamità dell’intolleranza tramandata come valore familiare e che invece genera mostri, conoscevamo la stupidità e l’arroganza degli autori materiali di raid e aggressioni, conoscevamo i disegni della destra, i doppiopetto in primo piano e le squadracce nella notte. Dopo la morte di Renato non si può più tornare indietro. Per tutto questo lungo anno, nell’indifferenza della politica, delle istituzioni e dell’opinione pubblica, abbiamo continuato a denunciare questo clima. Le aggressioni a Villa Ada e alla casa occupata di Casalbertone sono altri gravissimi episodi che dimostrano che tale estremismo non può essere trattato con una becera equidistanza o con la semplice indignazione, legittimando di fatto la presenza di covi neofascisti nella nostra città e nelle nostre periferie. E’ passato un anno da quella maledetta notte, un anno che ha visto tantissimi compagni e compagne, amici e amiche, la gente comune attivarsi, ognuno a suo modo. Manifestare insieme il rifiuto della violenza fascista, raccontare la storia di Renato, gridare a gran voce la verità su quella notte, organizzare iniziative in giro per l’Italia, continuare a far vivere nei progetti in cui lui credeva, i sogni di Renato. Tutte le iniziative organizzate hanno comunicato messaggi di vita, di entusiasmo, hanno rimesso al centro dell’attenzione l’antifascismo e il rifiuto della cultura del coltello come valori fondanti della nostra storia che devono essere ribaditi ancora oggi, tutti i giorni, con forza e convinzione. Il 1 settembre saremo a Focene, un anno dopo quella tragica notte, con la forza e la determinazione di chi non ha dimenticato e ha ancora voglia che anche gli abitanti di quella zona ascoltino il suono della verità. Per portare un fiore a Renato, per raccontare a tutti quelli che vivono quell’estremo territorio periferico solo d’estate o tutti i giorni dell’anno ciò che è accaduto un anno fa. Contro il silenzio e l’omertà che rende colpevoli e conniventi.

Per il 2 settembre inoltre proponiamo un’assemblea nazionale antifascista a cui invitiamo a partecipare tutti coloro che saranno a Focene il 1 settembre, per ragionare insieme come continuare a far vivere la storia di Renato nelle lotte e nei percorsi che ognuno di noi porta avanti e come dare un respiro nazionale al percorso antifascista. Invitiamo tutti e tutte a costruire insieme la giornata del 1 settembre a Focene, a portare il proprio contributo, le proprie idee, i proprio rumori, i propri percorsi di lotta quotidiani, in questa manifestazione che ci stiamo immaginando fortemente comunicativa e determinata, fatta di musica e parole, di rabbia e amore. Con Renato nel cuore

1 SETTEMBRE 2007 CON RENATO NEL CUORE MANIFESTAZIONE A FOCENE
Per info e adesioni veritaperrenato.noblogs.org veritaperrenato@inventati.org

...senza memoria non esiste coscienza, perchè non si difende ciò che non si ama e non si ama ciò che non si conosce….

Bottiglie molotov contro il cso Auro ed Experia di Catania

autore: 
bb

comitato 16 SETTEMBRE di catania

luglio 29, 2007 Bottiglie molotov lanciate contro due centri sociali catenesi, danneggamenti al csa Auro e al Cpo Experia, i neofascisti continuano a colpire

CATANIA - Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 luglio sono state lanciate due bottiglie molotov contro il Csa Auro provocando numerosi danni ai portoni principali.
Nella stessa notte altre due bottiglie molotv sono state lasciate davanti al Cpo Experia.
Sulle mura dei due centri sociali sono state lasciate le firme di chi ancora una volta ha colpito: i Fascisti.
Infatti sono ben visibili ancora oggi le scitte che inneggiano al fascismo com croci celtiche, svastiche e inquietanti slogan come "rossi nei forni".

Questo ennesimo gravissimo e vile atto violento, che poteva provocare anche delle vittime, viene pochi giorni dopo l’aggressione subita da un compagno del Coordinamento 16 Settembre in via Landolina.
E’ chiaro il tentativo intimidatorio e criminale degli attentati di stanotte, rappresentano una crescita senza precedenti negli ultimi anni della violenza fascista in città. Nell’attesa di saperne di più sulle dinamiche dell’attentato esprimiamo la nostra piena solidarietà ai/alle compagne/i del Csa Auro e del Cpo Experia.

Non ci faremo intimidire! Non passeranno!

Coordinamento 16 Settembre

--------------------------------------------------------------------------------

Fermiamo la violenza fascista

Basta incendi! Basta aggressioni!

Scritte fasciste all'università bicocca

autore: 
Uno studente collaboratore

Per circa tre settimane non sono mai andati oltre gli stickeraggi a tappetto e
qualche scritta qua e là( firmate MSFT)su muri poco visibili.
Lunedi’ mattina,invece, è apparsa una scritta quantomeno inquietante davanti
all’ingresso principale dell’università «La strage di Bologna non è
fascista. Luigi libero. Ciavardini è innocente. Fuori i camerati dalle
galere».

http://ilgiorno.quotidiano.net/milano/2007/07/31/28111-scritte_fasciste....

http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2007/07_Luglio/31/bi...

http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/bologna/2007/07/31/28110-scritte...

http://www.adnkronos.com/IGN/Cronaca/?id=1.0.1161969057

http://www.estense.com/?module=displaystory&story_id=23859&format=html

stranissime coincidenze al liceo scientifico Banfi di Vimercate:

http://www.giornaledivimercate.it/login.php?artID=539152

Scritte fasciste all'università bicocca

Ultime Features

A.M.P. Transiti e Malfattori, storia infinitaMAr, 24/11/2009 - 15:03
Chi sono i ladri ? Mer, 18/11/2009 - 10:51
Fermi e cariche al corteo di stamattinaMAr, 17/11/2009 - 14:00
L'accoglienzaDom, 08/11/2009 - 07:38
Comportamenti correttiSab, 31/10/2009 - 19:32
C'è del marcio in Danimarca. Gio, 22/10/2009 - 23:40
Sciopero Generale.Lun, 19/10/2009 - 09:46
Manifestazione nazionale per i cinqueMAr, 06/10/2009 - 18:27
Un altro autunno un'altra crisiSab, 03/10/2009 - 15:17
Summit UNESCO a Monza: Cultura e autorganizzazione contro la vetrina del ForumVen, 18/09/2009 - 22:25