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Antifascismo

Valerio, Paolo, Mattia, Marcello e Martino LIBERI SUBITO

autore: 
Smash

Domani tutti al presidio sotto San Vittore alle 14.00 unendosi a quello già previsto per i fatti di corelli.

LA VERGOGNA DELLE RIVOLTE ANTI ROM

autore: 
Tonno
image1: 
bambino_rom_2007.jpg

Come al solito i fascisti non perdono occasione per fare quello che riesce meglio.
Aggredire, picchiare e umiliare i poveri.
Ci raccontano che la "rivolta" è scoppiata per la barbara uccisione di quel povero ragazzo...NON E' VERO!!!
Non mi sembra che quando le forze dell'ordine ammazzano di botte qualcuno LA GENTE scende in piazza ad assaltare le caserme.
Non mi risulta nemmeno che, visti i quattro lavoratori morti al giorno, LA GENTE prenda d'assalto l'Assolombarda o vada a linciare i padroni sotto casa.
Purtoppo di bastardi in giro ce ne sono tanti, italiani che ammazzano per il parcheggio, rom ubriachi che ammazzano per un diverbio, poliziotti che ammazzano per divertimento e sadismo, soldati che stuprano ragazzine durante le guerre ecc...ecc...
La verità è che viviamo in una società violanta che sta diventando sempre più povera e sempre più sola nei drammi quotidiani.
Spiegatemi che differenza c'è tra i 3 rumeni (bastardi) che hanno ammazzato quel poveraccio e gli italici eroi (bastardi) che sono andati a tirare di tutto e ad incendiare delle case di persone INNOCENTI con bambini all'interno.
Questa non è una rivolta della GENTE.
Questa è un azione squadristica, premeditata e mossa da motivazioni razziali, fatta da FASCISTI.

Carlos, ni olvido ni perdón

 Carlos, ni olvido ni perdón

“Sin justicia no habrá paz” recita uno striscione del corteo per ricordare Carlos Palomino detto “Pollo” ucciso a 16 anni l’11 Novembre 2007 per mano di un neonazista spagnolo a Madrid.

Subito i giornali parlarono, come sempre, di una “rissa fra bande”. Ma il video dell’omicidio mostra un’aggressione unilaterale e a freddo contro un gruppo di antifascisti che si stavano dirigendo a contestare una manifestazione xenofoba del partito nazi “Democracia Nacional”. Durante la settimana dal 14 al 18 settembre si svolgerà ora il processo nel Tribunale Provinciale di Madrid.

Video
http://theplatform.nuevaradio.org/index.php?blog=3&p=940

Foto della manifestazione del 12 settembre
http://theplatform.nuevaradio.org/index.php?blog=4&p=938

Foto del presidio del 14 settembre
http://theplatform.nuevaradio.org/index.php?blog=4&p=939

documentario (in castigliano e in inglese)
http://theplatform.nuevaradio.org/index.php?blog=3&p=784
http://theplatform.nuevaradio.org/index.php?blog=3&p=937

homepage
http://theplatform.nuevaradio.org

Processo omicidio Tomassoli: Nicola è ognuno di noi!

A un anno di distanza dalla sua apertura, si è concluso, martedì 15 settembre, il processo a carico dei cinque ragazzi, accusati di avere ucciso Nicola Tommasoli, nella notte del primo maggio 2008: uno di loro è stato assolto, due sono stati condannati a 14 anni di carcere, uno a 12, e un altro a 10. Le realtà associative e i singoli che hanno costituito l' "Assemblea 17 maggio" hanno deciso fin dall'inizio di seguire a distanza le vicende legate al dibattimento tecnico giuridico. Una distanza culturale e politica, che noi oggi qui ci preoccupiamo di ribadire, perché siamo stati e siamo tuttora convinti che i tribunali non potranno restituire Nicola alla sua famiglia, e che i processi abbiano qualche speranza di avvicinarsi alla giustizia solo quando accertino la verità dei fatti.

Questo processo ha dato ampio spazio a perizie e controperizie (trattate fuori e dentro l'aula spesso con un'attenzione morbosa e impietosa, quasi si occupassero dell'unico elemento significativo del processo) tutte incentrate sulle debolezze congenite della vittima, è diventato cassa di risonanza delle virtù e delle buone intenzioni dei cinque ragazzi, spettatori muti, per lo più, ma non è servito ad accertare per quali ragioni sia stata posta a Nicola e ai suoi amici quella domanda ( "te podei anca darmela la sigaretta, codino") che poi è stata rubricata tra i «futili motivi». Crediamo che i motivi siano tutt'altro che futili, perché quella domanda è stata fatta apposta per provocare un «diverso», un ragazzo, il cui codino dev'essere sembrato esso stesso una provocazione. Noi crediamo, considerando il vissuto di alcuni di questi ragazzi - un vissuto speso tra le fila di partiti e di movimenti intrinsecamente violenti, o anche nella curva sud dell'Hellas Verona - che il loro sguardo sia stato deformato dalla stessa subcultura che alimenta, in questa città, in tutto il paese, la xenofobia, l'omofobia e ogni genere di intolleranza e di ingiustizia, di cui gli accoltellamenti di Roma o il pestaggio squadrista a Venezia sono solo gli ultimi prodotti.

Questa è la città che si vanta di multare chi mangia un panino in vicinanza dei monumenti; questo è il paese dove chi scrive sui muri è punito più severamente di chi opera un falso in bilancio. Per queste ragioni, era più che mai necessario chiedersi e chiedere a questi cinque ragazzi quale sia stato il punto di convergenza, il collante che li univa, loro venuti dai quattro angoli di città e provincia. Forse avrebbero potuto ricordare, tessere le fila, guardare un codino come fosse una persona. Forse. Adesso, invece, possono ben seppellire le responsabilità e le colpe dietro i decenni di galera comminata, perché la pena, mancando ancora le motivazioni della sentenza, è una pena povera di spiegazioni: loro, e tanti con loro, saranno convinti che quella verificatasi in una corticella del pieno centro sia stata non più che una rissa, finita male per il più debole. Ma lo sguardo selettivo dei cinque ragazzi che quella notte hanno scelto Nicola è lo stesso sguardo razzista di certa politica. Quella politica che continua a seminare disprezzo e odio ma che oggi, con la solita arrogante ipocrisia, applaude alla severità della sentenza. Per il danno d'immagine arrecato alla città, il Comune di Verona sarà risarcito dai responsabili dell'omicidio con 50.000?

Ad una città in cui non si contano gli episodi di "vicinanza" anche economica, tra esponenti dell'amministrazione e realtà palesemente razziste e xenofobe, alla nostra città chiediamo formalmente che tale somma venga usata per monitorare le strategie, anche comunicative, che danno luogo, in àmbito cittadino, a intolleranze e discriminazioni. In poche parole, siano devoluti ad un'associazione od osservatorio antirazzista.

http://www.infoaut.org/articolo/processo-omicidio-tomassoli-nicola-e-ogn...

[Roma] Nomadi, Amnesty contro lo sgombero del campo Casilino 700

Amnesty International ha lanciato un’azione urgente mondiale sullo sgombero forzato del campo “Casilino 700” di Roma, nel quale vivevano circa 400 persone rom, avvenuto mercoledì. Nell’appello, l’organizzazione per i diritti umani sollecita il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e il sindaco Gianni Alemanno ad assicurare che a tutte le famiglie sgomberate sia fornita una sistemazione alternativa come soluzione di emergenza e sia accordato un risarcimento per tutti i beni che sono stati distrutti durante lo sgombero forzato. Amnesty International ricorda che “gli sgomberi forzati, eseguiti senza protezioni legali o di altro tipo, sono proibiti dal diritto internazionale in quanto grave violazione dei diritti umani, in particolare del diritto a un alloggio adeguato. Secondo quanto riferito dalle Organizzazioni non governative (ong) e dai mezzi d’informazione, all’alba dell’11 novembre circa 150 agenti di polizia hanno sgomberato le famiglie dal campo di via Centocelle, nella parte est della Capitale. Tutti gli accampamenti della comunità sono stati distrutti e circa 20 rom sono stati arrestati, nonostante non si sappia di cosa siano accusati”.

“Le ong locali – prosegue la nota di Amnesty International - affermano che la comunità non ha ricevuto alcuna notifica dello sgombero forzato né è stata consultata, e che il Comune di Roma ha offerto rifugi per brevi periodi solo ad alcune donne e ai bambini piccoli, nei dormitori dei senza tetto della città. In base alla legge italiana, le autorità dovrebbero notificare lo sgombero a tutte le persone oppure pubblicare un’ordinanza o un preavviso. In ogni caso, non essendo l’ordinanza formalizzata in questo modo, la comunità non ha potuto rivolgersi alla magistratura per tentare di fermare o posporre lo sgombero. Nella comunità ci sono circa 140 bambini, di cui 40 frequentano una scuola nelle vicinanze. Lo sgombero minaccia di interrompere la loro scolarizzazione e sconvolgere seriamente la loro educazione. La maggior parte di coloro che vivono nel campo di Centocelle – conclude Amnesty International - ha già subito in precedenza sgomberi forzati, con distruzione di accampamenti, vestiti, materassi, e qualche volta, di medicine e documenti”.

http://www.amnesty.org/en/news-and-updates/news/italian-authorities-forc...

Partigiano “Nini” - Ricca panoramica altocanavesana sulle pagine del Risveglio

Partigiani

Sono ben tre le pagine che il settimanale ciriacese dedica a Rivarolo e dintorni nel numero in edicola oggi: la politica fa la parte del leone, ma c’è ampio spazio anche per cultura e manifestazioni.

L’apertura è dedicata a un lutto che ha segnato il territorio: la morte di Martino Gatta Michelet, anima della sezione Anpi, che si è spento a 89 anni. Del Partigiano “Nini” resterà il messaggio che lanciava agli studenti ogni volta che veniva chiamato nelle scuole per raccontare la sua esperienza: «Non tradite voi stessi e tutti coloro che sacrificarono la loro gioventù, e in troppi casi la vita, per dare a noi ed a voi la possibilità di vivere in pace in un mondo civile, libero, giusto e democratico».

Ampio risalto all’iniziativa del Comune di Rivarolo, che ha ammainata la bandiera europea da Palazzo Lomellini, in segno di dissenso verso la decisione della Corte di togliere il crocefisso dalle aule scolastiche.

[Roma] Crocifisso in aula, blitz neofascista nella sede del Partito radicale

autore: 
da repubblica

Lanciati volantini offensivi e inchiodati pezzi di legno a forma di croce. Le vittime: "Cultura violenta, impregnata dell'illiberalità del dogma".

ROMA - Alcuni militanti di Lotta Studentesca, movimento giovanile vicino al gruppo neofascista Forza Nuova, hanno fatto irruzione nella sede romana dei Radicali, lanciando volantini e affiggendo crocifissi. La notizia è stata diffusa dall'ufficio stampa dei Radicali. Il senatore radicale Marco Perduca ha denunciato il blitz in aula al Senato.

Secondo le prime ricostruzioni, i militanti di Lotta studentesca hanno fatto esplodere una bomba carta davanti all'ingresso della sede in via di Torre Argentina, per poi entrare nel palazzo e gettare per le scale diversi volantini offensivi nei confronti dei radicali. Tre, in totale, i crocifissi che sono stati introdotti nell'edificio. Il primo sul portone, al terzo piano, dove sono stati "inchiodati" due pezzi di legno a forma di croce. L'altro, simile, è stato appeso su un muro vicino alla porta. Il terzo, infine, è stato abbandonato per le scale.

Il blitz, avvenuto verso le 10:30 del mattino, è stato rivendicato dall'organizzazione neofascista, che ha annunciato di voler dare battaglia "per riportare i crocifissi nel nostro Paese, non solo nelle scuole ma anche negli edifici pubblici". "Si è trattato di un'azione pacifica - ha dichiarato il portavoce romano del gruppo, Roberto Benignetti - finalizzata alla critica della visione di un'Europa priva di quei valori che l'hanno costruita nei secoli: cristianità, nazione, popolo". I radicali, ha proseguito, "sono tra coloro che vorrebbero distruggere questi principi e svuotare l'Europa sia spiritualmente che moralmente. La sentenza sui crocifissi della corte di Strasburgo è un esempio di disgregazione dell'identità comune ai popoli europei". Ancora più estremista il coordinatore nazionale del movimento, Gabor De Arcangelis: "Non permetteremo a nessuno di imporre dogmi ultra-laicisti in Italia. Chi tenterà di rimuovere il crocifisso si troverà di fronte un muro umano guidato da Lotta studentesca".

Parole di rammarico sono arrivate da Demetrio Bacaro, segretario dell'Associazione Radicali Roma. "Credo che accusare proprio i radicali di voler imporre alcunché la dica lunga sull'ignoranza storico-politica di questi signori", ha commentato in una nota. "La loro è una cultura violenta, impregnata dell'illiberalità del dogma", ha aggiunto Bacaro: "Vedremo come si porrà politicamente l'amministrazione capitolina nei confronti di questi gesti, che sono certamente dimostrativi, ma violenti nella genesi dell'azione".

Scarpe scontate alla Lega

Scarpata alla Lega

Schio, meno 15% sulle calzature verdi

SCHIO (Vicenza) - Scarpe verdi scontate del 15 per cento a chi è della Lega Nord: niente tessera di parti­to, basta dichiararsi «simpa­tizzanti » alla cassa. A Schio, in provincia di Vicenza, l'ini­ziativa è in vigore da setti­mane in un frequentato ne­gozio di articoli sportivi. Lo dice la sezione locale del par­tito e lo conferma il titolare del negozio, che però preci­sa: «Non c'è niente di politi­co, anzi se Bertinotti doma­ni volesse farlo per i suoi sti­puleremmo una convenzio­ne anche con lui». Lo sconto al verde padano va però di traverso ai «no global» alto­vicentini, che sabato pome­riggio hanno boicottato il punto vendita accogliendo la clientela con striscioni, slogan e calzature verniciate dello stesso colore.

«Lo sconto è tutt'ora in vi­gore - spiega Luca Croce, uno dei titolari del negozio Carla Sport - è una conven­zione che abbiamo fatto con la Lega, chi si dichiara sim­patizzante ha una riduzione del 15 per cento su scarpe verdi da ginnastica e panta­loni delle tute, questi di qual­siasi tinta. Ma lo facciamo anche con associazioni spor­tive e palestre, per noi l'im­portante è richiamare clien­ti. Niente di politico, non avremmo alcun problema a convenzionarci con partiti della fazione opposta». Saba­to pomeriggio alle 17 il pun­to vendita è stato preso di mira da un gruppo di ragaz­zi della sinistra radicale, ap­partenenti al centro autoge­stito Arcadia, di Schio: «Han­no messo degli striscioni sul­la nostra vetrina, faremo de­nuncia ai carabinieri», com­menta Croce. Sull'episodio interviene, polemica, anche la sezione leghista locale.

«E' inaccettabile, quando il proprietario è uscito per cal­marli quelli del centro Arca­dia l'hanno bersagliato di in­sulti – critica Valter Orsi, ca­pogruppo leghista in consi­glio comunale – hanno oscu­rato la vetrina con uno stri­scioni che accusavano il ne­gozio di razzismo e xenofo­bia, perché c'è la convenzio­ne con noi. Ma noi abbiamo un accordo con Carla Sport per abbigliamento e scarpe come ce l'hanno tante altre associazioni: abbiamo porta­to la nostra solidarietà al ti­tolare, che non è un nostro iscritto. Il centro Arcadia or­mai si sta organizzando in vere e proprie squadre d'as­salto a turbativa dell'ordine pubblico. Purtroppo il Co­mune lo sostiene, attraverso l'Informagiovani che condi­vide il logo per alcune inizia­tive».

La questione è arriva­ta al Viminale. Ieri il senato­re leghista vicentino Paolo Franco ha chiesto l'interven­to del ministro dell'Interno Roberto Maroni: «Sono indi­vidui violenti e facinorosi, è opportuno che il ministero verifichi se l'amministrazio­ne di sinistra in via diretta o indiretta li sostiene finanzia­riamente. Sarebbe molto grave». La portavoce del cen­tro Arcadia, Jessica Borotto, minimizza i danneggiamen­ti: «Lo striscione che abbia­mo appeso alla vetrina l'ab­biamo tolto subito. Tutto è nato perché il negozio scon­ta le scarpe verdi a chi si di­chiara amico della Lega: chiedere l'inclinazione poli­tica personale non è un crite­rio adatto, soprattutto quel­la leghista, che tutti cono­sciamo dai fatti di cronaca come razzista e xenofoba. Non ci sono stati danni, il nostro boicottaggio si è limi­tato alla distribuzione di vo­lantini davanti al punto ven­dita e ad ammassare un mucchio di scarpe vernicia­te di verde vicino alla porta, col senso di dare una “scarpata” ai sostenitori del­la Lega».

La storia non ha nascondigli: fascisti e partigiani non sono uguali

Partigiani

Nessuno si senta escluso dalla storia, nessuno si senta offeso, ma tutti sappiano e non facciano finta di dimenticarlo che "la storia dà torto e dà ragione" recita così la bella canzone di De Gregori, ascoltatela si chiama La storia, ed è un giusto antipasto, per chi gradisce, di questo post in cui si parla di un provvedimento del governo Berlusconi che avrebbe lo scopo di equiparare partigiani e fascisti - persino le camicie nere - ai fini della concessione di un vitalizio dell’Ordine del tricolore.

Nessuno si senta escluso dalla storia, nessuno si senta offeso, ma tutti sappiano e non facciano finta di dimenticarlo che la storia dà torto e dà ragione recita così la bella canzone di De Gregori, ascoltatela si chiama La storia, ed è un giusto antipasto, per chi gradisce, di questo post.

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Tra un lodo ed un condono mentre l’opinione pubblica è distratta ad arte dai temi economici che scottano, tutte cose tralasciate da un governo dannoso e nullafacente - ecco che alcuni provano a far passare nel silenzio improponibili parificazioni storiche ed arditi revisionismi.

Conoscete un paese d’Europa che si sia sognato anche lontanamente di riabilitare i collaborazionisti della repubblica fantoccio di Vichy, i franchisti spagnoli o i nazisti tedeschi?

Ebbene si, lo conoscete benissimo perchè ci vivete dentro: è l’Italia di Berlusconi che prova a far passare in cavalleria un vera e propria riscrittura della storia italiana cercando di non far troppo rumore, sì che la sinistra dormiente non si svegli e se ne accorga.

Aveva iniziato l’ineffabile La Russa che tempo fa chiedeva di “accomunare i morti (della seconda Guerra Mondiale ndr) di entrambe le parti”.

Poi hanno pensato bene di trovare un parlamentare non troppo schierato e quindi sperabilmente insospettabile per fargli fare il cavallo di Troia ed hanno trovato Lucio Berani del nuovo Psi. Ma vi rendete conto? Un socialista che si presta a proporre una legge per i fascisti…e l’hanno messo primo firmatario del disegno di legge 1360 del Pdl.

Piccola parentesi storica.

Di socialisti traditori se ne trovano anceh in passato, prionti a vendersi al potere della controparte, come fece del resto lo stesso loro duce che tanti anni prima aveva tradito la causa del socialismo. Che aspettarsi quindi da gente che ha costruito le porprie fortune sul tradimento e sull’opportunismo?

Mussolini da direttore de L’Avanti era in poco tempo divenuto il braccio armato del potere , utile a frenare con la forza dei propi sgherri e con la compiacenza delle forze dell’ordine, le prime richieste sindacali ed i primi scioperi del biennio 1919-1921, le attività dei rossi0 e dei bianchi – esistevano anche sindacati cattolici - che atterrirono la borghesia latifondista ed industriale del tempo che pensò bene di inventarsi un Mussolini alla bisogna. Certo che, fatto il lavoro sporco, non se ne andò subito ma questa è un’ altra storia.

Tornando al disegno di legge 1360 è chiaro che ormai le loro intenzioni le hanno messe nero su bianco: riabilitare i fascisti e il fascismo in modo da equipararlo per legge in tutto e per tutto alla resistenza partigiana.

Nel disegno di legge, si vuole istituire l’Ordine del Tricolore che assegna indistintamente ai partigiani, ai deportati, ai militari, ai combattenti della Repubblica di Salò e nientepopodimeno che alle CAMICIE NERE (il testo apre infatti la porta anche alla legittimazione per tutti coloro che facevano parte delle formazioni che facevano riferimento alla Rsi) lo status di combattente e addirittura un vitalizio che peserà per 200 milioni di euro l’anno a partire dal 2009 e che ovviamente saranno pagati dai cittadini.

I neo fascisti oggi al potere (a questo punto non si possono utilizzare più giri di parole), continuano ad alzare il tiro, dopo che nella loro storia hanno conquistato , innanzitutto, l’amnistia di Togliatti del 22 giugno 1946.

Tale atto comprendeva i reati comuni e politici, compresi quelli di collaborazionismo con il nemico e reati annessi ivi compreso il concorso in omicidio, pene allora punibili fino ad un massimo di cinque anni, i reati commessi al Sud dopo l’8 settembre 1943 e l’inizio dell’occupazione militare alleata al Centro e al Nord.

Poi nonostante le disposizioni transitorie in Costituzione hanno avuto concessa la legittimazione democratica immediata attraverso la possibilità di presentare l’Msi in Parlamento (partito fondato il 26 dicembre 1946 proprio dai reduci della Repubblica Sociale Italiana).

Dalla metà degli anni ‘90, dopo il “bagno” di Fiuggi ( ma la maggioranza dei camerati non si è nemmeno inumidita i piedi ) e la creazione di A.N. , hanno ottenuto lo sdoganamento completo da Arcore con innumerevoli Ministeri e incarichi governativi ad esponenti di dubbio spessore democratico e passato di “picchiatori” di Alleanza Nazionale. Infine la presidenza della Camera – terza carica dello Stato – all’ex fascista Gianfranco Fini, l’unico che oggi si adopera nel tentativo di dimostrare il proprio approdo ai lidi della democrazia.

Il resto dei suoi ex colonnelli si sono bagnati piuttosto con lo champagne di Arcore e sono rimasti quelli di sempre solo che han capito che mentre il loro ex capo era stato preso dal virus della destra moderna, era meglio reggere la coda direttamente a Berlusconi, molto più potente ed in grado di soddisfarne gli appetiti.

Piccatissime le repliche. La più autorevole è di Giuliano Vassalli, classe 1915, arrestato e torturato durante il fascismo, presidente emerito della Corte Costituzionale, secondo cui “è assolutamente chiaro che c’è stata la continuità dello Stato anche dopo l’8 settembre e la caduta del fascismo. E non si può riconoscere a chi ha contrastato lo stato italiano sovrano schierandosi con la Repubblica sociale il titolo di combattente. La Cassazione è chiara in merito. Tutte quelle pronunce sono concordi nel definire i repubblichini come nemici“.

Scioccata anche l’Anpi (l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani) che parla di un ”ennesimo tentativo della destra di sovvertire la Storia d’Italia e le radici stesse della Repubblica“.

Si spera che parlandone qualcuno si svegli dal sonno.

Taci la ministronza ti ascolta!

la ministronza

Roma e l’Italia. Uno sguardo su certi personaggi antropomorfi che a Roma e non solo hanno fatto carriera sulla violenza, la menzogna, l’ipocrisia: Fini, Alemanno e, soprattutto, la ministronza Giorgia Meloni…

Grrržetic presenta LA MINISTRONZA, l'ultimo dei libri a fumetti di Alessio Spataro, in anteprima a Lucca Comics.

L'antologia raccoglie tutti gli squallidi episodi del blog sulla ministra fascista giorgia meloni, più uno inedito.
La nana nera, presto ....

http://www.pazzia.org/home.html

http://giorgiamecojoni.blogspot.com/

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