Cinquemila cani all'anno uccisi
dal «fuoco amico» delle doppiette
Il «fuoco amico» esiste anche nell'attività venatoria: sono migliaia, secondo l'Aidaa (l'associazione italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente) i cani da caccia che rimangono uccisi durante le battute di caccia perchè colpiti dai proiettili indirizzati alle prede.
Secondo una stima prudenziale elaborata da Aidaa sulle indicazioni relative agli incidenti di caccia avvenuti negli anni passati,sono almeno 5.000 i cani che ogni anno vengono uccisi durante le battute di caccia e almeno tremila coloro i quali vengono feriti, e di questi una buona parte viene poi soppressa.
Secondo la Fidc (Federazione italiana della Caccia) nel 2006 sono morti in Italia 2.050 cani da caccia, uccisi sia dal fuoco amico dei cacciatori, sia in altri incidenti di caccia. Sempre dalla stessa fonte si apprende che sono stati 1.558 i cani feriti e 842 i casi di danni provocati alle persone o alle cose. Tenendo conto del fatto che oltre a Federcaccia in Italia esistono altre associazioni venatorie a larghissima diffusione quali Arcicaccia e la Associazione della Libera Caccia, Aidaa stima che il dato complessivo sia molto più alto.
GIOVEDÌ 10 SETTEMBRE
dalle 9.30 alle 12.00
a MILANO in Piazza Duca d'Aosta (STAZIONE CENTRALE)
PRESIDIO CONTRO LA CACCIA IN DEROGA (e contro i cacciatori)
Giovedì mattina il Consiglio regionale si riunirà per approvare le solite leggi in deroga alla legge nazionale, che permetteranno ai cacciatori di sparare anche alle specie protette.
Sotto il Pirellone saranno presenti i cacciatori per manifestare il loro sostegno a queste ignobili leggi, mentre noi saremo dall'altra parte della strada a manifestare il nostro sdegno.
Dobbiamo esserci tutti! Chi lavora si metta in malattia o si licenzi, chi non si sente bene chieda di guarire a San Gennaro! Non possiamo permettere che questi politicanti corrotti approvino ancora impunemente queste leggi criminali, tra l'altro dichiarate illegali dall'Unione Europea, la quale ogni anno multa pesantemente l'Italia per averle approvate. Non possiamo permettere che le lobby dei cacciatori continuino a condizionare la politica regionale come hanno fatto in tutti questi anni.
Anche questo fine settimana continuano le proteste contro gli aguzzini Orfei, ci troviamo all'ingresso del parcheggio dell'Orio Center occupato dal circo nei seguenti giorni:
-VENERDI' 4 SETTEMBRE ORE 20:00
-SABATO 5 SETTEMBRE ORE 20:00
-DOMENICA 6 SETTEMBRE ORE 16:45 e ORE 20:00
PRIMA DI RIDERE GUARDALI NEGLI OCCHI...
Dal 28 agosto al 20 settembre a Bergamo tornerà il circo con gli animali.A quanti decideranno di partecipare a questo tanto vuoto tanto crudele spettacolo è bene ricordare che gli animali che vengono impiegati nelle diverse esibizioni, sono costretti a vivere il loro quotidiano in gabbia o in piccoli spazi recintati, a seguire astenuanti allenamenti ed esercitazioni ispirati ad una feroce filosofia comportamentistica fondata sul terrore psicologico e sul dolore fisico, infine sono costretti a subire lunghi viaggi che procurano loro un grosso stress psicologico.
Tutto questo sadismo configge con quello che è il diritto di ogni animale di poter vivere libero di seguire i propri istinti. A quanti lo spettacolo appare come un divertimento familiare si suggerisce di riflettere su queste poche ma inconfutabili informazioni e su ciò che esprime in senso più generale: una società della prevaricazione, del dominio e della mercificazione delle vite.
Ci appelliamo dunque a quanti attraverso il boicottaggio economico possano reindirizzare la politica aziendale della famiglia Orfei; ai bambini a cui viene occultata la realtà per abituarsi a non porsi degli interrogativi legittimi, affinchè attraverso la loro maggiore sensibilità e immediatezza possano insegnare ai genitori che gli animali vanno rispettati e che non appartengono a nessuno; infine alle istituzioni affinchè seguano l'esempio tracciato da tutte quelle amministrazioni locali che precludonoa quanti speculano sulla vita e sulla libertà degli animali la possibilità di riprodurlo sul proprio territorio di appartenenza.
Il circo Orfei è uno spettacolo diseducativo, perchè laboratorio pedagogico che normalizza il dominio e la violenza dell'uomo sull'animale. E' uno spettacolo mistificatorio, perchè attraverso la messa in scena dello spettacolo riconsegna al pubblico una visione truccata e bonaria di quello che è il rapporto tra uomo e animale che spesso si consuma dietro le quinte a suon di torture fisiche e psicologiche.
A Moira Orfei chiediamo di prendere atto di queste critiche e di virare le proprie scelte verso un circo condiviso all'unanimità, che vede impegnati artisti di ogni risma che consapevolmente assumono questo mestiere stupendo con senso di responsabilità.
Al comune di Bergamo chiediamo di fermare queste brutture e di privilegiare quanti hanno già fatto una scelta professionale diversa bandendo gli animali dal circo.
A quanti considerano inutile e stupida la nostra protesta rispondiamo di provare solo per un attimo ad immaginare cosa può essere la propria vita senza più la possibilità di scegliere seguendo le proprie inclinazioni e tensioni relativamente a questioni astratte o concrete, complesse o elementari.
CHI AMA VERAMENTE GLI ANIMALI VENERA LA LORO LIBERTA' E ODIA I LORO CARCERIERI.
PRIMA DI RIDERE GUARDALI NEGLI OCCHI...
Dal 28 agosto al 20 settembre a Bergamo tornerà il circo con gli animali.A quanti decideranno di partecipare a questo tanto vuoto tanto crudele spettacolo è bene ricordare che gli animali che vengono impiegati nelle diverse esibizioni, sono costretti a vivere il loro quotidiano in gabbia o in piccoli spazi recintati, a seguire astenuanti allenamenti ed esercitazioni ispirati ad una feroce filosofia comportamentistica fondata sul terrore psicologico e sul dolore fisico, infine sono costretti a subire lunghi viaggi che procurano loro un grosso stress psicologico.
Tutto questo sadismo configge con quello che è il diritto di ogni animale di poter vivere libero di seguire i propri istinti. A quanti lo spettacolo appare come un divertimento familiare si suggerisce di riflettere su queste poche ma inconfutabili informazioni e su ciò che esprime in senso più generale: una società della prevaricazione, del dominio e della mercificazione delle vite.
Ci appelliamo dunque a quanti attraverso il boicottaggio economico possano reindirizzare la politica aziendale della famiglia Orfei; ai bambini a cui viene occultata la realtà per abituarsi a non porsi degli interrogativi legittimi, affinchè attraverso la loro maggiore sensibilità e immediatezza possano insegnare ai genitori che gli animali vanno rispettati e che non appartengono a nessuno; infine alle istituzioni affinchè seguano l'esempio tracciato da tutte quelle amministrazioni locali che precludonoa quanti speculano sulla vita e sulla libertà degli animali la possibilità di riprodurlo sul proprio territorio di appartenenza.
Il circo Orfei è uno spettacolo diseducativo, perchè laboratorio pedagogico che normalizza il dominio e la violenza dell'uomo sull'animale. E' uno spettacolo mistificatorio, perchè attraverso la messa in scena dello spettacolo riconsegna al pubblico una visione truccata e bonaria di quello che è il rapporto tra uomo e animale che spesso si consuma dietro le quinte a suon di torture fisiche e psicologiche.
A Moira Orfei chiediamo di prendere atto di queste critiche e di virare le proprie scelte verso un circo condiviso all'unanimità, che vede impegnati artisti di ogni risma che consapevolmente assumono questo mestiere stupendo con senso di responsabilità.
Al comune di Bergamo chiediamo di fermare queste brutture e di privilegiare quanti hanno già fatto una scelta professionale diversa bandendo gli animali dal circo.
A quanti considerano inutile e stupida la nostra protesta rispondiamo di provare solo per un attimo ad immaginare cosa può essere la propria vita senza più la possibilità di scegliere seguendo le proprie inclinazioni e tensioni relativamente a questioni astratte o concrete, complesse o elementari.
CHI AMA VERAMENTE GLI ANIMALI VENERA LA LORO LIBERTA' E ODIA I LORO CARCERIERI.
Comitato Liberazione Animale Bergamo
****Stiamo organizzando per venerdì questo (28) alle 20:30 un presidio con protesta e volantinaggio contro il circo della buzzicona Orfei nel parcheggio dell'Oriocenter..
Più siamo meglio è....per questo si chiede di partecipare numerosissimi ****
Con la fine dell'estate i negozi del Max Mara Fashion Group si riempiranno nuovamente di cadaveri animali trasformati in colli e giacche. Comincia il periodo in cui la carneficina di animali brutalmente sfruttati e massacrati dall'industria della pelliccia è visibile nelle vetrine e nelle strade, in cui la vanità e l'ignoranza portano milioni di persone ad indossare i loro resti sui propri vestiti. La moda è questa e i più si adeguano, senza sapere o senza pensare.
Proprio per far sapere e per spingere alla riflessione da anni il movimento per la liberazione animale si batte e si impegna, con iniziative informative e proteste.
La speranza è sempre quella che la realtà agghiacciante di questa industria possa far aprire gli occhi alle persone e generare un cambiamento nella loro coscienza e nella loro quotidianità.
Un passo fondamentale, certo, ma noi vogliamo anche di più.
Vogliamo unire la comunicazione con le persone a risultati concreti.
Vogliamo infatti che una delle più grandi aziende di moda del mondo, uno dei nomi più noti dello stile italiano, cessi di uccidere centinaia di migliaia di animali ogni anno per le sue collezioni.
Da un momento all'altro 2300 negozi nel mondo potrebbero essere privi di pellicce ed inserti di pellicce, potrebbero smettere di colare sangue e sofferenza, così come è già accaduto per le migliaia di negozi di tantissimi altri marchi contro cui sono state fatte campagne di pressione
e boicottaggio.
Da un momento all'altro per l'industria della pelliccia ci sarebbe un colpo durissimo, sia in termini di introiti che di immagine.
Questo momento arriverà. Quando dipende anche da tutti noi.
Dopo 10 mesi di campagna ed una pausa estiva siamo pronti a dare il massimo contro l'industria della pelliccia e il Max Mara Fashion Group. Dopo 300 proteste in tutta Italia non siamo certo stanchi di ripetere ai passanti cosa si nasconde dietro alle vetrine
dei negozi Max Mara o Max&Co, non siamo stanchi di urlare la nostra rabbia, di passare giornate al caldo o al freddo per dare voce a quegli animali reclusi così lontano dalle nostre città, così lontano dai nostri occhi, ma così vicino al nostro cuore.
UNISCITI ALLA SETTIMANA MONDIALE CONTRO IL MAXMARA FASHION GROUP!
Nella settimana dal 14 al 20 settembre si terranno proteste davanti ai negozi del MMFG in almeno 20 diversi paesi del mondo e in tante città italiane. Saremo la voce degli animali in Inghilterra, Germania, Olanda, Danimarca, Belgio, Stati Uniti, Austria, Estonia, Finlandia, Lussemburgo, Spagna, Russia, Svezia, Canada, Norvegia, Repubblica Ceca, Polonia, Cile, Colombia Perù, Argentina.
Per il MMFG si preannuncia una settimana difficile!
Cosa puoi fare rendere questa settimana ancora più efficace?
-Partecipa alle proteste che verranno segnalate sul sito http://campagnaaip.net o inviate tramite la nostra newsletter.
-Organizza una protesta o un volantinaggio nella tua città. Organizzare una protesta o un semplice volantinaggio non è difficile ed è la cosa più importante che puoi fare per aiutarci ad allargare la campagna.
- Aiutaci a pubblicizzare la settimana mondiale contro il MMFG, copiando il codice qui sotto per far visualizzare il banner sul tuo sito o blog.
Noi possiamo metterti a disposizione poster e volantini, oltre a materiale informativo per un banchetto. Possiamo darti consigli su come organizzare una protesta.
Possiamo metterti eventualmente in contatto con altre persone nella tua zona interessate a prenderne parte.
Scrivici e chiedi informazioni.
-Partecipa attivamente alle proteste telematiche che verranno inviate tramite la nostra newsletter.
SPARITI OLTRE CENTO GATTI (70 NERI) TRA STRESA E VERBANIA
E' allarme sparizione gatti nella zona compresa tra Stresa e Verbania in Piemonte. Dai dati raccolti dallo Sportello Animali e dal telefono amico di Aidda, l'associazione italiana difesa animali e ambiente, dall'inizio dello scorso luglio e ad oggi sono scomparsi oltre cento gatti di cui settantadue neri. Le segnalazioni arrivano soprattutto da Stresa, Verbania e Baveno. Nella gran parte delle segnalazioni si parla di gatti prevalentemente maschi di colore nero castrati e quindi non soggetti alle 'migrazioni dell'amore felino' di questo periodo, in tutti i casi si tratta comunque di gatti domestici. Poche invece le notizie sui modi in cui i gatti sono stati rapiti. Solo in alcune segnalazioni tutte provenienti da Stresa si parla della presenza sospetta di un furgone ford transit di colore rosso con targa Milano. AIDAA fa sapere che "nei prossimi giorni continuera' a raccogliere segnalazioni sulle sparizioni sia online attraverso l'indirizzo apposito sportelloanimali@libero.it sia attraverso il numero amico 3926552051 attivo tutti i giorni dalle 9 alle 20. Inoltre - aggiunge AIDAA - dopo ferragosto presentera' un dettagliato esposto alle forze dell'ordine ed alla procura della repubblica di Verbania competente per territorio". Com/Vai (Segue) 121616 AGO 09
Oggi, mercoledì 29 luglio 2009, in un afoso pomeriggio di fine luglio, il sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli, e il "magnifico" rettore dell'Università dell'Insubria, Renzo Dionigi, hanno firmato la nuova convenzione per l'utilizzo da parte dell'università dei locali comunali dei Molini Marzoli e della appena ristrutturata Villa Manara. Com'era prevedibile, nel nuovo accordo non è contenuto alcun vincolo di non-utilizzo di animali nella ricerca, come invece abbiamo chiesto noi invano per sei lunghissimi anni.
Sei lunghissimi anni in cui la LAV di Busto Arsizio si è spesa con tutte le proprie energie affinché il comune impedisse ai ricercatori dell'Uninsubria di utilizzare animali. Abbiamo denunciato la crudeltà di questi esperimenti e abbiamo portato in città medici antivivisezionisti che ne hanno smascherato la non-validità scientifica. Ma nulla abbiamo potuto contro il potere costitituito dei vivisettori da una parte e dei loro servi di Palazzo Gilardoni dall'altra.
Un potere pienamente consapevole della fraudolenza scientifica di questi esperimenti, tant'è che non ha mai voluto organizzare un incontro pubblico su questo tema, perché sapeva che i cittadini bustesi avrebbero capito bene quali nefandezze venivano compiute con i loro soldi. Ancora più ributtante è poi la presenza di un "comitato etico" interno all'Uninsubria, avente il compito di vagliare la liceità degli esperimenti: vivisettori che giudicano l'accettabilità di esperimenti che essi stessi compiono.
Abbiamo perso questa battaglia, ma siamo forti della consapevolezza di essere dalla parte della ragione. Lo dimostra il fatto che il comune e l'università non abbiano voluto organizzare un incontro pubblico su questo tema. Siamo consapevoli di portare avanti una lotta giusta e storica, la rivendicazione del diritto alla vita e alla libertà di ogni essere vivente. Siamo consapevoli, come dimostrato dalla condotta della nostra controparte, dell'effetto dirompente che la semplice discussione sulla validità della sperimentazione animale produce sul pubblico: basta approfondire l'argomento affinché chiunque si renda conto di quanto sia assurdo utilizzare una specie per studiare patologie di un'altra specie.
Quindi se la battaglia è persa la guerra è appena cominciata. E noi non possiamo fare altro che vincerla.
Nelle notti del 7 e dell'8 Giugno la sezione romana dell'associazione 100% animalisti ha rivendicato due "blitz" contro il canile comunale di Muratella, con l'affissione di alcuni striscioni. Il giorno successivo due personaggi del PdL romano (area Alleanza Nazionale), Fabrizio Santori (Presidente della commissione sicurezza del Comune di Roma noto per le sue dichiarazioni a favore di una occupazione del gruppo neofascista Casa Pound nel VI municipio, e al tempo stesso per i continui attacchi repressivi contro i movimenti antagonisti capitolini) e Andrea De Priamo (presidente della Commissione ambiente del Comune di Roma ed ex squadrista del Fronte della Gioventù), tessevano le lodi dell'azione dei 100% animalisti.
Gli striscioni affissi altro non sono che il riciclo di alcuni manifesti di Area Identitaria, gruppo neofascista gravitante intorno ad Alleanza Nazionale. I 100% animalisti millantano un presunto impegno contro tutte le forme di sfruttamento animale; ancora una volta invece, la provenienza del loro materiale ed i caratteri grafici (..."non conformi"...) rivelano la matrice profondamente politicizzata della loro associazione in termini chiaramente reazionari e soprattutto il loro prestarsi ad essere braccio di propaganda "animalista" di partiti, gruppi politici e aree della società per loro natura basati sulla gerarchia e lo sfruttamento e dunque inevitabilmente refrattari ad un qualsiasi principio di liberazione animale e cambiamento reale dell'esistente.
Nell'ambito dell'area "non conforme", Area Identitaria (derivazione di reduci di Forza Nuova e Fiamma Tricolore) è la presunta autonomia di Alleanza Nazionale. Un cavallo di Troia con cui le destre neofasciste cercano spazi all'interno di tematiche tradizionalmente antiautoritarie quali l'ecologismo, la lotta alla globalizzazione e l'animalismo radicale. E' ovvio però che non ci può essere impegno genuino e consapevole per la liberazione della Terra e degli esseri viventi da parte di chi è abituato a rinchiudere se stesso e gli altri in gabbie concettuali e fisiche fatte di sfruttamento, sopraffazione e specismo.
Un po' di storia...In questo piano di infiltrazione l'associazione 100% animalisti gioca da anni un ruolo fondamentale nel fornire agibilità all'interno del territorio e soprattutto una patina di "animalismo" a interessi esclusivamente politici. Il fondatore e presidente Paolo Mocavero ha un trascorso esemplare in questo senso: candidato sindaco per la lista "Destra Veneta - Stop immigrazione per una Forza Nuova" alle elezioni comunali di Padova del 13 giugno 1999, è stato uno degli uomini chiave del partito fondato dall'ex membro di Terza Posizione Roberto Fiore. L'avventura elettorale di Mocavero naufraga pateticamente, arenandosi sulla miseria di 1451 voti al primo turno. Voti prontamente offerti per il ballottaggio al candidato di Alleanza Nazionale Giustina Destro, poi eletta con il 50,6% dei voti.
In quel periodo i fascisti impongono un clima di violenza e terrore nella città , sotto l'incoraggiamento dei vertici politici di riferimento. Nel giugno del 2000 una sentenza della Corte d'Appello condanna otto giovani padovani tutti "appartenenti al gruppo di estrema destra Forza Nuova" per aver picchiato un ragazzo di colore per "finalità razziste". Nel periodo immediatamente antecedente alle elezioni c'erano stati gli arresti di altri due membri del partito, Andrea Bordin e Roberto Baggio. Nel 2000 la polizia scopre a casa di un'altra persona dell'ambiente, Lorenzo Stivanello, micce ed esplosivi. Sfumata la carriera politica, e fiutata l’aria ostile, Paolo Mocavero decide di ripiegare sull'animalismo e fonda la suddetta associazione. Con uno stile apparentemente aggressivo raccoglie una base di giovani ragazzi (alcuni certamente in buona fede): si fa strada parallelamente diffamando e insultando sul suo sito web tutte le altre realtà protezioniste, animaliste ed antispeciste, facendone un calderone comune contro cui indirizzare il malessere esistenziale dei suoi attivisti all'insegna del più classico "molti nemici, molto onore". Visto però che il movimento antispecista oppone una sarcastica indifferenza, altro che nemici, i 100%animalisti si dedicano al marketing: cappellini, magliette, gadget, bandiere con il teschio del Jolly Roger, vere e proprie divise. I loro obiettivi: sagre di paese, palii semisconosciuti, fiere di campagna, circhi. Tutte realtà che, pure se da combattere, poco incidono nel quotidiano e sistematico panorama degli abusi e delle violenze che gli uomini compiono sugli animali. In cambio però garantiscono un facile e immediato riscontro mediatico (guarda caso tutte testate di destra, da Libero a siti come VivaMafarka e No Reporter): a maggior gloria non degli animali (quelli servono solo per le magliette...) ma dell’ immagine del proprio gruppo.
La linea ufficiale è quella dell’apoliticità. Addirittura in home page del sito internet vengono riportate le frasi dell’attivista antispecista inglese Barry Horne. Ovviamente ai giovani e sprovveduti militanti non viene detto che Horne era un militante libertario. Tuttavia l’impronta politica dei 100%animalisti è forte ed affiora continuamente. I referenti politici, i contatti con certa stampa, gli attacchi strumentali alle campagne animaliste che in Italia ed in Europa colpiscono i nodi dello sfruttamento animale industriale. Lo sfruttamento vero, quello che per essere combattuto richiede tempo, lucidità, fatica, capacità di mettersi in gioco e di rischiare in prima persona: dalla vivisezione all’industria della carne fino a quella della pelliccia. Qualcosa di ben più complesso, oscuro e potente di un presidio di fronte ad una sagra di paese, con quattro urla da osteria, due insulti e poi, via, a casa…E soprattutto gli insulti e le offese a tutti coloro che pagano il proprio impegno per la difesa della Terra e degli esseri che la popolano con la repressione e la detenzione in carcere.
Riteniamo che l'infiltrazione dei 100% animalisti abbia superato il livello di guardia e non sia più tollerabile. Come non sono più tollerabili le offese, le minacce, lo squadrismo verbale che questa accozzaglia pseudo-animalista continua a proporre. Non solo fascismo e animalismo/antispecismo sono in contraddizione logica, ma certe "azioni" dei 100% animalisti e certi loro rapporti con settori del neofascismo italiano evidenziano che questa associazione, o perlomeno i suoi vertici (fatta salva l’eventuale buona fede di un numero più o meno grande di attivisti, semplici pedine sulla scacchiera da usare e poi buttare quando non servono più), non è affatto apolitica ma ingranaggio di una strategia di infiltrazione più complessa e sistematica
VENERDI' 3 LUGLIO ORE 19 - RHO
PROIEZIONE EARTHLINGS E DIBATTITO SU ANTIRAZZISMO E ANTISPECISMO
Venerdì 3 luglio, Empatia Animale sarà presente al festival RockinRho con la proiezione del film-documentario "Earthlings-Terrestri".
Seguirà un dibattito su antirazzismo ed antispecismo.
Crediamo sia un'occasione di condividere con ognun* le nostre riflessioni sui collegamenti fra lo sfruttamento degli animali non umani e quello degli immigrati e dei "diversi" in generale. Così come il razzismo non è altro che la discriminazione di esseri umani più deboli sulla base del concetto di razza, lo specismo è per noi la discriminazione di esseri indifesi sulla base del concetto di specie: gli "stranieri" vengono privati dei loro diritti e della loro dignità perchè non appartengono alla razza dominante, gli animali vengono torturati ed uccisi per mille scopi soltanto perchè non appartengono alla specie dominante, quella umana.
Non è un caso che in periodi come questo, in cui l'odio del diverso trova maggiore spazio nelle istituzioni e nelle coscienze, si affermino logiche che calpestano in modo simile la dignità degli animali umani e di quelli non umani: il desiderio ansioso di protezione dal "cattivo" di turno (i rom, i "clandestini", i cani randagi...) che diventa aggressività verso il diverso; l'occultamento delle contraddizioni sociali tramite la ricerca di comodi capri (!) espiatori; l'offensiva condotta contro le potenzialità insite nell'empatia di ciascun individuo. Riconoscere il legame e l'analogia fra le varie forme di discriminazione ed esplorarlo insieme è per noi un passo stimolante e necessario.
Il festival si svolge a Mazzo di Rho (uscita Rho-Fiera, tangenziale Ovest Milano) dal 3 al 5 luglio.
Info: www.rockinrho.org
Empatia Animale sarà presente con un banchetto informativo durante la tre giorni.
Sono entrato all’Istituto di Ricerche. Il lavoro non è pesante, ma molto strano, certo non entrava nei miei sogni di ragazzo.
Ho in custodia un grosso topo, ha la testa imbrigliata in due strette sbarre ed il corpo viene trattenuto da una cassetta aderentissima. Il mio compito è di immettergli nel cervello, attraverso un grosso ago fissato dentro, un liquido trasparente ogni ora; non so di che si tratta, ma a noi inservienti non viene detto nulla, a malapena ci rivolgono la parola.
Per quel che riguarda il topo, non ho mai visto un suo simile così grosso; ho l’obbligo di essere molto puntuale, perciò vivo quasi in simbiosi con lui.
Un altro lavoro è lavare i vetri dopo la pressurizzazione, le cavie ci rimangono spiaccicate sopra, e bisogna levare quelle polpette sanguinolenti.
I babbuini sono in via Fini, urlano e fanno molto rumore, ma la gente per strada crede che sia la televisione. Il mio compito è di nutrirli, solo i professori ed i ricercatori lavorano su di loro; per quello che riguarda me, debbo cercare di non guardarli, mi ricordano l’espressione di mio nonno quando lo portarono al manicomio di Volterra.
La sera chiudo il laboratorio appena ho iniettato il liquido nel cervello del topo; mentre lo faccio lui emette come una specie di sibilo e trema tutto…
Ma mi pagano bene…