Una decina sono stati già riconsegnati, tanti altri cercano ancora i padroni
Per alcuni, che hanno perso i cari più vicini, l'animale è rimasto l'unico affetto
L'AQUILA - Abbaiano disperati tra i calcinacci dei vicoli, si aggirano sperduti sui monti di detriti.
Hanno sete, hanno fame, non hanno più un padrone e rischiano di diventare aggressivi: nel dramma del terremoto c'è anche una grave emergenza veterinaria. Si aggrava ora dopo ora per le centinaia di cani perduti nella notte del sisma, e da allora dispersi e impauriti. "Abbiamo istituito un'unità di crisi veterinaria coordinata dall'istituto zooprofilattico di Teramo - spiega il responsabile per gli animali da compagnia, Paolo Dalla Villa - organizzata in tre sezioni per far fronte a tutti i problemi che si stanno creando. Ci occupiamo dei cani rimasti soli ma anche dei randagi; dei cani di quartiere che non hanno mai dato problemi ma non hanno più nessuno che li assista; degli animali abbandonati dalla gente già sfollata ma poi fuggita in condizioni di panico per le nuove scosse. Tentiamo di occuparci anche dei cani e dei gatti ancora intrappolati negli appartamenti, che devono essere salvati esattamente come gli esseri umani. Infine gestiamo il problema dell'igiene urbana veterinaria, degli animali rimasti accanto ai padroni nelle condizioni precarie delle tendopoli".
Una decina di cani perduti è già stata riconsegnata ai proprietari.
È il caso di 'Virgola': "Era rimasto solo su un terrazzo - racconta il responsabile nazionale dell'unità cinofila della Forestale, Lorenzo Tomagri - perché il proprietario quella notte era a Roma per lavoro. Siamo riusciti ad arrivare sul terrazzo, era un bel barboncino nero ma era molto agitato e ringhiava arrabbiatissimo. Con calma, con l'esperienza lo abbiamo preso e riconsegnato al suo proprietario".
Una buona notizia, ma l'emergenza sta diventando più pressante ora dopo ora. "Durante e dopo ogni scossa - racconta ancora Dalla Villa - sono eccitati e disorientati, oppure restano paralizzati dalla paura. Sono molto sensibili, avvertono le scosse prima che arrivino, abbaiando disperatamente".
Agitati, impauriti, assetati: rischiano di formarsi branchi e di diventare un pericolo.
Intanto, decine di persone si presentano al canile della Asl dell'Aquila consegnando il proprio animale: "Implorano che glielo tengano per un po', senza darlo in adozione perché torneranno a riprenderlo appena le condizioni di vita saranno meno dure". Per questo l'unità di crisi veterinaria lancia un appello in tutta Italia ad adottare temporaneamente un cane terremotato.
Hanno istituito due numeri speciali di telefono:
340-1347340 e 347-5774850.
Gli stessi numeri possono essere utilizzati anche da centinaia di proprietari che hanno smarrito il loro cane nella notte del sisma, e chiedono continuamente ai vigili del fuoco di accompagnarli nel centro storico devastato per ritrovarli.
In molti casi quei cani sono già al sicuro, curati e ospitati in attesa che i padroni li richiedano. E' successo a Nicky, un chihuahua ferito nel crollo terribile che ha ucciso una coppia. "Era in condizioni critiche - racconta Dalla Villa - ed è stato soccorso dalla Croce rossa e mandato sulla costa pescarese, dove è stato curato da un veterinario di Silvi e riconsegnato il pomeriggio del giorno dopo al fidanzato della proprietaria, la ragazza che aveva perso entrambi i genitori". Quando gliel'hanno dato, lui li ha abbracciati: "Grazie... La mia ragazza non ha più nessuno, della sua famiglia ora le è rimasto solo lui".
In queste ore drammatiche la LAV sta coordinando aiuti diretti alle zone terremotate per i primi interventi d'urgenza.
Gli animali, anche loro vittime del sisma, insieme alle persone, sono bisognosi di soccorso e aiuti.
Il contributo di ognuno è importante.
Se vuoi dare anche tu una mano puoi farlo:
Con un contributo economico.
- On line: il modo più semplice e veloce;
- Con versamento postale: Conto corrente postale intestato alla LAV, n. 24860009;
- Con bonifico bancario: Conto bancario intestato alla LAV (Banca Polare Etica)
Codice IBAN: IT 16 E 05018 03200 000000501112.
Il tuo aiuto verrà utilizzato per l'acquisto di:
strutture mobili per il ricovero e degenza di animali; medicinali; materiale sanitario per il primo soccorso; cibo e attrezzature.
Con l'accoglienza.
Accogli in stallo temporaneo uno o più animali;
Adotta chi è rimasto solo.
Con attività di volontariato.
Se sei un veterinario, paramedico o specializzato nella gestione di animali domestici lascia la tua disponibilità compilando questo form.
Provvederemo a far avere i tuoi recapiti alle squadre che stanno operando sul campo.
URGENTE!
Siamo alla ricerca di un camper che possa ospitare i veterinari che presteranno attività di volontariato presso il Canile sanitario dell'Aquila per le cure e soccorso di animali feriti.
Chiunque possa mettere a disposizione il proprio camper per alcune settimane può inviare una mail a info@lav.it
Dal rifugio delle CUCCEFELICI L'Aquila: presto saranno in emergenza acqua, poiché senza elettricità.
Chi può dare una mano nell'immediato contatti Francesca al 329/9064859 CHI SI TROVA NEI DINTORNI DI PESCARA SI RECHI Centri di servizio per il volontariato (Csv) di Pescara a contribuire nei limiti delle loro possibilità ad aiutare le popolazioni colpite dal terremoto.
Le associazioni di volontariato o i singoli volontari interessati a mettersi a disposizione per l'emergenza terremoto che ha colpito l'Abruzzo possono contattare il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara, telefonando allo 085 2057631.
Chiunque fosse invece interessato a donare sangue, può farlo recandosi o presso il Centro Trasfusionale dell'ospedale Santo Spirito di Pescara, via Fonte Romana n. 8 (ingresso pronto soccorso), o presso il centro raccolta sangue Avis Pescara, corso Vittorio Emanuele II n.10.
Chiunque voglia donare del cibo per le popolazioni colpite, infine, può portare i generi di prima necessità presso il Banco Alimentare dell'Abruzzo, in via Celestino V: il Banco Alimentare, mediante la sua rete di enti e associazioni convenzionati nell'Aquilano, ha già iniziato ad inviare i prodotti elle zone colpite dal terremoto.
CHI E' FUORI REGIONE ATTENDA NOTIZIE DALLA TASK FORCE PER OSPITARE ANIMALI E/O FAMIGLIE BISOGNOSE, SIAMO IN STATO D'ALLERTA
Jlenia 328/7757508 solidarietà per gli animali dell'abruzzo
Informazioni di base Tipo: Organizzazioni - Organizzazione no profit
TERREMOTO: AIDAA, ALMENO 5MILA ANIMALI DOMESTICI VAGANO IN QUESTE ORE
(ASCA) - Roma, 6 apr - ''Sono almeno 5mila gli animali domestici che in Abruzzo vagano nel nulla in queste ore a seguito del tragico terremoto della scorsa nottata, a questi si aggiungono migliaia di animali di allevamento che si trovano in condizioni difficili e che necessitano di intervento immediato a rischio della loro vita''. Lo evidenzia l'associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa) che ''mette i propri numeri di telefono nazionale unico e quello di emergenza 39265552051 e 0222228518 a disposizione di chiunque abbia segnalazioni da fare su situazioni di emergenza che riguardano animali sia domestici che di allevamento sia di chiunque possa dare in qualche modo aiuto per risolvere le situazioni di emergenza che coinvolgono gli animali''. ''Con il massimo rispetto delle vittime umane e di coloro che stanno operando per i soccorsi noi vogliamo offrire il nostro piccolo contributo per salvare le migliaia di animali che in questo momento sono in difficolta' dopo il terremoto degli Abruzzi- spiega Lorenzo Croce presidente nazionale Aidaa- e per questo mettiamo a disposizione i nostri telefoni in modo da poter incanalare le domande di soccorso ma anche le disponibilita' di aiuto che poi gireremo alle associazioni che operano sul territorio ed alle autorita' competenti senza minimamente intralciare il lavoro di soccorso attualmente in corso a favore delle popolazioni civili duramente colpite''.
SABATO 11 APRILE
DALLE ORE 15.00 ALLE 17.00
PRESIDIO DAVANTI ALL' OSPEDALE
S. ANNA DI COMO
- IN DIFESA DELL' INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA
- PER LA LIBERTA' E L'AUTODETERMINAZIONE DI OGNI DONNA
- CONTRO OGNI VIOLENZA E DISCRIMINAZIONE DENTRO LE MURA DEGLI OSPEDALI
In un periodo in cui il diritto alla salute é fortemente minato da
privatizzazioni e leggi razziali e xenofobe che ledono il diritto alla cure
e alla salute di intere fasce della popolazione, prime fra tutte quelle
persone considerate "clandestine", come Kadiatou, la donna ivoriana
denunciata come clandestina da un medico dell’ospedale Fatebenefratelli
di Napoli dove è andata a partorire, é importante non dimenticarsi di
luoghi come gli ospedali e di quello che quotidianamente avviene al loro
interno.
In materia di interruzione volontaria di gravidanza, le violenze, gli abusi
e le irregolarità sono purtoppo all' ordine del giorno, in buona parte
degli ospedali italiani, principalmente per motivi di ingerenze religiose e
politiche.
Una donna che desidera interrompere una gravidanza, si trova spesso a dover
affrontare un vero e proprio calvario fatto di discriminazione, impedimenti
e violenze psicologiche ed anche fisiche.
Abbiamo deciso di organizzare un presidio per denunciare la situazione
dell' ospedale di Como, che da anni permette l'accesso e le proteste a
gruppi antiabortisti,
e dare la nostra solidarietà ad ogni individuo femminile ridotto a corpo,
prodotto,
oggetto, riproduttrice.
Como: No alle proteste antiabortiste all' interno dell' ospedale!
Il CAV (Centro Aiuto Alla Vita), gruppo antiabortista cattolico, da anni
agisce indisturbato all' interno dell' ospedale S. Anna di Como, entrando
durante gli orari delle visite di accertamento pre-ivg (interruzione
volontaria di gravidanza) e inscenando vere e proprie proteste, con feti in
plastica, volantini, ed insulti e urla alle donne in sala d'attesa, nell'
indifferenza di infermieri e medici che dovrebbero tutelare le pazienti da
violenze psicologiche vergognose.
Piu' volte persone presenti a tali proteste hanno chiesto l'intervento di
infermiere al fine di allontanare queste persone, senza che pero' nessuno
abbia mai fatto nulla, e davanti a donne in lacrime che vengono insultate e
maledette, medici e personale dell' ospedale indifferenti non hanno mai
preso provvedimenti.
La scorsa settimana pero' qualcuno ha allontanato per la prima volta queste
persone, invitandole ad uscire dall' ospedale.
E subito il gruppo antiabortista ha gridato allo scandalo per il loro
diritto negato.
Hanno organizzato un presidio mercoledi' 8 aprile, davanti all' ospedale S.
Anna (Como), in memoria delle "vittime dell' aborto" e dei "crimini contro
la vita", per afermare il loro diritto, secondo loro sancito dalla legge
194, di poter:
1) entrare neji ospedali
2) potersi occupare dell' assistenza alle donne che desiderano abortire
3) poter avere uno sportello all' interno dell' ospedale
4) poter avere accesso al consultorio, se non addirittura averlo in
gestione.
Si stanno inoltre muovendo per vie legali al fine di ottenere il permesso
ufficiale per poter aver accesso all' ospedale.
Tutto questo è una vergogna!
Ricordiamo che a Como, non sono rari i casi di medici obiettori che abbiano
illegalmente ostacolato con falsi esiti di esami ed ecografie il diritto di
donne che avevano richiesto di poter abortire, cosí come le testimonianze
di donne che denunciano abusi ed insulti fin dentro la sala operatoria.
Come non sono rari i casi in Italia di consultori dati in gestione ai
gruppi antiabortisti, come il CAV, che non fornisce un'assistenza laica ed
imparziale alle donne che chiedono aiuto, o di sportelli informativi per
l'aborto sempre dati in concessione al CAV all 'interno di ospedali.
Moltissime sono le donne comasche, ma non solo,che si recano in Svizzera,
per poter ricevere un' assistenza laica e corretta in materia di
interruzione di gravidanza, anche a costo di pagare, di fronte agli
ostacoli, alle opposizioni, alle liste d'attesa lunghissime e alle violenze
psciologiche e non solo che ad oggi sono purtroppo la quotidianità in
Italia.
Vogliamo difendere l'autodeterminazione e la libertà di ogni donna di
poter decidere se mettere o meno al mondo un figlio, vogliamo opporci alle
violenze ed agli abusi che quotidianamente vengono perpetrati verso donne
che decidono di interrompere una gravidanza, vogliamo che la direzione
dell' ospedale prenda una posizione chiara in merito alla presenza di
proteste antiabortiste ed atteggiamenti di violenza e discriminazione da
parte del personale medico all' interno della struttura, al fine di
tutelare tutte quelle donne che decidono di interrompere una gravidanza.
E' importante non far passare nel silenzio le violenze che queste persone
,che in questi giorni sui giornali si proclamano paladine della Vita,
compiono ogni giorno indisturbate; ed è importante difendere la legge 194
da simili attacchi e menzogne.
Ma soprattutto, è importante ricordare a queste persone, che si riempiono
la bocca di parole come Vita, Etica, Valori, quanti bambini-agnelli stanno
in questi giorni venendo sterminati, strappati dalle proprie madri e
sgozzati, nel nome della loro Etica!
SABATO 11 APRILE
DALLE ORE 15.00 ALLE 17.00
PRESIDIO DAVANTI ALL' OSPEDALE
S. ANNA DI COMO
- IN DIFESA DELL' INTERRUZIONE VOLONTARIA DI GRAVIDANZA
- PER LA LIBERTA' E L'AUTODETERMINAZIONE DI OGNI DONNA
- CONTRO OGNI VIOLENZA E DISCRIMINAZIONE DENTRO LE MURA DEGLI OSPEDALI
In un periodo in cui il diritto alla salute é fortemente minato da
privatizzazioni e leggi razziali e xenofobe che ledono il diritto alla cure
e alla salute di intere fasce della popolazione, prime fra tutte quelle
persone considerate "clandestine", come Kadiatou, la donna ivoriana
denunciata come clandestina da un medico dell’ospedale Fatebenefratelli
di Napoli dove è andata a partorire, é importante non dimenticarsi di
luoghi come gli ospedali e di quello che quotidianamente avviene al loro
interno.
In materia di interruzione volontaria di gravidanza, le violenze, gli abusi
e le irregolarità sono purtoppo all' ordine del giorno, in buona parte
degli ospedali italiani, principalmente per motivi di ingerenze religiose e
politiche.
Una donna che desidera interrompere una gravidanza, si trova spesso a dover
affrontare un vero e proprio calvario fatto di discriminazione, impedimenti
e violenze psicologiche ed anche fisiche.
Abbiamo deciso di organizzare un presidio per denunciare la situazione
dell' ospedale di Como, che da anni permette l'accesso e le proteste a
gruppi antiabortisti,
e dare la nostra solidarietà ad ogni individuo femminile ridotto a corpo,
prodotto,
oggetto, riproduttrice.
Como: No alle proteste antiabortiste all' interno dell' ospedale!
Il CAV (Centro Aiuto Alla Vita), gruppo antiabortista cattolico, da anni
agisce indisturbato all' interno dell' ospedale S. Anna di Como, entrando
durante gli orari delle visite di accertamento pre-ivg (interruzione
volontaria di gravidanza) e inscenando vere e proprie proteste, con feti in
plastica, volantini, ed insulti e urla alle donne in sala d'attesa, nell'
indifferenza di infermieri e medici che dovrebbero tutelare le pazienti da
violenze psicologiche vergognose.
Piu' volte persone presenti a tali proteste hanno chiesto l'intervento di
infermiere al fine di allontanare queste persone, senza che pero' nessuno
abbia mai fatto nulla, e davanti a donne in lacrime che vengono insultate e
maledette, medici e personale dell' ospedale indifferenti non hanno mai
preso provvedimenti.
La scorsa settimana pero' qualcuno ha allontanato per la prima volta queste
persone, invitandole ad uscire dall' ospedale.
E subito il gruppo antiabortista ha gridato allo scandalo per il loro
diritto negato.
Hanno organizzato un presidio mercoledi' 8 aprile, davanti all' ospedale S.
Anna (Como), in memoria delle "vittime dell' aborto" e dei "crimini contro
la vita", per afermare il loro diritto, secondo loro sancito dalla legge
194, di poter:
1) entrare neji ospedali
2) potersi occupare dell' assistenza alle donne che desiderano abortire
3) poter avere uno sportello all' interno dell' ospedale
4) poter avere accesso al consultorio, se non addirittura averlo in
gestione.
Si stanno inoltre muovendo per vie legali al fine di ottenere il permesso
ufficiale per poter aver accesso all' ospedale.
Tutto questo è una vergogna!
Ricordiamo che a Como, non sono rari i casi di medici obiettori che abbiano
illegalmente ostacolato con falsi esiti di esami ed ecografie il diritto di
donne che avevano richiesto di poter abortire, cosí come le testimonianze
di donne che denunciano abusi ed insulti fin dentro la sala operatoria.
Come non sono rari i casi in Italia di consultori dati in gestione ai
gruppi antiabortisti, come il CAV, che non fornisce un'assistenza laica ed
imparziale alle donne che chiedono aiuto, o di sportelli informativi per
l'aborto sempre dati in concessione al CAV all 'interno di ospedali.
Moltissime sono le donne comasche, ma non solo,che si recano in Svizzera,
per poter ricevere un' assistenza laica e corretta in materia di
interruzione di gravidanza, anche a costo di pagare, di fronte agli
ostacoli, alle opposizioni, alle liste d'attesa lunghissime e alle violenze
psciologiche e non solo che ad oggi sono purtroppo la quotidianità in
Italia.
Vogliamo difendere l'autodeterminazione e la libertà di ogni donna di
poter decidere se mettere o meno al mondo un figlio, vogliamo opporci alle
violenze ed agli abusi che quotidianamente vengono perpetrati verso donne
che decidono di interrompere una gravidanza, vogliamo che la direzione
dell' ospedale prenda una posizione chiara in merito alla presenza di
proteste antiabortiste ed atteggiamenti di violenza e discriminazione da
parte del personale medico all' interno della struttura, al fine di
tutelare tutte quelle donne che decidono di interrompere una gravidanza.
E' importante non far passare nel silenzio le violenze che queste persone
,che in questi giorni sui giornali si proclamano paladine della Vita,
compiono ogni giorno indisturbate; ed è importante difendere la legge 194
da simili attacchi e menzogne.
Ma soprattutto, è importante ricordare a queste persone, che si riempiono
la bocca di parole come Vita, Etica, Valori, quanti bambini-agnelli stanno
in questi giorni venendo sterminati, strappati dalle proprie madri e
sgozzati, nel nome della loro Etica!
ORA... E' GIUNTO IL MOMENTO !
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MERCOLEDI' 1 APRILE le commissioni consiliari competenti discuteranno la
costruzione dello zoo safari a Ravenna da parte della società ALFA 3000.
Questa riunione precederà di pochi giorni la votazione vera e propria
con cui il progetto verrà o meno approvato, votazione che spetta al
consiglio comunale e il cui esito sembra però purtroppo già scritto da tempo.
Lo ha detto anche il sindaco Matteucci: "spero che esso sia un'occasione
di sviluppo per la nostra economia turistica." Questa frase, tratta da
una sua recente intervista, dice tutto da sola.
Da anni protestiamo contro questo zoo per quello che esso significherà
per gli animali rinchiusi, perchè sono luoghi squallidi e crudeli che non
dovrebbero esistere. Protestiamo anche perchè se guardiamo un po' più in
là del nostro naso ci accorgiamo che questa struttura sarà un beneficio
anche per tutti i circhi e gli zoo purtroppo ancora aperti, che
troveranno nello zoo di Ravenna un complice con cui scambiarsi gli esemplari
prigionieri e guadagnare così sulla loro sofferenza.
Ma di fronte a tutto questo ci è stato risposto che ciò che conta è ben
altro: lo sviluppo economico, il turismo, il lavoro. Nulla di più.
E' IL MOMENTO ALLORA CHE TUTTE LE PERSONE CONTRARIE A QUESTA STRUTTURA
SI FACCIANO SENTIRE !!!
PROTESTA CONTRO LA COSTRUZIONE DELLO ZOO SAFARI
MERCOLEDI' 1 APRILE - ore 15.00
piazza del Popolo 1 - Ravenna
Vi proponiamo inoltre di inviare una protesta telematica all'amministrazione
comunale di Ravenna.
Di seguito trovate la lista di indirizzi a cui spedirla (si tratta di
due blocchi di indirizzi, basta scrivere due mail distinte) ed una lettera
tipo che vi consigliamo di personalizzare per variare gli interventi.
A breve il consiglio comunale di Ravenna sarà tenuto a votare il progetto del
parco faunistico-zoo safari alla Standiana.
Nessuna giustificazione può essere data per la realizzazione di questa
struttura, luogo che vedrà soffrire e morire degli animali costretti per
tutta la loro vita in cattività dentro ad un recinto.
E' vergognoso che chi lo sostiene invochi lo sviluppo economico come fine
che giustifica i mezzi, solo per incrementare un turismo locale che ha già
fatto danni irreparabili all'ambiente.
Ci chiediamo come sia possibile essere così insensibili di fronte ai
segni di sofferenza che mostrano gli animali rinchiusi negli zoo e ignorare la
banalità che qualunque esserve vivente chiuso in gabbia per tutta la vita
non è protetto, ma imprigionato.
Le Dune del Delta inoltre sarà di proprietà di ALFA 3000, una società di
circensi e di altri gestori di zoo safari, riconducibile anche ad
attività conosciute per maltrattamento di animali.
Siamo increduli di fronte al fatto che qualcuno possa appoggiare questa
vergogna!
MILANO - I padroni con l'ombrello, i cani con l'impermeabile. Nemmeno la pioggia, oggi incessante su Milano, ha fermato l'iniziativa sostenuta da una serie di associazioni animaliste: un piccolo corteo nel centro della città, da piazza del Duomo a piazza Castello, per dire che non si può risolvere il problema del randagismo a colpi di fucile.
La vicenda prende spunto dalla morte di un bambino di 10 anni ucciso da un branco di cani randagi nel Ragusano il 15 marzo scorso. "No alla strumentalizzazione della morte di un povero bimbo - affermano le associazioni animaliste - per risolvere a colpi di fucile il randagismo. Siciliani posate i fucili ed usate il cervello".
"Dopo la tragedia della morte del bambino - sostiene Gaia animali & ambiente, una delle associazioni che hanno organizzato l'iniziativa - in Sicilia è scattata la caccia ai cani: sindaci che emanano ordinanze di abbattimento dei cani vaganti (illegali e illegittime, contro cui si è espresso lo stesso Ministero della Salute), cittadini che sparano, avvelenano, torturano".
Secondo un copione ormai ben noto, la crisi economica e politica viene fatta pagare ai più deboli, individuando di volta in volta i capri espiatori più adatti a distogliere l’attenzione dalle contraddizioni e dalle ingiustizie più gravi del sistema e ad indirizzare la rabbia verso obiettivi incapaci di difendere la propria vita e la propria dignità: un giorno gli immigrati reclusi nei lager di stato (CPT, CIE, …), poi i rom trattati "come cani", e oggi i cani trattati come rom…
Nell’incontrollabile pogrom scatenato da politici senza scrupoli contro i cani siciliani e di tutto il meridione, non possiamo fare a meno di gridare a favore delle vittime di una lunga storia fatta di urbanizzazione "selvaggia", di stravolgimento degli habitat di tante specie colpevoli solo di non essere umane, di randagismo e fame, di compravendita di animali "d’affezione" trattati come merci, di maltrattamenti e violenze inaudite, di disinteresse e complicità nelle sottrazioni di fondi per le sterilizzazioni e l’accoglienza da parte degli amministratori locali e nazionali, e infine di istigazione all’odio, alla violenza cieca su chi non può lamentarsi. Non è forse un caso che, insieme alle centinaia di vittime fra i cani siciliani, abbia fatto le spese di questa assurda situazione proprio un bambino...
Non possiamo tacere il fatto che, fra le cause della tragedia, ci sia un sistema che permette e incentiva la vendita degli animali, educando adulti e bambini a considerare un essere senziente come oggetto da comprare, ostentare e magari abbandonare quando “ci si stufa”; un sistema che incoraggia allevatori senza scrupoli a far riprodurre cani di razza per il proprio profitto mentre migliaia di esseri languono nei canili in attesa di essere adottati, accolti e considerati come soggetti unici, di instaurare una relazione all’insegna della cura, dell’amore reciproco e della gratuità.
Per comprendere meglio che cosa stia accadendo, riportiamo un recente comunicato redatto dal gruppo "Un Mondo Sbagliato" In Italia sono 600.000 i cani abbandonati di cui solo un terzo si trova in un canile , di questo un terzo moltissimi sono rinchiusi in canili lager, strutture fatiscenti che violano ogni diritto degli animali. Ma questo e' un grosso affare per chi gestisce questi canili e per le amministrazioni compiacenti. Piu' cani ospita uno di questi lager piu' sono i finanziamenti che riceve che certamente non vanno agli animali , impossibile ovviamente che le amministrazioni e le ASL non vedano tutto questo. Tutti tacciono spartendosi il bottino perche´ gli interessi economici di questa forma di zoomafia sono veramente alti. Si stima che attorno al randagismo ci sia un giro d’affari intorno ai 500 milioni di euro in cui sono coinvolti privati che gestiscono le strutture, trafficanti, malavitosi e soprattutto politici corotti, senza i quali tutto questo non sarebbe possibile...
E' inevitabile che da queste violenze sugli animali e dal degrado scaturiscano degli incidenti piu' o meno gravi.
E allora scatta la tormenta mediatica: cani pericolosi, lutti cittadini, tutti pronti ad intervenire contro i cani, tutti si svegliano , proposte d’abbattimento, liste nere di cani, leggi approvate sull’onda della psicosi collettiva e....
L’assurdita' e' che in questi casi la gente sembra riscoprire una paura atavica per gli animali, nessuno si indegna per le condizioni di quei poveri cani o attacca chi come le amministrazioni locali ha lucrato sulla pelle di questi animali, tutti chiedono provvedimenti speciali, tolleranza zero verso le uniche vere vittime, i cani.
A guidare questo teatrino ovviamente ci sono gli stessi politici ed amministratori che hanno lucrato o taciuto sul degrado in cui versavano questi animali.
Lo stesso avviene con gli animali nei circhi e negli zoo: appena si ribellano alle umiliazioni e ingiustizie che subiscono ogni giorno, uccidendo o ferendo i loro carnefici sono abbattuti con gran plauso della gente, nessuno attacca le condizioni innaturali e le torture che subiscono questi animali.
Solo durante questa stagione di caccia sono morte 39 persone e ne sono state ferite 76 ma nessuno si e’ scandalizzato o ha richiesto leggi piu’ severe per la caccia, anzi la nuova proposta di legge sulla caccia porta una totale deregolarizzazione dell’attivita' venatoria dando le armi anche ai minorenni. La caccia con le sue vittime di diverse specie non tocca la gente mentre per un bambino ucciso dagli interessi economi sul randagismo scoppia la la caccia alle streghe contro i cani.
La realta' e' che a politici locali e nazionali servono questi incidenti, serve la paura della gente, serve un capro espiatorio per nascondere i reali problemi e imposizioni che subiamo chini ogni giorno.
I telegiornali continuano a bombardarci con le immagini dei cani morsicatori mentre si tace sulle centrali nucleari, sulla devastazione ambientale, sugli interressi economici delle grandi opere del governo e di forti interessi economici. Noi continueremo a schierarci con i cani e con ogni animale sfruttato, unica vittima e capro espiatorio di questa vicenda.
CONTRO LA COMPRAVENDITA DI ANIMALI
CONTRO LO STERMINIO ISTITUZIONALIZZATO
CONTRO LA LOGICA DEL CAPRO ESPIATORIO
CONTRO L’ODIO FRA GLI OPPRESSI DI QUALSIASI SPECIE
In Italia vengono macellati, ogni anno, circa 3 milioni e 300 mila agnellini di pochi mesi di età.
La tradizione pasquale crea un incremento vertiginoso delle uccisioni di agnelli: più del 60% degli ovini macellati in Italia, vengono consumati nel periodo pasquale, una tradizione tanto radicata quanto inutilmente crudele. Quello che succede nei macelli Italiani sembra suggerire che per gli agnellini non è prevista pietà alcuna.
Capretti e agnelli vengono trasportati vivi fino ai macelli, spesso per lunghi tratti e sentieri accidentati, e questo procura loro già uno stress incredibile.
Il consumo di carne ovina non è particolarmente elevato in Italia durante il corso dell’anno, e questo incide fortemente sulle condizioni della macellazione nel periodo pasquale. L’improvviso aumento del carico di lavoro nei macelli rende le procedure delle catene di montaggio molto confuse e questo può far sì che non vengano rispettate. Può anche capitare che si salti la fase dello stordimento preventivo all’uccisione oggi obbligatorio per legge.
La tecnica dell’allevamento estensivo, che rende la vita degli agnellini più sopportabile, alla fine si risolve in una tragedia. Già sfiancati dal viaggio, gli animali vivono ore terribili davanti al macello, prima di essere uccisi. Percepiscono nitidamente quello che avviene intorno a loro. I rumori delle macchine, l’odore del sangue, i lamenti dei loro simili li circondano e li introducono nell’anticamera dell’inferno. Poi, uno alla volta, vengono spinti sui nastri trasportatori, storditi, se tutto va bene e deiugulati, ovvero sgozzati.
Più precisamente gli si pratica un foro nella carotide e si attende che tutto il sangue fuoriesca. Dunque con un compressore sottocutaneo applicato dal retro si scuoiano, e infine vengono macellati.
Questo avviene nelle aziende dove si rispetta la legge della Repubblica Italiana. Lo stordimento preventivo degli animali da macello è obbligatorio, ma ci sono pure delle deroghe.
Il decreto legislativo 333 del 1998, recependo la direttiva 93/119 della Comunità europea, consente la produzione rituale della carne per soddisfare le esigenze alimentari dei praticanti religioni diverse ad quella cristiana.
Il massacro sommerso dei cuccioli si perpetuerà, in questo week-end, come ogni anno, quando migliaia di agnelli saranno immolati in nome della tradizione. Neonati che saranno uccisi e macellati all’inizio della primavera, il momento peggiore per morire.
Si invitano quindi tutti i cittadini a festeggiare la Pasqua con piatti vegetariani.
Nella seconda metà del 1400 un tale Leonardo da Vinci previde un "giorno in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare e anche l’uccisione di un solo animale sarà considerata un grave delitto".
Gli agnelli di Pasqua quel giorno, lo stanno ancora aspettando.
E' delirio assoluto!!! in tutta la Sicilia : radono l'erba per non offrire rifugio e scampo ai cani, l'ordine è DI ACCALAPPIARE O UCCIDERE OVUNQUE TUTTI I BRANCHI DI CANI ANCHE QUELLI DI QUARTIERE STERILIZZATI
Orde, si perchè non sono uomini, fanno la fila nelle farmacie per comperare veleno e nelle macellerie, carne
Stanno preparando polpette avvelenate in TUTTA LA SICILIA , perchè stanotte muoiano più randagi possibili, le poche volontarie minacciate di morte salvano cuccioli come possono
Siamo tutti allertati
Cerchiamo volontari siciliani per fare le ronde stasera e aiutare i cani a sopravvivere, nel ragusano.
Pur avendo il Ministero ordinato di terminare immediatamente l'abbattimento, per aggirare l'ostacolo, si sono mobilitati al posto dei carabinieri, i cacciatori
METTERSI IN CONTATTO CON corinna@chiliamacisegua.org
GRAZIE
LA TRAGEDIA DI MODICA
tutto qui http://www.chiliamacisegua.org/
e qui http://www.facebook.com/note.php?saved&&suggest¬e_i...
ultimissime on Barbara Mannucci
Barbara Mannucci alle 19.09 del 17 marzo
FRANCESCA MARTINI HA INVIATO QUINTALI DI DOSI DI ANASTETICO PER TRANQUILLIZZARLI.... NEANCHE L'ANESTETICO HANNO COMPRATO CON 3 MILIONI DI EURO!!!!
EMERGENZA ASSOLUTA