Veggie Pride, 16 Maggio: manifestazione dell'orgoglio vegetariano e vegano a Milano e Lione
Il 16 maggio, vegetariani e vegani venuti da tutto il mondo riempiranno le vie e le piazze di Milano e di Lione per partecipare al Veggie Pride. Il loro obiettivo: esprimere la loro fierezza di non mangiare carne, pesce e prodotti animali e denunciare il massacro di milioni di animali ogni anno nei rispettivi Paesi.
Il Veggie Pride è una manifestazione che si svolge tutti gli anni a Parigi dal 2001 e, per la seconda volta quest’anno, a Milano. L'obiettivo del «Veggie Pride» - come quello del Gay Pride per gli omosessuali - è di spingere i vegetariani e vegani ad accettarsi e ad esprimersi. Molti di loro, stanchi di subire critiche e prese in giro, preferiscono tacere la loro scelta o nasconderne il lato più polemico, il rispetto della vita degli animali; a volte preferiscono avanzare altre ragioni più consensuali, come l'ecologia, la salute o il disgusto personale. Il Veggie Pride intende incoraggiarli a riconoscere pienamente la loro scelta per gli animali e ad affermarla liberamente.
Nella giornata del Veggie Pride, vegetariani e vegani denunceranno la sofferenza degli animali massacrati per la consumazione umana. Nel 2006, solo in Italia, sono stati abbattuti più di 480 milioni di animali, senza contare i pesci (fonte: Istat, Dati annuali sulla macellazione). Negli allevamenti di tutto il mondo si consumano le vite di miliardi di vitelli, polli, maiali, mucche «da latte», galline «ovaiole», in condizioni che trasformano la loro esistenza in un inferno permanente: prigionia in gabbie minuscole, affollamento, sporcizia, mutilazioni, separazione delle mamme dai cuccioli... Poi, viaggi interminabili verso la morte: normalmente vivrebbero anni, invece vengono ammazzati a pochi mesi di età. Vegetariani e vegani rivendicano l'orgoglio di non partecipare a questo sistema concentrazionario.
Con il Veggie Pride, vegetariani e vegani reclamano dei diritti: diritto di essere ascoltati, di disporre di un giusto tempo di parola nei dibattiti, diritto di crescere i propri figli senza imporre loro i prodotti del mattatoio, di poter mangiare correttamente nelle mense, al lavoro, a scuola e in ogni luogo collettivo, diritto di non finanziare gli allevamenti con le loro tasse. Questi diritti sono per loro tanto più preziosi perché sono gli unici diritti che oggi gli animali indirettamente posseggano.
Nel corteo milanese, per la seconda volta sfileranno famiglie vegetariane e vegane. Genitori e bambini solidali con gli animali testimonieranno che senza mangiare prodotti animali si cresce bene (o anche meglio) e denunceranno insieme agli altri manifestanti la vegefobia, ovvero quell'atteggiamento che schernisce, discredita, criminalizza e accusa di estremismo quella che è in tutto e per tutto una scelta etica, dettata da compassione e da solidarietà verso gli animali.
Vegetariani e vegani: niente morti in bocca, niente sangue sulle mani!
16 maggio 2009: a Milano, appuntamento alle ore 14 in Piazza Missori (metropolitana linea 3). Il corteo percorrerà le vie del centro cittadino e terminerà in piazza Cairoli. Alla fine del percorso, si svolgeranno letture di testi sugli animali e sul vegetarismo, performance teatrali e saranno presenti banchetti con materiali informativo e cibo vegan. www.veggiepride.it
info [at] veggiepride.it
infoline 327-3209085
Indicazioni per arrivare al concerto antispecista di questa sera (14_03_2009)in zona bergamo
uscita dall'autostrada bergamo
seguire le indicazioni per stezzano o treviglio, strada statale 42
il posto si trova sulla tra stezzano e verdello, località levate, poco prima di una rotonda (via strada statale 42)
Giornate antispeciste 2009
zona Bergamo
SABATO 14 MARZO dalle 19 in poi
djset
partizan kabul
d.d.i.
la congiura
verme
umana miseria
affluente
Cacciatori che sparano già a 16 anni
Tutti gli ambientalisti in rivolta
07:45 CRONACHE
Accuse da Wwf, Lipu e Legambiente. L'etologa Goodall: rischio. Proposta contestata anche da parte delle doppiette
Il caso
La proposta criticata anche da una parte delle doppiette
Cacciatori a 16 anni
Ambientalisti in rivolta
Accuse da Wwf, Lipu e Legambiente. L'etologa Goodall: un rischio
ROMA — Anche i cacciatori avranno il loro foglio rosa. E per imbracciare il fucile non dovranno più aspettare la maggiore età, come avviene oggi. Basterà aver compiuto sedici anni, purché a caccia si vada accompagnati da una persona esperta, come il papà, lo zio o un amico più grande. La misura è contenuta del disegno di legge che sarà presentato oggi dal senatore del Popolo della libertà Franco Orsi, appassionato cacciatore. Un testo da tempo allo studio che ora è pronto a fare il primo passo formale nella commissione Ambiente di Palazzo Madama per poi imboccare la lunga strada del dibattito parlamentare.
Come funzionerà il foglio rosa? Chi ha sedici anni potrà provare l'esame di abilitazione all'esercizio venatorio, lo stesso che si fa oggi da maggiorenni per ottenere il patentino. Chi supererà la prova riceverà dalla questura un «attestato di tirocinio». E proprio su questo foglio saranno indicati i nomi degli accompagnatori, tre persone con la licenza da almeno cinque anni. Solo con uno di loro, e con le loro armi, il cacciatore in erba potrà dedicarsi alla sua passione. Ma non potrà né comprare un fucile, né portarlo in giro e nemmeno tenerlo a casa. Una misura che fa gridare all'incostituzionalità Roberto Della Seta, già presidente di Legambiente e oggi senatore del Pd, che nel comitato ristretto del Senato ha tentato di fermare il senatore Orsi: «In Italia — dice Della Seta — a sedici anni non si può guidare la macchina, non si può votare, ma si può prendere il fucile e sparare. Bel messaggio no?». Una norma «pericolosa» anche secondo l'etologa Jane Goodall, che ieri era a Roma per presentare «A ferro e fuoco» il documentario sulla caccia realizzato da Margherita D'Amico. Quella del foglio rosa non è l'unica novità che farà discutere. Anche sulla caccia, come per i controlli sulle banche, saranno coinvolti i prefetti. Se alcune specie diventeranno troppo numerose, come i cinghiali che divorano i raccolti o gli uccelli che mettono a rischio gli aeroporti, saranno loro ad autorizzare i cacciatori ad intervenire con i fucili. C'è poi l'articolo ribattezzato dagli ambientalisti «polenta e osei».
Perché questo nome? Nella caccia da appostamento è possibile utilizzare degli uccellini vivi che, chiusi nelle gabbiette, funzionano da richiamo. Oggi ogni cacciatore ne può portare al massimo 40. Il disegno di legge del senatore Orsi elimina questo tetto ed elimina anche l'anellino sulla zampa necessario per identificarli. Gli ambientalisti temono che questo sia un trucco per infilare in gabbia gli uccellini vivi, spacciarli per esche e poi, una volta a casa, tirare fuori lo spiedo ed usarli come strepitoso condimento per la polenta. La associazioni degli ambientalisti (Legambiente, Wwf e Lipu) hanno creato un gruppo di lavoro per chiedere modifiche al testo. Hanno aderito anche le associazioni degli agricoltori e (sorpresa) una parte delle associazioni dei cacciatori e cioè Arci Caccia, Federcaccia e Italcaccia. «Lì dentro — dice Osvaldo Veneziano, presidente di Arci Caccia — c'è anche la norma che autorizza a sparare sulla neve in aree private. La lepre affonda e io miro senza fatica. Finisce l'etica del cacciatore e si apre alla pura logica di mercato. Anche il mio setter si rifiuterebbe di fare una cosa del genere». Arci Caccia è l'associazione di categoria vicina alla sinistra. Ma nel settore la pensano tutti così? Anche se quasi dimezzati nel corso degli ultimi 25 anni, i cacciatori italiani sono sempre più di 700 mila. Ed è proprio a partire da questo numero che Della Seta dà la sua lettura politica della vicenda: «Questa legge non verrà mai approvata — dice — e non perché il centrodestra non abbia i numeri. No, il punto è che la caccia non è più popolare nell'opinione pubblica italiana. Qui il Pdl cerca solo di grattare qualche voto in vista delle europee e delle amministrative». Grattare qualche voto a chi? Alla sinistra, visto che nelle regioni rosse (Toscana ed Umbria) ci sono ancora tante doppiette, come si diceva una volta. Ma grattare qualcosina anche agli alleati della Lega, che in Veneto e Lombardia tra i cacciatori raccoglie tanti voti, e che i sondaggi spingono sempre più su.
PRESIDIO ITINERANTE PER LA CITTA' CONTRO OGNI MERCIFICAZIONE DEGLI ANIMALI
Ciao a tutti ! Dopo la mattanza di sabato perpetrata a danno dei compagni, i 57 fermi ed i 2 arresti ad opera tutori dell'ordine.Dopo la nausea per aver visto per le vie della Malpensata sfilare impunemente con il loro becero armamentario retorico la peggior feccia nazifascista con la connivenza di tutte le istituzioni.Riprendiamo con decisione le strade di Bergamo fin da subito e sottolineamo che per i loro marci valori qui non ci sara'; mai spazio!Pertanto abbiamo indetto un ciclopresidio animalista itinerante che andra' a toccare diversi simboli dell'oppressione animale e della negazione della coscienza umana.I sistemi tematici che abbiamo deciso di affrontare sono: la vivisezione, l'industria della pelliccia e l'industria della carne. Contro il capitalismo e la vivisezione quali capisaldi dell'oppressione dell'uomo sull'uomo, dell'uomo sulla donna e dell'uomo sugli animali, muniti di bicicletta saremo la voce di tutti quegli animali vittime di un pensiero dominante razzista che li vede esclusivamente come merce di scambio.Per una liberazione integrale delle proprie e altrui vite invitiamo tutti ai seguenti appuntamenti:
Venerdi' 6 marzo: alle ore 21.15 presso la Zona in via Bonomelli, videoproiezione del filmato "Earthlings";
Sabato 7 ore 15 con concentramento davanti all'Underground Spazio Anarchico - via furietti 12/b Bergamo quartiere malpensata ciclopresidio itinerante per le vie della citta'.
Gli animali sono oggetti, liberarli è una rapina...
Questa è la storia dell'incontro fra una cena e una persona.
L'11 ottobre 2007, sulla ghiacciaia del pam di via Olona di Milano, sotto gli occhi di tutti, qualcuno agonizzava. Agonizzava da giorni. Il corpo gelato, i sensi annebbiati dal freddo. Agonizzava senza sapere perchè. Agonizzava e aveva paura.
Sdraiata su una ghiacciaia, una cena conosceva il terrore, il dolore, la nostalgia... Quella cena, in silenzio, urlava... Quella cena che sognava il mare...
Un continuo rumore copriva quel grido silenzioso e disperato, rendendo quel qualcuno cena silenziosa.
Ma ascoltando per un attimo il silenzio, era impossibile sottrarsi alle urla inascoltate di una cena, che in silenzio piangeva.
Quel giorno, una cena e una persona si guardavano e si ascoltavano. E poi correvano, insieme, verso il sogno di chi era nato astice ed era stato trasformato in cena. Verso il sogno di chi, sognando, piangeva.
Ma una ragazza ora correva fuori da un supermercato con in mano una cena!
L'uomo saltava giù dal camion e bloccava quella ladra di cene costosissime. Chiamava la polizia, per fermare definitivamente quella criminale.
Quella sera, mentre una ladra veniva arrestata per rapina, una cena cuoceva...
In p.zza Cadorna, alle 13 di giovedì 5 marzo, in occasione dell'ultima udienza del processo per rapina, è stato organizzato un presidio, per urlare che un animale non è una cena e che una liberazione non è una rapina.
Sabato 28 febbraio 2009
presentazione del libro di Paolo Grugni : AIUTAMI interviene l'autore
c/o spazio anarchico underground Bergamo - via furietti 12/b -quartiere malpensata bergamo
Venerdi 06 marzo ore 21:00
videoproiezione earthlings
C/o la zona via bonomelli vicino alla stazione
Sabato 07 marzo ore 15:00
Presidi itineranti per la città contro ogni mercificazione degli animali
Presidi in occasione della prima
Giornata Mondiale per l'Abolizione della Carne
MILANO - Ore 15 p.zza Duomo*
FIRENZE - Ore 14 p.zza Mercato Nuovo
BARI – Ore 14 via Sparano – p.zza Moro
Cos'è la Giornata Mondiale per l'Abolizione della Carne?
La Giornata Mondiale per l'Abolizione della Carne vuole promuovere presso il grande pubblico la rivendicazione politica di abolizione dell'assassinio di animali a scopo alimentare. Sei milioni di esseri sensibili vengono uccisi nel mondo ogni ora (!) per essere trasformati in carne; senza neanche contare il massacro dei pesci e la sofferenza di vacche e galline ovaiole, recluse, sfruttate ed infine ammazzate in giovanissima età.
Il consumo di carne e prodotti animali causa più sofferenza e morte di ogni altra attività umana, pur non essendo affatto necessario.
LONDRA - Per il lavoro ha dato la vita e il suo caso sta commovendo l'Inghilterra. Questa volta, a far puntare il dito contro i rischi professionali che in troppi casi portano alla morte, è la triste storia di un cagnolino, che, a nove anni, è stato ucciso da una rara forma di cancro al naso. Malattia professionale, sì. Perché Max, uno Springer Spaniel, lavorava da anni con la polizia inglese, addestrato a scovare cocaina e altre droghe. Era bravissimo, un aiuto prezioso per gli agenti: proprio la sua bravura a sniffare le sostanze stupefacenti potrebbe essergli stata fatale, causando nel tempo la malattia che lo ha fatto morire la scorsa settimana.
Max era in servizio presso il Dipartimento di polizia di Avon e Somerset, riferisce il quotidiano britannico Telegraph, e viveva con la sua addestratrice, l'ispettore Anne Higgins, che ha commentato, distrutta: "E' quasi ironico che quell'organo meraviglioso che lo rendeva così speciale nel suo lavoro sia stato la sua rovina".
Fino a qualche settimana fa Max stava bene. Poi, all'improvviso, ha cominciato ad apparire stanco e apatico. Il tumore, fulminante, ha agito molto velocemente sul cagnolino che era già in "pensione" da un anno, dopo un'artrite agli arti posteriori che lo costringeva a muoversi con l'aiuto di un'apparecchiatura su ruote. Il cancro di cui si è ammalato aveva interessato anche le zampe anteriori e lo avrebbe ridotto all'immobilità in poco tempo.