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[Torino] Comunicato da Radio Blackout...VOGLIONO CHIUDERCI LA BOCCA!!...diffondete!!

VOGLIONO CHIUDERCI LA BOCCA!!

Affitti, profitti e incompatibilità

Radio Blackout - Via cecchi 21/a, Torino, novembre 2009
Smascherata la copertura, pubblica e mai nascosta: Radio Blackout gode di affitto agevolato.Conseguenze: Revocata la concessione.
Conseguenze pratiche: sfratto. O infinita attesa di ricollocazione, praticamente un bavaglio alla bocca.

Torino, 16.11.2009

COMUNICATO STAMPA

Ci spieghino lor signori Assessori, Tecnici, Governanti, Sindaci.

Ci spieghino “l'incompatibilità” con il progetto di riqualifica dell'area che ora ospita Radio Blackout e la sua Associazione.
Ci spieghino come sia possibile che un progetto di riqualifica sponsorizzato da una privata Associazione umanitaria (2009 – 02539/050 HUB MULTICULTURALE VIA CECCHI - FONDAZIONE VODAFONE ITALIA - FONDAZIONE UMANA MENTE) che si dice operante nel sociale, finanziata da uno dei pilastri della comunicazione sia “incompatibile” con il progetto già esistente, vivo e funzionante, da anni inserito nel contesto urbano, di una radio.

Radio Blackout, una radio no profit, volontaria, autogestita, che non gode né di finanziamenti pubblici né privati, ma vive solo dei propri mezzi, del frutto dell'impegno di chi la radio la forma e la fa giorno per giorno, negli eventi pubblici e non.
Una radio che vuole dare voce a tutte le lotte sociali, alle minoranze dimenticate e in lotta, a tutti gli scartati dai media tradizionali, dall'indubbiamente manipolata “informazione pubblica”.
Pochi peli sulla lingua, molta sostanza, molto realismo, concretezza e cinismo.

Per farla breve, diciamo le cose come stanno, senza intermediazioni, senza editori o spinte e strattoni di alcun tipo.

Ce la spieghino “l'incompatibilità”. C'è già un ossimoro nel negare compatibilità tra un mezzo di comunicazione sociale ed una pioggia di denaro per mano di un grande ente operante nella comunicazione.
Ce la descrivano “l'incompatibilità”. A noi pare evidente: o ci sono altri piani su quest'area e su di noi, oppure l'associazione umanitaria di cui sopra non opera realmente secondo quelle che sono sulla carta le sue etichette, i suoi scopi fintamente sociali che consentono le vittorie dei suoi bandi.
Lungi da noi negare quell'elemento di pregio durevole, puro, vitale, privo di spese per l'onesto cittadino, che cambieranno il volto al sociale che saranno questi futuri misteriosi HUB.
Come dimenticare del resto il successo incalcolabile e gli infiniti introiti (non solo monetari, quanto più in termini di integrazione e arricchimento culturale e sociale) dei centri TO&TU.
Già, come poter negare. Già. Che fine hanno fatto? Chi se ne è accorto?
Ma non ci preoccupiamo di avere risposte, del resto, la realtà è sempre più opinabile.

Facciamo un breve salto nel passato.
1992, Radio Blackout, 17 anni fa, un appartamento di via S.Anselmo, lo sfratto dal privato possessore, la ricollocazione pubblica (inconciliabile per aspetti formali secondo le leggi vigenti ma voluta dalle istituzioni stesse) in un decadente appartamento in zona Crocetta, via Antinori.
Anni di burocrazie e carte, incontri e reali incompatibili proposte (mirabolante il proporci di trasferirci a trasmettere a Moncalieri, fuori dal comune, fuori dalla portata del nostro ripetitore, che opera solo su Torino e cintura, ma che non copre per limiti tecnici la zona sud).
Anni di trafile, un debito saldato tramite fideiussioni personali per ottenere l'assegnazione dello stabile di via Cecchi, un prestito collettivo a 4 zeri con garanzie personali per proteggere un'idea e la sua realizzazione.
Infine, nel 2009, siamo “incompatibili” con il sociale.

Incompatibili, lo siamo senza aver mai chiesto una sovvenzione (a differenza di molti altri). Senza aver mai ricevuto soldi pubblici cittadini. Il solo sgravio, quello dell'affitto, ricevuto perché compatibile come realtà secondo quelli che sono i canoni che voi stessi avete stabilito.
Senza aver mai chiesto soldi e finanziamenti, con oltre 25.000 euro di spese e ore di lavoro non retribuite per rendere agibile un posto che ammuffiva al disuso, un intero cortile ora in balia a macerie varie e alla ruggine del ferro delle economiche installazioni per le olimpiadi.
Uno stabile occupato da uffici non più operativi da anni, occupati da due stanchi impiegati che dormivano alle scrivanie, in attesa di ricollocazione.
Un posto, che abbiamo colorato e attivato, sede viva e vitale di innumerevoli iniziative aperte al pubblico, aperte al quartiere, senza chiedere soldi in cambio.

Ci spieghino se sono i 15.000 euro risparmiati dal nostro affitto non commerciale a renderci “incompatibili”.
Ci spieghino, chi di dovere, l'incompatibilità nostra nei confronti della vostra non-spesa così come ci spieghino, parlando di cifre, dei 400.000 euro stanziati per il capodanno in piazza che non si farà (c'è la crisi), ma sappiamo tutti benissimo che quei maledetti 400 andranno spesi, nel bene e nel male.
Ci spieghino i fondi elargiti a innumerevoli associazioni (cifre che raggiungono i 5 zeri) che nel concreto fatichiamo a vedere come altrettanto vitali e propositive. Qualcuno si accorge di quel che viene fatto a spese di tutti?
Non stiamo parlando di cifre da caffè al bar o pacchetti di sigarette e sinceramente, motivarlo con pezzi di carta chiamati “relazioni” che testimoniano un operato che nel concreto non si vede, risulta difficile motivare tali altisonanti cifre.
Ci spieghino come facciano ad esserci praticamente sempre le stesse scintillanti Luci d'Artista e il loro costo si impenni di anno in anno.
Ci spieghino se è lecito nella Torino Medaglia d'Oro alla Resistenza e nell'Italia antifascista e che ripudia il fascismo, assecondare senza colpo ferire, anzi con interesse e “nessun pregiudizio di sorta” la volontà d'assegnazione di spazi sociali per attività culturali e ricreative, ai giovani di destra; quella stessa destra che tranquillamente esprime cultura e sociale nei comizi di Roberto Fiore (per la cronaca, leader di Forza Nuova emanazione presente della Terza Posizione. Qualcuno ricorda la strage di Bologna, i NAR, il terrorismo di destra e da dove arrivano certi signori?).
Nessun problema di “incompatibilità” ci mancherebbe, sarebbe pregiudizio antifascista, vogliamo forse negare la “cultura” di Destra, progetto Zeronove e Casa Pound?
Ci spieghino come dover giudicare il fatto di ricevere notizia della decisione di revocare l'affitto dalla lettura di un sito internet, senza aver ricevuto alcuna comunicazione da parte del comune.
O forse dovevamo intendere le interviste e le dichiarazioni di sindaco, assessori e consiglieri sulle varie veline cittadine, nelle quali ci si scagliava contro qualsivoglia realtà antagonista, non ultima Radio Blackout, come comunicazione ufficiale e notifica.

Il clima di sicuro non è quello dei giorni di festa, per quel che ci riguarda.
Non ci cambiano la giornata 2 concerti in piazza gratuiti all'anno offerti dal comune (che prende le offerte dei cittadini), tanto meno le luci di natale, o roboanti progetti di associazione di associazioni mirati ad un solo obbiettivo: consumare soldi già stanziati, coprendo il tutto sotto il velo dell'etica, del sociale, del presunto culturale.

Incompatibile, è portare ai microfoni e dare voce e rumore alle botte date dentro al CIE.
Incompatibile, è permettere di spargere le idee a chi lotta per evitare una tragedia ambientale.
Incompatibile, è far parlare i diretti interessati della distruzione dell'istruzione pubblica, gli studenti.
Incompatibile, è mostrare cosa vuol dire lavorare, sporcandosi le mani, rischiando la vita.
Incompatibile, è gridare razzista e fascista a chi nasconde sotto false bandiere gli stessi ideali.
Incompatibile, è permettere di far vedere a tutti lo stato di degrado della società dorata che viviamo.
Incompatibile, è credere che l'autogestione, sia una forma di gestione e di vita.

In ogni caso, fino all'ultimo respiro, noi non ci fermiamo qui.
Poco ma sicuro.

RADIO BLACKOUT, novembre 2009.

Radio Blackout 105.250 mhz FM
www.radioblackout.org – anche in streaming
Via Cecchi 21/A
(studio) 011.2495669 – (sms) 346.6673263

NO AGLI SGOMBERI: 26 Novembre giornata di mobilitazione

NO AGLI SGOMBERI: 26 Novembre giornata di mobilitazione

Giovedì 19 novembre
ore 21.30 - Cox18, via Conchetta 18, Milano

Assemblea cittadina per la difesa degli spazi e delle case occupate e il rilancio delle lotte, con particolare riferimento ai minacciati sgomberi di giovedi 26 novembre che riguardano il Circolo dei Malfattori e un appartamento di via Torricelli e l'Ambulatorio Medico Popolare e un appartamento di via dei Transiti.

Pubblichiamo qui di seguito l'appello del Circolo dei Malfattori

APPELLO DAL CIRCOLO DEI MALFATTORI:
a las barricadas!


Siamo alle solite, giovedi prossimo alle 6 di mattina, il 26 novembre 2009, il Circolo dei Malfattori di via Torricelli 19 rischia di essere sgomberato. Superata l'ultima minaccia del 30 Settembre, dopo nemmeno due mesi il Comune torna all'attacco avventandosi non solo sul circolo, occupato dal 1976, ma anche sull'ambulatorio popolare di via dei Transiti, dando loro lo sfratto esecutivo proprio per lo stesso giorno. Come dire, “divide et impera”... hanno pensato bene di fare in modo di ridurre le forze in campo e spianarsi la strada più facilmente aprendo due fronti di allerta nella stessa mattinata.
Ma non si tratta solo di questo; non sono solo le quattro mura che racchiudono questi “esperimenti di libertà” che ci interessano, sebbene siano parte della nostra storia, parlino di tutto quello che è avenuto in 30 anni e ovviamente facciano parte del nostro bagaglio di cultura e di sopravvivenza nel ticinese, quartiere popolare negli ultimi anni dilaniato e stravolto dal mostro della speculazione. Non si tratta solo di affezionarsi ai luoghi.. l'intento repressivo in atto dalla municipalità milanese deve per forza essere letto in un'ottica molto più allagata. La Milano capitale del business, della moda, della velocità, e per contrappasso dello sfruttamento e della repressione, ospiterà tra 5 anni la tanto millantata EXPO 2015 e la Moratti con i suoi scagnozzi, capo del branco De Corato, hanno promesso pulizia e ordine da tutto ciò che non rientra nei canoni della capitale del capitale, questa città tutta gru e cantieri aperti appunto.
Basta anarchici, basta cultura libertaria, basta libera circolazione dei saperi, basta occupazioni, basta sperimentazioni libere e autgestite di spazi, quartieri, vite.

Vogliono estinguere qualunque tentativo di opposizione ad un sistema di cose che vorrebbe fagocitarci, vogliono soffocare ogni tentativo di diffusione di un pensiero libero, anarchico, indipendente e autogestito, proprio perchè non promuove ma anzi combatte tutti i loro desideri e progetti di morte. Ci hanno provato l'anno scorso con Conchetta, ma alla fine non ce l'hanno fatta, e ora ci provano con via Torricelli e l'ambulatorio popolare.. ma non dimentichiamoci che nella lista nera sono presenti anche la sede della FAI di viale Monza, la cascina senz'acqua Torchiera, la sede dell'USI di via Bligny, l'occupazione di Ripa 83, le case popolari occupate di via Pichi e via Gola, le case di San Siro, le case in Lorenteggio, le case in Corvetto e tante altre ancora di cui magari nemmeno siamo a conoscenza. Lo stato di assedio è totale, le continue minacce di sgomberi poi rinviati non hanno altro scopo che portarci al logoramento e all'immobilità.
E la cosa più assurda è che anche chi ha scelto di pagare loro regolarmente l'affitto che il Comune aveva imposto, come la sede della FAI in viale Monza e l'archivio Pinelli e il ponte della Ghisolfa, al fine di preservare il patrimonio librario presente in quella sede, ora subiscono un'ingiunzione di sfratto che ci fa capire come l'abusivismo o l'illegalità dell'occupazione del circolo siano dei pretesti per sgomberare i libertari e per debellare ogni forma di autogestione e lotta libertaria sottraendoci ogni spazio e luogo fisico di progettazione.

Ci vogliono sfinire, provocare, dividere, per riuscire a disfarsi di noi senza resistenza.

Il 26 Novembre, la mobilitazione vorrebbe rivendicare anche questo; non solo un attacco diretto al circolo dei malfattori e all'ambulatorio popolare, ma un tentativo di repressione globale delle idee e delle forme d'azione e autogestione.
Credono che sottranendoci gli spazi possano eliminare il problema.
Peccato che l'anarchia non si sgombera.
Vi aspettiamo numerosi per parlarne giovedì 19 alle 21 in cox18 e proseguiremo il dibattito mercoledì 25 ore 21 al circolo dei malfattori, con possibilità di dormire lì per chi viene da fuori.

E vi invitiamo a partecipare alle iniziative di Novembre, in risposta alle minacce!

- Assemblea cittadina giovedì 19 novembre ore 21 in Cox18, via Conchetta 18.
- Venerdì 20 Novembre : presentazione del libro su Stirner, Tutto per niente, di Mario Frisetti, ed. Autoproduzioni fenix.
- Sabato 21: fiera delle autoproduzioni!Libera la musica!baratto! Dal pomeriggio si continua la sera con concerto degli Hashroom... portare cd, audio, dischi, musica da scambiare.
- Assemblea libertaria al Circolo dei Malfattori mercoledì 25, ore 21, con possibilità di dormire al Circolo per il presidio del giorno dopo.
- Presidio antisfratto ore 6 del mattino con colazione Circolo dei Malfattori di via Torricelli 19.

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di seguito il comunicato dell'AMP:

http://www.ambulatoriopopolare.org/

PARMA: BASTA SFRATTI. LA CASA E' UN DIRITTO PER TUTTI/E

PARMA: BASTA SFRATTI. LA CASA E' UN DIRITTO PER TUTTI/E

Parma – martedì, 17 novembre 2009

Partiamo da un dato di fatto:

Se nulla cambia Maria Clara Badia e la sua famiglia (il marito, il padre e i suoi 2 figli) mercoledì 18 novembre 2009 verranno sbattuti fuori dal loro appartamento in cui vivono da oltre 8 anni in affitto e accompagnati sul marciapiede di via Jenner da un ufficiale giudiziario e dalla polizia, senza che i Servizi Sociali del Comune di Parma (in particolare lo sportello territoriale di via Marchesi) abbiano trovato uno straccio di alternativa da proporre a questa famiglia, se non il dormitorio per Clara e i figli, lasciando in strada “gli uomini”, oppure la ricerca di una nuova casa in affitto nel mercato privato, con la promessa che i Servizi sociali l’avrebbero aiutata a sostenete i pagamenti delle utenze.

… storie già viste e sentite!

Ma chi è la donna che con la sua famiglia finirà in strada sotto il silenzio dell’amministrazione pubblica e dei servizi sociali?

Clara è una donna di origine ivoriana che vive in Italia da 19 anni, madre di 2 bambini minori,di 15 mesi e 10 anni, figlia di un padre anziano, vedovo e invalido non autosufficiente, disoccupata da 6 mesi a causa della crisi che anche il prestigioso settore alimentare parmigiano sta vivendo (Clara infatti ha lavorato per anni in un prosciuttificio come sugnatrice) e moglie di un ragazzo, che ha appena ricominciato a lavorare dopo mesi di disoccupazione, con uno stipendio che stenta ad arrivare a 1000 euro.

Come potrebbe Clara lasciare il padre invalido dormire da solo su un marciapiede ed accettare il posto in dormitorio per lei e i figli? C’è dignità nel fare una proposta del genere?

E come potrebbe cercare da sola un nuovo appartamento in locazione sul mercato privato per 5 persone? Come potrebbero persone in queste condizioni pagare la caparra e gli affitti di un bilocale/trilocale che vanno da 600 a 800 euro, in aggiunta alle spese necessarie per mantenere 2 bambini e un anziano? E poi, quale agenzia immobiliare affitterebbe mai una casa ad una donna che è disoccupata e per di più anche “immigrata”?

Spieghiamo anche chi è il proprietario di casa che ha richiesto lo sfratto esecutivo a seguito di qualche mensilità di affitto non pagata:

L’appartamento è de La Buffolara S.p.a., agenzia che possiede oltre 4000 appartamenti, di cui molti lasciati sfitti. Si pensi che solo nell’ala del palazzo in cui abita Maria Clara ci sono 6 appartamenti inabitati. Ma che interesse c’è a lasciare molti appartamenti sfitti per poi sbattere in strada una famiglia intera morosa di solo poche centinaia di euro se non quello di speculare al fine di tenere alti i prezzi sul mercato degli affitti?

Maria Clara si è rivolta allo sportello della Rete diritti in casa e insieme abbiamo denunciato la sua situazione alla stampa, invitando i Servizi sociali e l’Assessore alle politiche sociali ad occuparsi del caso, senza fino ad oggi ricevere nessuna risposta concreta.

Ma il 18 novembre Maria Clara non sarà sola!

Invitiamo tutte e tutti a partecipare al presidio antisfratto in via Jenner 2 dalle ore 7.00

- Per il blocco immediato di tutte le procedure di sfratto

- Per il censimento e la redistribuzione del patrimonio immobiliare pubblico e privato sfitto

- Per l’esproprio degli appartamenti sfitti dei grandi palazzinari

- Per il monitoraggio reale dei canoni di affitto del mercato privato e dell’operato delle Agenzie immobiliari, spesso razziste e disoneste

- Per l'ampliamento dei parametri di accesso alle graduatorie per gli alloggi pubblici, considerando l'attuale situazione di crisi e precarietà del mondo del lavoro

- Per una tutela legale e economica di chi denuncia gli affitto in nero

- Per il blocco della svendita del patrimonio immobiliare pubblico

- Per la ristrutturazione reale delle case popolari murate perché dichiarate inagibili (vedi via Olivieri)

- Contro lo smantellamento subito dai servizi sociali a causa dell’affidamento in gestione a cooperative private.

Perché nessuno debba più essere costretto a vivere in cantina, in macchina o sui marciapiedi della nostra città.

Rete diritti in casa-Parma

STUDENTI ARRESTATI tanta gente al presidio

autore: 
milanese arrabbiata

Oggi, mercoledì 18 novembre, sono tantissimi le studentesse e gli studenti che davanti al tribunale di Milano, chiedono a gran voce la liberazione dei giovani compagni arrestati. Segue articolo che parla di un centinaio, sicuramente stamattina erano molti di più.

dal corriere
MILANO - Oltre un centinaio di studenti di scuole e università milanesi, tra cui moltissime ragazze, sono riuniti in presidio davanti all'ingresso del tribunale di Milano di via San Barnaba, per protestare contro l'arresto di due loro compagni che ieri hanno partecipato al corteo per le vie del centro. Durante la manifestazione si sono verificati scontri con le forze dell'ordine. Mentre si attende l'inizio dell'udienza per direttissima a carico dei due studenti ventenni arrestati, Matteo Tunesi e Giammarco Peterlongo, i giovani all'esterno del tribunale stanno gridando slogan come «Tutti liberi» e «Assassini». Alcuni espongono cartelli con su scritto «E adesso manganellateci tutti», e «La vostra repressione non fermerà la nostra ribellione. Jimmy e Teino liberi subito». Le forze dell'ordine, in tenuta antisommossa, sono schierate davanti all'entrata del Palazzo di giustizia.

18 novembre 2009

attacchi al leo proprio adesso: che vergogna!

che tristezza e amarezza leggere tutti quegli attacchi al leo su indy, proprio nei giorni di un annunciato sgombero. Sempre che non siano infiltrati a scriverli, c'è da mettere la testa sotto la sabbia e nascondersi: possibile che non si capisca che un minimo di etica "compagna" fa criticare sempre TRANNE quando il potere attacca un componente del movimento?
Evidentemente il rancore e il delirio hanno preso il sopravvento. Tutti quelli che criticano hanno forse la verità in tasca? Forse che i rimanenti cs milanesi non sn tutti ormai simil locali da concerti? Sembra che siate contenti se sgomberano un posto: VERGOGNA!
E gli admin di indy dovrebbero fare una bella riflessione quanto alla merda che gira ormai qui sopra. E se non se ve ne siete accorti ve lo dico io: tanta merda la mettono su i fasci solo x farsi pubblicità (vedi la storia del Grande Fratello) o per seminare zizzannia tra i compagni.

ripigliatevi tutti che stanno arrestando la gente a mazzi per 50 euro, e come insegna la storia (vedi Pantere Nere) seminare l'odio e il rancore nel movimento è un modo per distruggerlo.

ps: al tipo che cita il concerto dei NoMeansNo facendo tanto l'ammiccante e il sapientone dico: amico sono passati 22 anni, il cartone animato è finito da un pezzo! E vorrei sapere tu nel frattempo che cazzo hai fatto e quel giorno da che parte stavi oppure se stavi solo alla finestra (come credo).

[Torino]Centri sociali Solidarietà e Resistenza

autore: 
Libertad

Centri sociali, si va verso lo sgombero ma con gradualità

La destra ordina e Chiamparino obbedisce

Una città ingombrata

Torino 16 Novembre 2009

Hanno deciso
Vogliono sgomberare tutti i posti occupati torinesi.
Lo faranno con gradualità.
Lo hanno deciso questa mattina in prefettura dove le istituzioni si son riunite in quello che si chiama Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza. Si apprende dal TG RAI TRE PIEMONTE delle ore 14:00 che Gli sgomberi li effettueranno in modo graduale, per non creare inutili tensioni in città . Così dicono.
Nessun intervento immediato.Al Consiglio Comunale di Torino è stato chiesto di esprimersi sugli sgomberi dei centri sociali con un ordine del giorno, un atto politico di supporto a ciò che il Comitato per la sicurezza ha deliberato.
In Consiglio Comunale se ne discuterà forse Lunedì prossimo - 23 Novembre 2009.
Ma la destra non concorda con la gradualità: parole di Agostino Ghiglia "Vogliamo lo sgombero dei centri sociali occupati da delinquenti estremisti. Non c'è nessuna possibilità di dialogo. Non va fatta nessuna trattativa. Vanno sgomberati. L'unica cura è la tolleranza zero. Chiamparino obbedisce!

altre news da
da LASTAMPA.it
tutte le notizie

Ma le tensioni in città ci saranno! Eccome!
State agitati! Voi ed il Vostro Comitato per la sicurezza!

Related Link: http://tuttosquat.net/news/centri-sociali-si-va-verso-l...alita

[MI] live KILLANATION & presentazione video + dj set DRUM'N'BASS @ sos Fornace

21/11/2009 - 22:30
22/11/2009 - 03:30
Etc/GMT+1
image1: 
drum.jpg

Sos Fornace, segnala la serata per gli amanti della JUNGLE & DRUM'N'BASS

Secondo appuntamento imperdibile all'insegna dei bassi gravidi e delle buone vibrazioni!

Il live in apertura sarà affiancato dalla presentazione del video
(link youtube http://www.youtube.com/watch?v=MehF7EfXz0A) girato in Fornace.
Il dj set spazierà dalle sonorità jungle & drum'n'bass spingendosi fino al dubstep.

Sul palco si esibiranno:

KILLANTION (live + presentazione nuovo video)
http://www.myspace.com/killanation

In console si alterneranno:

MOTHER INC (special guest)
http://www.myspace.com/motherincsound

SYNTAGROOVE (fornace resident)
http://www.myspace.com/syntagroove

DOVE??

SOS FORNACE
VIA SAN MARTINO 20 ( DIETRO LA STAZIONE FS )
RHO MILANO

INGRESSO SOTTOSCRIZIONE 3 EURO

Brevissime bio..... :
[KILLANATION]
Nascono a Milano nel 2002 con l’idea di mescolare musica elettronica e strumenti elettrici per creare un sound trasversale tra la techno e il punk: psycore 3 è la nostra definizione.
La passione per la musica elettronica e per la ricerca musicale è la base di questo progetto fin dagli esordi, quando RealyK (Voce), Djtal Brain (Synth), Buddy8 (Chitarra) e 4got10 (Basso)decisero di mettere insieme una formazione ibrida con l’intento di restare in bilico tra scena elettronica e live band. .....

[MOTHER INC.]
Nasce nel 1997/98 a Lecco come progetto di tre ragazzi che volevano promuovere musica e cultura attraverso la figura e le proposte del dj! Affascinati dalla scena musicale underground londinese e dalla nascente "cultura del club", il gruppo si proponeva nei locali del circondario promovendo generi musicali allora sconosciuti alla massa italiana come la drum'n'bass, il big beat ed il trip hop. .....

[SYNT@GROOVE]
Nel Gennaio del 2006 nasce Synt@groove, un nome che prende vita dalla collaborazione di 2 amici che dopo anni per puro caso si reincontrano e decidono di dare un senso alle loro passioni comuni ossia unire i propri credo in ambito audio/video, promuoverli e creare delle situazioni alternative dove divertirsi, sfogarsi, incontrare, sperimentare, evadere, viaggiare, bere, scoprire, pensare, parlare, saltare, amare, ballare, insomma passare del tempo libero nel miglior modo possibile! Syntrax proveniente da ambienti house/minimal e ha una grande passione per la grafica e il design. Groove Daniel proveniente da ambienti piu’ tekno e jungle. Trovano nella drum and bass la passione comune e decidono cosi’ di mettersi in gioco.....

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SOS Fornace’s back in town!
Rho - Via S. Martino 20
Hotline: 02.36548589

Milano - Teste mozzate, parlano gli autori: «Provocazione sì, ma culturale»

autore: 
dal corriere

Nei giardinetti di largo 9 Novembre, davanti al locale Mom. I due artisti che si firmano Moho: «Assurdo un cancello per ricordare il Muro abbattuto a Berlino vent'anni fa».

MILANO - Il mistero è svelato. Gli auto­ri delle teste mozzate infilzate sulla cancellata dei giardinetti di largo 9 Novembre hanno un nome e un cognome. E anche un volto. Sono Sergio De Gaspe­ri e Nader Youssef, che lavora­no con lo pseudonimo di Moho. Due artisti, entrambi di 25 anni, che miravano a far ri­flettere i cittadini sul concetto di barriera e «il controsenso nel dedicare una cancellata a un muro abbattuto vent’anni fa». Certo una provocazione, «ma l’arte può esserlo. Una cosa sia chiara: non volevamo intimidi­re nessuno. Tantomeno l’ammi­nistrazione». Stupiti e lusingati. E ancora frastornati «dal clamore che ha suscitato la nostra opera».

Mar­tedì mattina i residenti della zo­na hanno avuto una sorpresa. Sul cancello davanti al locale Mom, in viale Montenero, qua­rantuno teste di polistirolo. Al­cune bruciate, altre con parruc­che. Tutte diverse. Un gesto arri­vato il giorno dopo il battesimo dei giardinetti 9 Novembre, in onore della caduta del muro di Berlino. Nessuna rivendicazio­ne. E tutti si sono domandati chi poteva essere l’autore di un simile gesto. Il vicesindaco Ric­cardo De Corato: «Solo una schi­fezza. Andremo avanti con la nostra linea d’azione». È stata questa frase a colpirli di più: «Non ci aspettavamo che pren­dessero le nostre teste come un atto intimidatorio nei confronti dell’amministrazione». Anche perché quando «le abbiamo montate, si sono fermati in mol­ti. Ci hanno fatto tanti compli­menti. Qualche anziana si è messa anche a ridere».

Nessu­no è sembrato insultato dall’in­stallazione. Una reazione, quel­la dei cittadini, che ha avuto il valore di ricompensa per il loro lavoro. «Siamo agli inizi e questa opera, comunque ci è costata tre settimane di lavoro». E per due giovani non è sempre faci­le. I ragazzi sono amici dalle me­die. Sempre insieme fino l’isti­tuto tecnico Molinari. Le strade di Sergio e Nader si sono divise all’università. Il primo ha scelto l’Istituto europeo di Design e il secondo la facoltà di Geologia che ha lasciato «per un posto da dipendente». Poi hanno deci­so di lavorare insieme. Due mo­stre collettive. Per il futuro tan­ti progetti. E alcuni potrebbero ancora stupire.

DIRITTO ALL'ABITARE: 15 NOVEMBRE RIUNIONE NAZIONALE A FIRENZE

DIRITTO ALL'ABITARE: 15 NOVEMBRE RIUNIONE NAZIONALE A FIRENZE

Appuntamento domenica 15 novembre in viale Matteotti 15 (Vicino Piazza della Libertà, facile da raggiungere per tutte e tutti...) alle ore 10.

Firenze – lunedì, 09 novembre 2009

LA LOTTA PER LA CASA E I DIRITTI AL TEMPO DELLA CRISI

REPORT DELLA RIUNIONE A CARATTERE NAZIONALE DEL 18 OTTOBRE ‘09

Si è svolto domenica 18 Ottobre a Roma presso il Volturno occupato l'incontro nazionale, convocato da diverse reti di movimento, per dare seguito al confronto avviato lo scorso luglio a Firenze.

All'ordine del giorno la necessità di discutere ed approfondire la riflessione sul tema del diritto all’abitare e della precarietà, l’individuazione di contenuti ed obiettivi comuni, di percorsi e pratiche condivise, raccogliendo la sfida lanciata dai Movimenti toscani in relazione alla costruzione di un convegno e di una serie di mobilitazioni nazionali e locali.

A questi argomenti si è arrivati partendo dai contenuti portati in piazza dal movimento al corteo antirazzista del giorno prima, le lotte contro il pacchetto sicurezza e la restrizione delle libertà per tutt*, a cui si è aggiunto il tema della “repressione” in considerazione non solo degli attacchi diffusi alle lotte sociali e per la casa, ma anche alla allarmante sequenza di processi ed arresti che hanno segnato in modo particolare gli ultimi anni di attivismo e movimento: dagli arresti di Torino in occasione del G8 dell’università, a quelli per il G8 di luglio a Roma, ai processi ed in qualche caso agli arresti che stanno piovendo addosso ai movimenti per la casa di Firenze e Roma, sino alla vergognosa sentenza di Genova che ha visto aumentate le pene per 11 dei 25 attivisti accusati di devastazione e saccheggio. Compagn* che rischiano di pagare per tutt* pene altissime e sproporzionate (fino a 15 anni), mentre nelle stesse aule di tribunale la Polizia e lo Stato si auto-assolvono per i massacri di quei giorni.

In particolare, a partire dall'incontro di Firenze, le realtà presenti provenienti oltre che da Roma e Firenze anche da Bologna, Cosenza e Napoli, hanno concordato sulla necessità di costruire un percorso includente che non scinda il tema della repressione e della chiusura degli spazio di agibilità nella società dal rilancio di quelle lotte sociali per la casa, il reddito, i diritti di cittadinanza che rappresentano di per se l’articolazione di una battaglia complessiva per la libertà di movimento per tutt*.

Nella rotazione degli interventi si è registrata una naturale diversità e diversificazione delle iniziative e delle lotte per il diritto all’abitare, in relazione sia ai contesti cittadini che allo stato di “avanzamento” e di radicamento delle lotte stesse sui territori. Allo stesso tempo sono tornati con ricorrenza i temi comuni relativi non solo alla chiusura di spazi di libertà e autogestione, ma al nodo di una crisi che mostra ora le sue ricadute più pesanti e che viene gestita in termini autoritari e repressivi in assenza di qualsiasi forma di iniziativa pubblica e garanzie sociali.

Al tema della “valorizzazione economica” del patrimonio delle nostre città e quindi delle speculazioni, si affianca la questione irrisolta dell’assenza di qualsiasi forma di freno al libero arbitrio del mercato privato; l’assenza di finanziamenti e programmi per l’Edilizia Residenziale Pubblica, lo squallore del Piano Casa del governo Berlusconi. La ricetta che trasversalmente ci viene proposta spaccia, anche attraverso i meccanismi pensati attorno all’Housing Sociale privato, le ragioni stesse del disastro abitativo e dell’esplosione dell’emergenza come ricette per uscire dalla crisi, senza prendere atto della necessità di una radicale inversione di tendenza dove è il pubblico a dover tornare protagonista.

Sulla base di questi elementi di riflessione, ancora da sviscerare, approfondire ed allargare ad altre realtà e soggetti, si sono definite le possibili tappe di un percorso che si vuole aperto ed inclusivo.

Nell’ultima settimana di Gennaio è stato fissato l’appuntamento, ancora da calibrare e costruire insieme, del convegno e della mobilitazione nazionale di Firenze.

Un appuntamento al quale arrivare, però, non i forma statica ma attraverso il rilancio delle lotte e le capacità di realizzare un possibile intreccio nazionale delle singole vertenze. I temi degli sfratti, della lotta alle speculazioni, dal caro affitti, dell’Edilizia Residenziale Pubblica sono stati individuati come terreni su cui misurare sin da ora le capacità di iniziativa e convergenza.

E’ già stato individuato, fra le tappe di avvicinamento, un primo momento di mobilitazione nazionale intorno al periodo di scadenza della proroga del decreto sugli sfratti, da tenersi contemporaneamente in diverse città nell'ultima settimana di novembre.

Altro strumento di cui abbiamo deciso di dotarci, la scrittura collettiva di un libro bianco che raccolga dati e costruisca una mappatura della repressione in Italia attraverso le resistenze, immaginando ulteriori momenti di approfondimento politico sul tema e soprattutto costruendo una campagna in grado di trovare interlocutori ed alleanze plurali ed allargate.

Per organizzare la prima giornata di mobilitazione a carattere nazionale, fare il punto della sulla costruzione del Libro Bianco sulle repressioni, dare forma al convegno ed alla manifestazione nazionale di Gennaio ci rivedremo a Firenze il 15 novembre in viale Matteotti 15 (Vicino Piazza della Libertà) alle ore 10, in un appuntamento che chiediamo sin da ora a le diverse reti e realtà di diffondere promuovere anche attraverso l’utilizzo di questo stesso Report.

Stiamo inoltre lavorando alla costruzione di un blog che consenta a tutte le realtà, anche a quelle più “periferiche”, di far conoscere le proprie iniziative e riflessioni, allargando la circolazione delle informazioni, agevolando la messa in rete delle esperienze ed alimentando quindi la costruzione dei singoli passaggi a partire dalle tappe già individuate ed esplicitate.

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