"Basta un registratore e un antennino pi farici a radio! A me basta che ci sentono a Cinisi!"
Nel 1977, nelle infinite discussioni che venivano fatte al Circolo “Musica e Cultura”, Peppino Impastato proponeva ai suoi amici di aprire una radio, un giornale di controinformazione, per portare avanti la lunga battaglia di democrazia per il benessere del Paese: “Ma vuatri chi ci aviti a fari cu tutti sti cosi? Come che ci dobbiamo fare? Una radio no? Palermo e provincia! See, e le isole Eolie! Ma unni a ma arrivari cu sti ferri vecchi? E che ci vuole, oggi giorno basta un registratore, un antennino pi farici a radio, ce ne saranno già mille in tutta Italia! A me basta che ci sentono a Cinisi! See! Quannu c’è vientu! Se, quannu tira vientu, quando c’è il sole, quando c’è pioggia, quando non mi danno un permesso per fare un comizio, quando mi sequestrano il materiale, l’area non ce la possono sequestrare”. Nel primo periodo tra i membri del Circolo si era creata una divisione, perché alcuni non si sentirono pronti e idonei per affrontare un’attività giornalistica-radiofonica che richiedeva un impegno costante e che avrebbe tolto loro il tempo utile per continuare le attività musicali, artistiche, all’interno del Circolo “Musica e Cultura”.
Per Andrea Bartolotta, un amico di Peppino, l’idea della radio, come strumento radiofonico nella lotta politica, era nata dal bisogno di far sentire le opinioni di Peppino e dei compagni del Circolo “Musica e Cultura” per dare voce a tutte le fasce sociali meno garantite (come i precari, i braccianti, i pescatori, i contadini), e per garantire un’informazione su tutte le tematiche più interessanti e urgenti che avevano colpito il paese; inoltre Peppino e i compagni volevano offrire alla gente un servizio fondamentale per la crescita della coscienza antimafiosa in un ambiente sociale pieno di condizionamenti e ricatti. L’obiettivo era quello di poter costruire un giornale radiodiffuso che si dedicasse a una varietà molto vasta di tematiche, come la condizione giovanile, il problema della disoccupazione, le tematiche ambientali, il problema relativo alla devastazione del territorio, all’inquinamento ecc.
All’inizio si discusse sui modi e sui tempi di realizzare il progetto, del problema di trovare i soldi necessari per acquistare i mezzi giusti, come un trasmettitore, un’antenna, alcuni microfoni, le piastre, un mixer e trovare anche una sede da dove poter trasmettere la radio. In poco tempo si riuscì a procurare tutta l’attrezzatura necessaria da Radio Radicale di Palermo che proprio in quel periodo aveva deciso di rinnovare gli strumenti e nel giro di pochi giorni si trovò anche una casa in affitto a Terrasini a Corso Vittorio Emanuele III, al civico n°108, anche se molto vecchia e piccola, però abbastanza comoda per poter lavorare.
La sede della radio si trovava al primo piano di questa casa composta da due stanze: in una Peppino e i compagni facevano la riunione di redazione e nell’altra stanza avevano sistemato una libreria, un’emeroteca, una piccola scrivania, un telefono e una vecchia macchina per scrivere. Al centro della stanza vi era un grande tavolo su cui erano sistemati il trasmettitore, le due piastre per i dischi, il registratore, due microfoni collegati al trasmettitore e una radio, mentre il mixer era posto su un una altro tavolo un po’ più piccolo. “Peppino propose di chiamare la sua radio proprio Radio Aut e la scelta del nome Aut era un richiamo all’Autonomia Operaia di Scalzone, Negri, Piperno, anche se ufficialmente si diceva che Aut fosse un’indicazione per una scelta alternativa al problema esistenziale dell’aut-aut”.
Nel primo periodo il trasmettitore causò molti problemi e Peppino e i compagni furono costretti a bloccare le trasmissioni per più di un mese. Il loro sogno era quello di avere un giorno la possibilità economica per comprare un trasmettitore nuovo e più potente in modo da poter raggiungere tutti i paesi vicini, perché con il tipo di trasmettitore che già si possedeva in redazione, Peppino e i compagni di Radio Aut, riuscivano a farsi sentire solo a Cinisi e a Terrasini. Inizialmente Radio Aut non ebbe una struttura redazionale in grado di garantire la continuità di produzione e di trasmissione, sia a causa dei mezzi tecnici che non erano molto nuovi, sia del gruppo che all’inizio era un po’ incerto se iniziare l’esperienza della radio, ma poi con il passare del tempo fu facile per loro iniziare questa nuova esperienza di lotta.
redazione radio autIl primo periodo di trasmissione fu caratterizzato da momenti di buona informazione basata sull’improvvisazione, senza regole e criteri fissi da seguire per l’elaborazione di un notiziario. Il gruppo di redazione era formato da Peppino, che era il direttore responsabile della radio e dai compagni del Circolo “Musica e Cultura” tra cui Giosuè, Andrea, Guido, Giampiero, Aldo, Faro, Vito e Salvo Vitale che, ogni giorno alle 16.00, si occupavano della ricerca delle notizie. Si arrivava in redazione almeno due ore prima dell’inizio del notiziario, si leggevano quotidiani come “La Repubblica”, “L’Ora”, “Lotta Continua”, “Il Manifesto”, “Il Quotidiano dei Lavoratori”, “Il Giornale di Sicilia” e “La Stampa” e alla fine si sceglievano i fatti più importanti utili per il notiziario del pomeriggio. Alla fine di aprile del 1977 andò in onda il primo notiziario di Radio Aut, “il giornale di controinformazione radiodiffuso” sulla frequenza di 98.800 MHz. Nei primi mesi le trasmissioni di Radio Aut andavano in onda alle 18.00 e terminava alle 24.00. Il palinsesto comprendeva trasmissioni di musica classica, rock e pop di ottima qualità, che coprivano il 70% dei programmi. All’interno del gruppo di redazione si era creata una forte collaborazione, che a volte diventava anche scherzosa, dando spazio alle battute e all’ironia e Peppino era sempre presente in questo tipo di lavoro e sempre pronto a dare consigli. Ogni notiziario di Radio Aut comprendeva 30-40 notizie, ed era diviso in diverse sezioni: - notizie internazionali; - nazionali; - operaie; - regionali; - locali.
Per quanto riguarda le notizie internazionali l’attenzione era rivolta ai problemi che riguardavano il terzo mondo e i paesi sottosviluppati: a questo genere di notizie era dedicato il notiziario che andava in onda la sera alle 23.00. Le notizie nazionali riguardavano quasi sempre tutto quello che succedeva in Italia in quegli anni, come il movimento studentesco in Italia, il mondo politico di allora, il terrorismo e particolare attenzione era rivolta al rapporto tra la mafia e la politica.
Uno spazio era dedicato alle notizie operaie, che si occupavano di tutto quello che avveniva nelle fabbriche, invece le notizie regionali riguardavano i problemi che preoccupavano la Sicilia in quel periodo, come i gravi problemi dell’ambiente, la devastazione del territorio e l’inquinamento, la disoccupazione, mentre le notizie locali si occupavano di tutto quello che succedeva a Cinisi e nei paesi vicini. Molte delle notizie erano attuali e fresche, soprattutto gli speciali che denunciavano l’inquinamento dell’ambiente e lo sfruttamento dei lavoratori.
Generalmente, alle 20.00 veniva mandato in onda un programma musicale, anticipato da un breve intervento di controinformazione su argomenti di cronaca, di politica e di avvenimenti in genere. Alle 21.00 veniva trasmesso un programma di informazione e controinformazione sui fatti di carattere locale, regionale, nazionale e internazionale. A seguire andava in onda il secondo notiziario con le registrazioni di Radio Tirana, Radio Praga, Radio Mosca, Radio Pechino e Radio Londra, fino alle 24.00 quando veniva mandato in onda il programma notturno, come dimostra qui di seguito la tabella:
Ore 20.00-21.00
Spazio dedicato ai programmi musicali. Nei primi 10 minuti un breve intervento di controinformazione su cronaca, politica e avvenimenti.
Ore 21.00-21.30 Primo notiziario a carattere nazionale, regionale e locale.
Ore 21.30-22.00 Spazio dedicato alla musica leggera
Ore 22.00-23.00 Programma speciale di informazioni e controinformazione su fatti di carattere locale, regionale, nazionale e internazionale.
Ore 23.00-23.30 Secondo notiziario a carattere internazionale con registrazioni di emittenti straniere.
Ore 23.30-24.00 Programma notturno.
Alcune trasmissioni di Radio Aut hanno fatto registrare un indice di ascolto superiore rispetto alle altre radio locali, per la novità e la particolarità del nuovo prodotto radiofonico e alla fine veniva fuori un notiziario che rappresentava un vero e proprio bollettino di guerra alla ricerca disperata di democrazia e di un modello diverso e più dignitoso di vita e di lavoro.
Radio Aut era diventata un’esperienza di lotta contro la mafia locale, gli sfruttatori e contro i dominatori del paese. Nessuna radio, né Radio Radicale e Radio Sud erano mai arrivate al livello di controinformazione a cui è arrivata Radio Aut, perchè le denunce contro le devastazioni sul territorio, gli interessi mafiosi e le speculazioni mafiose sul territorio, che venivano fatte indicando con nomi e cognomi i veri responsabili, non avevano avuto la stessa incisività, la stessa chiarezza che invece ebbero a Radio Aut. L’informazione radiofonica di Radio Aut era destinata a tutti, a tutte le fasce sociali, agli studenti, ai contadini, ai pescatori, ai disoccupati, agli edili e ai precari in genere, perché si usava un linguaggio semplice, abbastanza chiaro e molto diretto.
Pochi però apprezzavano esplicitamente quello che facevano Peppino e i compagni della radio, ma erano molti quelli che ascoltavano Radio Aut anche se nessuno aveva il coraggio di dirlo.