Per quanto possano valere questi sondaggi, se mai fossero veritireri, questo confermerebbe quanto l'elettorato cattolico sia composto da autentici pezzi di merda.
Caso Boffo, il premier «resiste»: popolarità al 50% tra i credenti
Il capo del governo da aprile a oggi perde soltanto 5 punti nell’elettorato «praticante»
Diverse vicende degli ultimi mesi (dalle ri velazioni su alcuni aspetti della vita priva ta di Berlusconi, sino al caso Boffo) hanno creato un acceso dibat tito nell’elettorato cattolico e nelle stes se gerarchie della Chiesa, sino a intro durre elementi di crisi nelle relazioni tra queste ultime e il capo del governo. Ad avviso di alcuni osservatori, questo inse guirsi di notizie può avere avuto effetti sugli orientamenti dell’elettorato — in particolare quello cattolico — e, in gene rale, accentuato la criticità di quest’ulti mo nei confronti del capo del governo.
Al riguardo, occorre ricordare però che, di norma, nessun episodio in sé su scita spostamenti rilevanti nelle scelte e nei giudizi politici. Difficilmente si cam bia idea o si muta l’intenzione di voto in seguito ad un fatto o ad una dichiarazio ne specifica. È invece il susseguirsi di av venimenti, il progressivo sedimentarsi di impressioni che si succedono nel tem po a provocare talvolta una revisione dei propri giudizi. È ciò che, secondo al cuni, potrebbe essere accaduto nel seg mento di elettorato che si dichiara o si sente vicino al cattolicesimo.
Di quanti elettori si tratta? Partecipa alla messa almeno una volta alla settima na circa un quarto della popolazione. A costoro si può affiancare chi, pur non re candosi alle funzioni religiose tutte le domeniche, le frequenta almeno due-tre volte al mese. In totale, si tratta di poco meno del 40%, dei cittadini che possono essere definiti cattolici prati canti e che, dati i loro sentimenti e com portamenti religiosi, potrebbero essere in qualche modo influenzati da questi ul timi nella scelta di voto e nell’orienta mento politico in generale.
I partiti verso cui questa ampia porzio ne di elettorato si dirige con maggior fa vore sono da un verso l’Udc e dall’altro il Pdl. La formazione guidata da Casini raccoglie proporzionalmente la percen tuale massima di cattolici al suo inter no. È l’unica forza politica nella quale questi ultimi rappresentano più del 50%. Ma, sul piano della numerosità as soluta, il partito che più attira i cattolici è il Pdl: tra tutti i cattolici italiani, quasi un terzo dichiara di preferire il Pdl. E tra i votanti per quest’ultimo, più del 40% si può considerare cattolico. Insomma, il successo della forza politica guidata dal Cavaliere dipende moltissimo dall’orien tamento dell’elettorato cattolico.
Il quale ha progressivamente manife stato negli ultimi mesi un certo disagio. Tanto che la popolarità del presidente del Consiglio tra l’elettorato cattolico, pur rimanendo elevata — anzi, conti nuando ad essere qui maggiore che tra le restanti categorie di cittadini più «lai ci » — si è (sia pure lievemente) contrat ta: dal 55% di aprile al 50% attuale. Men tre, sempre nell’elettorato cattolico, si è accresciuta, in questo stesso periodo, la fiducia verso la Chiesa. Insomma, l’insie me degli avvenimenti che, nell’ultimo periodo, hanno riguardo il presidente del Consiglio, hanno portato ad un im patto — comunque contenuto — sul suo consenso personale tra l’elettorato cattolico.
Ma non è detto che ciò abbia avuto conseguenze sulle intenzioni di voto. I dati delle esperienze precedenti suggeri scono infatti che, anche di fronte ad epi sodi eclatanti, i mutamenti nella fiducia verso il capo del governo producono sul le intenzioni di voto effetti assai meno rilevanti. Nel nostro caso, ciò può dipen dere anche dal fatto che, diversamente da un tempo, la gran parte dell’elettora to cattolico non sceglie più il partito pre valentemente sulla base della propria esperienza religiosa, ma adotta valuta zioni politiche più generali.
Sino ad oggi, quindi, il disagio co munque presente nell’elettorato cattoli co del centrodestra, non pare essersi ma nifestato con mutamenti di voto, né tan tomeno di schieramento, data anche la persistente mancanza di attrattiva del l’opposizione. Al massimo, in certe cir costanze, viene scelta l’astensione, co m’è accaduto in occasione delle ultime elezioni europee. E come sembra stia verificandosi in questo momento.
Renato Mannheimer