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Diritti civili

Condannato l’Hotel Hilton

MILANO, 3 settembre 2009. La Pretura del Lavoro di Milano ha condannato l’Hotel Hilton per attività antisindacale durante lo sciopero del 22 maggio scorso per avere sostituito con personale a termine un gruppo di proprie dipendenti in sciopero presso la sede di via Galvani, 12.

Così recita la sentenza del Giudice del Lavoro dottor Marco Lualdi, che ha in questo modo respinto il ricorso presentato da parte della direzione dell’albergo, costringendolo anche alla revoca delle sanzioni disciplinari comminate contro le dipendenti in questione.

Ulteriore nodo della discordia, che ha visto esito favorevole per le lavoratrici abitualmente adibite al rifacimento delle camere, era quello di avere manifestato sul marciapiede antistante all’albergo indossando la divisa da lavoro, e, quel giorno, senza avere timbrato in badge.

L’antisindacalità tenuta da parte dell’ente alberghiero è anche per avere comminato prima sanzioni disciplinari del tutto illegittime, è poi per avere impedito alle lavoratrici di presentare le proprie giustificazioni alle stesse infrazioni contestate.

Lettera aperta al sindaco sui fatti di Brescia

autore: 
Mario Badino

Ho scritto una lettera aperta al sindaco di Brescia, in realzione alla vicenda del signor Abdallah Lakhdara, che afferma di essere stato malmenato da 4 vigili urbani.

Alla c.a. del sindaco di Brescia, dottor Adriano Paroli

Gentile signor sindaco,

le indirizzo questa lettera aperta, che invio anche ai mezzi d’informazione locali e nazionali, ai parlamentari eletti nella provincia di Brescia, ai presidenti di provincia e regione e al comando della polizia locale, per chiedere chiarimenti, in qualità di cittadino italiano, in merito alla vicenda che ha recentemente coinvolto il signor Abdallah Lakhdara, condannato a 4 mesi di reclusione «per resistenza», dopo una colluttazione avvenuta con quattro vigili urbani in forza al comando di Brescia.

La stampa nazionale ha espresso alcune perplessità sulla dinamica dei fatti che hanno portato al processo del 25 agosto, al punto che – secondo più di un testimone – il signor Lakhdara non sarebbe l’aggressore, bensì una vittima del comportamento razzista dei quattro rappresentanti della legge. Si parla infatti di una semplice richiesta d’informazioni in merito al posto più idoneo per parcheggiare l’automobile, dell’intimazione da parte di uno degli agenti di andarsene, accompagnata da un insulto, della protesta verbale del signor Lakhdara per il trattamento subito, alla quale sarebbe stato risposto, da parte degli agenti (in particolare di uno di essi), con pugni e schiaffi.

«Si sono comportati come dei razzisti, glielo leggevo negli occhi mentre mi picchiavano», ha dichiarato ai giornali il signor Lakhdara, il quale sostiene di essere stato prima malmenato, poi ammanettato, portato al comando e infine rinchiuso per ore in una stanza molto angusta, senza poter andare in bagno, mentre i colleghi dei quattro vigili si avvicinavano per insultarlo. Solo verso le 18.00 sarebbe stata chiamata un'ambulanza per il ricovero al pronto soccorso.

Tale dinamica dei fatti sarebbe confermata non solo da alcune testimonianze dirette, fra le quali quella di Véronique Laester, socia di Lakhdara in una ditta di ristrutturazioni edilizie, ma dalle stesse conseguenze dei colpi ricevuti: 10 giorni di prognosi per policontusioni da percosse e un trauma cranico, oltre al collare da portare per due settimane. Neppure la condanna a 4 mesi di reclusione costituirebbe una prova definitiva della veridicità del verbale redatto dagli agenti della polizia locale, dal momento che il signor Lakhdara è stato consigliato di scegliere il patteggiamento dal proprio avvocato solo dal momento che su di lui pesava una precedente condanna per aver venduto merce contraffatta.

A rendere più inquietante la vicenda sono le voci secondo cui tali episodi non costituirebbero un caso isolato: vi sarebbe chi dice che comportamenti simili si sono già verificati più volte e si spinge a parlare di vigili che sanno «ciò che accade a Brescia», ma che «hanno paura ad esporsi».

Naturalmente comprendo benissimo che di norma non sia corretto dar troppo peso a semplici voci ma, considerata la gravità di quanto suggerito nel caso specifico (e le ricordo ancora una volta l'esistenza di testimonianze e la diagnosi del pronto soccorso), ritengo sia preciso dovere delle istituzioni, da lei rappresentate, chiarire una situazione potenzialmente eversiva della legalità democratica.

È ciò che le domando di fare, come cittadino italiano.

La ringrazio per la sua attenzione.

Cordiali saluti,

Mario Badino

ORGOGLIO E PREGIUDIZI

autore: 
vittoria oliva

" Un Greco del tempo di Socrate, un romano del tempo di Augusto, potevano essere ciò che sappiamo pure restando uomini assolutamente normali, e non
uomini-donna come se ne vedono oggi: M.Proust( Sodoma eGomorra)...l'omosessualità di costume, quella dei giovani di Platone e dei pastori di Virgilio è scomparsa...sola sopravvie e si moltiplica quella
involontaria, nervosa, quella che nascondiamo agli altri e travestiamo a noi stessi"M.Proust(La Prigioniera".
"l'omosessualità che sopravvive nonostante gli ostacoli, vergognosa di sé, fustigata da tutti: ecco la sola vera, la sola cui possa corrispondere nel
medesimo essere un affinamento delle qualità spirituali (La prigioniera).

Paradossalmente queste sono parole di un scrittore omosessuale, che dellaomosessualità "rispecteuse"
faceva un metodo per il raggiungimento di una raffinatezza spirituale, di una sensibilità interiore più profonda, magari eccessivamente rinchiusa in
se stesa ed anche autocopiacente posso dire io, sta di fatto che anche O.Wilde più o meno era sulla stessa linea, magari arrivando a delle battute micidiali contro il perbenismo della società che non erano nel carattere di Proust, e lui era dandy si, ma anche sfrontato.

Ora io mi chiedo leggendo questi autori omosessuali.
Ma cosa c'è di gay? e cosa c'è di gay pride sopratutto?
Qui c'è una ricerca a trovare l'essere nella sua profondità, non c'è una carnevalata una pagliacciata che può essere il gay pride o may pride, o tutti i pride.

Mi pare che se c'è un ORGOGLIO da rivendicare è quello dell' ESSERE UMANO, ad di là del maschile e del femminile.... riprendendo, ripetendo ed assimilando si finisce coll'essere SPECULARI ad ogni definizione, ruolo, categoria, serie, specificazione, che poi è sempre quella già etichettata dalla società, pre-stabilita da lei: tu sei uomo, tu sei donna, tu sei omosessuale, tu sei povero, tu sei negro, tu sei rom....paradossalmente
rivendicando l'appartenenza alla categoria imposta dalla società corrente si riconoscono di fatto queste categorie, si entra nel discorso corporativo, sindacale, e in fine in quello della...Casta.

L'ORGOGLIO VERO E': SONO ESSERE UMANO E COME QUESTO SONO, CONTO VOGLIO VALERE!

Perché se non si entra in questa logica che tutte le categorie comprende ed unifica poi è scontato che finisci a chiedere ...DIRITTI PARTICOLARI,
e quindi leggi su leggi, come ce ne fossero poche!
leggi contro l'omofobia, leggi contro gli stupri, leggi contro le ronde, e leggi per le controronde, e leggi per gli infortuni sul lavoro, e leggi per la verità e giustizia.....che si sommano a le leggi su come e quando bere, su come e dove fumare, su intercettazioni, su telecamere.....su pacchi e
pacchetti e pacconi: risultato: il controllo totale della LEGGE sulle tue pulsioni persino.E quando ti fai normare dalla legge, quando deleghi alla LEGGE DELLO STATO, la LEGGE ti dirà alla fine come e in che modo, e quando e dove essere omosessuale, visto che di questo argomento sto parlando.

Se uno vuole essere rispettato intanto cominci a rispettare se stesso, non facendo di ogni manifestazione e mica solo quelle dei gay! ma di ogni
manifestazione! un...carnevale di Rio.
Perché? ma perché al carnevale di Rio ci vanno tutti per divertirsi solamente!: omosessuali e no, i no al carnevale ci vengono, poi quando incontrano un omosessuale fuori carnevale e fanno finta di non vederlo, se sono gentili! al carnevale di Rio ci vengono tutti, anche gli omosessuali ricchi, quelli per cui essere omosessuali e che problema è? il problema è
per l'omosessuale povero che poi torna a viversi la sua omosessualità, dopo il pride, nella sua miseria giornaliera, quella di tutti! di tutti i generi per tutti i generi! e lui il povero a fare da ruota da scorta a chi? a chi della sua omosessualità ha fatto una...Casta, una Casta di prestigio: stilisti di grido, cantanti famosi, artisti di prestigio......tutti pronti tra l'altro col loro serbatoi di voti, che una LEGGE per te, omosessuale,
come per le altre categorie... e tocca farla!
Il senza Casta, il senza scarpe, il clochard, il "matto" e se ne finisse nel cassonetto in finale!

L' ORGOGLIO SI RIVENDICA CON LA DIGNITA' DELL'AUTORGANIZZAZIONE
DELL'AUTODIFESA!

L'ORGOGLIO SI RIVENDICA MANDANDO IN MALORA TUTTI QUESTI BUFFONI CHE VI
DICONO: RAPPRESENTIAMO NOI LE VOSTRE ISTANZE!

No, dico, ma li avete visti che pagliacci vi rappresentato carissimi gay? e accendete per una volta la TV e guardateli! che in TV vanno alla grande,
vanno alla grande questi tali che sono la vostra misera parodia, e incominciate ad incazzarvi con questi e vedete che meno coltellate prendete!
Tra l'altro io vorrei che qualcuno mi spiegasse che vuol dire trans.
Io che vuol, dire omosessuale, lesbica lo so, ma trans? che significa?
e mi dicono, oh in TV e in parlamento quello dicono! e ho la testa di femmina e sotto sono maschio; io viceversa.... e mi sono fatta tante operazioni, e mi sono presa tanti ormoni!
che lettura ne do io? che non sono ne omosessuali ne lesbiche perché nel mercato del sesso...tira il trans e quello che il mercato vuole quella merce si mette sul mercato!
E sarò antica sarò, lo sono certo! ma non arrivo a capire, comunque per me rientra nella logica di...tette e culi al silicone, facce rifatte....nella
logica di non accettarsi per quello che SI E'!
Si fa per il sesso si fa per.... assomigliare ad una mummia! veramente il
colmo, e spero che sia una favola metropolita, spero!
http://www.vip.it/nefertiti-sosia/

Come vedete non ho parlato dei pregiudizi che sono alla base dell'omofobia; quelli li conosciamo tutti e tutti ne hanno parlato soprattutto e, giustamente, i diretti interessati.
Ma è ora di parlare, vista la gravità della situazione, anche dei pregiudizi che ci sono tra di noi.
Incominciano noi per primi a porci gli uni di fronte agli altri NUDI, senza etichette, e quello è il modo vero di cambiare lo stato presente delle cose
e di LOTTARVI CONTRO SOPRATUTTO!

IO SONO COME SONO! NON DEBBO RENDERE CONTO NE AL PAPA NE AL RE
IO SONO UN ESSERE UMANO!

e tornate ad essere belli come Oscar!

E smettetela in tutti i campi con questa richiesta di leggi che si finisce sempre a fare la ruota di scorta per qualcuno.
Avete visto chi ha fatto la legge Bossi Fini ora cosa dice?

"Ripugna le coscienze scrivere in una legge che non ha diritto di cura chi è clandestino ed infatti dopo un'iniziale polemica è prevalsa la coscienza. Ma
dobbiamo stare attenti a non cadere nell'eccesso contrario, e quindi l'equilibrio sta nell'estremo rigore nel rispetto delle regole fondamentali per l'ingresso
e il soggiorno ma una fortissima censura verso posizioni xenofobe, discriminatorie e vagamente razziste"
vittoria
L'Avamposto degli Incompatibili

http://controappunto.splinder.com/

abuso di potere da parte di carabinieri

autore: 
eri

questa mattina, dopo aver accompagnato la sorella del mio fidanzato al lavoro, verso le 6, tornando a casa siamo stati fermati da una volante dei carabinieri, senza motivo apparente. Appena accostato un carabiniere ha aperto la portiera, e puntatando alla tempia del mio ragazzo la pistola lo ha trascinato giù dall'auto; dopodichè, senza chiedere nè documenti nè altro ha iniziato a picchiarlo concludendo con un pungno in pieno volto che lo ha fatto cadere a terra. Solo dopo questa violenza, e le miei urla insistenti in difesa del mio ragazzo il carabiniere ci ha chiesto i documenti. Alla nostra domanda "Cosa abbiamo fatto?!?" ci è stato risposto che da tempo ci stavano seguendo e lampeggiando (cosa non vera, dato che appena la macchina dei carabinieri ci ha lampeggiato e ha suonato la sirena abbiamo accostato). Inoltre non avevamo commesso nessuna effrazione del codice stradale; solo dopo il pestaggio ci sono stati chiesti i documenti, a questo punto il mio ragazzo ha esplicato al carabiniere di essere sprovvisto di patente giustificando il fatto che lui si trovasse alla guida perchè io (patentata) non ero in grado di guidare a causa di un problema fisico dolorosissimo che mi ha impedito di continuare a guidare fino a casa (il mio problema fisico era tra l'altro documentato da referti medici molto recenti). So che il mio ragazzo non doveva essere alla guida, ma i carabinieri questo non lo sapevano al momento del pestaggio, ne sono venuti a conoscenza solo in seguito. Dopo svariati insulti nei nostri confronti a ci hanno lasciato andare. Io sono ancora sotto shock, continua a tornarmi in mente la pistola puntata alla testa del mio ragazzo e la violenza con cui è stato picchiato; senza che i carabinieri sapessero che era sprovvisto di patente. In ogni caso un comportamento del genere non penso sia giusticabile. Tutt'ora il mio ragazzo ha dolori alla mascella; sinceramente penso che se fossi stata alla guida io avrei subito lo stresso trattamento, anche perchè è stato picchiato PRIMA della richiesta dei documenti, secondo me quel carabiniere cercava soltanto qualcuno su cui sfogarsi. Inoltre io soffro di attacchi panico e dopo questo evento ho subito un peggioramento. Cosa si può fare per difendersi da questa violenza assolutamente gratuita?

AMPeritivo e presentazione del libro "Difendere la razza"

30/08/2009 - 19:00
30/08/2009 - 23:59
Etc/GMT+2
autore: 
AMP

In attesa del 23 settembre, data annunciata per il prossimo tentativo di sgombero dell'AMP, sono proposte una serie di iniziative.

La prima di queste è l'AMPeritivo di sottoscrizione di domenica 30 agosto, dalle 19 in poi nei giardinetti di via dei Transiti.

Assieme all'AMPeritivo ci sarà la presentazione del libro di Nicoletta Poidimani Difendere la "razza". Identità razziale e politiche sessuali nel progetto imperiale di Mussolini.

Vi aspettiamo, fate girare!

Ambulatorio Medico Popolare
Via dei Transiti 28 Milano
02-26827343
ambulatorio.popolare@inventati.org
www.ambulatoriopopolare.org

LEGHISTI BERGAMASCHI

Kebab banditi dal centro
a Capriate San Gervasio
Ordinanza anti kebab a Capriate San Gervasio. La giunta leghista guidata dal sindaco Cristiano Esposito ha deciso di bandire "kebabberie e simili" dal centro. Il divieto è rivolto esplicitamente agli stranieri. Il diktat infatti, al contrario dei provvedimenti adottati in altre città, riguarda i locali di chiara impronta etnica. Via libera a pub e bar, i kebabbari invece dovranno trasferirsi in periferia. Stessa sorte anche per i phone center.
I 30mila turisti che ogni mese visitano il villaggio operaio di Crespi d’Adda, gioiello di archeologia industriale, patrimonio dell’Unesco, a due passi dal salotto cittadino, dovranno fare a meno del gustoso spuntino made in Africa. “Non si tratta di un provvedimento di carattere razzista – spiega a Repubblica Milano Libero Guida, assessore al Commercio e alla sicurezza – In centro ci sono pochi parcheggi, quelle attività finirebbero per congestionare la viabilità”. “Quelle degli italiani invece no – ribatte Enzo Galbiati, consigliere di centrosinistra, all’opposizione – È una scelta discriminatoria, non lasceremo nulla di intentato pur di azzerare questa decisione”.

Mercoledi 19 Agosto 2009
Da Bergamonews.it

Sulla Stampa la foto di un asino che vola!

autore: 
Aldo Vincent

Sembra incredibile, ma la tecnologia ormai può trasformare in realtà persino un proverbio, un modo di dire, che per due millenni ha definito una cosa impossibile, irrealizzabile. Un asino che vola, ultimo baluardo di una vecchia tradizione orale aveva resistito incrollabile fino ad oggi, quando La Stampa di Torino ha pubblicato in prima pagina la foto di John Wettaw mentre sull’aereo se ne va verso Bangkok, finalmente libero.
Ricorderete i fatti: il 3 Maggio, dopo aver attraversato a nuoto il laghetto di casa del premio Nobel Aung San Suu Kyi, entrò in casa sua. La Signora era agli arresti domiciliari praticamente da 18 anni, pena che sarebbe finita tre settimane dopo, ma il gesto di questo Asino ha dato l’occasione alla Giunta di condannarla ad altri diciotto mesi, facendole perdere l’occasione di presentarsi (trionfante, dico io) alle prossime elezioni.

Lunga vita a tutti i John Wettaw della Terra che troveranno sempre una diplomazia che voli a liberarli. Forza John che essendosi posto l’etichetta di “pacifista” è riuscito ad immerdare un intero movimento. Vola John, verso Bangkok, la Gloria, il tuo prossimo libro di memorie a fronte del quali domani stesso un editore illuminato verserà un congruo anticipo.
Vola, John, vola…

www.giornalismi.info/aldovincent

La CRI è nuda

autore: 
basta razzismo!

La CRI è nuda! chi ancora nutriva qualche speranza sulla natura umanitaria di quest'organizzazione...Chi ancora non voleva credere sulle loro complicità criminali e razziste con quanto di peggio ci sia in Italia...Chi ancora non ha smesso di credere a Babbo Natale..ebbene oggi, questo chiunque, non può più far finta di niente, non può più mettere la testa sotto la sabbia.

La CRI è complice del vergognoso crimine che si sta perpetrando ai danni dei nostri fratelli e sorelle migrante. Un crimine razzista che sono disposti a tollerare in cambio di un tornaconto economico e di prestigio che rende ancor più squallida quest'organizzazione.

E' necessario urlarglielo in faccia: NOI SAPPIAMO CHI SIETE E COSA FATTE!

Facciamolo!Una scritta sui muri, una telefonata (800-160-666), una mail (urp@cri.it ), una lettera (http://www.cri.it/sedi/dovesiamo.php), un presidio, uno striscione su un cavalcavia o altro sono tutti modi che abbiamo per farglielo sapere. Non è molto, forse è poco, ma è necessario che sappiano! LO DEVONO SAPERE..E LO SAPRANNO!

[Alessandria] corteo contro pacchetto sicurezza

autore: 
L.A. PerlaNera

ALESSANDRIA: 10 OTTOBRE 2009 - CORTEO CONTRO IL "PACCHETTO SICUREZZA".

Lo scorso 23 luglio il senato ha approvato in via definitiva il cosiddetto "pacchetto sicurezza",
ovvero una serie di leggi razziali e liberticide che, ben lungi dal farci "sentire più sicuri", ci rendono
tutti sicuramente meno liberi e più soggetti alla violenza coercitiva del potere statale.
Questo "pacco!!!" contiene leggi deliranti che rendono legali le "ronde" (versione aggiornata
dello squadrismo fascista); che danno la possibilità a chi, fra il personale medico e paramedico ha
pruriti razzisti di denunciare gli immigrati "irregolari" che si recano in ospedale per curarsi; che
prolunga la permanenza nei "campi di concentramento" (C.I.E.); che permette di arrestare chi
fa una scritta sul muro, chi occupa, chi protesta o semplicemente risponde in malo modo ad un
pubblico ufficiale. Insomma, prove tecniche di regime!!!
Di questa legge si muore: sempre più immigrati svolgono lavori insicuri con trattamenti disumani
sotto il ricatto di perdere il permesso di soggiorno. E' dello scorso mese la notizia di una giovane donna
rumena morta a causa di un aborto spontaneo, perchè non è andata all'ospedale per paura di essere denunciata.
E che dire dei pestaggi giornalieri all'interno dei C.I.E.? Di chi ingoia lamette per non essere rimpatriato o
peggio per non finire in un campo di concentramento nel deserto libico?
Contro questa logica assassina abbiamo deciso di opporci!
Anche ad Alessandria questa pratica la fa da padrona. L'attuale giunta comunale ha dedicato la biblioteca
pubblica ed un circolo culturale all'ex sindaco leghista e razzista Francesca Calvo. Sindaco che cercò di ammettere
agli asili e alle scuole materne solo i bambini stranieri muniti del certificato di sana e robusta costituzione.
Che solidarizzava con Haider, che faceva multare i mendicanti, che chiudeva il SERT e i luoghi di culto per i mussulmani
e che arrivò a far rimpatriare 125 profughi di guerra curdi. Inoltre fu colei che, indagata per l'alluvione
del 1994, per distogliere l'attenzione dalle sue colpe progettò l'abbattimento dello storico ponte
della "cittadella" e la costruzione di un nuovo ponte utile solo per arricchire i soliti speculatori.
Ma Alessandria è anche altro. Proprio in quegli anni la mobilitazione dei lavoratori immigrati si
sviluppò in una vasta campagna per il diritto alla casa e riuscì ad ottenere per prima in Italia
l'accesso alle case popolari ai non italiani. A dimostrazione che la lotta paga! ebbe la capacità di
indire numerose manifestazioni per richiedere lavoro e pari dignità.(1)Nel corteo per il 1 maggio 1991, gli immigrati scesero in piazza e riuscirono ad ottenere un dormitorio,una mensa e doccie gratis per tutti i lavoratori, stranieri e non.L'anno successivo invece, si ottenne il rinnovo per 4 anni del permesso di soggiorno per 5600 immigrati a cui era scaduto. Ed inoltre si diede vita ad una scuola autogestita
per l'apprendimento della lingua italiana. Fra i più accesi animatori di questa stagione di lotta, vi erano il
compagno Urbano ed altri libertari.
Nel momento in cui il comune di Alessandria di centro-destra, non che i (centro)"sinistri" siano meglio, si
affianca alla linea governativa razzista e repressiva e fa opera di beatificazione della Calvo attuando l'abbattimento
del ponte storico della cittadella e la costruzione del nuovo ponte come progettato dall'ex sindaco:
è necessario dare vita ad una vasta mobilitazione che riaffermi i valori di libertà, solidarietà, antirazzismo!
Combattiamo il "pacchetto sicurezza": fermarlo si può, perchè lottare lottare contro l'ingiustizia si deve!
Ad Alessandria il 10 ottobre 2009 corteo con concentramento alle ore 15,30 in corso Crimea (giardini della stazione).
A fine corteo cena di finanziamento per l'iniziativa e concerto finale al Laboratorio Anarchico PerlaNera,
via Tiziano 2 (parcheggio F.S.).
Invitiamo tutti i compagni a partecipare e a farci pervenire al più presto possibile la loro adesione.
Per contatti: lab.perlanera@libero.it
Salvatore - 3474025324

LABORATORIO ANARCHICO PERLANERA, COMITATO LAVORATORI CILENI IN ESILIO,
CSA LACANDONA di Valenza, U.S.I. ALESSANDRIA, INDIVIDUALITA' ANARCHICHE DI
ALESSANDRIA.

1) Promemria per le mobilitazioni di quegli anni:
Nel 1990 Urbano diede vita alla Associazione lavoratori immigrati di
Alessandria e provincia che con la mobilizzazione dei lavoratori immigrati e
con alcuni compagni libertari riuscirono a dimostrare che la lotta paga!!!Il
1° maggio 1991 gli immigrati scesero in piazza senza sindacati e partiti a
rivendicare i diritti dei lavoratori con slogan: LAVORO GIUSTIZIA E LIBERTA',
erano riusciti con manifestazioni e lotte ad ottenere un dormitorio, sei docce
pubbliche ,una mensa per gli immigrati anche di passaggio e per gli italiani
disoccupati. Nel 1992,erano scaduti tutti i permessi di soggiorno della legge
Martelli e per rinnovarli il Ministro dell'interno Margherita Boniver aveva
chiesto di presentare:il modello 101 oppure un conto in banca per dimostrare il
proprio mantenimento - contratto di lavoro - contratto di
locazione'associazione degli immigrati e provincia scesero in piazza a
manifestare e per dimostrare che era impossibile avere quei requisiti visto
che i lavoratori immigrati lavoravano in nero perchè i datori di lavoro,
approfittandosi delle loro difficoltà non avevano applicato nessun contratto
in regola e tra presidi e proteste sono riusciti ad ottenere dal Prefetto di
Alessandria il rinnovo per 5600 immigrati all'ora residenti nella provincia di
Alessandria per 4 anni .Sviluppò una vasta campagna per il diritto alla casa e
riuscì ad ottenere per prima in Italia l'accesso alle case popolari ai non
italiani, diede vita ad una scuola autogestita per l'apprendimento della lingua
italiana Quelle furono le vittorie più importanti ottenute con la lotte degli
immigrati che hanno partecipato in prima persona con una propria organizzazione.
Nell'arco degli anni alcune città della Liguria e nella città di Cremona
chiesero aiuto all'Associazione degli immigrati di Alessandria per autogestirsi
e per creare delle organizzazioni di immigrati con le stesse caratteristiche di
quelle di Alessandria Libera - autonoma - e indipendente!

Pistole e spray irritante per i vigili di Vergiate

VERGIATE Vergiate da qualche giorno ha un nuovo Corpo di polizia, che sostituisce il vecchio servizio di polizia locale. La decisione, approvata nella recente seduta consiliare di fine luglio, prevede oltre ad un nuovo regolamento che pone le basi dei ruoli e delle funzioni degli agenti, anche la dotazione di nuove armi, come gli spray al peperoncino e i nuovi “sfollagente”. Strumenti utili per garantire la sicurezza degli agenti e della cittadinanza. Con questa operazione il Comune si adegua ai dettami della legge regionale, che consente l’istituzione del Corpo qualora gli agenti siano in numero maggiore di sette unità.
A Vergiate la squadra si compone di sette elementi più il nuovo comandante Fabio Casati, dapprima consulente, da giugno comandante e ora a capo del Corpo. «Una regolarizzazione necessaria per legge e che va a sostituire il regolamento obsoleto degli anni Ottanta» spiega l’assessore alla Sicurezza e Polizia Locale, Franco De Tomasi «che dota il Comune di una struttura perfettamente organizzata di Polizia». Si è giunti a questo traguardo per gradi, dapprima con il progressivo ampliamento dell’organico e ora con l’istituzione di un vero e proprio Corpo. «Uno sforzo che l’amministrazione comunale vergiatese ha fatto volentieri perchè le recenti riforme istituzionali hanno attribuito ai Comuni una serie di compiti, funzioni e servizi prima d’esclusiva competenza dello Stato centrale ed oggi transitati alle amministrazioni civiche in quanto più vicine ai bisogni della gente. In questo inarrestabile movimento verso il cittadino la polizia locale si trova a svolgere un ruolo da protagonista, a mezza via tra i compiti più tradizionali di vigilanza - intesa come prevenzione e repressione dei comportamenti illeciti - e di collaborazione partecipata con il cittadino». Dopo essersi dotata di un certo numero di apparecchi per la videosorveglianza, Vergiate si prepara ad assumere un ruolo nuovo nella difesa dei suoi abitanti.
Presto tutti gli agenti saranno dotati di una pistola personale. «Oggi dispongono di cinque armi per sette agenti - spiega l’assessore - e coloro che svolgono mansione d’ufficio non sono armati. Ma gli agenti hanno già fatto tutti il corso e sono abilitati all’uso delle armi. Dapprima saranno dotati di pistola. Ma il nuovo regolamento regola già anche l’utilizzo degli altri sistemi come manette, spray irritanti e i manganelli di nuova concezione».

http://www.laprovinciadivarese.it/stories/varese%20provincia/84853_pisto...

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