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Antipro

Interpellanza parlamentare di D.Farina sull'aggressione di ieri alla Statale

autore: 
info

Interrogazione a risposta scritta

I sottoscritti interpellano il Ministro degli Interni per sapere, premesso che:

- all’Università Statale di Milano, il giorno 9 ottobre 2007, la contrapposizione tra studenti di diverso orientamento politico causava il ricovero in ospedale di 4 giovani universitari del collettivo universitario V33;

- tale contrapposizione, all’inizio verbale, degenerava in rissa a opera di militanti di Azione Universitaria e soprattutto a causa dell’intervento di alcune persone estranee al mondo universitario, che brandivano armi improprie come cinture e moschettoni;

- a seguito di tale episodio, i 4 giovani del collettivo si presentavano spontaneamente presso il Policlinico di Milano, da dove venivano dopo diverse ore dimessi con la prognosi di contusioni e uno con il naso fratturato;

- all’uscita del Policlinico, venivano fermati dall’equipaggio di una volante. Alla risposta che i giovani non intendevano sporgere denuncia, per poter procedere all’identificazione - tra l’altro facilmente effettuabile con altre modalità e tempi - questi venivano a forza caricati sulla volante con destinazione Questura di Milano;

- tale intervento si svolgeva con modalità particolarmente concitate . In seguito a questo intervento tutti i quattro giovani portati alla Questura di Milano sono stati rilasciati in serata;

- durante i fatti svoltisi all’interno dell’Università Statale era presente un equipaggio della Digos di Milano che non è però in alcun modo intervenuto;

Festa del Raccolto: Incontro Pubblico h. 21.30

autore: 
Leoncavallo

SABATO 13 OTTOBRE FESTA DEL RACCOLTO

Le strategie alternative per la sicurezza
Incontro Pubblico h. 21.30

Le attuali politiche per la sicurezza dei cittadini sono efficaci? Ovviamente no. Lo saranno maggiormente dando poteri speciali ai sindaci o perseguendo Rom, lavavetri o writers? Certamente no.

Esistono politiche alternative ma bisogna avere il coraggio di cambiare decisamente strada. Infatti le attuali legislazioni su droghe e migranti, il graduale ridimensionamento del welfare pongono le basi e direttamente incentivano i reati piuttosto che prevenirli.

Si può discutere se le strategie non proibizioniste siano più efficaci delle attuali, sicuramente impongono minori costi economici e sociali. E di fronte al disastro attuale, che ha precisi responsabili, voi li lascereste ancora al volante ?

Partecipano:

Alfonso Gianni - Sottosegretario allo Sviluppo economico

Paolo La Marca - Comitato promotore Conferenza Latina sulla riduzione dei danni

Daniele Farina - Deputato Prc-Se

Associazione Antigone Onlus

A seguire concerto di Gruffetti & The Sinfonaito
www.leoncavallo.org

GRUFFETTI & THE SINFONAITO:::@ FESTA DEL RACCOLTO

13/10/2007 - 22:44
Etc/GMT+2
autore: 
laura

FESTA DEL RACCOLTO'07
non smettiamo di piantarla

sabato 13 ottobre
GRUFFETTI & THE SINFONAITO

intro scratch
SKIZO+2P

ragga/jungle room
BASS FI MASS & B_TEAM + ESA
@
Leoncavallo_via watteau 7_milano

Gruffetti & the Sinfonaito
DJ Gruff aka Gruffetti - voce e scratch
Alessio Manna (casino royale) - basso e chitarra
Ezra (casino royale) - dub master
Ferdi (blue beaters-casino royale) - batteria
Little Tony Negri - batteria.
Pardo (casino royale) - chitarra
Paolo Spaccamonti - chitarra
Bk (raja full) - violoncello
Patric (casino royale) - voce e tastiere
Michele Renauro aka The Maestro (casino royale) - piano melodica tastiere
Karima - voce
Toni Pianola - piano e tastiere
Rata (casino royale) - percussioni
Regino - percussioni
Cato (blue beaters) - chitarra
Gato (casino royale) - flauto e sax
Paolo Germani (casino royale) - ingegnere capo

GRUFFETTI & the SINFONAITO è un progetto musicale di ampio
respiro che coinvolge molti musicisti italiani appartenenti alle band che più
hanno fatto sognare e ballare a cavallo del millennio : Sangue Misto ,
Casino Royale , Africa Unite e Bluebeaters .Il progetto Sinfonaito riprende
parte del repertorio firmato da questi artisti e lo rinterpreta con una vivacità
musicale unica ed una maestria tecnica elevatissima ; spaziando tra
Reggae, Hip Hop, Funk e Soul-Jazz
Tutto iniziò su un furgone nel bel mezzo di una tournè dei Casino
Royale Dj Gruff , Giuliano Palma e Patric Benifei iniziarono ad armonizzare
dei canti gioviali .

Roma - La vera emergenza? I coltelli e il fascismo

autore: 
dal manifesto

Un anno dopo l'uccisione di Renato Biagetti, in più di mille ritornano a Focene, alle porte di Roma, sul luogo dell'aggressione. Per dire basta alle «lame» e alla cultura squadrista. Ma il paese deserto, come allora, fa finta di niente.

«Voglia de ride, de vive, e de lotta... tutto questo per te!». Nello striscione un ricordo, ma non solo. Sentimenti di rabbia e amore hanno portato più di un migliaio di persone ieri a Focene, frazione di Fiumicino, davanti al locale Buena Onda, per dare un saluto a Renato Biagetti, ingegnere romano di 26 anni e frequentatore del centro sociale Acrobax. È li che è stato aggredito e ucciso il 27 agosto 2006 da due giovani del luogo, di cui uno minorenne all'epoca dei fatti e l'altro diciannovenne. Otto coltellate inflitte quasi tutte in punti vitali, sferrate con odio ed intolleranza nei confronti «del diverso, dell'alternativo, del giovane di sinistra». Un omicidio per il quale il maggiorenne Vittorio Emiliani è stato condannato in primo grado a 15 anni.

BOSSI: MARINI A PALAZZO CHIGI? I CADAVERI PORTANO A FONDO

ROMA - Dai fucili al morto il passo di Bossi é stato breve: il Senatur, ospite di Telepadania, per attaccare l'ipotesi di un governo istituzionale, magari guidato da Franco Marini così come aveva ventilato Mastella alla festa di Telese, ha sparato proprio contro il presidente del Senato: "E' meglio stare lontano dai morti, i cadaveri portano a fondo", ha sibilato.

In men che non si dica tutta la maggioranza è scesa in pista per fare quadrato attorno al presidente del Senato, solidarizzando con lui per le parole "vili, volgari, gravi, insopportabili" pronunciate da Bossi, invitato a rettificare e a chiedere scusa. Si è fatto sentire anche Fausto Bertinotti che ha mandato a dire al leader leghista di non coinvolgere le istituzioni nella polemica politica. E da Palazzo Chigi è trapelata "amarezza" per il livello basso che ha toccato il dibattito politico. Con l'occasione Prodi ha fatto suo, rilanciandolo, l'appello di Napolitano ad abbassare i toni. Anche Walter Veltroni ha condannato quelle parole "vili e inaccettabili". "Gli insulti vergognosi nei confronti di Marini - ha detto il sindaco di Roma - sono l'ennesimo segnale del degrado politico e della totale mancanza di senso delle istituzioni a cui purtroppo, da tempo, il leader della Lega ha abituato il nostro Paese".

«No all’aborto anche dopo uno stupro»

Amnesty International credeva di aver sufficientemente spiegato di non avere alcuna intenzione né di esprimere giudizi sull’aborto, né di promuovere campagne in favore dell’interruzione della maternità o di consigliarla a singole persone ma di voler solo difendere le donne dalle violenze e di prevenire gravi violazioni dei diritti umani. Evidentemente al Vaticano la precisazione non è bastata se il cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, in margine al Meeting di Rimini, ieri ha rilanciato all’organizzazione le accuse che già aveva rivolto il cardinale Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace. «Bisogna salvare la vita anche se è frutto di violenza», ha commentato ai microfoni della Radio Vaticana chiamando in causa Amnesty International. E sempre agli stessi microfoni se l’è presa con i media per le «falsificazioni » e le «mistificazioni» in rapporto alla vicenda delle presunte violenze sessuali compiute da religiosi a Torino. Come si guardasse — ha detto — «un solo frammento nella grande Cappella Sistina restaurata».

come ti faccio ricco il prete col proibizionismo

DON PIERINO SPA
Tratto da L'espresso del 16 agosto 2007

Ben 164 sedi in Italia, 74 nel mondo. E poi terreni, pascoli, casali, appartamenti. Ecco il patrimonio del prete sotto accusa. Ma il bilancio resta un mistero

di Marco Lillo

Quando il cardinale Francesco Marchisano gli ha chiesto di dimettersi, imitando il leader dei Legionari di Cristo, per difendersi dall'accusa di molestare i suoi ragazzi, don Pierino ha risposto: "Giammai. Io non guido un'associazione religiosa, ma laica". Don Pierino ha ragione. La Comunità Incontro è un'associazione privata. Nessuno può mettere bocca sulle sue 164 sedi italiane e nemmeno sulle 74 residenze estere. Ancora più difficile vedere i suoi conti. La comunità per legge stila un bilancio ogni anno, ma sono in pochi ad averlo visto. A chi chiede lumi replicano: "Non parliamo con la stampa". Scelta comprensibile in questo momento delicato, con don Gerlmini indagato dai pm di Terni per abusi sessuali sui giovani ricoverati.

Candia Lomellina: assolto Mario di Salvia fondatore del comitato Sana Pianta

autore: 
indylom
Mario di Salvia

23 settembre 2004: due vigili urbani entrano nella corte di via Cavour a Candia Lomellina in provincia di Pavia dove abita Vincenzo di Salvia, per tutti Mario, per un normale accertamento di residenza nei confronti di alcuni vicini di casa. Scoprono così due piante che Mario, come ogni anno da trent'anni, sta amorevolmente crescendo in un'aiuola dello spazio comune. Subito vengono chiamati i carabinieri che sequestrano le piante e inizia così il solito lungo e sfiancante iter di denuncia, processo, avvocati, tribunali.
Ma ieri, 24 luglio 2007, è giunta presso il tribunale di Vigevano l'assoluzione da parte del giudice Pietro Savani dall'accusa di detenzione per spaccio poichè il fatto non sussiste inquanto Mario di Salvia ha dimostrato l'uso personale.
Mario è un coltivatore e da trent'anni promotore di politiche antiproibizioniste: dopo il sequestro delle piante nell'estate 2004, l'ennesimo guaio per uno dei tanti che si mettono in gioco accollandosi tutti i rischi, ha fondato il comitato Sana Pianta Lomellina organizzando per il 9 aprile 2005 una manifestazione antiproibizionista nel piccolo paese dove risiede.
potete guardare il video della manifestazione qui:

http://it.youtube.com/watch?v=8C9bgTWzUZE

o potete scaricarlo qui:

http://www.ngvision.org/mediabase/475

contiene anche un estratto di un'intervista a Mario

Giovanni Nuvoli. Lo Stato lo ha torturato sino alla fine.

autore: 
Torturatore è lo Stato

"Giovanni si è lasciato morire di inedia"
Il dolore della moglie di Nuvoli

ALGHERO - E' morto di fame. Maddalena Soro, moglie di Giovanni Nuvoli usa il termine "inedia", ma il senso è lo stesso. Nuvoli, 53 anni, ex arbitro di calcio, da tempo affetto da sclerosi laterale amiotrofica, si è spento ieri sera nella sua casa di Alghero "in tranquillità" e aiutato solo da alcuni sedativi. La moglie, però, racconta di una vicenda terribile: "Giovanni ha finito di soffrire. Non mangiava dal 16 luglio. Si è lasciato morire".

Nuvoli, negli ultimi mesi, aveva raccolto il "testimone civile " lasciato da Piergiorgio Welby. Entrambi soffrivano della gravissima patologia degenerativa che colpisce un gruppo specifico di cellule del midollo spinale (i motoneuroni) causando un'atrofia muscolare che porta a una paralisi progressiva dei quattro arti e dei muscoli deputati alla deglutizione e alla parola.

Come Welby, anche Giovanni Nuvoli da tempo si batteva per ottenere il rispetto di una sua volontà precisa: "voglio morire senza soffrire, addormentato".

La moglie ha precisato che al momento del decesso il respiratore era in funzione e che la morte è stata una conseguenza del progressivo peggioramento delle condizioni che da una settimana rifiutava cibo e acqua.

Caso Nuvoli. Lo Stato tortura!

autore: 
l'Ingenuo

..Torturatore è lo Stato.....

Giovanni Nuvoli è un uomo, di Alghero(SS), malato di SLA, che chiede di morire dignitosamente, ponendo fine alle sue immani sofferenze. Per richiamare l'attenzione sul suo caso e sul suo DIRITTO a morire, Giovanni Nuvoli ha messo in atto diversi scioperi della fame e proteste di varia natura. Lo Stato non è però d'accordo e continua a torturarlo.

Tra qualche decennio ci ricorderemo di questi magistrati e questi "servitori dello Stato" come degli infami torturatori e saranno messi alla stessa stregua di coloro che, in nome di Dio e della legge, bruciavano le donne spacciandole per streghe.
Da Il Giornale di Sradegna

Pochi minuti dopo le undici di notte di martedì scorso Giovanni Nuvoli doveva morire.
L'anestesista di Perugia Tommaso Ciacca, previa sedazione, avrebbe dovuto staccare
il respiratore all'ex rappresentante di commercio di 53 anni, ma la Procura della Repubblica
di Sassari e l'intervento dei carabinieri della compagnia di Alghero hanno impedito il distacco
del ventilatore artificiale che dal 2003 tiene in vita l'ex arbitro
affetto da sla.
Il 14 giugno scorso era stata prospettata a Nuvoli la possibilità di una sedazione totale senza
l'interruzione della ventilazione artificiale, prevista dalle cure palliative, per alleviare le sofferenze dell'uomo, ma Nuvoli l'aveva decisamente rifiutata.

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