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Carcere-repressione

Arresti, cariche, denunce riforme...

Arresti, cariche, denunce riforme...

ATTENTI AL CLIMA!

Negli ultimi mesi la Questura di Milano sta colpendo tutte le realtà
organizzate che lo scorso autunno hanno partecipato attivamente al
movimento contro lo smantellamento della pubblica istruzione. Il 24
settembre la Procura ha emesso 60 avvisi di garanzia per fatti avvenuti
durante l'Onda; il 29 settembre il Senato Accademico della Statale ha
sospeso 2 studenti alla fine di un procedimento disciplinare iniziato
grazie al materiale fornito dalla Digos; il 13 novembre una
maxi-operazione di polizia si è conclusa con l'arresto di 5 studenti
accusati di aver rubato fotocopie per un valore di 20 euro; il 14
novembre è stata sgomberata per la terza volta la scuola civica serale
Gandhi che il Comune ha deciso di chiudere nonostante la sentenza del
Tar; il 17 novembre, durante la giornata europea per il diritto allo
studio, carabinieri e polizia hanno caricato ripetutamente un corteo
studentesco fermando 4 studenti ora sotto processo.

Questa fitta
successione di eventi di certo non porta a pensare a delle coincidenze.
Il clima sta cambiando. Non si tratta solo di fare terra bruciata
attorno a coloro che hanno contributo all'Onda per preparare il terreno
alla riforma dell'università, ora in esame alla Commissione del Senato.
Le persone colpite dai provvedimenti, infatti, non fanno politica solo
a scuola o all'università, ma anche nella metropoli. Inoltre, i capi di
imputazione e la quantità di mezzi e agenti impiegati nelle azioni
repressive sono sproporzionati rispetto agli atti contestati.

I
meccanismi e gli strumenti sono sempre gli stessi. Si colpisce chi è
più attivo attraverso polizia e magistratura e contemporaneamente lo si
criminalizza e lo si isola usando i media. La strategia è semplice:
delegittimare chi è ritenuto un punto di riferimento per impedire che
lo scontento possa trasformarsi in azione collettiva e opposizione
sociale.

Il governo vuole “riformare” la scuola e l'università.
Cerca di creare consenso spacciando lo smantellamento della pubblica
istruzione e del diritto allo studio come innovazione e meritocrazia.
Di certo non vuole un'altra Onda, men che meno come quella dell'anno
scorso che ha saputo guadagnare consensi nella società. E' toccato lo
scorso marzo a Roma, lo scorso luglio a Torino e ora è il turno di
Milano.

La cosa più intollerabile per noi, forse, è l'appoggio che
le autorità accademiche stanno concedendo. La presenza della polizia in
borghese all'interno delle nostre facoltà è ormai consuetudine, le
pressioni sugli studenti affinché denuncino altri studenti si stanno
facendo sempre più frequenti, così come le richieste del Rettore alla
Questura e ai Presidi dei nomi e delle foto degli studenti che fanno
politica.

“Noi smantelliamo la scuola e l'università. Voi state
zitti!”, questo sembra lo slogan degli ultimi mesi. E' rivolto a tutti.
E sarà responsabilità di tutti se la strategia di sempre avrà successo
anche questa volta.

Collettivo Fuori Controllo - Scienze Politiche
Uninversi
Collettivo di Cittá Studi
Ri-Scossa Studentesca - Lingue
Collettivo No Pasaran - Mediazione
Collettivo AutArt - Brera
Collettivo Pantera
Lapus - Storia
GayStatale

Cgil-Flc d'Ateneo

Seconda giornata di mobilitazione contro CL

autore: 
cattomafia.noblogs.org

SECONDA GIORNATA DI MOBILITAZIONE CONTRO LA CUSL

Banchetti benefit con cibo e bevande, interventi, distribuzione di materiale..
Continuiamo a scavare nel barile di merda!

Dalle 14.00 in Atrio Aula Magna in Statale(Festa del perdono)

Video - Scontri sotto il carcere di Santiago1

autore: 
(A)

questo è il link -di
una televisione cilena- relativo agli scontri sotto il carcere
Santiago 1 avvenuti il 18 novembre:

http://noticias.123.cl/entel123/html/ItplqNoticias123_videoreal_tplAurl2...

Carceri sovraffollate, detenuti protestano in tutta Italia

Carceri sovraffollate, detenuti protestano in tutta Italia

ROMA - Genova, Pescara e Lucca: scoppia qui la protesta, quasi simultanea, dei detenuti contro le cattive condizioni delle carceri. A San Donato, il penitenziario di Pescara, nel pomeriggio i detenuti hanno protestato contro il sovraffollamento della struttura battendo con oggetti, probabilmente pentole e scope, contro le inferriate che proteggevano le finestre delle celle. Le loro grida, soprattutto la parola "sovraffollamento", si sono sentite fino a via Alento, una delle strade che costeggiano il penitenziario. Alcuni hanno bruciato stracci, da una finestra si è vista una fiamma che è stata spenta quasi subito.

Ieri sera, fino alle 22,30 circa, una protesta molto simile c'era stata anche tra i carcerati della Casa circondariale di Lucca. "Per circa un'ora - ha raccontato il segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe), Donato Capece - hanno battuto suppellettili contro inferriate e porte, per richiamare l'attenzione dell'amministrazione penitenziaria sul problema del sovraffollamento". E un'analoga protesta è nata anche nel carcere di Marassi, a Genova, dove durante la notte è stato sventato un tentativo di suicidio. Un detenuto del circuito di Alta sicurezza è stato trovato svenuto a terra, con una busta di plastica che gli avvolgeva la testa e una bomboletta di gas per fornellini accanto. Secondo quanto scrive il segretario regionale Uil Penitenziari Liguria, Fabio Pagani, una volta ripresi i sensi ha motivato il gesto come un atto di protesta contro "le critiche condizioni detentive". A Genova le proteste erano cominciate già venerdì sera.

"Quelli di Genova Marassi e Lucca - ha detto Donato Capece (Sappe) in una nota - sono penitenziari con molte criticità. Lucca, con una capienza regolamentare di 82 posti, ospita più di 200 detenuti e Marassi, con 430 posti letto, ne ha 780. A Lucca poi mancano 40 agenti rispetto all'organico previsto e a Marassi ben 165. E' ovvio che in questo contesto di sovraffollamento, qualsiasi cosa può generare problemi, soprattutto di sicurezza a chi lavora come i poliziotti penitenziari".

Donato Capece ha quindi chiesto ufficialmente un incontro al ministro della Giustizia Angelino Alfano. "L'auspicio - scrive Capece - è che il ministro incontri a breve il Sappe e le altre organizzazioni sindacali per alcune proposte da inserire nell'annunciato Piano Carceri, il cui esame è dato per imminente al Consiglio dei Ministri. La situazione - continua la nota di Capece - è sempre più incandescente, con quasi 66mila detenuti a fronte dei 42mila posti regolamentari, e gli agenti costretti a turni pesanti in termini di stress e sicurezza. Per questo diciamo al ministro: incontriamoci per trovare soluzioni condivise".

Tra le proposte del sindacato c'è l'assunzione urgente di 5mila unità di polizia penitenziaria, "la realizzazione di carceri 'leggere'", anche in quelle strutture destinate ai Centri di identificazione ed espulsione che non sono ancora operative, "la possibilità di recupero di spazi" e l'ipotesi "di riutilizzare le strutture per la custodia attenuata". Da rivalutare anche "le misure alternative, come l'utilizzo del braccialetto elettronico", e "un ragionamento sulla depenalizzazione di alcuni reati minori".

(22 novembre 2009) repubblica

[Torino] I centri sociali vanno sgomberati.Loro minacciano: Torino brucerà

articolo infamante sull'ondata di sgomberi a Torino
....

TORINO 17/11/2009 - Un timido passo avanti verso gli sgomberi di centri sociali e case occupate, in attesa di tempi migliori per passare dalle parole ai fatti e di un progetto condivi­so «per la restituzione alla città degli stabili illegalmente occu­pati ». Il vertice convocato ieri mattina in prefettura, alla presenza an­che dei capigruppo del consi­glio comunale, ha scelto ancora una volta la linea della pruden­za, indirizzata alla stesura di un documento unitario sugli sgom­beri e sul successivo riutilizzo degli immobili. «Mi pare confer­mata appieno la linea del comi­tato per l’ordine e la sicurezza ­ha spiegato il sindaco, Sergio Chiamparino, al termine dell’in­contro -, ossia quella di procede­re ad una restituzione alla città degli edifici illegalmente occu­pati, con la gradualità resa ne­cessaria dal contesto in cui ci si muove. Cercheremo di tradurre il tutto in un documento di indi­rizzo. L’obiettivo è chiaro, i tem­pi e le modalità dovranno tenere conto delle forze in campo e del contesto ambientale».
La questione, dunque, passa nelle mani del presidente del Consiglio Comunale, Beppe Ca­stronovo, e del suo vice, Michele Coppola, anche allo scopo di una mediazione tra le parti che, però, tarda ad arrivare. «Cerche­remo di ottenere i voti favorevoli in quindici giorni» ha chiosato Coppola, annunciando già nel pomeriggio di ieri una riunione preliminare allo studio del do­cumento.

Immediate e discordanti le rea­zioni. «Una vittoria della Lega Nord» secondo Mario Carossa, capogruppo del Carroccio, e il consigliere Antonello Angeleri. «Se entro la fine del mese si potrà votare in aula una mozio­ne per lo sgombero definitivo, lo si deve proprio alla nostra ini­ziativa » . « Ribadiamo - hanno aggiunto Cantore e Piovano, Fi­Pdl - l’importanza che il Consi­glio Comunale approvi un docu­mento per impegnare il sindaco e la giunta a mettere in atto tutte le pratiche necessarie per lo sgombero definitivo di tutti i centri sociali». Dura, invece, la replica di Agostino Ghiglia, ca­pogruppo del Pdl. «La nostra linea non cambia, non sono si­curo che a fronte di un eccesso di prudenza queste persone smetteranno con le loro azioni, anzi si sentiranno ancora più forti e impuniti».

Per Ghiglia nessuna linea morbida. «Stiamo parlando, in alcuni casi, di sog­getti con precedenti penali a cui un passaggio nelle patrie galere non farebbe male. Non c’è una terza via rispetto a quella del rigore, dello sgombero, della tol­leranza zero dei fenomeni di il­legalità » . Atteggiamento invo­cato da Monica Cerutti, capo­gruppo di Sinistra e libertà. « L’articolata illustrazione da parte del prefetto della galassia dei centri sociali ha dato conto, suo malgrado, della loro etero­geneità. Lo stesso prefetto ha evocato come reazione il possi­bile compattamento di forze che potrebbero farsi promotrici di disordini. Abbiamo richiesto che si lavori contemporanea­mente a progetti sugli edifici oc­cupati, che li possano restituire alla legalità, anche coinvolgen­do gli occupanti se disponibili a collaborare con le istituzioni, ar­rivando anche a definire delle convenzioni».
In linea con il sindaco, il consi­gliere regionale del Pd, Mariano Rabino. «La posizione di Sergio Chiamparino sulla questione dei centri sociali occupati è pie­namente condivisibile. Bisogna agire con fermezza e, al tempo stesso, con senso di responsabi­lità ».

Deliranti minacce di morte sul web

Il tempo di ritirarsi da piazza Palazzo di Città, con il solito presidio del lunedì mattina sotto le finestre del Comune, e gli anarchici torinesi rispondono sul web alla minaccia di una chiusura di case occupate e centri sociali. Se il volantino distribuito dai manifestanti, dopo il vertice in prefettura, dava per ormai certo e prossimo lo sgombero dell’asilo occupato di via Alessandria, su Indymedia Piemonte fioccano le minacce. Anche quelle di morte.

Il portale web dell’antagonismo, riprende nel tardo pomeriggio la notizia da un sito anarchico torinese. «Hanno deciso» scrivono. «Vogliono sgomberare tutti i posti occupati torinesi. Lo faranno con gradualità. Lo hanno deciso questa mattina in prefettura dove le istituzioni si son riunite in quello che chiama Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza» continua il comunicato, chiudendo con una minaccia tutt’altro che velata. «Ma le tensioni in città ci saranno! State agitati! Voi ed il Vostro Comitato per la sicurezza!».

Poi le reazioni, i commenti. Se “Veggente”, il primo utente a prendere la parola nel forum di discussione, prevede incidenti, a “Pericolo di morte” basta ripetere il proprio soprannome.
Per “Sole” «a piazzale Loreto c’è ancora posto» scrive facendo riferimento ad Agostino Ghiglia. «È lui, l’uomo politico che sta istigando i politici a far tabula rasa dei posti occupati torinesi - continua -. È lui uno di quelli che festeggiò per la morte di Edo e Sole». Segue un messaggio a Chiamparino. «Stai molto agitato - scrive “Dal tetto” -. Ciao “Caro” ci si becca». E alla città intera. «Se non ci saranno più i posti occupati non ci sarà più Torino». C’è anche chi solidarizza con Askatasuna. «Toccate Aska e creiamo il panico, quello vero. Ci dovete ammazzare per levarci di mezzo, maledetti!».

Un “Sognatore” aggiunge il testo di una ballata. «Torino che brucia. Le strade bloccate. Le banche bruciate. I supermercati presi d’assalto, svuotati senza pagare. Perché è tutto Bella Vita. La polizia che corre, corre, corre ma non ci prende. Non molliamo la guardia. Resistiamo agli sgomberi».

Enrico Romanetto

http://www.cronacaqui.it/news-i-centri-sociali-vanno-sgomberati--loro-mi...

[euskal herria] i familiari dei detenuti protestano per la non perquisizione dei loro corpi

Le perquise forzano che più di 40 detenuti polítici non abbiano avuto la visita
Sólo tra il venerdì e ieri sono stati più di qaranta i prisioneros políticos vascos incarcerati nello Stato español che non hanno avuto i vises íntimi e familiari, al rifiutarsi i sus familiari ad essere perquisit físicamente. In tanto, in Tafalla (nafarroa)celebrarono il giorno degli esiliati.
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da il giornale GARA |

Después de que Instituciones Penitenciarias haya ordenado a los carceleros del Estado español el cacheo y registro de los familiares de los presos políticos vascos cuando acudan a los vis a vis y a las visitas familiares, y tras la decisión del Colectivo de Presos Políticos Vascos de no aceptar actos humillantes para con sus allegados, este fin de semana han sido más de cuarenta los presos políticos vascos que no han tenido las pertinentes visitar por la reiteración de los cacheos a los familiares.

Según informó ayer la asociación de familiares y amigos de los presos vascos, Etxerat, en Algeciras fueron cuatro los presos que perdieron la visita; mientras que a tres familiares les pasaron la «raqueta», al cuarto lo quisieron meter en un cuarto y realizar un registro físico, a lo que se negó y cuya protesta fue secundada por el resto de familiares. Casi las mismas situaciones fueron las que se dieron ayer en el resto de las prisiones del Estado español.

Así, según informó Etxerat, en la cárcel de Puerto III fueron tres los presos vascos que se quedaron sin visitas; en la granadina cárcel de Albolote, cinco; en la madrileña del Soto del Real, cuatro; en Huelva, cinco -aunque cuando el resto de los presos vascos han conocido lo ocurrido también se han negado a llevar a cabo la visita normal-; en Teruel, dos; en Herrera de la Mancha, cinco; en Almería, tres; en Villena, tres (hoy llevarán a cabo un chapeo a modo de protesta; en Dueñas, cuatro, y dos en Foncalent.

Cabe destacar lo ocurrido en la cárcel de Alacant, donde el compañero de la presa política Agurtzane Izarza perdió el vis a vis al negarse a que fuera registrado físicamente.

Manifestación en Tafalla

Pero después, a las 12.30, cuando se disponía a realizar la visita normal, cuatro guardias civiles se presentaron en el locutorio y lo llevaron a un cuarto donde fue registrado físicamente, de forma exhaustiva, según Etxerat. Según afirmó la asociación, los militares le comunicaron que ante la negativa de ser cacheado por los carceleros serán ellos quienes cumplan la orden.

Por otro lado, en Tafalla 350 personas se manifestaron ayer al mediodía en el marco de la jornada organizada en apoyo a los refugiados políticos vascos. En la marcha recordaron los convecinos que tuvieron que huir de Tafalla por la represión.

Después de que el mural con el retrato del que fuera diputado de HB Iosu Muguruza fuese saboteado, ayer, en el marco de los actos en memoria de Muguruza y Santi Brouard repintaron el mural atacado. Además, decenas de personas participaron en la comida popular que se llevó a cabo en Bilbo.

Against every form of imprisonment! Jürgen and Paolo free!

Against every form of imprisonment! Jürgen and Paolo free!

In the night of the 6th of October, Jürgen Goethals didn’t come home. He was picked off the streets by cops, put in front of a prosecutor and locked up in the prison of Ghent.

Earlier that day, a gang of fascists were hosted once more by the tolerant city of Ghent. Something, which, was apparently not appreciated by everyone. In several places, people expressed their discord by causing damage to symbols of this capitalist society. We found out later that Jürgen is alleged of having participated in these protest actions.

The following days, several people are harassed by cops. A week and a half later, a house search takes place at the house of Paolo Melis. He is requested to report two days later at the police station for an interrogation. On this day, the 21st of October, he is arrested in the afternoon on his way home. He as well, disappears behind the bars of the Nieuwe Wandeling.

On the 9th of November, the detention of Jürgen and Paolo was confirmed. The file was sent to the correctional court; they will appear before the judge within two weeks.

We will not rest until we can embrace our comrades, how and when we want to.

Jürgen and Paolo free!
Against every form of imprisonment!
For the destruction of prison and its world.

To write letters of support:
Jürgen Goethals
Nieuwe Wandeling 89
9000 Gent
Belgium

Gian-Paolo Melis
Nieuwe Wandeling 89
9000 Gent
Belgium

For financial support: 000-3244460-04 with the mention J+P

Ghent, the night of 6 on 7 October:

Splintered glass, dripping paint. The justice palace is damaged by vandals. Ten thousand euros worth of damage according to the court. What inspired the burst of fury against one of the pillars of democracy? Destructive flames are licking the plastic garbage bins all over the centre of Ghent. Money spitting ATMs, there for the comfort of the permanent consumer, are affected by the fire. Firemen and police are running everywhere at once. Chaos and sirens on all sides.

Regional television also reports that a few rightwing students are treated with a dose of physical demoralising critique (the president of the fascist student organisation NSV receives a few well directed punches). On the St-Pieterssquare, the KVHV [catholic rightwing student organisation] organises a debate on Islam in Europe. A clique of persistent rightwing “democrats”, among others Dewinter, Dedecker etc [rightwing politicians], countered by the Islamists of AEL [Arab-European League]. A few blocks away, in a university in the Voskes avenue, the NSV (the unofficial student club on the Vlaams Belang, fascist party), celebrates the beginning of the academic year. Last year, the NSV organised a debate with Filip Dewinter as speaker. The university building where this debate would have taken place was occupied by antifascists. An attack of the fascists, led by Führer Filip was countered. The obstruction of this alleged right of free speech for fascists was not to be repeated.

So, this year, an impressive police force was deployed to let the promoters of the Vlaamsche democracy do their thing without being bothered. Since a gathering on the place and time set by them would only fall flat against a blue wall, this year, the reaction took different forms. The parties didn’t go unnoticed; Ghent was startled by a spontaneous and wayward eruption of chaos.
The political advance of extreme right in Flanders is not a coincidence. The fact that fascist organisations such as the NSV and the NSA [National Socialist Action] get a free game and are zealously protected by the police forces has deep implications.

The extreme right tosses up all sorts of “problems” that have no factual base. All over the world, the rupture line between a small, superrich elite and the masses that fight daily to survive is becoming deeper every day. Everywhere, the protectors of this elite are more and more elaborated and better equipped. Hence the colourful variants of the cops who dirty our streets (grey, purple, black,…uniforms, each of them with their specialisation). Their working method ranges from a velvet ‘social’ way to hard repression.
The discourse of the extreme right; presenting Islam as a threat for the “lightened” western world, presenting people on the run for a miserable existence as parasites, not-working as scroungers,…is meant to deviate the attention from the daily war that repeats itself between the rich and the poor.

This story is brought to us by the media who act as mouth-piece of the ruling elite and continue to distract us with “tittytainment” on television and the internet, the cult of health and such. Flanders public opinion seems to have appropriated this discourse. At the bar as well, racism is never far away. The “others” are the enemy, not the puppeteers who manipulate this theatre.

The aftermath:
Justice and the government are of course not very pleased with expressions of resistance as were demonstrated that night. For a public opinion dominated by rightwing actors, somebody has to pay. That night, one person was arrested and accused of several arsons. Two weeks later, another person was arrested on similar charges.

http://ovl.indymedia.org/news/2009/11/28452.php

benefit per gli arrestati piazza 24 magio ore 19

autore: 
sid,paolo,tia,inez,celo liberi

Venerdi` scorso venivano arrestati attraverso una spropositata operazione di polizia arrestati 5 compagni accusati di non aver pagato alcunefotocopie ai mafiosi ciellini della CUSL...

Sid Paolino Mattia Marcelo Inez

LIBERI SUBITO!

CONTRO LA REPRESSIONE

autore: 
Coordinamento contro la repres

CONTRO LA REPRESSIONE RILANCIAMO LA LOTTA
Invitiamo tutti ad aderire e a partecipare al

PRESIDIO CONTRO LA REPRESSIONE
SABATO 21 NOVEMBRE ORE 16,00
DAVANTI IL TEATRO MASSIMO - PALERMO

Contro la repressione, contro lo Stato assassino e i suoi servi in divisa, rilanciamo le lotte!

Contro la repressione delle lotte sociali e il moderno squadrismo di stato che colpisce le lotte dei lavoratori, vedi il caso Ex Eutelia.

Contro i pestaggi nelle carceri e gli omicidi di stato così come successo al giovane Cucchi.
Contro gli sgomberi di chi lotta per la casa, dei centri sociali: solidarietà ai compagni del CPO Experia di Catania sgomberato recentemente
Contro gli arresti dei compagni antifascisti: LIBERI TUTTI SUBITO!

Contro le politiche securitarie, fasciste, razziste e da stato di polizia volute dal governo Berlusconi, pacchetto sicurezza in primis.

No al reato di clandestinità contro gli immigrati, che prevede denunce, arresti ed espulsioni! Chiudere subito tutti i CIE (centri d’identificazione ed espulsione), veri e propri lager.

Contro tutte le ordinanze dei sindaci sceriffo, come i provvedimenti antibivacco e le limitazioni sempre più diffuse al diritto di manifestare e dissentire dei cittadini

No all’arresto dei graffitari!

ORGANIZZAZIONE DAL BASSO!

Coordinamento contro la repressione e per i diritti
Palermo

X info: norepressione@gmail.com

[Segrate] "Genova non si dimentica" Domenica 29 Novembre 09 @ csa Baraonda

29/11/2009 - 18:00
29/11/2009 - 23:11
Etc/GMT+1
autore: 
csa Baraonda
image1: 
osteria dei difficili 29 novembre2 copia.jpg

Domenica 29 Novembre 09 @ csa Baraonda

L'Osteria dei difficili presenta :

dalle 15 :
I Tappi e Le Biglie : crisi? io s-cambio . Mercatino del baratto per grandi e piccini.

dalle 18:
Osteria dei difficili : aperitivo popolare

dalle 20.30 : Lab ì. Baraonda Teatrale presenta:

" Dialogo tra un uomo di potere ed il suo fido barbiere "

di e con Roberto Sau e Diego Palladino , guidati dall'occhio sapiente di Franz Casanova .

" in un paese dove la videocrazia regna sovrana governata dall' egocrate , il presente assomiglia sempre più al passato ed il futurro è : una cariatide con gli ultimi palpiti da cittadino al di sopra di ogni sospetto ? "

a seguire : GENOVA NON SI DIMENTICA!

parliamo dei processi del G8 con :

Haidi Giuliani
Mirko Mazzali
Omar Caniello - radio popolare

@CSA BARAONDA via Pacinotti 13 Zona Industriale Marconi - segrate - MI

info e contatti :
barawave@autistici.org

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