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Carcere-repressione

20 luglio - Genova ricorda il G8 del 2001

Partiranno dallo stadio Carlini di Genova intorno alle 15 di oggi pomeriggio i manifestanti no global e le associazioni che appoggiano le giornate di commemorazione dei tragici fatti del luglio 2001 a Genova. Il corteo attraverserà le vie della città sino ad arrivare in piazza Alimonda alla Foce. La piazza, il 20 luglio 2001 fu teatro degli scontri più violenti tra manifestanti e forze dell'ordine e che si conclusero con la morte di Carlo Giuliani colpito alla testa da un colpo di pistola sparato in aria dal carabiniere Maria Placanica in circostanze ancora poco chiare. I manifestanti assicurano che il corteo sarà assolutamente pacifico e senza eccessi. Gli organizzatori prevedono la partecipazione di un migliaio di persone. Revocata invece la contro manifestazione voluta da un sindacato di polizia.

Quotidianoligure

VEN. 20 LUGLIO 2007 Ore 12.30 PALAZZO DUCALE GENOVA CONFERENZA STAMPA

Sono passati 6 anni dalle giornate di Genova, quando un enorme e straordinario movimento sfidò l'arroganza dei potenti della terra, che avevano sequestrato militarmente la città, per svolgere il G8.
Sono anni, questi che sono passsati, che pesano come montagne: l'omicidio di Carlo Giuliani è rimasto impunito, i macellai in divisa che hanno torturato e massacrato a Bolzaneto e alla Diaz, sono stati adirittura promossi. Chi diresse le operazioni di repressione, a testimoniare dell'assoluta complicità delle istituzioni e della politica ufficiale, di destra e di sinistra, ricopre oggi un ruolo mai assegnato prima ad un capo della polizia: braccio destro dell'attuale ministro degli Interni.
Sono anni che per i partiti pesano come piume, invece nessuno di loro sembra cogliere quello che è ormai evidente a tutti, e cioè che Genova non rapprersenta un momento passato nella storia della Repubblica Italiana, ma bensì è dentro di noi, è impresso nelle lotte di oggi e del futuro per un mondo diverso e più giusto, e né manganelli né bugie né l'oblio, riusciranno a cancellarla.
Vi invitiamo a una conferenza stampa che collettivamente realizzeremo a Palazzo Ducale, nel cuore di quella che per quei tre giorni fù la cittadella del potere assediata e difesa manu militari dalle ragioni della protesta.

Saranno presenti delegazioni dei centri sociali, collettivi, associazioni che costruirono l'esperienza del Carlini e del corteo di Via Tolemaide, Luca Casarini, Don Andrea Gallo della comunità di S. Benedetto al Porto

Caso Abu Omar, indagato De Gennaro e i pm di Milano

BRESCIA - Sono sette gli indagati, tra i quali l'ex capo della polizia Gianni De Gennaro, nell'inchiesta della Procura di Brescia, aperta dopo la denuncia presentata nell'estate dell'anno scorso da Francesco Cossiga nei confronti di coloro che si sono occupati delle indagini sul rapimento di Abu Omar. È quel che risulta nella richiesta di proroga delle indagini, firmata dal procuratore della Repubblica Giancarlo Tarquini e dai pm Antonio Chiappani e Francesco Piantoni. Si tratta di tutti coloro citati dall'ex Capo dello stato nella sua denuncia.

I REATI IPOTIZZATI - Nell'inchiesta si ipotizzano i reati di procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello stato e abuso d'ufficio e, stando alla richiesta di proroga, compaiono i nomi non solo dei procuratori aggiunti di Milano Armando Spataro e Ferdinando Pomarici ma anche del procuratore della Repubblica milanese Manlio Minale e del gip Enrico Manzi. E poi di Ignazio Coccia, responsabile della Digos milanese, del vicequestore Bruno Megale (anch'egli della Digos) e dell'ex capo della Polizia Gianni De Gennaro. Le iscrizioni costituivano un atto dovuto. Nella richiesta di proroga gli inquirenti bresciani sottolineano la necessità di continuare ad indagare per acquisire la documentazione relativa al ricorso che Palazzo Chigi ha sollevato contro l'autorità giudiziaria per le attività investigative che riguardano la vicenda di Abu Omar. Si aggiunge però che «appare necessario» attendere l'esito del conflitto di attribuzione tra i poteri dello Stato.

Il Corriere

La festa della Guelaguetza popular di Oaxaca attaccata dalla polizia

La Guelaguetza macchiata di sangue.
16 luglio

di Vittorio Sergi

genova 20 luglio 01 - bergamo 20 luglio 07 || spazi di memoria

20/07/2007 - 20:30
21/07/2007 - 02:30
Etc/GMT+2

"6 anni fa, c'eravamo. Oggi, ci siamo ancora"

Venerdì 20 luglio dalle ore 20.30

- soundsystem powered by bg's team & bergamoreggae
- esposizioni
- mostre fotografiche
- videoproiezioni
- banchetti informativi
- live performance
- bar e cibarie
e alle ore 22.30 "genova op", nuovo video curato dalla Segreteria Legale del GLF che ricostruisce la giornata del 20 luglio 2001, durante il vertice G8 di Genova, in cui il Carabiniere Mario Placanica uccise Carlo Giuliani.
con Carlo nel cuore

per info sul luogo dalle 18 di venerdi 20 luglio sarà disponibile un'infoline al numero: 3385721125, inoltre state attenti a manifesti, flyer e volantini che verranno distribuiti in queste sere...

COMUNICATO DEL 15/07/07 IN MERITO ALLA QUESTIONE DELLA RAPINA DI VIA IMBONATI

autore: 
cosmo

Qui di seguito il comunicato dell'inizio dello sciopero della fame di
Sebastiano Mazzeo. Purtroppo la notizia è di parecchi giorni fa per via
di oggettive difficoltà di comunicazione con l'interessato.
Lettere, telegrammi e cartoline di supporto possono essere inviate a:
Sebastiano Mazzeo, Carcere di Opera - 20090 Opera (Milano).
Nei prossimi giorni verrà reso disponibile online il materiale relativo
al caso.
cosmo

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Comunicato del 15/07/2007 in merito alla questione della rapina di via Imbonati.

Milano, 14 maggio 1999, durante un conflitto a fuoco tra polizia e
rapinatori rimane colpito un agente e muore. Nonostante le T.A.C.
dimostrino chiaramente che la morte fu causata dal fuoco amico, vengono
arrestate diverse persone, distribuiti anni di carcere tra cui alcuni
ergastoli. Anni di controperizie e proteste per dimostrare la verità
non sono serviti contro il Tribunale di Milano che ha insabbiato tutta
la faccenda. Uno dei condannati all’ergastolo, Sebastiano Mazzeo, dal
giorno 21/06/07 è sceso in sciopero della fame per ribadire la sua
estraneità ai fatti e la falsificazione delle prove contro di lui.

Usa, una recluta su dieci ha precedenti penali

Ottomila soldati, sui 69 nuovi arruolati, hanno commesso reati: dal vandalismo, al furto all'aggressione

Si è molto detto e scritto sui problemi logistici dell'esercito statunitense, mai così impegnato, e mai su così tanti fronti. Tanto da dover richiamare in servizio riservisti e prolungare il periodo di stanza anche su fronti logoranti come quello iracheno. Tempi di lavoro frenetico per i reclutatori, sguinzagliati ad allettare i ragazzi più poveri e disponibili con promesse di guadagni, corsi universitari e carriere luminose.
Ora però il Boston Globe, citando le nuove statistiche del Pentagono, getta una luce inquietante su queste reclute mandate a diffondere la democrazia e la pace nel mondo.
Più di una nuova recluta su dieci dell’Esercito americano avrebbe infatti la fedina penale sporca. In percentuale, significa che l’11,6% dei nuovi soldati hanno ricevuto la cosiddetta «deroga morale», contro il 7,9% del 2006, secondo le cifre dell’US Army Recruiting Command.
E' una progressione che dà l'idea esatta di quanto si stia raschiando il fondo del barile, perché le reclute «in deroga», erano appena il 4,6% a fine 2004 e nel 2005 erano il 6,2%.
E' lo stesso Boston Globe a mettere in relazione questo aumento con la difficoltà di arruolare un numero sufficiente di reclute per la sempre più impopolare guerra in Iraq.
Tanto che negli ultimi due mesi, malgrado la nuova larghezza di vedute in tema di requisiti morali minimi, l'esercito non è riuscito a soddisfare gli obiettivi di reclutamento.

G8: GENOVA, IL 20/7 IN PIAZZA ANCHE SINDACATO POLIZIA COISP

(AGI) - Roma, 14 lug. - Poliziotti, commercianti, cittadini e rappresentanti delle istituzioni si incontreranno a Genova in piazza Alimonda il 20 luglio per discutere sui giorni di violenza del G8 del 2001.
Ad organizzare la manifestazione con dibattito sul tema “l’estintore come strumento di pace” e’ il Coisp (coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia) che ha dato appuntamento ai propri iscritti, alle 16 di venerdi 20 luglio, proprio nella piazza dove sei anni fa mori’ Carlo Giuliani.
“Credo sia urgente ed eticamente corretto dibattere insieme alla citta’ ed alle sue rappresentanze piu’ significative quanto e’ accaduto nei giorni del G8 - ha detto Franco Maccari, segretario generale del Coisp - tutto cio’ non vuole configurarsi come provocazione nei confronti delle manifestazioni annunciate a Genova negli stessi giorni”.

Lettera dei detenuti stranieri di Busto Arstizio

autore: 
uno

I detenuti di Busto Arsizio

Al Consolato dell’Olanda per Curacao
del Brasile
del Venezuela
del Senegal
della Costa D’Avorio
della Bolivia
del Portogallo

Spett.le Console,
sono i detenuti di Busto Arsizio che Le scrivono, CHIEDIAMO il vostro urgente intervento affinché cessino gli innumerevoli episodi di razzismo a cui quotidianamente veniamo sottoposti.
Le alleghiamo un’istanza fatta alle autorità competenti che sarebbero dovute intervenire almeno per verificare la vericidità delle nostre lamentale ma ad oggi, né la Direzione, né gli Enti competenti si sono preoccupati di tutto ciò, continuando imperterriti con i LORO ABUSI DI POTERE e GRAVI EPISODI DI RAZZISMO.
Temiamo inoltre ritorsioni personali e a fronte di tutto ciò chiediamo il Vostro personale intervento per fa luce su quello che qui, quotidianamente siamo costretti a subire.
Vi preghiamo non lasciateci soli, abbiamo bisogno, un urgente bisogno!! E appellandoci al Vostro alto senso di umana considerazione per persone che stanno pagando a duro prezzo il proprio errore.
La ringraziamo anticipatamente e Le porgiamo i nostri più distinti ossequi.
I detenuti di Busto Arsizio rappresentati da:
Marco Lumina
Louis Dabò
Perez Boris

Giugno 2007

Raciti, nuovo riesame in Cassazione per l'arresto del giovane accusato di omicidio

CATANIA - Nuovo ricorso per Antonino Speziale, il giovane accusato della morte dell'ispettore Filippo Raciti. Il sostituto procuratore generale Federico Sorrentino ha infatti chiesto alla prima sezione penale della Corte di Cassazione l'annullamento dell'ordine di custodia cautelare in carcere per omicidio emesso dal gip di Catania nei confronti di Speziale. Per oggi pomeriggio è atteso il pronunciamento della corte.

Lo ha reso noto il legale dell'imputato, l'avvocato Giuseppe Lipera, sottolineando che "il sostituto procuratore generale ha fatto sue le nostre richieste". Il provvedimento trattato davanti la Corte Suprema riguarda l'ordine di arresto per omicidio emesso dal gip per i minorenni di Catania Alessandra Chierego il 27 febbraio scorso e confermato il 19 marzo successivo dal Tribunale del riesame per i minorenni.

I giudici della Cassazione si sono ritirati in Camera di consiglio. Se dovessero accogliere la richiesta della difesa, Speziale rimarrebbe comunque in carcere perché nei suoi confronti resta pendente un ordine di arresto per resistenza aggravata a pubblico ufficiale per i disordini avvenuti durante il derby Catania-Palermo del 2 febbraio scorso.

Il ricorso in Cassazione era stato fissato per il 13 maggio davanti alla sesta sezione penale, che si era però già espressa su un'analoga richiesta e gli avvocati di Speziale avevano per questo chiesto il trasferimento del fascicolo ad altra sezione, la prima, presieduta da Severo Chieffi, relatore Paolo Bordovagno.

La Repubblica

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