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Carcere-repressione

[Roma] Stefano Cucchi: dopo reticenze minacce e bugie, alcuni nomi degli assassini

Stefano Cucchi: dopo reticenze minacce e bugie, alcuni nomi degli assassini

I sanitari sono accusati di omicidio colposo: destinatari dei provvedimenti sono Aldo Fierro, 60 anni, primario del servizio di Medicina protetta del Pertini e i suoi collaboratori Stefania Corbi, 42, e Rosita Caponetti, 38. Secondo il capo di imputazione, i tre, "omettendo le dovute cure, cagionavano la morte di Cucchi".

L'accusa per gli agenti carcerari è invece di omicidio preterintenzionale. Nicola Minichini, 40 anni, Corrado Santantonio, 50, e Antonio Dominici, 42, "colpendo Cucchi il 16 ottobre nelle celle di sicurezza del tribunale con calci e pugni, dopo averlo fatto cadere, ne cagionavano la morte avvenuta all'ospedale Sandro Pertini".

Sull’aggressione avvenuta Sab 7 Novem. nei confronti di compagni anarchici da parte di esponenti del Crocevia di Alessandria

autore: 
ALESSANDRIA

Questo comunicato vuole sollecitare la vostra riflessione a proposito di un gravissimo episodio accaduto sabato 7 novembre 2009 al Crocevia.
Senza ripetere la cronaca della vicenda (descritta dai diretti interessati in fondo al comunicato), basta ricordare che ci siamo ritrovati in assemblea in presenza di compagni con evidenti segni di ferite e botte, che rimandano incontrovertibilmente ad una matrice autoritaria e repressiva.
Ciò che qui vogliamo esprimere non è un giudizio in merito al torto o alla ragione delle due parti. Molte delle persone che stanno scrivendo hanno infatti lunga esperienza di vita in centri sociali, posti occupati, squat, ecc. e di gestione delle relative iniziative pubbliche; perciò siamo ben consapevoli che litigi nati da divergenze di opinioni, bicchieri di troppo o tensioni personali possano condurre alla poco auspicabile eventualità di dover allontanare qualcuno, anche in maniera decisa, o che due singole persone
possano litigando passare alle vie di fatto. Ma non abbiamo mai pensato che fosse necessario gestire tali situazioni con una violenza totalmente sproporzionata rispetto al numero delle persone coinvolte, alle loro intenzioni e alla loro possibilità di difendersi.
Per questi motivi, in seguito ad un'assemblea fra libertari, abbiamo deciso di rendere pubblico questo episodio: in questo caso si è andati al di là di una semplice questione personale finita male, ma si tratta di un vero e proprio pestaggio al quale non vogliamo rispondere con gli stessi metodi ripugnanti che, peraltro, non hanno mai fatto parte della nostra pratica.
Noi intendiamo dunque condannare il metodo con cui i padroni di casa sono intervenuti per risolvere presunte offese o comportamenti inadeguati, un metodo che non ci si aspetterebbe certo da chi si dichiara contro l'intolleranza, il razzismo, il fanatismo e favorevole alla solidarietà ed alla non violenza.
Questo metodo dovrebbe stupire ed indurre alla riflessione tutte le associazioni, gli enti o le persone che, coerenti con i principi sopra riportati, collaborano in vari contesti con il Crocevia. Tale episodio oltretutto si colloca, come
tutti ben sappiamo, in un momento storico difficile, che non dovrebbe vedere le forze antagoniste ad un potere reazionario spaccarsi ed impiegare le proprie energie in maniera nichilista, ma tendere verso comuni obiettivi, seppur ognuno secondo le proprie caratteristiche parole ed azioni.

Riteniamo che tutte le persone che hanno collaborato, come anche alcuni di noi in passato, o collaborano con il Crocevia ed i suoi progetti, abbiano diritto a chiedere conto di questo comportamento a persone che, pur dichiarandosi antifasciste, si sono dimostrate gravemente incoerenti mediante le loro azioni.
Questa è una comunicazione riservata e non la risposta ufficiale dei firmatari della presente che verrà inviata domani; si invita a non inserirla in mailing list incontrollate.

CSA LACANDONA - LaboratorioAnarchico PerlaNera
Loski dei Boski - Individualità anarchiche e libertarie

Segue la narazione dei fatti:

"Sabato sera in quattro compagni due donne e due uomini siamo andati al cs Crocevia di Alessandria perché dovevamo portare a casa un ragazzino che era al concerto lì. Ci son sempre state un po’ di discussioni tra noi e loro, ma sempre subito chiarite, sempre a parole e quasi sempre senza neanche urlare. E siamo sempre andati alle loro serate. Quella sera entriamo tranquilli, ci beviamo una birra, abbiamo fatto due parole; al banco del bar c è stata una discussione durante la quale c’è stato detto che saremmo stati buttati fuori e noi gli abbiamo risposto di non scomodarsi che tanto ce ne stavamo andando. La cosa sembrava esser finita lì.
Stavamo andando…a un certo punto sentiamo casino, ci giriamo e vediamo l’ ultimo di noi circondato da un gruppo di ragazzi mentre continuavano a spintonarlo pesantemente dicendo di andarsene. Intanto si stavano "riunendo" intorno a lui altri ragazzi, lui si è rotto e ha spintonato uno degli aggressori. Gli altri hanno iniziato a colpirlo in la faccia coprendola di sangue, spaccandogli anche gli occhiali. Non facciamo in tempo a reagire che subito una di noi ragazze viene spintonata via, buttata in terra e calpestata e l’altro ragazzo brancato alla schiena; in due lo tenevano e gli altri lo pestavano e un altro gruppo di gente (una decina x ognuno) faceva lo stesso con il primo aggredito. L’altra ragazza è riuscita a mettersi al sicuro. La ragazza picchiata e sanguinante al naso urla loro: "bastardi,pure una donna!" i quali rispondono: "non ce ne frega un cazzo", e mentre si avvicina a loro vede uno dei ragazzi malmenati andare verso l’uscita barcollante (ovviamente pieno di sangue) cade,e uno lo prende e lo trascina in un posto più "appartato", ma fortunatamente interviene un ragazzo che li divide gridando: "cazzo fai?!lo vuoi ammazzare?!". I due vengono momentaneamente lasciati in pace ma accorgendosi il ragazzo di non avere più gli occhiali cerca di recuperarli ottenendo un ulteriore aggressione verbale da parte della rappresentanza femminile del posto. Intanto anche l’ultimo ragazzo è stato lasciato e andando via abbiamo applaudito. Il primo aggredito aveva la fronte aperta (e non si apre coi soli pugni così…era un taglio profondo) e occhiali e naso rotti, ed era a pezzi; l’altro ha il naso rotto, un’emorragia ad un occhio, lividi sotto l’ascella; domenica mattina è stato male ed è andato all’ospedale (non riusciva a respirare, ne tantomeno a camminare), gli han fatto lastre e fortunatamente non sono stati lesionati organi interni e costole. Questi NON SONO COMPAGNI!"

[Roma] Cucchi, dieci indagati: medici nel mirino

autore: 
dal corriere

Carceri - Al «Pertini» nessuno chiamò il rianimatore. Altri detenuti raccontano: è stato picchiato in tribunale.

ROMA — Nel momento cruciale, quando il cuore di Stefano Cucchi si è fermato, la mattina del 22 ottobre, al Pertini non hanno chiamato il rianimatore. Una brutta pagina per il reparto di medicina penitenziaria dell'ospedale romano, stando a quanto emerso ieri dalle audizioni della commissione parlamentare d’inchiesta sul SSN, presieduta da Ignazio Marino. Un’incuria che fa dire alla senatrice Donatella Poretti, membro della commissione: «Cucchi è morto anche di malasanità».

L'ipotesi che più cause abbiano contribuito alla fine del ragazzo è condivisa dalla procura, che oggi notificherà una decina di avvisi di garanzia per consentire agli indagati di partecipare alla riesumazione del corpo. I provvedimenti sarebbero destinati amedici del Pertini, agenti della polizia penitenziaria e, sembra, anche carabinieri. I primi sono accusati di omicidio colposo, agenti e militari di omicidio preterintenzionale. La ricostruzione del presunto pestaggio, tuttavia, è ancora confusa. Diversi detenuti avrebbero riferito ai pm Vincenzo Barba e Francesca Loy che il giovane di 31 anni fu pestato nelle celle di sicurezza del tribunale. Per i due immigrati più precisi nel racconto (anche se con dettagli diversi) i magistrati vogliono chiedere l’incidente probatorio, in modo che le loro testimonianze siano messe agli atti. Il Dap intanto ha disposto la loro protezione e oggi il senatore dell’Idv Stefano Pedica li incontrerà a Regina Coeli. Altri arrestati avrebbero invece spostato indietro le lancette. A loro, il 16 ottobre, Cucchi avrebbe confidato: «Guarda come mi hanno conciato ieri sera». Parole che alludono, forse, all’arresto eseguito dai carabinieri. La terza verità, poi, è quella riferita ai medici del Pertini: «Sono caduto dalle scale». Ma con lui c’erano sempre agenti della penitenziaria. Sono molti, dunque, i punti ancora oscuri. Per chiarirli la procura potrebbe acquisire le riprese della telecamera posta all’ingresso delle celle di sicurezza: il filmato (se non è stato cancellato) svelerà se Cucchi, passando in quel punto, prima e dopo l’udienza, mostrava già dei segni sul corpo. I primi riscontri medico-legali peraltro dimostrerebbero che le lesioni dovute alla presunta aggressione non sono state letali: se questo risultato venisse confermato, il reato contestato verrebbe derubricato da omicidio preterintenzionale in lesioni.

Ieri la commissione d’inchiesta del senatore Marino ha interrogato sei medici del reparto detenuti del Pertini (il primario Aldo Fierro, Rosita Caponetti, Stefania Corbi, Silvia Di Carlo, Flaminia Bruno e Luigi De Marchis Preite). Secretati gli atti. Nell’audizione, durata cinque ore, sarebbero emerse contraddizioni fra le cartelle cliniche e la versione fornita dai sanitari. C’è il dubbio che i controlli sul giovane siano stati superficiali: la prossima settimana i parlamentari potrebbero fare un sopralluogo al Pertini. «È certo — sottolinea la senatrice Poretti— che nei vari ospedali nessuno si è fatto carico di Cucchi per davvero. Bisognava curarlo, nessuno può morire di fame in tre giorni. Nei meccanismi di assistenza non ha funzionato quasi niente».

Arrestati cinque anarchici a Milano

autore: 
Ansa

Operazione dei carabinieri all'interno del centro sociale Zero di Porta Ticinese.

Guarda le altre notizie di Cronaca MILANO - Cinque esponenti del mondo anarchico milanese sono stati arrestati stamani in un'operazione del nucleo operativo dei carabinieri di Milano all'interno del centro sociale Zero di Porta Ticinese, ribattezzato 'Collettivo autonomo ringhiera'. I cinque sono ritenuti responsabili di rapina e lesioni personali per fatti accaduti ad ottobre scorso, quando all'interno dell'Università Statale minacciarono e picchiarono alcuni studenti della cooperativa Cusl, che avevano richiesto il pagamento di fotocopie di volantini fatti dagli anarchici. L'operazione, che per prevenire ulteriori problemi di ordine pubblico è stata condotta da circa 90 uomini delle forze dell'ordine tra carabinieri, reparto mobile della polizia e Digos, è avvenuta alle 6 di stamani. Gli arresti sono stati eseguiti senza resistenza o incidenti. Uno dei cinque arrestati, V. F., recidivo specifico e storico esponente dell'antagonismo anarchico, è stato condotto in carcere. Gli altri quattro sono agli arresti domiciliari.

Arresti per cinque studenti milanesi

autore: 
uninversi

Questa mattina, con un'operazione delle forze dell'ordine che ha coinvolto oltre 90 uomini tra carabinieri, digos e reparto mobile, sono stati arrestati cinque giovani, con l'accusa di rapina e lesioni.
I fatti contestati risalgono al mancato pagamento di fotocopie all'interno della libreria Cusl dell'università degli Studi di Milano, libreria affiliata a Comunione e Liberazione; quattro dei cinque ragazzi (incensurati) sono agli arresti domiciliari. Il quinto, uno studente, è stato tradotto in carcere.

ARRESTATI 5 COMPAGNI A MILANO

autore: 
i compagni degli arrestati

Oggi, 13 novembre 2009 alle 6.00 del mattino è avvenuta un'irruzione nelle case occupate di Ripa di Porta Ticinese 83 e nelle abitazioni di altri due compagni da parte di una 90 di porci tra carabinieri e polizia guidati da digos e nucleo informativo.
A seguito dell'intervento sono state effettuate delle perquisizioni e sono stati arrestati cinque compagni.
La motivazione dell'operazione sono accuse di rapina aggravata e lesioni per aver rifiutato di pagare un centinaio di fotocopie cusl: il covo di cl in statale.
Per i compagni è stata richioesta da parte del GIP la custodia cuatelare; per quattro agli arresti domiciliari e per uno in carcere.

Invitiamo tutti a partecipare domani al presidio sotto san vittore alle 14.00 unendosi a quello già previsto per i fatti di corelli.
Seguiranno nuovi aggiornamenti

I compagni degli arrestati.

CARTE CREDITO CLONATE, ARRESTATO POLIZIOTTO

autore: 
acabismo

Arrestato un poliziotto di 39 anni per violazione della legge sulle carte di credito. Era in servizio presso la Prevenzione crimine. L'arresto è stato eseguito dai colleghi della Squadra mobile e del commissariato Greco-Turro. (omnimilano.it)

Doppia serata di musica elettronica Antirepressive....

13/11/2009 - 22:59
14/11/2009 - 05:00
Etc/GMT+1
autore: 
K N R

Antirepressive Break-D&B-Tekno WeekEnd ...
Due fantastiche serate presso il Circolo degli Anarchici " Ponte della Ghisolfa" Dopo il Punk, il Rock, il Grunge nostrano ed internazionale proponiamo due serate di musica Elettronica per continuare la raccolta di fondi per i nostri amici, compagni e fratelli arrestati.
Una sarà Questo venerdì 13/11/2009 Con hulabulah, Black Qirex e molti altri affermati DJ, l'altra sarà Sabato 14/11/2009 (la sera dopo) con Leleprox e molti altri Dj...
Inizio serate ore 22:59
Sottoscrizione 3 Euri...
Birra Alla spina 3 Euri...
Etc...
Per ulteriori informazioni www.kollettivonuovaresistenza.tk

rivolta nel Cie di Corelli : sabato 14 ore 14.30 presidio a San Vittore

14/11/2009 - 14:30
14/11/2009 - 17:57
Etc/GMT+1
autore: 
comitato antirazzista milanese

APPUNTAMENTI

- SABATO 14 NOVEMBRE ORE 14: PRESIDIO SOTTO S.VITTORE

Nell’occasione verranno consegnati ai ragazzi arrestati vestiario e contributi economici necessari alla sopravvivenza. Si fa appello a intervenire al presidio e a tenere in debita considerazione questo obiettivo pratico

- MARTEDI’ 17 NOVEMBRE ORE 9,30: PRESENZA IN TRIBUNALE

A fianco dei detenuti, per rivendicarne la piena e incondizionata liberta’, per rafforzare il contatto solidale coi prigionieri e respingere il tentativo di isolamento. La questione sta tutta nei numeri

17 novembre 2009: nuovo processo contro gli immigrati di via Corelli

Non lasciamoli soli!

La rivolta esplosa sabato 7 novembre, intorno alle 23, è stata innescata dal distacco anticipato della luce in diverse sezioni. Una chiara provocazione, l’ennesima, di polizia & co.

Un episodio non casuale dato che nelle settimane precedenti limitazioni, provocazioni e aggressioni avevano raggiunto il culmine con le “celle di punizione-isolamento” e i pestaggi individualizzati, proprio come in un carcere.

Sabato sera sia nelle sezioni maschili che in quella femminile hanno detto basta, si sono presi la socialità e l’hanno difesa dagli attacchi delle guardie.

Le donne e gli uomini che hanno aperto questa battaglia non sono affatto le stesse persone della rivolta di agosto, appena 70 giorni fa. Ed anche la scelta repressiva è ben diversa. Mentre i 14 arrestati di agosto si sono tutti/e rivendicati al legittimità della loro protesta, denunciando la violenza razzista quotidiana della polizia, in questo caso siamo di fronte ad una vera e propria rappresaglia.: i quattro ragazzi non c’entrano davvero nulla con le proteste (cha meritano tutta la solidarietà e umana politica di sempre) scoppiate nella sezione C. La sezione non era al momento penetrabile dalle forze dell’ordine che pertanto hanno deciso di entrare nella sezione B, accanirsi contro gli ultimi arrivati, contro i più sprovveduti, contro i più deboli fra gli oppressi, prima costringendoli all’umiliazione di dover strisciare nei corridoi del centro (Corelli o Abu Graib?) ovviamentei disordini (più che legittimi) poi arrestandoli.

Il segnale è chiaro: se tizio protesta…io colpisco caio.

Come i nazisti. Peggio dei nazisti.

Tutti e quattro i ragazzi arrestati (Zitouni Karim n.1984 Tunisia; Bernini Samai n. 1984 Algeria; Webet Toufik n. 1991 Algeria; Saiffeldin Sougidi n. 1990 Tunisia) erano sbarcati in Sardegna nemmeno 10 giorni fa, da lì trasferiti molto alla svelta a Corelli. Ora sono a S.Vittore e rischiano da sei mesi a due anni e mezzo di condanna.

Uno di loro ha denunciato di essere minorenne tanto da costringere il giudice ad ordinare una perizia immediata capace (in teoria) di stabilirne l’età. Al suo ritorno in aula, ovviamente, è stato decretata la sua maggiore età.

Un altro, tramite l’avvocato, ci ha indicato di telefonare alla madre, in Tunisia per spiegarle che non sarebbe tornato presto. In realtà aveva già in tasca il biglietto per il rientro in Algeria. Nulla da fare: per lui deve continuare l’odissea del carcere, a dimostrazione che il vero obiettivo dei CIE non è espellere i “clandestini”, bensì annichilirli e ridurli in schiavitù.

Di fronte alla pm che ha sostenuto l’accusa di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, incendio, concorso in danneggiamento, prendendo a base il rapporto della polizia, la giudicessa ha convalidato l’arresto e l’immediata carcerazione per tutti, pur cancellando dall’ordine d’arresto sia l’incendio che il concorso in danneggiamento.

E’ quasi superfluo aggiungere che di fronte a tali accadimenti la solidarietà attiva con le vittime di un regime sempre più apertamente razzista e reazionario è un dovere minimo per tutti coloro che, in un modo o nell’altro, sollevano le bandiere dell’antirazzismo.

Confidiamo pertanto in una presenza alle mobilitazioni più numerosa e accalorata di quella registrata nelle mobilitazioni di agosto e settembre a fianco di chi, per primo e non a parole, aveva dato concretezza alle posizioni di chi, da più parti, vorrebbe contrastare l’ultimo pacchetto sicurezza

APPUNTAMENTI

- SABATO 14 NOVEMBRE ORE 14: PRESIDIO SOTTO S.VITTORE

Nell’occasione verranno consegnati ai ragazzi arrestati vestiario e contributi economici necessari alla sopravvivenza. Si fa appello a intervenire al presidio e a tenere in debita considerazione questo obiettivo pratico

- MARTEDI’ 17 NOVEMBRE ORE 9,30: PRESENZA IN TRIBUNALE

A fianco dei detenuti, per rivendicarne la piena e incondizionata liberta’, per rafforzare il contatto solidale coi prigionieri e respingere il tentativo di isolamento. La questione sta tutta nei numeri

rivolta nel Cie di Corelli : sabato 14 ore 14.30 presidio a San Vittore

12/11/2009 - 17:50
Etc/GMT+1
autore: 
comitato antirazzista milanese

APPUNTAMENTI

- SABATO 14 NOVEMBRE ORE 14: PRESIDIO SOTTO S.VITTORE

Nell’occasione verranno consegnati ai ragazzi arrestati vestiario e contributi economici necessari alla sopravvivenza. Si fa appello a intervenire al presidio e a tenere in debita considerazione questo obiettivo pratico

- MARTEDI’ 17 NOVEMBRE ORE 9,30: PRESENZA IN TRIBUNALE

A fianco dei detenuti, per rivendicarne la piena e incondizionata liberta’, per rafforzare il contatto solidale coi prigionieri e respingere il tentativo di isolamento. La questione sta tutta nei numeri

17 novembre 2009: nuovo processo contro gli immigrati di via Corelli

Non lasciamoli soli!

La rivolta esplosa sabato 7 novembre, intorno alle 23, è stata innescata dal distacco anticipato della luce in diverse sezioni. Una chiara provocazione, l’ennesima, di polizia & co.

Un episodio non casuale dato che nelle settimane precedenti limitazioni, provocazioni e aggressioni avevano raggiunto il culmine con le “celle di punizione-isolamento” e i pestaggi individualizzati, proprio come in un carcere.

Sabato sera sia nelle sezioni maschili che in quella femminile hanno detto basta, si sono presi la socialità e l’hanno difesa dagli attacchi delle guardie.

Le donne e gli uomini che hanno aperto questa battaglia non sono affatto le stesse persone della rivolta di agosto, appena 70 giorni fa. Ed anche la scelta repressiva è ben diversa. Mentre i 14 arrestati di agosto si sono tutti/e rivendicati al legittimità della loro protesta, denunciando la violenza razzista quotidiana della polizia, in questo caso siamo di fronte ad una vera e propria rappresaglia.: i quattro ragazzi non c’entrano davvero nulla con le proteste (cha meritano tutta la solidarietà e umana politica di sempre) scoppiate nella sezione C. La sezione non era al momento penetrabile dalle forze dell’ordine che pertanto hanno deciso di entrare nella sezione B, accanirsi contro gli ultimi arrivati, contro i più sprovveduti, contro i più deboli fra gli oppressi, prima costringendoli all’umiliazione di dover strisciare nei corridoi del centro (Corelli o Abu Graib?) ovviamentei disordini (più che legittimi) poi arrestandoli.

Il segnale è chiaro: se tizio protesta…io colpisco caio.

Come i nazisti. Peggio dei nazisti.

Tutti e quattro i ragazzi arrestati (Zitouni Karim n.1984 Tunisia; Bernini Samai n. 1984 Algeria; Webet Toufik n. 1991 Algeria; Saiffeldin Sougidi n. 1990 Tunisia) erano sbarcati in Sardegna nemmeno 10 giorni fa, da lì trasferiti molto alla svelta a Corelli. Ora sono a S.Vittore e rischiano da sei mesi a due anni e mezzo di condanna.

Uno di loro ha denunciato di essere minorenne tanto da costringere il giudice ad ordinare una perizia immediata capace (in teoria) di stabilirne l’età. Al suo ritorno in aula, ovviamente, è stato decretata la sua maggiore età.

Un altro, tramite l’avvocato, ci ha indicato di telefonare alla madre, in Tunisia per spiegarle che non sarebbe tornato presto. In realtà aveva già in tasca il biglietto per il rientro in Algeria. Nulla da fare: per lui deve continuare l’odissea del carcere, a dimostrazione che il vero obiettivo dei CIE non è espellere i “clandestini”, bensì annichilirli e ridurli in schiavitù.

Di fronte alla pm che ha sostenuto l’accusa di lesioni, resistenza a pubblico ufficiale, incendio, concorso in danneggiamento, prendendo a base il rapporto della polizia, la giudicessa ha convalidato l’arresto e l’immediata carcerazione per tutti, pur cancellando dall’ordine d’arresto sia l’incendio che il concorso in danneggiamento.

E’ quasi superfluo aggiungere che di fronte a tali accadimenti la solidarietà attiva con le vittime di un regime sempre più apertamente razzista e reazionario è un dovere minimo per tutti coloro che, in un modo o nell’altro, sollevano le bandiere dell’antirazzismo.

Confidiamo pertanto in una presenza alle mobilitazioni più numerosa e accalorata di quella registrata nelle mobilitazioni di agosto e settembre a fianco di chi, per primo e non a parole, aveva dato concretezza alle posizioni di chi, da più parti, vorrebbe contrastare l’ultimo pacchetto sicurezza

APPUNTAMENTI

- SABATO 14 NOVEMBRE ORE 14: PRESIDIO SOTTO S.VITTORE

Nell’occasione verranno consegnati ai ragazzi arrestati vestiario e contributi economici necessari alla sopravvivenza. Si fa appello a intervenire al presidio e a tenere in debita considerazione questo obiettivo pratico

- MARTEDI’ 17 NOVEMBRE ORE 9,30: PRESENZA IN TRIBUNALE

A fianco dei detenuti, per rivendicarne la piena e incondizionata liberta’, per rafforzare il contatto solidale coi prigionieri e respingere il tentativo di isolamento. La questione sta tutta nei numeri

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