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Migranti

in solidarietà degli sgomberati di Rubattino.

20/11/2009 - 18:00
20/11/2009 - 21:00
Etc/GMT+1

Presidio davanti alla Prefettura a sostegno e in solidarietà degli sgomberati di Rubattino.

Questa mattina i cittadini rom di nazionalità rumena sgomberati ieri dal campo di Via Rubattino, hanno inviato una richiesta d’incontro al Prefetto di Milano dove viene indicata la necessità di “garantire i bisogni essenziali dei nuclei familiari sgomberati”.

presidio per oggi venerdì 20 novembre 2009 alle ore 18.00 davanti alla Prefettura di Milano in Corso Monforte 31.

MILANO LA CITTA' DEGLI INCUBI

UN ALTRO GIRO DI VITE: MILANO LA CITTA’ DEGLI INCUBI

Da settimana scorsa eravamo in mobilitazione per ciò che stava succedendo
al mondo studentesco, dalla violenza della polizia negli ultimi cortei,
allo sgombero del Gandhi, agli arresti per aver rubato fotocopie alla CUSL:
un giro di vite sul controllo del territorio cui stiamo rispondendo con
forza e coesione.

Ma evidentemente questi interventi autoritari non sono però bastati a
soddisfare la voglia di ingiustizia del comune. Adesso è la volta degli
immigrati, è la volta dell’unica forza che rappresenta un trend di crescita
nelle nostre città. Mentre in un comune lombardo il sindaco propone un
Natale alla caccia dei clandestini, a Milano viene sgomberato uno dei più
grandi campi Rom della città, dove abitavano centinaia di famiglie, e di
bambini che frequentavano regolarmente e con successo la scuola. Un
ennesimo sgombero senza uscita, senza politiche di integrazione, un atto di
forza che vedrà queste persone, cittadini comunitari e della nostra città,
sparpagliati chissà dove in situazioni di peggiore precarietà se non
addirittura stipati nei CIE.

Ma non basta: la Moratti soddisfatta sceglie di consegnare l’Ambrogino
d’Oro al valore per la città a Marina Berlusconi e a niente meno che i
vigili responsabili della caccia agli immigrati sui cosiddetti “bus
galera”. Un simbolo eccezionale di cosa Milano ritiene sia merito nella
città dell’inaccoglienza…

Ancora una volta ci troviamo a gridare che non è questa la città che
vogliamo. Non permetteremo al manipolo dei poteri forti di Milano di
spezzare le nostre vite e quelle di chi, come noi, sta dall’altra parte
della barricata.

Renderemo Milano la città dei nostri sogni: diventa anche tu un loro
incubo.

Corsari Milano

Via Rubattino, sgomberato il campo Il Pd a De Corato: "E' una vergogna"

Via Rubattino, sgomberato il campo Il Pd a De Corato: "E' una vergogna"

David Gentili (Pd) e Patrizia Quartieri (Prc); "Calpestata dalle ruspe il'esperienza di integrazione di 40 bambini nelle scuole del quartiere. Uno sgombero che è una vergogna per Milano. Si fa propaganda politica sulla vita dei bambini"

Sgombero del campo rom di via Rubattino, a Milano, nell'area ex Enel alla periferia est della città.
Al campo, abitato da circa 200 nomadi rom, principalmente romeni, sono intervenuti fin dal primo mattino polizia, carabinieri e polizia locale. "La proprietà ha già iniziato i lavori di smantellamento e messa in sicurezza della struttura", mentre "i servizi sociali hanno offerto a donne e bambini l'accoglienza nelle strutture comunali", spiega il vicesindaco Riccardo De Corato, che ricorda come con lo sgombero di oggi, "il 166esimo, restituiamo alla città un'altra fetta abbandonata al degrado".

http://milano.repubblica.it/multimedia/home/20464254
http://milano.repubblica.it/multimedia/home/20472408

Dure le prime reazioni: "Mentre l'assessore Moioli celebra l'anniversario della Carta dei diritti all'infanzia - affermano i consiglieri comunali David Gentili (Pd) e Patrizia Quartieri (Prc) - in via Rubattino l'esperienza di integrazione di 40 bambini nelle scuole del quartiere viene calpestata dalle ruspe. Uno sgombero che è una vergogna per Milano. Si fa propaganda politica sulla vita dei bambini". E di "ennesima violazione di diritti fondamentali" parlano dall'associazione Naga.

Nel settembre scorso Amnesty International si era schierata pubblicamente contro un eventuale sgombero con la forza pubblica in via Rubattino e aveva sollecitato i propri sostenitori a sottoscrivere un appello al prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, in cui lo si invitava "a non eseguire lo sgombero forzato". Per Amnesty questo tipo di operazioni "eseguite senza protezione legale, sono proibite dal diritto internazionale in quanto costituiscono una grave violazione di una serie di diritti umani, in particolare del diritto a un alloggio adeguato".

Sgomberato dalle forze dell'ordine anche il campo rom di via Luini, a Sesto San Giovanni, nell'hinterland milanese. A comunicarlo è il capogruppo del Pdl in Comune, Antonio Lamiranda, che accusa però l'amministrazione di centrosinistra di "nulla aver fatto per tutelare quei cinque o sei bimbi che vivono in condizioni inumane".
(19 novembre 2009)

MOBILITIAMOCI!!!

Milano, una storia di doppia violenza

Come molte sicuramente ricordano, il 2 febbraio del 2008, nella filiale Esselunga di viale Papiniano a Milano, ad una donna peruviana con problemi renali era stato impedito, per oltre quattro ore, di lasciare la cassa per andare in bagno, causandole una cisti emorragica. Siccome questa lavoratrice aveva denunciato il fatto al sindacato, il 28 febbraio era poi stata aggredita negli spogliatoi del supermercato, massacrata e lasciata per terra svenuta.
Perché donna. Perché migrante. Perché aveva osato denunciare l’ingiustizia subita.
Il referto medico aveva riscontrato un trauma cranico-facciale, una distorsione cervicale, numerosi ecchimosi agli arti inferiori e una contusione al braccio destro.
Nonostante ciò, il pubblico ministero Piero Basilone aveva recentemente chiesto l'archiviazione dell'inchiesta, sostenendo che "Dagli accertamenti è emerso un quadro psicologico (certamente patologico) di pregressa e grave sofferenza che, con grande misura e con tutto il rispetto per la vittima, non può certo essere del tutto trascurato in una doverosa, attenta considerazione dell' intera vicenda". E così la la Gip Maria Grazia Domanico ha deciso per l'archiviazione: "L’autore del fatto non è stato identificato e pertanto va accolta la richiesta di archiviazione".
Certamente Bernardo Caprotti, padrone-schiavista della catena Esselunga, starà esultando di fronte a questo regalo. Non solo la donna è stata dichiarata "pazza" – tipico stigma patriarcale usato contro le donne che hanno il coraggio di reagire – ma la Gip in qualche modo conferma che l'azienda ha tutti i diritti di impedire ad una lavoratrice di andare in bagno: "A tale condotta – ha affermato infatti la giudice Maria Grazia Domanico – non può essere ricondotta alcuna fattispecie di reato".
Insomma, il quadro della doppia violenza è chiaro: alla violenza subita nel luogo di lavoro si aggiunge quella del tribunale.
La violenza che le donne, soprattutto le migranti, vivono negli universi concentrazionari – carceri, Cie, strutture psichiatriche – si riproduce nei luoghi di lavoro. Dall'istituzione totale all'azienda totale i meccanismi sono i medesimi. E quando qualcuna rompe l'omertà su queste violenze diventa la vera accusata. Proprio come Joy ed Hellen, che continuano a rischiare un processo per calunnia per non aver taciuto sul tentato stupro nel Cie di via Corelli, a Milano.
Questo paese sessista e razzista vorrebbe la totale sottomissione delle donne, ancor più se migranti, agli sfruttatori così come agli stupratori – naturalmente di "pura razza italiana"!
Sta a tutte noi, italiane e migranti, rompere l'omertà e, senza nessuna delega alle istituzioni, rivitalizzare l'agire collettivo contro un sistema che legittima e alimenta la violenza contro le donne.

http://noinonsiamocomplici.noblogs.org/post/2009/11/18/milano-una-storia...

(((i))) ho aggiunto il testo per favore non postate solo link

COCCAGLIO, BRESCIA: IL COMUNE ORGANIZZA "UN BIANCO NATALE PER CACCIARE I CLANDESTINI"

autore: 
antifa*franciacorta

IN PROVINCIA, SI SA, LE COSE SI DICONO COME LE SI PENSANO: NIENTE POLITICAMENTE CORRETTO O GIUSTIFICAZIONI BUONISTE..IL RAZZISMO ISTITUZIONALE NON HA BISOGNO DI SCUSE: A NATALE SI CACCIANO I NEGRI, DICE IL SINDACO LEGHISTA..

http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/natale-a-coccaglio/nata...

A Coccaglio, Brescia, la caccia ai clandestini si fa in nome del Natale. L'amministrazione di destra - sindaco e tre assessori leghisti, altri tre Pdl - ha inaugurato nel piccolo comune bresciano l'operazione "White Christmas", come il titolo della canzone di Bing Crosby, usato per ripulire la cittadina dagli extracomunitari.

Un nome scelto proprio perché l'operazione scade il 25 dicembre. E perché, spiega l'ideatore dell'operazione, l'assessore leghista alla Sicurezza Claudio Abiendi "per me il Natale non è la festa dell'accoglienza, ma della tradizione cristiana, della nostra identità". È così che fino al 25 dicembre, a Coccaglio, poco meno di settemila abitanti, mille e 500 stranieri, i vigili vanno casa per casa a suonare il campanello di circa 400 extracomunitari. Quelli che hanno il permesso di soggiorno scaduto da sei mesi e che devono aver avviato le pratiche per il rinnovo. "Se non dimostrano di averlo fatto - dice il sindaco Franco Claretti - la loro residenza viene revocata d'ufficio".

L'idea dell'operazione intitolata al Natale nasce dopo l'approvazione del decreto sicurezza che dà poteri più incisivi al sindaco, che poi chiede ai suoi funzionari di verificare i dati dell'Anagrafe sugli stranieri. Nel paese, in dieci anni, gli extracomunitari sono passati dai 177 del 1998 ai 1562 del 2008, diventando più di un quinto della popolazione. Con marocchini, albanesi e cittadini della ex Jugoslavia tra i più presenti. "Da noi non c'è criminalità - tiene a precisare Claretti - vogliamo soltanto iniziare a fare pulizia".

A Coccaglio fino a giugno e per 36 anni ha governato la sinistra. "È solo propaganda - dice l'ex sindaco Luigi Lotta, centrosinistra - Io ho lasciato un paese unito, senza problemi d'integrazione. L'unico caso di cronaca degli ultimi anni, un accoltellamento tra kosovari, nemmeno residenti da noi, c'è stato sotto la nuova amministrazione".

L'idea di accostare la caccia agli irregolari al Natale, ha provocato le proteste di un pezzo di città. "Io sono credente, ho frequentato il collegio dai Salesiani. Questa gente dov'era domenica scorsa? Io a Brescia dal Papa", replica Abiendi, che si definisce "tra i fondatori della Lega Nord, nel 1992". Poi enumera i risultati dell'operazione "Bianco Natale": "Dal 25 ottobre abbiamo fatto 150 ispezioni. Gli irregolari sono circa il 50% dei controllati". E ora al modello Coccaglio guardano anche i sindaci leghisti dei comuni vicini, due (Castelcovati e Castrezzato) l'hanno già copiato. Lo scorso 24 ottobre, alla prima convention di sindaci leghisti, a Milano, la "White Chistmas" ha avuto l'appoggio convinto dello stato maggiore del partito. "Il ministro Maroni è un uomo pratico - dice ora Claretti - ci ha dato dei consigli per attuare il provvedimento senza incorrere nei soliti ricorsi ai giudici". Sul riferimento al Natale, il sindaco accetta le critiche. "Forse è stato infelice. Ma l'operazione scadrà proprio quel giorno lì".

SABATO 21 dai malfattori\\liberati dal commercio baratto selvaggio e autoprod!!

21/11/2009 - 17:06
22/11/2009 - 00:06
Etc/GMT+1
autore: 
circolo dei malfattori
image1: 
sabato.JPG

vedi sopra

[Cpo La Fucina] Aperitivo + Concerto x Scuola Pop di Italiano

21/11/2009 - 17:00
21/11/2009 - 23:59
Etc/GMT+1
autore: 
Cpo La Fucina
image1: 
locandinalow.jpg

21 Novembre ore 17
Presentazione scuola popolare di italiano.
Ore 19 Aperitivo multietnico organizzato dalle compagne di Mediazione Culturale.
Ore 21 Concerto HOT DOGMA

Il ricavato della serata servirà per finanziare la scuola.

Cpo La Fucina
Via E.Falck 44
Sesto San Giovanni (MI)

La giornata attorno ai Cie

Torino, Milano, Brindisi… e ritorno
Dopo gli arresti di diversi reclusi nei Cie di Torino e Milano, il Ministro dell’interno Roberto “non c’è nessun problema” Maroni pensava di partire tranquillo verso la Libia, senza pensare alla minaccia di queste rivolte “di chi sta lì e non ci vuole stare”. E invece, a guastargli la visita, arriva oggi la notizia di una rocambolesca evasione dal Cie di Brindisi, domenica sera, preceduta da una bella sommossa. Non abbiamo più contatti da quelle parti, a dimostrazione del fatto che queste rivolte non hanno certo bisogno di sovversivi fuori per scoppiare, per cui vi ricopiamo la notizia così come la leggiamo dal sito di un giornale.
Quattro arrestati e una decina di extracomunitari fuggiti: è il bilancio della sommossa scoppiata la notte scorsa nel Centro di identificazione ed espulsione di Restinco, a Brindisi. Una cinquantina i nordafricani che vi ha preso parte, quasi tutti bloccati dalle forze di polizia. Il gruppo di ribelli ha aperto il cancello interno della struttura e, dopo essersi fatto strada con il lancio di sassi e di oggetti contundenti, tra cui un estintore, ha ingaggiato una lotta corpo a corpo con le forze dell’ordine. Una decina gli extracomunitari che è riuscita a fuggire, quattro quelli arrestati con l’accusa di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. Si tratta di un marocchino di 30 anni e di tre tunisini di 37, 22 e 33 anni. Tre i militari lievemente feriti.
Nel frattempo, al Cie di Torino, non si può certo dire che sia tornata la calma. Questa sera i reclusi hanno gettato a terra l’immondizia per protestare contro la mancanza di riscaldamento, di coperte, di acqua calda e contro il caro-spesa. La protesta è rientrata solo quando un’ispettrice ha promesso che da domani si cambia. Per comprendere le ragioni di questa protesta, ascolta l’intervista a due reclusi del Cie di corso Brunelleschi a Torino. Il secondo è Mimì, lo conoscete già. Il primo è Tawfik, entrato da poco nel Cie di Torino, nonostante abbia in mano un regolare permesso di soggiorno.

Ah! Dimenticavamo. C’è uno dei protagonisti di questa settimana di fuoco in corso Brunelleschi che sembrava uscito di scena già da ieri mattina. Sul momento sospettavamo fosse stato espulso per vendetta, oppure trasportato in qualche Cie - il più lontano possibile. E invece no, la direzione del Centro, semplicemente, aveva deciso di liberarlo: zitta zitta, per non dover ammettere la propria sconfitta. Si tratta di S., il recluso appena trasferito da via Corelli che aveva dato il fuoco alle polveri della rivolta di mercoledì scorso. Testardo e incontenibile, ora finalmente è a casa sua, libero.
 
 
Sul processo ai ribelli di Corso Brunelleschi
Aggiornamento 9 novembre. Si è svolta dentro al Palazzo di Giustizia di Torino l’udienza contro Adel, Mohammed e Maathi. Il giudice ha convalidato gli arresti, ma ha disposto la scarcerazione degli imputati. I tre, dunque torneranno nelle gabbie di Cso Brunelleschi già da questo pomeriggio. L’aula era gremita di solidali, che hanno esposto a fine udienza uno striscione contro i Centri. Il prossimo appuntamento in Tribunale è per il 20 novembre prossimo, quando Adel sarà processato - questa volta con Mustafà e Amin – per il tentativo di evasione del 27 settembre scorso.
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Blackout alla fine dell’udienza: http://www.autistici.org/macerie/?p=22053

Vi invitiamo a continuare a scrivergli, ma attenzione che ora l’indirizzo è quello del Cie: via Mazzarello, 31 - 10142 Torino. I loro nomi sono Adel Ben Fdhila, Maati Boumesa, Mohammed Ben Alì.
 
Sul processo ai ribelli di Via Corelli
Aggiornamento 9 novembre.  L’udienza contro i quattro reclusi, accusati di lesioni e resistenza a pubblico ufficiale inizia la mattina e si conclude nel tardo pomeriggio con la disposizione della custodia in carcere per tutti, nonostante siano tutti incensurati. Sono tutti giovanissimi, e uno di loro addirittura ha dichiarato di avere compiuto 18 anni il giorno stesso dell’arresto, e quindi sarebbe stato rinchiuso ancora minorenne in via Corelli. Dei quattro, tre sono arrivati in Italia da poco più di tre mesi, sbarcati in Sardegna. Portati dal Cie di Elmas direttamente in  via Corelli, e da via Corelli al carcere di S. Vittore, non hanno mai vissuto in Italia un giorno di libertà. Durante l’udienza emerge anche il modo umiliante in cui in quattro sono stati costretti ad inginocchiarsi davanti ai poliziotti e percorrere i corridoi del centro camminando “come le galline”, il tutto condito dai soliti schiaffi. Questa volta, ancora più smaccatamente che in altre, si vede come le accuse siano state totalmente montate ad hoc su quattro dei ragazzi più giovani del centro. Impossibilitati ad entrare nella sezione C, cuore della rivolta, la polizia ha deciso di pescare a casaccio tra i ragazzi dell’altra sezione, la B. L’arbitrarietà dell’arresto ha creato subito una forte solidarietà negli altri reclusi. Ad esempio i loro compagni di sezione, molto legati a questi ragazzi anche per la loro giovane età, si sono subito dati disponibili per testimoniare e promettono di seguire con molta attenzione il processo. La prossima udienza sarà martedì 17 novembre, alle ore nove e trenta, al Tribunale di Milano.

Ascolta un’intervista con l’avvocato che difende i quattro: http://www.autistici.org/macerie/?p=22043
Per chi volesse scrivere lettere e telegrammi di solidarietà, questi sono i nomi dei quattro

  • Karim Zitouni
  • Toufik Webet
  • Samai Bernini
  • Saiffedin Sougidi

c/o Carcere di S. Vittore - piazza Filangeri, 2 - 20123 Milano
 
Aggiornamento da Ponte Galeria
Aggiornamento 9 novembre.  Alla fine la direzione di Ponte Galeria si è decisa a riattaccare la corrente e poi addirittura a spegnere i condizionatori d’aria. Solo che ora i faretti delle stanze rimangono accesi tutta la notte, puntati sulle facce dei reclusi quasi fosse un lunghissimo interrogatorio. Per il resto piove ancora, e di accendere il riscaldamento non se ne parla neanche.
Se avete un attimo di tempo ascoltate questa testimonianza, registrata nel pomeriggio da Radio Onda Rossa: http://www.autistici.org/macerie/?p=21963

[Torino] Scarcerati i ribelli di corso Brunelleschi - Striscione in tribunale

Aggiornamento 9 novembre. Si è svolta dentro al Palazzo di Giustizia di Torino l’udienza contro Adel, Mohammed e Maathi. Il giudice ha convalidato gli arresti, ma ha disposto la scarcerazione degli imputati. I tre, dunque torneranno nelle gabbie di Cso Brunelleschi già da questo pomeriggio. L’aula era gremita di solidali, che hanno esposto a fine udienza uno striscione contro i Centri. Il prossimo appuntamento in Tribunale è per il 20 novembre prossimo, quando Adel sarà processato - questa volta con Mustafà e Amin – per il tentativo di evasione del 27 settembre scorso.
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Blackout alla fine dell’udienza su http://www.autistici.org/macerie/?p=22053

Presidio-lampo sotto via Corelli

Dopo la rivolta e gli arresti di ieri (http://lombardia.indymedia.org/node/22973) un presidio lampo si è svolto questa sera sotto le mura del Centro.
Battiture, fuochi d'artificio e urla cui i detenuti hanno risposto, contenti.

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