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Migranti

RADIOCANE: un'estate di rivolte / speciale CIE

autore: 
radiocane

L'estate del 2009 ha visto rivoltarsi i reclusi dei lager d'Italia.
I CIE, centri di identificazione ed espulsione, sono stati oggetto di una
sommossa generalizzata.
E' stata un'immediata risposta individuale e collettiva alla strategia
razzista e annientatrice portata avanti dal governo italiano e sostenuta
silenziosamente da larga parte della società. Questo piccolo contributo
vuole restituire la voce direttamente a chi ha avuto il coraggio di
battersi.
A tutti loro, uomini e donne, va il nostro ringraziamento e sostegno

Un grazie dalla redazione di Radiocane va anche ai compagni e le compagne
di Macerie per l'incredibile lavoro di raccolta di testimonianze effettuato
durante le rivolte.

http://radiocane.info/cronache-dal-fronte/773-un-estate-di-rivolte-speci...

Oggi 19 Settembre, corteo per non dimenticare Abba e fermare il razzismo

autore: 
dal cantiere

Oggi diecimila persone nel cuore di questa città, in tante e tanti, assieme a centri sociali, collettivi, associazioni, comunità migranti, per non dimenticare Abba e fermare il razzismo, per nulla rassegnati al clima di paura e intolleranza che si respira nelle nostre città.

Per non dimenticare Abba: non potevamo accettarlo un anno fa e non lo possiamo accettare adesso, e come allora esigiamo “che non accada mai più!!!“

Tanti i messaggi e gli interventi nel corteo: non siamo disposti a subire i provvedimenti liberticidi promossi da una destra populista che alimenta la paura del diverso a suon di decreti xenofobi, dal pacchetto sicurezza, alle ronde, che crea nemici comuni per scaricare la cronica mancanza di diritti, che osanna i CIE, nuovi lager contemporanei.

“Not in my name”, abbiamo scritto di nuovo, per non essere complici di una guerra infinita,di bombe al fosforo e retorica della democrazia, di questa guerra di civiltà che si combatte ad alta e bassa intensità, fino ad arrivare ai nostri territori dove si alimenta l'odio per le differenze, dove i provvedimenti securitari contro i migranti e la libertà di genere si susseguono, dove troppo spesso assistiamo alla tragedia dei respingimenti per difendere la Fortezza Europa.

Tanti i messaggi nel corteo, a partire dallo striscione di testa “Abba vive, razzismo stop, la paura genera mostri, la vostra sicurezza uccide la libertà di tutti”, agli stendardi “Guerra e paura not in my name” a "We have a dream, liber* di scegliere, liber* di vivere". Allo striscione dello spezzone del CS Cantiere “La libertà cosa pensi che sia? Respingiamo razzisti in doppiopetto, guerrafondai, camicie verdi e nere”

Oggi in piazza anche il mondo della scuola, dagli studenti, ai precari, ai genitori, per dire basta ai tagli alla formazione, a un sapere per nulla di qualità che favorisce l'ignoranza, e l'ignoranza genera paura e non comprensione di un mondo meticcio e globalizzato.

In testa a questo spezzone il liceo Gandhi, impegnato nella lotta contro i tagli e la chiusura delle scuole civiche e serali. Assieme a loro gli studenti del Coordinamento dei Collettivi Studenteschi di Milano e Provincia con lo striscione "L'ignoranza uccide. Una scuola pubblica di qualità per un futuro libero dal razzismo", Retescuole e i comitati dei docenti precari.

Quando il corteo è arrivato in Piazza Fontana, presidiata da un assurdo ed ingente schieramento di forze dell'ordine, un centinaio di persone si è materializzato in Piazzale Marino, con lo striscione "Contro ogni razzismo e fascismo, Dax e Abba nel cuore", nonostante il divieto della questura di raggiungere il comune di Milano, luogo simbolo delle politiche securitarie e razziste, per poi ricongiungersi al corteo che li ha accolti calorosamente.

Oggi in piazza c'era la Milano che ama la libertà, quella che non si rassegna, che non vuole e non può girarsi dall'altra parte rispetto alle barbarie del nostro presente, quella che continuerà a mobilitarsi in questo mese di iniziative contro il razzismo, che riempirà gli spazi sociali, le strade di questa città con tantissimi eventi contro la xenofobia e per non dimenticare Abba.

ABBA, MANIFESTANTI ENTRANO IN BIBLIOTECA SORMANI

autore: 
da repubblica

Un cordone del corteo, composto da una decina di manifestanti, nel tentativo di sfuggire ai blocchi della polizia, si e' rifugiato all'interno della biblioteca Sormani. Il gruppo e' stato raggiunto nel cortile interno dalle forze dell'ordine, che sta ora procedendo all'identificazione.

manifestazione per Abba

19/09/2009 - 15:00
19/09/2009 - 19:00
Etc/GMT+2

per fermare il razzismo. Perchè non accada mai più e per soffocare nella barbarie. Contro un presente di leggi razziste e risposte autoritarie alla crisi,contro ronde e razzisti e un passato che non ha futuro. Per il ritiro immediato dei pacchetti sicurezza. Per una globalizzazione dei diritti di tutte e tutti.

appuntamento ai bastioni di porta venezia h 15.00

propaghiamo il loro grido di rivolta

18/09/2009 - 23:00
23/09/2009 - 09:00
Etc/GMT+2
autore: 
comitato antirazzista milano

MILANO, 18-23 SETTEMBRE 2009 – PROPAGHIAMO IL LORO GRIDO DI LIBERTÀ!

iniziative a sostegno dei rivoltosi del CIE di via Corelli attualmente detenuti nel carcere di san vittore a milano

venerdì, 18 settembre, dalle ore 23 CSOA COX18, via Conchetta 18 Serata benefit per le spese processuali

sabato 19 settembre, dalle 14 Concentramento davanti all'ambulatorio Popolare (MM Pasteur) per andare al corteo per ricordare l’assassinio razzista di Abba

domenica, 20 settembre, dalle 14 Presidio sotto il carcere di San Vittore

lunedì, 21 settembre, dalle 11 Presidio al Tribunale di Milano per la riapertura del processo contro i rivoltosi

mercoledì, 23 settembre,
dalle 6 Presidio contro lo sgombero dell’Ambulatorio Medico Popolare di via dei Transiti (MM Pasteur)
dalle 9 Ancora al Tribunale di Milano per la seconda udienza

cena colombiana di autofinanziamento per l'Ambulatorio Medico Popolare sotto sfratto

22/09/2009 - 20:30
22/09/2009 - 23:00
Etc/GMT+2
autore: 
Ambulatorio Medico Popolare

utent* e amic* della Colombia e dell'Ecuador organizzano una cena benefit per l'Ambulatorio Medico Popolare di Milano sotto sfratto
22-9-09 dalle 20,30 al COA di Via dei transiti 28
meglio prenotare!
02-26827343 e ambulatorio.popolare@inventati.org

Amp-tour serata benefit in Cascina Autogestita Torchiera

19/09/2009 - 18:03
Etc/GMT+2
autore: 
Ambulatorio Medico Popolare
image1: 
locandina singola.png

serata benefit per l'autofinanziamento dell' Ambulatorio Medico Popolare di Via dei Transiti, condannato dal tribunale di milano al riulascio degli spazi occupati dal 1993 e al pagamento di 15.000€
ore 19 aperitivo
ore 20,30 cena
ore 22,30 concerto dei Krasì (pizziche e tarante, da Modena)
a seguire sound system con Kombat sound

Diamo spazio al dissenso

20/09/2009 - 15:00
20/09/2009 - 19:00
Etc/GMT+2
autore: 
Kollettivo Uscita Di Sicurezza

SPAZIO AL DISSENSO

DOMENICA 20 SETTEMBRE

ROMANO DALLE ORE 15.00

MOSTRA PRESIDIO

PER DIRE NO AL PACCHETTO SICUREZZA

PER DIRE NO AI RESPINGIMENTI,

NO ALLA MILITARIZZAZIONE DELLE CITTA’

PERCHè SIAMO STUFI DI VEDERE COME LA PAURA,

VENGA VENDUTA IN CAMBIO DI DIRITTI,

PRECARIETA’ E REPRESSIONE

Perché SAPPIAMO CHE DAVANTI ALLA CRISI del capitalismo,

LA MIGLIOR SOLUZIONE SONO I CAPRI ESPIATORI

E la divisione sociale

Ogni giorno assistiamo alla creazione di leggi razziste che fanno della vita di milioni di persone una questione di “Permesso di soggiorno”, tra code, tasse e discriminazioni. Così la precarietà dell’esistenza, spalanca le porte ad una vita costantemente esposta al ricatto della clandestinità.

Persone, scambiate per vuoti a perdere, lasciate morire di sete e di mare, respinte, semplicemente ignorate…

Lanciamo questo presidio affinché ogni leghista, ogni indifferente sappia che siamo tutti coinvolti. Nessuno infatti è assolto dalla perdita di diritti di milioni di persone, dal ricatto padronale e dall’inaridimento culturale a cui quotidianamente assistiamo.

Ci piacerebbe che chiunque abbia voglia, contribuisca a comunicare il PROPRIO rifiuto Alle quotidiane dosi di razzismo e repressione, che soffocano le nostre vite e ci portano nel baratro di una squallida guerra tra poveri e ignoranti

Possono essere foto o installazioni o quadri o altro…

NON POSSIAMO RIMANERE IN SILENZIO

DIAMO SPAZIO AL DISSENSO

COLLETTIVO USCITA DI SICUREZZA

--
WWW.KOLLETTIVOUDS.IT

Fallita evasione a Corelli

autore: 
antirazzista

Questa notte una ventina di reclusi di via Corelli hanno tentato la fuga dai tetti. Da quel che sappiamo nessuno è riuscito a guadagnare la libertà: scoperti dalle guardie, alcuni si sono buttati dal tetto della struttura e in quattro si sono fatti molto male nella caduta. Sappiamo che solo due sono finiti all'ospedale, e sono già stati dimessi: uno ha un braccio (o una mano) fratturato e l'altro si è fatto male alla schiena e non riesce a camminare. Giusto due giorni fa, il Centro - semideserto dalla rivolta del 13 di agosto - aveva ricominciato a popolarsi, con l'arrivo di trenta algerini trasferiti dalla sardegna. A presto ulteriori aggiornamenti.

A Ponte Galeria, invece, un recluso slavo ha provanto ad impiccarsi con un lenzuolo ieri sera ed è stato salvato da un suo compagno di gabbia. I detenuti lamentano la qualità del cibo, fornito dalla Sodexo, che in questi giorni è particolarmente mediocre: ieri in molti non hanno mangiato.

"La chiave" - Un video sul ruolo della Croce Rossa nei Cie

Guarda il video su:
http://www.youtube.com/watch?v=2169g-J1bUU

e diffondilo il più possibile...

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Alcuni fatti di questi giorni ci lasciano supporre che ancora vi siano equivoci diffusi sul ruolo esatto che giocano dentro alla “macchina delle espulsioni” tutta quella serie di organizzazioni “umanitarie” o “assistenziali” che hanno in mano la gestione dei 13 Centri di Identificazione ed Espulsione che se ne stanno disseminati sullo stivale. Parliamo della Croce Rossa, intanto, ma anche della Misericordia, dei consorzi di cooperative Connecting People e Self, solo per fare i primi nomi che ci vengono in mente. Tutte le volte che si pone la questione sul tappeto c’è sempre qualcuno che si alza in piedi e dice: «ma perché ve la prendete con loro?», «se non ci fossero loro a curare i “trattenuti”, chi lo farebbe?». Soprattutto quando si parla di Croce Rossa, poi, sembra quasi che il suo ruolo dentro ai Centri sia di organizzare i turni in infermeria, controllare la data di scadenza dei medicinali e vegliare sul rigoroso rispetto dei “diritti umani” dentro alle gabbie. Non è così.

Gestire un Cie vuole dire averne in appalto la gestione complessiva. Vuole dire ricevere dei soldi dal Ministero e con quelli organizzarne la vita all’interno - fuorché la mera sorveglianza, affidata alle Forze Armate e alla Polizia. La Croce Rossa dentro ai Centri che gestisce è responsabile di tutto e quello che non fa direttamente con le proprie mani lo appalta ad altri mantenendone sempre la responsabilità principale. È la Croce Rossa a doversi lagnare con la Camst e la Sodexo se dentro alla minestra dei reclusi compaiono scarafaggi o se gli spinaci che vengono serviti sono scaduti, non la Prefettura. E pure della qualità delle lenzuola e della pulizia è responsabile la Croce Rossa. La Croce Rossa sceglie come spendere i soldi delle prefetture, come organizzare i servizi, opera scelte in autonomia e altre di comune accordo con i responsabili della Questura. Dentro ai Centri, insomma, la Croce Rossa è talmente indaffarata che… non ha il tempo di curare l’infermeria, che di fatto è ridotta a un distributore automatico di psicofarmaci e calmanti. Per non parlare della fine che fa la famosa “supervisione umanitaria”.
Ci spieghiamo con una immagine precisa: in due dei tre Centri gestiti attualmente dalla Croce Rossa in Italia i crocerossini hanno in mano le chiavi delle gabbie. Le aprono, le gabbie, quando serve, e quando serve le chiudono. A Ponte Galeria a Roma e in via Corelli a Milano ciò che ogni giorno e ad ogni ora separa un senza-documenti dalla libertà è un crocerossino con delle chiavi in mano. E anche se in corso Brunelleschi a Torino il mazzo di chiavi lo tengono materialmente in mano i poliziotti, il ruolo dei crocerossini nei Cie è quello dei carcerieri.
Anche se non fosse vero che i crocerossini chiudono gli occhi di fronte ai pestaggi o che vi partecipano; se non fosse vero che ridono quando i reclusi disperati si mutilano e urlano di dolore; anche se non fossero complici degli abusi sessuali contro le detenute e negligenti di fronte ai malori anche gravi dei prigiornieri; anche se tutto questo non fosse mai accaduto, anche se Hassan non fosse morto sotto i loro occhi indifferenti, e neanche Salah o Mabruka - anche se tutto questo non fosse mai accaduto, i crocerossini impiegati nei Centri rimangono comunque dei carcerieri.

L’”imparzialità”, l’”equidistanza” della Croce Rossa tra lo Stato e i reclusi è tutta sbilanciata verso la fedeltà alle leggi dello Stato che rinchiude. Essere equidistanti e imparziali, a rigor di logica, vuole dire valutare la possibilità di violare le leggi, di aprire le gabbie. È evidente che non può essere così e che questa “equidistanza”, questa “imparzialità”, non sono che vuoti artifici retorici. Qualunque affiliato alla Croce Rossa che voglia dare sostanza concreta a questi attributi deve partire dalla pretesa che l’istituzione per la quale presta servizio esca dai Centri. E lo stesso vale per gli operatori della Misericordia di Modena o Bologna, dei cooperanti della “Connecting People” a Gorizia o di quelli del consorzio Self, della cooperativa Albatros, di “Malgrado tutto”, di Sisifo, della Blucoop…
Non è un discorso nuovo il nostro. Ma è importante chiarirlo proprio adesso, e soprattutto a beneficio di chi definisce le nuove leggi sull’immigrazione “leggi razziali” e “campi di concentramento” i Cie. Non ci debbono essere più equivoci, né scuse: se i Cie sono davvero “sempre più simili a campi di concentramento”, volerli gestire è cosa infame, e va detto forte. Di fronte a un “Campo” la non-collaborazione è il minimo, e bisogna saperla pretendere, bisogna lottare per allargarla e approfondirla. E se le nuove leggi sono davvero “leggi razziali” a nulla servono petizioni e i cortei se poi il Governo applica queste leggi con il lavoro delle nostre mani.
O si sceglie la non-collaborazione, e poi l’opposizione attiva, pratica e determinata, o si finisce in un ginepraio fatto di dichiarazioni roboanti e compromessi, di bei principi e pratiche collaborazioniste, di discorsi forbiti ed equivoci interessati. Un ginepraio nel quale ogni tensione etica svanisce e con lei anche il senso stesso delle parole e del nostro essere uomini.
(Tutti gli audio del video che vi alleghiamo sono brani di telefonate effettuate negli ultimi cinque mesi con reclusi dei Cie di via Corelli, Ponte Galeria e corso Brunelleschi - tutti e tre gestiti dalla Croce Rossa. Le telefonate sono state trasmesse in diretta da Radio Blackout di Torino e da Radiocane di Milano, oppure archiviate nel sito della trasmissione //Macerie su macerie//)

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