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Notizia

Bergamo. Forza Nuova alza croci in legno quelle uncinate ancora no

Forza Nuova, la protesta dei centri sociali

BERGAMO (21 novembre) - Trenta croci di legno sono comparse nella notte su strade e ponti di Bergamo e provincia. A collocarle sono stati i militanti di Forza Nuova, che questa mattina, in un comunicato, hanno spiegato le motivazione del gesto. «Abbiamo portato a termine un'azione, in difesa della Croce, contro la vergognosa sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo sulla presenza dei crocifissi nella nostra Nazione - spiegano dal movimento di estrema destra -. La nostra cultura, la nostra tradizione, il nostro passato, il nostro essere liberi, la nostra vita quotidiana sono tutti frutti di quest'albero vivo a forma di croce, la cui ombra copre ogni uomo del nostro popolo».

Le croci sono state collocate a Bergamo in via XX Settembre, Città alta, davanti al palazzo comunale, sul Sentierone e nei quartieri di Celadina, Borgo Palazzo, Colognola e Monterosso. In provincia sono comparse invece in alcune località di Val Seriana e Val Cavallina, a Dalmine, a Treviglio e a Romano di Lombardia. Su tre cavalcavia, accanto alla croce, è stato collocato anche un tricolore di dieci metri. Tutte le croci sono state rivestite di una stoffa tricolore con le scritte: Dio, Patria Famiglia; Cristo non si tocca; la Croce non si tocca; le radici profonde non gelano.

«Sono semplici croci di legno lungo le strade - prosegue il comunicato di Forza Nuova - Ma saranno monoliti di pietra nel cuore di ognuno di noi. Segnali di un confine che non permetteremo a nessun uomo e a nessuna autorità di oltrepassare».

Domenico Papalia e Antonio Perre. Ecco i volti dei giovani superlatitanti della 'ndrangheta milanese.

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Domenico Papalia e Antonio Perre. Ecco i volti dei giovani superlatitanti della 'ndrangheta milanese
I due sono latitanti dal 3 novembre, quando sono sfuggiti al blitz della Dia. Ora le indagini sono passate alla sezione catturandi dei carabinieri. Da Milano a Locri è caccia ai due rampolli della 'ndrangheta
L'indagine

Domenico Papalia e Antonio Perre sono coinvolti nell'indagine Parco sud. A carico dei due c'è un mandato di cattura per associazione mafiosa

Assieme al clan Barbaro avrebbero gestito, in regime di monopolio, gli affari del movimento terra nel Milanese

Dalla carte dell'inchiesta, coordinata dal pm Alessandra Dolci, Domenico Papalia emerge come capo indiscusso dell'organizzazione. Lui, pur giovanissimo, sarebbe il refernte della 'ndrangheta per il nord Italia

Nell'ordinanza di custodia cautelare emerge, infine, l'intento del clan di fare un salto di qualità ed entrare nel circuito delle agenzie immobiliari. Una di queste, la Kreiamo con sede in via Montenapoleone, avrebbe funzionato come lavatrice del denaro della cosca

19 novembre 2009 - Li hanno cercati ovunque, setacciando palmo a pamo l’intero territorio di Buccinasco. Hanno provato nei paesini che si allungano verso Pavia. Ma nulla. Domenico Papalia e Antonio Perre si sono trasformati in fantasmi. Di loro non si hanno tracce dal 3 novembre scorso quando sono sfuggiti al blitz degli investigatori. Quella notte gli uomini della Dia hanno bussato alle loro case con in mano l’ordinanza d’arresto per associazione mafiosa. “Ma Papalia – confida un ispettore – era già tre giorni che non si vedeva a casa”. Diversa la situazione di Perre, detto Toto 'u cainu. “Ci è sfuggito da davanti al naso – dice il pm Alessandro Dolci, titolare dell’indagine Parco sud - . Perre è riuscito a scendere in garage, qui ha preso l’auto ed è scappato, quasi travolgeva un investigatore”. E così a 16 giorni di distanza le ricerche stanno a zero. Intanto, l’indagine è passata dagli uomini della Dia alla sezione catturandi dei carabinieri. In mano, i militari hanno solo due immagini che Milanomafia.com è in grado di pubblicare in anteprima (da sinistra Domenico Papalia e Antonio Perre). Si tratta di foto tratte dai documenti di identità dei due latitanti.

Altro non si sa. Nulla è emerso dalle perquisizioni effettuate negli appartamenti di parenti e amici. Decine di persone, legate ai due giovani boss. “Non abbiamo trovato nulla che assomigli a un bunker”, ci dice un investigatore. Ora il dubbio è che i rampolli della ‘ndrangheta milanese siano scesi in Calabria. Domenico Papalia, ad esempio, oltre che a Platì, dove è nato il padre Antonio (oggi al 41 bis), potrebbe aver trovato rifugio in qualche masseria attorno a San Luca. La sua giovane moglie, infatti, è originaria di questo paese, i cui clan, storicamente, sono tra i più potenti della mafia calabrese. Stesso discorso vale per Antonio Perre. E’ chiaro che a entrambi, visti soprattutto i loro legami familiari, non mancherebbero appoggi e fiancheggiatori.

Eppure, fonti molto qualificate della squadra Mobile sostengono la tesi di una latitanza tutta milanese. Scenario più che ragionevole, visto che sia Papalia che Perre da sempre vivono qua la nord ed è qua che hanno interessi e amicizie. L’influenza del clan Papalia, infatti, non è limitata al solo territorio di Buccinasco e Corsico. Uomini legati alla cosca sono presenti a Zelo Surrigone, paesone satellite che si affaccia sulla statale 30 in direzione Vigevano. Qui abita Pasquale Violi, detto lucifero, originario di Platì con diversi precedenti penali. Ancora più in là, a Bubbiano, vivono elementi di spicco della famiglia Trimboli. Un nome che si allunga fino a Casorate Primo. Qui, prima di essere arrestato, aveva la sua residenza Giuseppe Pangallo, classe ’80 di Platì, sposato con Rosanna Papalia figlia del boss Rocco Papalia. Si tratta di un territorio molto vasto dove tutti questi paesi degradono in una campagna punteggiata di cascine abbandonate, luoghi ideali per trascorrere una latitanza, tanto più che si trovano in spazi aperti e facilmente controllabili. (cg, dm)

http://www.milanomafia.com/home/foto-latitanti

Domenico Papalia e Antonio Perre. Ecco i volti dei giovani superlatitanti della 'ndrangheta milanese.

Scontri a Torino: calci e pugni tra politici mafiosi del Pdl e studenti

Caos a Torino alla sede del Pdl. Un gruppo di universitari giunge alla sede del Pdl per protestare contro il Ministro Gelmini. Da parte loro il tentativo di salire sulle scale. Botte con i politici. Interviene la polizia.

Ecco come i fascisti del Blocco provavano ad inflitrarsi nell'Onda

www.militant-blog.org

Come molti certamente ricorderanno, lo scorso anno i giovani “blocchinari” di Ca$a Pound cercarono più e più volte di infiltrarsi nella mobilitazione studentesca contro la riforma Gelmini. Approfittando dell’alto grado di spontaneità delle lotte in corso in quelle settimane, i nostri “eroi” elaborarono quella che allora definimmo la “strategia de cuculo”. Difatti, proprio come l’antipatico uccello che tende a parassitizzare i nidi altrui i cosiddetti fascisti del 2000 si infilavano nelle occupazioni e nelle manifestazioni meno collegate al resto del movimento, per poi alzare le loro bandierine e far credere a media di esserne parte integrante. Ricorderete certamente la pantomima del “nè rossi nè neri”, della “lotta generazionale” che tanto piacque ai giornalisti di regime. Ricorderete anche, però, come il 29 ottobre, a Piazza Navona, i compagni si assunsero l’onere (ma soprattutto l’onore) di smascherare questa operazione, rompere il “cuculo” alla feccia fascista e spazzare via chi di giorno predicava l’unità degli studenti mentre di notte malmenava e accoltellava chi non la pensava come loro. Quella giornata di antifascismo militante, anche per il clamore suscitato, avrà sicuramente pesanti ricadute giudiziarie ma, almeno per quanto ci riguarda, possiamo tranquillamente dire che nun ce ne po’ fregà de meno. Anzi, a giudicare da quello che è successo nelle scuole dopo Piazza Navona, è sempre più evidente come quel giorno sia stato fatto quello che andava fatto e nel momento in cui andava fatto. Da li in poi il Blocco è praticamente sparito tornando a riemergere dalle fogne solo all’inizio di quest’anno scolastico con qualche attacchinaggio. Il tanto decantato seguito di cui si vantavano è evaporato nel nulla e i cosiddetti 30000 voti (calcolati alla democristiana) della consulta studentesca sono ormai solo un pallido ricordo visto che anche nelle scuole su cui puntavano di più i nostri sfigatissimi “blocchinari” nelle recenti elezioni hanno portato a casa solo un pugno di mosche. Ma che le cose per loro fossero precipitate s’era capito già le prime settimane dello scorso novembre quando provarono a convocare una loro manifestazione “mascherata” che si trasformò in un clamoroso flop (leggi) anche grazie all’azione di qualche simpatico buontempone. Qui di sotto vi proponiamo una lettera orginale che l’agente 00M è riuscito ad ottenere grazie ad alcune fonti che per il momento non vuole rivelare, anche perchè altrimenti salterebbe la copertura (ops…). Sono le disposizioni dettate da “qualche” dirigente del blocco ai suoi sottoposti. Leggete bene le parti sottolineate e poi diteci se non avevamo ragione.

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[Il 28 novembre stiamo organizzando uno sciopero studentesco a Roma. L’obiettivo è quello di rilanciare il movimento studentesco, che dopo piazza Navona è stato portato a sinistra. Creare qualcosa di alternativo all’Onda Anomala ormai antifascista, portando avanti in contrapposizione il concetto di unità generazionale… Riteniamo che nonostante quello che è accaduto a Piazza Navona, in particolare la parte mediatica e politica (dunque il dopo), ci siano ancora margini di lavoro sugli studenti. Pensiamo in particolare che fra gli studenti delle superiori di Roma, sia passato il concetto di “nè rossi nè neri ma liberi pensieri”, tanto che all’ultima manifestazione, seppure fortemente politicizzata, ci sono stati molti episodi con cori di questo tipo, striscioni, ed anche interviste rilasciate in cui si esprimeva la volontà di non mettersi sotto nessuna bandiera. E’ dunque un’operazione possibile, ma difficilissima. Tutta la sinistra, riorganizzata, compattata e fomentata, ci farà guerra su tutti i piani, iniziando a dire che si tratta di un corteo nazifascista ecc… Tenteranno di far fuggire gli studenti spaventandoli e riempiendoli di cazzate. Stiamo quindi tentando di evitare ogni associazione diretta del Blocco con l’organizzazione di questo corteo. Locandine, mail e qualsiasi atto di pubblicizzazione è totalmente mascherato. Quando saremo in piazza anche noi con le nostre facce sarà più che sufficiente per rivendicare la nostra partecipazione. A farci pubblicità saranno gli altri. Qui mi ricollego alla partecipazione esterna di chi viene da fuori Roma. Non possiamo permetterci di fare un flop con gli studenti, non possiamo far credere loro che li stiamo usando e strumentalizzando. Non possiamo prestare il fianco ai giornalisti d’apparato e non, che verranno al corteo col solo scopo di testimoniare la presenza dei “fascisti cattivi” per distruggerci. Dunque:

NESSUN SIMBOLO SU NESSUNA MAGLIETTA, ZAINO, CAPPELLO, PANTALONI, ECC.

NESSUNO STRISCIONE BLOCCO STUDENTESCO ECC.

CERCARE DI AVERE UN LOOK “CASUAL” NEL VERO SENSO DELLA PAROLA, NON CHE DOVETE VENIRE VESTITI BURBERRY E STONE ISLAND PER FORZA

MANTENERE UN ATTEGGIAMENTO TRANQUILLO E ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI CHE VERRANNO DATE

Non possiamo permetterci nessun passo falso, vogliono crearci il vuoto intorno e stiamo sul filo del rasoio.

21/11/2008]

[VERONA] AGGIORNAMENTI ARRESTI - La legge non è uguale per tutti

Pasquale è ai domiciliari (si presume con le restrizioni) e Luca invece rimane in carcere (se non ci saranno novità, a Verona) in attesa del ricorso al Tribunale del Riesame di Venezia. Pasquale è stato lasciato senza i farmaci salva vita per tutti e tre i giorni, nonostante il cardio-chirurgo che lo ha in cura avesse fornito la certificazione sulla estrema pericolosità per lui di rimanere senza quelle medicine. La pm ha finto di non sapere sostenendo che ai medici del carcere non risultava nulla, solo l’insistenza dell’avvocato, che è tornato più volte in carcere per sollecitare l’attenzione sul pericolo di vita che stava correndo il suo assistito, ha evitato questa volta il peggio.

NESSUNO SPAZIO PUBBLICO AI FASCISTI

I fiancheggiatori dei fascisti, mascherati dietro a liste civetta sostenute economicamente dalla banda di fascisti, razzisti, mafiosi, clericali e avventurieri capeggiata da Berlusconi, devono essere denunciati e non deve essere lasciata loro tregua! Nessuna sala pubblica, nessuno spazio cittadino deve essere lasciato in mano ai fascisti!
 
I consiglieri della lista NO EURO, Stefania Franchi e Renzo Rebellino hanno subdolamente usato la loro posizione di eletti in consiglio circoscrizionale per ottenere la concessione della sala consigliare in favore dei neofascisti di Forza Nuova per una conferenza alla quale avrebbe dovuto presenziare, oltre a Roberto Fiore, anche Nick Griffin, noto neonazista e negazionista inglese, parlamentare europeo con il BNP (British National Party). Ancora una volta i fascisti hanno tentato di approfittare delle crepe della democrazia borghese per cercare di legittimarsi nel panorama politico e sociale del nostro paese. Ancora una volta, seduti tra i banchi degli organismi elettivi, consiglieri che all’atto del loro insediamento, hanno giurato sulla Costituzione nata dalla Resistenza partigiana, hanno lavorato dietro al paravento della democrazia per sdoganare i fascisti e per offrire loro gli spazi che altrimenti non potrebbero ottenere. La giunta, sotto le pressioni degli antifascisti torinesi, ha dovuto revocare all’ultimo momento la concessione della sala tenendola occupata con una commissione sulla “influenza suina”. Un espediente che la giunta ha dovuto inventarsi per riparare, in fretta e furia, alla grave mancanza di vigilanza antifascista all’interno dell’organismo elettivo.

Gli antifascisti torinesi, dopo avere partecipato con un presidio al consiglio durante il quale il presidente annunciava la revoca della concessione della sala ai fascisti, confermavano la loro presenza anche per la sera  seguente, data della conferenza di Fiore e Griffin. I fascisti, per bocca del loro infame esponente torinese Saija, si dicevano comunque decisi ad utilizzare la sala consigliare anche senza la concessione della giunta o a dare luogo alla loro conferenza nel piazzale antistante. Al presidio davanti alla circoscrizione, ad attendere i fascisti che codardamente, non si sono fatti vivi, erano presenti, alcune sezioni dell’ANPI, esponenti dell’Ernesto, i nostri compagni del CCP (Collettivo Comunista Piemontese), del GDA (Gruppo d’Azione Torino) e il CSOA Askatasuna. I neofascisti non si sono presentati e per la loro sporca iniziativa hanno dovuto ripiegare all’Hotel Royal di corso Regina Margherita dove sono stati costretti a rintanarsi come topi di fogna protetti da centinaia di poliziotti e carabinieri. Nessuna sala pubblica quindi ai fascisti! L’antifascismo popolare ha mostrato la sua efficacia e smascherato gli antifascisti di facciata, quelli che seduti sui banchi delle istituzioni, stravolgono il principio di Democrazia in nome di una riappacificazione nazionale cara soltanto ai padroni e ai loro servi.
I fiancheggiatori dei fascisti, mascherati dietro a liste civetta sostenute economicamente dalla banda di fascisti, razzisti, mafiosi, clericali e avventurieri capeggiata da Berlusconi, devono essere denunciati e non deve essere lasciata loro tregua! La giunta della circoscrizione 10 deve costringere i consiglieri Rebellino e Franchi a rassegnare le loro dimissioni in quanto spergiuri e nemici della Costituzione! E’ soltanto grazie alla Resistenza partigiana se i consiglieri possono sedere dietro i banchi delle istituzioni repubblicane ed è alla discriminante antifascista inserita nella Costituzione che loro devono tenere fede, altrimenti se ne vadano! La Democrazia per la quale migliaia di donne e di uomini hanno dato la loro vita combattendo i fascisti e i nazisti deve essere difesa e non interpretata a seconda delle necessità di bottega!
I fascisti e i razzisti non hanno nessun diritto democratico e sono messi al bando dalla Costituzione! Chi non si schiera con forza contro di loro ne diventa complice!
 
                                                              ORA E SEMPRE RESISTENZA!
 
 
 
             CCP (Collettivo Comunista Piemontese) G.D.A (Gruppo Di Azione Torino) Via Spotorno 4 Torino

 
                                                                  .
                    colcompiemonte@yahoo.it  tel.3476558445  www.collcompiemonte.blogspot.com

benefit per gli arrestati piazza 24 magio ore 19

autore: 
sid,paolo,tia,inez,celo liberi

Venerdi` scorso venivano arrestati attraverso una spropositata operazione di polizia arrestati 5 compagni accusati di non aver pagato alcunefotocopie ai mafiosi ciellini della CUSL...

Sid Paolino Mattia Marcelo Inez

LIBERI SUBITO!

Ricordate "faida tra fascisti milanese Cuorenero /hammerskin"?Fasci "a porte chiuse" confermano tutto

autore: 
Spyo Nono

ricordate?
http://lombardia.indymedia.org/node/22477

i fasci smentirono tutto ,dall'una e dall'altra parte....ora però una fonte attendibilissima mi comunica che su alcune discussioni "riservate" i fascisti pare confermino che tutto avvenne proprio come si disse,scrive uno di loro(in una discussione sugli infiltraggi ai loro danni di cui mi onora essere una delle colonne portanti) fascista di milano di nome Giulio 21 enne tifoso inter che si firma "cornerosangueblu"

"oviamente è più che altro su fb che c'è da stare all'occhio alle amicizie che arrivano, io non lo conosco fb ma leggo che su indimedya le zecche riportano discussioni nostre e ora vengono fuori foto, inidizzi ecc... Per dire le cose della rissa successa dove ti dicevo l'hanno saputo grazie a fb e al fatto che si stanno infiltrando, l'hanno proprio scritto tra i commenti dell'articolo, uno diceva di avere più di un profilo da spia."

chiaro riferimento alla discussione sulla rissa FN/lavarini,

"""

un altro utente "mano pesante" scrisse

ho sbagliato non è il blog ma la pagina facebook.."(riferendosi alla fonte)

al che un fascio chiese"Fammi capire, non si può entrare nei profili di fessbuK a meno che non si venga accettati come amici. Quindi tu sei un amiko di joghi lavandini,buffone ma vattene a ffankulo

io risposi:

esiste gente che si crea profili falsi appositamente per spiare i "nemici" ,sai..

Rho: operai Alfa occupano l'auditorium

Mentre il sindaco insieme a quelli di Lainate e Arese illustrava il piano di Expo 2015

RHO (Milano) - Venerdì sera gli operai dell'Alfa Romeo di Arese hanno occupato l'auditorium del Comune di Rho mentre i sindaci di Rho, Lainate e Arese presentavano il piano per l'Expo 2015 e la destinazione d'uso dell'area dello stabilimento. I sindacalisti dello Slai Cobas hanno appeso uno striscione sul palco e hanno tenuto un comizio. Secondo gli operai l'operazione è «una grossa speculazione edilizia».

PROTESTE - «Vogliamo che ad Arese rimanga la produzione dell'Alfa Romeo», ha detto Corrado Delle Donne, coordinatore dello Slai Cobas. «Noi non molliamo e faremo una piattaforma unitaria con tutti i lavoratori della zona». Assieme ai lavoratori dell'Alfa, che protestano contro il trasferimento a Torino di 232 dipendenti del reparto Stile e progettazione, hanno occupato l'auditorium gli attivisti del comitato No Expo e del centro sociale Fornace, i quali hanno appeso lo striscione «Su lavoro, diritti e sapere non si specula» e hanno urlato «vergogna» ad alcuni ospiti dell'incontro.

Ambrogini, premiati Marina Berlusconi e i vigili del bus-galera per i clandestini

Si tratta degli stessi agenti che qualche settimana fa fecero discutere l'Italia dopo il video esclusivo di Repubblica che li coglieva mentre davano la caccia ai clandestini sul bus-galera: la decisione è stata votata solo dal centrodestra
Marina Berlusconi
Marina Berlusconi
Il presidente di Mondadori e Fininvest, Marina Berlusconi, riceverà il prossimo 7 dicembre l'Ambrogino, la massima benemerenza civica di Milano. Ma il suo premio, come pure quello al nucleo dei vigili che dà la caccia ai clandestini, è stato approvato soltanto dai partiti di centrodestra: gli stessi vigili, peraltro, qualche settimana fa fecero discutere l'Italia dopo il video esclusivo di Repubblica che li coglieva mentre davano la caccia ai clandestini sul cosiddetto "bus-galera".

Dopo oltre 12 ore di accesi dibattiti, a notte fonda la commissione comunale è stata costretta a procedere a maggioranza per chiudere la rosa dei vincitori degli Ambrogini 2009. In tutto sono tre le medaglie d'oro che non avranno il sigillo dell'unanimità: quella per la figlia del premier, candidata dal sindaco Letizia Moratti; quella per la squadra della polizia locale che cerca gli irregolari sui mezzi pubblici, sostenuta dalla Lega Nord, e quella per l'islamico moderato Asfa Mahmoud, presidente del centro di preghiera musulmana di via Padova e sponsorizzato dal Pdl, su cui il Carroccio ha votato contro. Allo scrittore Roberto Saviano sarà conferita la cittadinanza onoraria.

Tra i meritevoli dell'Ambrogino, edizione 2009, che invece hanno raccolto il consenso di tutte le forze politiche ci sono anche due calciatori simbolo di Inter e Milan, Giuseppe Bergomi e Paolo Maldini; gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana; i direttori dei giornali Libero e La Stampa, rispettivamente Maurizio Belpietro e Mario Calabresi; il presidente della Triennale, Davide Rampello; l'associazione Libera di don Luigi Ciotti, il rettore dello Iulm, Giovanni Puglisi; l'architetto Stefano Boeri. Intesa anche sulle medaglie alla memoria per Camilla Cederna e per il poeta Giovanni Raboni e sulle Grandi medaglie d'oro che saranno conferite al Pio Albergo Trivulzio, ai salesiani, all'ospedale Niguarda e al beato don Carlo Gnocchi.

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