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Politica/società

you tube censura un video su istigazione di casa pound: storia tragicomica della militanza fascista nel terzo millennio...

autore: 
CAU http://cau.noblogs.org

Tutto incomincia ieri pomeriggio sul forum dei neofascisti di Casa Pound, Vivamafalda. Forse perché non possono uscire dalle loro fogne a causa il disprezzo della gente, forse perché l'unico tipo di militanza che gli è rimasta è scrivere commenti sotto gli articoli di Indymedia, i “fascisti del terzo millennio” ora provano a inventarsi una nuova forma di lotta, turbodinamica e soprattutto indolore: la censura dei video presenti su You Tube...

Evidentemente infastiditi perché un video del Collettivo Autorganizzato Universitario che criticava Casa Clown e i suoi mazzieri, come Giuseppe Savuto, documentando le loro ridicole e infami iniziative (dai tornei di cinghiamattanza all'attacco contro i disabili etichettati come “iene”, fino all'assalto di Piazza Navona) stava ricevendo troppa attenzione – più di 2.000 visite in poco meno di una settimana! – i “belli e ribelli” hanno deciso, sul thread dedicato al video [www.youtube.com/user/CAUchannel](alla fine vi è piaciuto, eh!), una dura forma di protesta...

Ribattere alle accuse? Produrre materiale proprio? Noooo... D'altronde come fare, visto che i fatti hanno la testa dura, e nemmeno il delirio di onnipotenza del loro leader Iannone può cambiarli? Allora inventarsi una storia di qualche tipo, dire che a Piazza Navona sono stati aggrediti, che loro “agli handicappati glie vogliono bbene”? Anche per raffazzonare qualche scusa ci vuole un minimo di intelligenza, e quel poco che circola fra di loro è impegnata a supplicare le istituzioni o la Digos per farsi proteggere le sedi...

Prima quindi si abbandonano a un bel po' di insulti contro gli antifa: “povere merde”, “subumani” etc, poi partono con un delirio in stile Ventennio: “Quando si dice mito fondante... quando mai, a sinistra, si potranno vantare di una Piazza Navona tutta loro, di un loro esempio così fulgido e fiero di coraggio, coerenza, orgoglio, goliardia ed onore? Rosicano, perché una Piazza Navona non la avranno mai [eh sì, ci farebbe proprio piacere avere 30 anni, passare sotto il naso delle polizia con le mazze, prendere a cinghiate inermi studenti 15enni e poi farla franca!]. Noi restiamo i leoni, loro le iene. Nel DNA”... Ma il video sta ancora lì. Quindi ecco, dopo tanta freva, l'Idea Geniale, un esempio bell'esempio di intellig..., eh proprio no, demenza collettiva [www.vivamafarka.com/forum/index.php?topic=72184.30]:

“Iron81: pensiamo a fare TUTTI un uso sistematico e di massa dell'opzione 'segnala', in modo da far rimuovere questa merda dalla rete.
Icaro: Per segnalare i video, cliccate su 'Segnala', selezionate 'incita all'odio ed alla violenza' e scrivete qualcosa come 'Diffamazioni note ed istigazioni contro l'avversa parte politica'. Se ce ne son tante, quelli del tubo lo rimuoveranno.
Ancora Icaro: Visto che Youtube non prevede l'istigazione alla violenza per motivi politici (sono americani..), segnaliamo che veniamo discriminati per il colore?”

Così i “leoni”, come amano definirsi, passano il pomeriggio a cliccare sul mouse e riescono a far rimuovere il video da You Tube, segnalando che li discrimina per “Race or ethnic origin” – quando i negri servono a qualcosa, no? Siccome l'operazione è automatica, You Tube non mette in atto alcun controllo. Ed ecco i fasci che si beano del piccolo e insperato successo... “Camerata, siamo fascissstisssimi, abbiamo fatto il nostro dovere di italiani”! “Schhh, meglio non dirlo, You Tube è americana...”, “Vabbè, comunque a quelli i comunisti non gli piacciono lo stesso”...

Ma altro che “fascisti del terzo millennio”, questi di Casa Clown sono all'epoca delle caverne! Pensano davvero di ostacolare la diffusione di contenuti andando a cliccare in massa su un modulo di You Tube? Spiace deluderli, ma non siamo più ai bei tempi della censura e dell'olio di ricino. Il video è stato subito rimesso online, e sta girando su You Tube, su Daily Motion, su Indymedia; inoltre sono già previste altre proiezioni pubbliche... A maggior ragione invitiamo tutti i compagni a dargli massima diffusione, a scaricarlo qui [http://caunapoli.org/index.php?option=com_seyret&Itemid=81&task=videodirectlink&id=1] o da Emule e Bit-torrent, a passare alle nostre iniziative per riceverne gratuitamente una copia. All'ignoranza dei fasci rispondiamo con la controinformazione: non solo il video continuerà a girare, ma avrà ancora più visibilità...

Ancora una volta l'attacco di Casa Clown gli si è rivoltato contro, e prima o poi a sbattere la testa contro il muro se la romperanno... In ogni caso, noi invitiamo di cuore tutti i fascisti a restare a casa per cancellarci i video. Visti i loro numeri alquanto esigui, siamo certi che per un po' le strade saranno più pulite...

Collettivo Autorganizzato Universitario – Napoli
coll.autorg.universitario@gmail.com
cau.noblogs.org

La precarietà non è un brand

autore: 
anonimo

La precarietà non è un brand

Le Rsa-Cgil non ritenevano degno di risposta il comunicato Cub-Autorganizzati-Bios S. Precario 07/2009, ma dopo la diffusione esterna ritorniamo sui fatti:

Il 2 luglio presso la Camera del Lavoro di Milano viene indetta dalle Rsa Cgil un’assemblea dei lavoratori precari Scala per discutere ed avere dal legale informazioni necessarie per chi deve fare una scelta e rischiare in prima persona.
G.C. non precario, militante Cub, interrompe provocatoriamente più volte l’assemblea fino a che le Rsa-Cgil s’incazzano e presentano una mozione d’ordine al fine di allontanare G.C. e proseguire quindi con la riunione.

UN’ARROGANTE LEGGEREZZA CUB?

NO! Una pratica che negli ultimi anni ha portato a queste prese di posizione:
- i Cub hanno combattuto e votato contro l’accordo sull’occupazione (aprile 2008), 312 gg. per tutti; accordo che oggi permette a 150 precari di rivendicare il diritto a tempo indeterminato;
- contro il licenziamento di 4 operaie di palcoscenico i Cub un giorno votano lo sciopero indetto dalla Cgil Scala e l’altro (14/09/2009) con i loro amichetti “Autorganizzati dello Spettacolo” lo definiscono “sciopero polverone indetto dai confederali”. Tanto per giocare: un aiuto alla direzione per indebolire lo sciopero;
- nel contratto integrativo i Cub hanno sostenuto fino alla fine gli interessi del Fials:
votando contro la proposta di piattaforma, silenzio complice sulla vicenda-filarmonica, sostenendo con il voto chi non accettava più la democrazia dell’assemblea perché a maggioranza operaia, inviti tea-time per condurci alla ragione ed infine la dichiarazione ufficiale del loro segretario il 7 dicembre 2008 http://www.youtube.com/watch?v=igXLuYqzDgo

MA DA CHE PARTE STATE?

Rsa-Cgil Teatro alla Scala
Milano 05/10/2009

INNSE/ESAB

autore: 
anonimo

gio, 24 set @ 07:10
INNSE ed ESAB, un interessante confronto
Pubblicato in:: Numero606-09 www.operaicontro.it

La lotta degli operai dell’INNSE continua anche indirettamente ad essere fonte di
molti insegnamenti per tutti gli operai.
Raffrontiamo brevemente l’accordo della fabbrica di Milano con quello della ESAB
Saldature di Mesero (Milano), in cui un gruppo di operai è stato per più di due
settimane sul tetto della fabbrica.
L’INNSE non viene più smantellata, anzi riprende le attività, con l’acquisto degli
impianti da parte di un nuovo padrone, che dovrà riassumere tutti i lavoratori della
fabbrica, che sono attualmente in mobilità.
L’ESAB, invece, chiude da subito. A fronte di qualche vuota chiacchiera su una
eventuale “reindustrializzazione” dell’area, nessun impegno concreto viene preso
sulla ricollocazione dei dipendenti. Gli operai avranno un massimo di due anni di
cassa integrazione straordinaria, poi scatterà la mobilità, cioè il licenziamento.
L’assegno di cassa integrazione sarà integrato dall’azienda fino al 100% del salario
normale. Tutte le altre eventuali integrazioni salariali, che non potranno superare
per ciascun lavoratore il tetto dei 24.000 Euro, saranno erogate dall’azienda solo
sotto forma di incentivo all’esodo, cioè solo in occasione dell’accettazione
individuale del licenziamento e, addirittura, il diritto a ricevere tali somme sarà
subordinato alla sottoscrizione “da parte del lavoratore interessato di una
transazione generale e novativa con rinuncia ad ogni richiesta e domanda connessa
alla esecuzione e cessazione del rapporto di lavoro nei confronti di ESAB”. Una vera
carognata, fatta da chi tiene ben stretta la pistola puntata alla tempia degli
operai: ti do i soldi che ti servono per tirare avanti per un po’ di tempo senza
lavoro, ma devi garantirmi che non mi costringerai legalmente a pagarti risarcimenti
futuri per questioni contrattuali e normative o per danni biologici. Una vera e
propria estorsione, che non provoca però nessun intervento della magistratura, così
pronta invece a perseguire l’occupazione della fabbrica o quella della tangenziale
nel corso della lotta dell’INNSE.

Non c’è dubbio allora che per il primo accordo, quello dell’INNSE, si tratta di una
vittoria degli operai, mentre quello della ESAB rappresenta una pesante sconfitta
delle maestranze.
Questo dato incontrovertibile ci spinge a fare due ordini di riflessioni. Col primo
evidenzieremo alcune lezioni che si traggono dal confronto delle due esperienze di
lotta. Col secondo valuteremo il ruolo del cosiddetto “sindacalismo di base”, cioè
dei sindacatini alternativi.

Non appena Genta, il vecchio padrone della INNSE, ha tentato con un colpo di mano di
chiudere la fabbrica, iniziando le procedure di messa in mobilità e
contemporaneamente invitando i lavoratori a stare a casa “pagati”, in attesa che si
concludessero i tempi canonici per l’avvio della mobilità, la preoccupazione degli
operai è stata quella di avere il controllo dell’officina. Loro obiettivi prioritari
erano impedire la chiusura dello stabilimento e respingere anche un solo
licenziamento. Su questo si sono confrontati duramente con Genta per 15 mesi, senza
mai aprire trattative su un eventuale avvio della cassa integrazione straordinaria da
aggiungere al periodo di mobilità o su eventuali integrazioni salariali, finendo così
in mobilità senza ricevere nessuna integrazione, e si può immaginare cosa abbia
significato vivere a Milano per più di un anno con il misero assegno di mobilità. Gli
operai dell’Innocenti sapevano però che nella situazione di oggettiva debolezza in
cui si trovavano, con un padrone non interessato a continuare la produzione, la cassa
integrazione e l’integrazione del salario potevano essere ottenuti solo cedendo su
altre questioni, ad esempio accettando il trasferimento di alcune macchine. In
pratica, lo scambio era: più sussidi e per più tempo in cambio dell’accettazione del
licenziamento. Scambio che gli operai dell’INNSE non hanno giustamente voluto fare.
Di fronte a un dilemma simile si sono trovati anche gli operai della ESAB, come del
resto si trovano tutti gli operai le cui fabbriche stanno chiudendo, vedi la LASME di
Melfi. La risposta degli operai dell’ESAB è stata però l’esatto contrario di quella
dell’INNSE. Al centro della trattativa non è stata la continuità produttiva della
fabbrica e il rifiuto dei licenziamenti, ma l’eventuale cassa integrazione e le
integrazioni che l’azienda avrebbe dovuto dare. Questa linea veniva già sancita nel
preaccordo del 3 agosto, dove si parlava di cassa integrazione e incentivi mentre si
accennava solo genericamente ad una eventuale reindustrializzazione dell’area.
L’accordo del 15 settembre è perciò la diretta conseguenza delle strategie scelte
all’inizio della vertenza, con le quali non solo si è accettata chiusura della
fabbrica e licenziamenti, ma si è ottenuto davvero anche molto poco sul piano delle
forme di integrazione al reddito e praticamente nulla sugli impegni per una eventuale
ricollocazione degli operai. Tutto ciò malgrado la mobilitazione operaia nel corso
dell’ultimo mese fosse cresciuta, arrivando a forme di lotta dure, come il presidio
della fabbrica e la permanenza sul tetto.
Due strategie opposte, cui hanno corrisposto due opposti risultati.
Gli operai dell’INNSE sapevano che accettare la chiusura dello stabilimento
significava nella migliore delle ipotesi, la ricollocazione in qualche altra
fabbrica, con condizioni lavorative e normative peggiorate e si sono opposti con
estrema determinazione alla chiusura, senza farsi né irretire da chi proponeva loro
fantasie come l’autogestione, né blandire dalle interessate proposte di mobilità fino
al pensionamento o ricollocazione per una minoranza. L’unità degli operai doveva
essere garantita a tutti i costi perché è proprio l’unità la forza degli operai e
l’unico modo per garantirla era impedire la chiusura del luogo dove essa fisicamente
si forma, la fabbrica.
Difesa dell’unione degli operai, anche contro chi, preso atto della loro incrollabile
determinazione, vorrebbe trasformarli in padroncini o contro chi ha creduto di
dividerli con qualche miserabile incentivo. Unione operaia, questa è una delle più
importanti lezioni che ricaviamo dalla lotta dell’INNSE Naturalmente, non è mancato
il solito imbecille piccolo borghese, che, incapace di cogliere questa lezione, ha
sparlato di patto fra gli operai dell’INNSE e i capitalisti produttivi contro i
capitalisti speculatori, ragionando allo stesso modo con cui i borghesi russi
tacciavano nel ’17 i bolscevichi di essere filo tedeschi.

Andiamo ora ad affrontare la questione delle organizzazioni sindacali, perché anche
su questo versante il raffronto fra i due accordi ci dà notevoli spunti di
riflessione.
L’accordo dell’INNSE è stato sottoscritto dai vertici FIOM, mentre tutti gli altri
sindacati, inclusi quelli “alternativi” sono stati assenti nella lotta. L’accordo
dell’ESAB è stato sottoscritto dalla FLMU, che ha praticamente diretto la lotta fino
alla sua amara conclusione. In verità l’accordo porta solo la firma delle RSA, a
maggioranza appartenenti alla FLMU, e non dei sindacati territoriali. Ma la scelta è
solo frutto di una sporca ipocrisia. La FLMU è d’accordo con l’intesa raggiunta, ma
sa che essa è impresentabile e allora opta per la soluzione di lasciare l’onere della
firma ai suoi delegati aziendali, salvo poi sostenere la loro scelta scellerata in
assemblea e firmare insieme alla RSA solo il verbale di accordo al Ministero in cui
si avvia la cassa integrazione straordinaria per cessazione delle attività. Una
vergognosa ipocrisia del tutto in linea con quella imperante fra i politici italiani
pronti a chiamare “missione di pace” l’occupazione militare di altre nazioni. Il
tutto condito da parte della FLMU dalle soliti frasi in sindacalese con l’elencazione
certosina delle luci ed ombre dell’accordo e con i piagnistei sulla debolezza cronica
degli operai.
Una sola domanda, brutale e diretta, va fatta a questi sindacalisti: ma perché vi
siete sforzati tanto per creare un sindacato alternativo se alla prima prova dei
fatti finite col fare le stesse cose della peggiore dirigenza Fiom?
E’ la fine di una illusione, quella per cui bastava fondare un sindacato “buono”,
creare cioè un guscio formale di organizzazione sindacale per poi crescere fra i
lavoratori e diventare determinante. Si anteponeva così la questione formale (la
costituzione dell’organizzazione sindacale) a quella sostanziale (la conquista della
maggioranza degli operai), che è l’unica base su cui può nascere veramente una
organizzazione sindacale. Il sindacato, infatti, conta ed esiste solo in quanto
organizzazione di massa, capace di rappresentare la maggioranza dei lavoratori.
L’esperienza degli ultimi due decenni dimostra come la scorciatoia del “sindacalismo
di base” sia fallimentare, essendo servita solo ad isolare e chiudere in un ghetto le
minoranze più combattive.
Ancora una volta qui torna utile riferirsi alla esperienza della INNSE, in cui il
fatto di essere rappresentativi della stragrande maggioranza degli operai, ha
permesso alle RSU di quella fabbrica di dettare modalità e forme della lotta e le
stesse condizioni della trattativa ai vertici sindacali FIOM.

La Sezione AsLO di Napoli

Paolo Berizzi de La Repubblica dai fascisti di Forza Nuova

autore: 
militante antifascista

Il giornalista della Repubblica, Paolo Berizzi, autore del libro "Bande Nere", preciso studio sui rigurgiti neofascisti in Italia, scritto insieme al compagno Saverio Ferrari, andrà a "discutere e confrontarsi" con gli squadristi di Forza Nuova nel loro "presidio" di Milano. Per farsi della pubblicità, questo stronzo legittima politicamente uno dei gruppi più fanatici e violenti della estrema destra nazifascista, forse il peggiore. E' possibile che nessuno dica e faccia niente?

Insorgere

autore: 
anonimo

Insorgere.
Lasciare ogni remora contro chi non ne mai avute.
Avete da perdere cosa? La routine grigia della vostra vita?... molti abbiamo famiglie, a volte un pezzo di lavoro.... cosa cambia di fronte allo scempio che ormai avanza senza posa?
Non arrendiamoci. Facciamoci coraggio, prima o poi si crepa tutti (si potrebbe anche uscirne vivi...)

Alla prima occasione, a Ottobre o che sia, violenza diffusa e senza tregua.

Siamo realisti.... (lo sapete già, no?)
VOGLIAMO L'IMPOSSIBILE !

la pace lontana 3500 anni

autore: 
pietro ancona

LA PACE LONTANA 3500 ANNI!
============================
Il discorso del leader del governo di ultra destra Netanyahu è stato accolto bene dal Presidente Obama. E' un passo avanti ha detto. Non è vero. In effetti, il discorso è servito alla dirigenza israeliana per tirarsi dall'angolo in cui si era cacciata e per rilanciare la palla ad Obama ed ai palestinesi. I quali hanno reagito con irritazione su entrambi i fronti di Gaza e della Gisgiordania. Spero che la comune irritazione del Presidente Abu Mazen e di Hamas per lo spocchioso e provocatorio discorso di Netanyahu serva ad avviare un processo di riunificazione del popolo palestinese diviso dagli israeliani in collaborazionisti e "terroristi " che hanno creato una amministrazione retta da un Quisling per isolare i patrioti e aumentare a dismisura la colonizzazione della Gisgiordania oramai quasi inabitale per i palestinesi stretti in un angolo dal grosso, vorace e sanguinario cuculo israeliano. L'elettorato israeliano è fortemente condizionato ed orientato dai coloni e dalla loro ideologia di sterminio dei "bipedi parlanti". (così gli ebrei chiamano tutti i non ebrei) Hanno avuto la tracotanza di dichiararsi insoddisfatti del discorso di Netanyahu che ovviamente non riconosce il diritto del ritorno alle loro case dei profughi, proclama Gerusalemme città degli ebrei, concede ai palestinesi uno Stato-burla demilitarizzato (il monopolio della violenza deve continuare ad essere detenuto da Israele), e privo di sovranità sui cieli che lo sovrastano.
In un passaggio del suo discorso, Netanyahu ha detto che la legittimità dello Stato "ebraico" di Israele nasce non dalla Shoah ma dal fatto che gli ebrei hanno abitato la Palestina 3500 anni orsono. Gli ebrei non abitano una terra assegnata dalla comunità internazionale a risarcimento delle sofferenze patite dal regime nazista ma un luogo in cui sono stati loro antenati 3500 anni fa. Quanti hanno legato e legano l'esistenza di Israele alla Shoah sono serviti! Gli israeliani non ritengono di avere ancora bisogno dell'Olocausto per la nascita del loro Stato. Non sappiamo come risolvono il problema dei palestinesi e se ritengano o no che questi abitano la Palestina anche loro da 3500 anni! Intanto intensificano i programmi degli insediamenti colonici, continuano a tenere in gabbia la popolazione di gaza, affilano le armi per l'aggressione all'Iran dentro il quale hanno creato un forte movimento di destabilizzazione che ha già dato i suoi frutti nei tumulti di questi giorni.
Nessuna speranza di pace dalle parole di Netanyahu!
Non ci resta che sperare in un ravvicinamento di Hamas e ANP per tornare ad essere l'unico popolo palestinese che lotta per i suoi diritti e di una reazione della sinistra e dei democratici israeliani al governo fascista, razzista e genocida che li dirige. Entrambe le cose sono assai difficili e problematiche ma non c'è altra strada, non c'è alternativa.
Pietro Ancona
http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
www.spazioamico.it

votare si votare no....

autore: 
spiralist

alle europee voi che farete?votere,non voterete?
io nn voto perchè anarchico ma chi ha un'idea diversa dalla mia chi voterà?
pd,lista comunista,sinistra e libertà,sinistra critica,partito comunista dei lavoratori,lega nord,partito delle libertà,forza nuova?

aspettando risposte.....(che sul forum arrivano raramente)

uelfare e invalidità... incivile

autore: 
Massimo Rispetto


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento perchè rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perchè non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

(Bertolt Brecht)

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Ho dato uno sguardo ai vari post su Indy, si parla di invalidi quasi esclusivamente in relazione alle vittime dei conflitti, agli incidenti sul lavoro, ai parcheggi riservati, ai posti a sedere in metro, alle assunzioni bancarie...

Ci sono altri invalidi, persone che semplicemente si ammalano.. che hanno un incidente fuori dall'orario di lavoro, o che sono solo emotivamente più fragili... non invalidi di guerra, non invalidi sul lavoro, solo invalidi.

Da 18 a 60 anni, con invalidità totale (100%) o parziale (dal 74% al 99%) che vivano in nuclei mono o plurireddito che abbiano o meno casa di proprietà a loro si chiede di vivere con un assegno mensile di 255 euro.. ovviamente a patto di non svolgere nessuna attività lavorativa.

duecentocinquantacinque!

Questa cosa oggi non ci riguarda,
ma domani puo' riguardarci tutti...

sfogo sull'antifascismo

autore: 
comunque red

sfogo e richiesta di riflessione: mi sembra esagerato che una news su due sia ormai sull'antifascismo. che palle! siamo circodati da razzisti, neoliberisti, sessisti, veline, omofobi, padroni assatanati e tante merde di altra natura che tutto fanno o pensano tranne che dirsi e credersi fascisti. mi sembra che sta storia dei fasci "doc" che riguarda al massimo 100 persone dementi a milano e forse 300 in tutta la lombardia stia diventando un'ossessione e che nei fatti contino meno ma molto meno del 2 di picche. ma basta, che se vadano a fare in culo. non contano un cazzo parliamo di altro!

delle volte ho l'impressione che siano gli stessi fasci ad alimentarsi la visibilità grazie alle paranoie dei compagni.

le divisioni sono il male più grande della galassia antagonista

autore: 
spiralist

Ragazze/i leggo molto spesso le discussioni e le notizie su indymedia e molte volte,purtroppo troppe,vedo come in questo sito le persone passano più tempo a denigrarsi a vicenda piuttosto che a sostenersi. Secondo me,passare più tempo a litigare che a sostenere le varie iniziative è molto controproducente,in quanto siamo in pochi,se oltre a questo dato d fatto c mettiamo anche un eterna conflittualità che pervade i vari collettivi,organizzazioni,c.s.o.a. e singoli individui riesco sempre più a capire come il mondo antagonista si stia sempre più ghettizzando in una sorta d universo parallelo dove la corsa ad essere il più puro ed il più cattivo diventa quasi la cosa principale.
Non tutti sono fatti per picchiare,non tutti sono fatti per parlare,non tutti sono fatti per esprimere la propria vena artistico/culturale. Credo che questo punto non sia ben capito da tutti,anzi,ed è per questo che esprimo la mia idea : se invece di rivendicare l'azione della propria sigla,pensiero o c.s.o.a. come cosa buona o giusta si coordinassero le proprie azioni in maniera da non cadere nel ridicolo(come attualmente molte volte avviene)? Non dico di doversi mettere d'accordo su indymedia,perchè sarebbe una cazzata e verremmo soppressi subito,ma una sana discussione fra le parti sarebbe utile e di sicuro se ne trarrebbe vantaggio.
Perchè denigrare un presidio se non si è in grado di organizzare una contromanifestazione?!?! (per esempio) Pensateci,e se qualcuno usa il forum(un luogo dove c si dovrebbero scambiare le idee senza insultarsi) invece del NewsWire risponda....

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