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G8

[Venezia] Bloccata la nave dei rimpatri verso la Grecia

autore: 
no g8

Questa mattina più di un centinaio di attivisti dopo aver superato il blocco della Finanza è entrato nel porto di Venezia ed è salito su una delle navi della Minoan lines dirette verso la Grecia.

"Siamo tutti clandestini" è lo slogan che gridavno i manifestanti dal pontile della nave. Sugli striscioni le scritte "Diritto di asilo. Stop respingimenti" e "Boikot deportation Minoan lines! No G8".

Da un anno le associazioni denunciano quanto avviene al porto di Venezia, come del resto negli altri porti dell'Adriatico, ai danni dei profughi afghani, curdi e africani che si nascondono sulle navi di linea in arrivo dalla Grecia, alla ricerca di un luogo dove poter finalmente chiedere asilo. Ma la polizia di frontiera italiana respinge la maggior parte di queste persone rimandandole in un paese, la Grecia, dove l’asilo non esiste e i migranti, anche i bambini, sono soggetti a mesi e mesi di detenzioni arbitrarie e sempre più spesso a deportazioni collettive.

Un'iniziativa analoga si era svolta ieri anche al Porto di Ancona.

[Ancona] striscione al porto

autore: 
no g8

In base ad un accordo raggiunto con la Questura, i no global della ''Giornata senza frontiere'' indetta ad Ancona in concomitanza con il G8 sono entrati nell'area del porto, oltrepassando le barriere della zona di sicurezza, e hanno appeso uno striscione contro i respingimenti, tema della manifestazione, vicino ad un traghetto che sta imbarcando automezzi.

E' previsto anche un volantinaggio prima del corteo (inizio alle 19) che dovrebbe sfilare dal centro fino allo scalo. Scalo dove al momento e' presente, in modo discreto, la polizia con due cellulari, insieme ai vigili urbani.
Le forze dell'ordine hanno invece gia' blindato il centro, circondando piazza Roma, da dovre partire il corteo.
Molti i negozi chiusi in corso Garibaldi, via principale del capoluogo marchigiano, e nell'adiacente corso Mazzini, dove invece sono tranquillamente a passeggio molte persone. Tutta l'area e' sorvolata da elicotteri.

[Roma] a Rebibbia ho incontrato le 3 ragazze arrestate ieri

autore: 
Luigi Nieri
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Sono appena tornato da Rebibbia sezione femminile dove ho incontrato le tre ragazze che sono state arrestate ieri in occasione delle manifestazioni contro il G8. Con me c’era anche Roberta Bartolozzi dell’Associazione Antigone.
Al momento le tre ragazze si trovano in custodia cautelare in attesa di convalida del fermo da parte dell’Autorità Giudiziaria. In un primo momento ci è stata negata la visita. Ci era stato detto che le visite dei consiglieri regionali non erano consentite in situazioni come queste.

Abbiamo atteso un’ora e spiegato le nostre ragioni e i miei diritti. Abbiamo poi ribadito che l’articolo 67 dell’ordinamento penitenziario non pone limiti alle visite di parlamentari e dei consiglieri regionali. L’impressione è che qualcuno ci volesse negare la possibilità di incontrare le ragazze, che qualcuno è tentato dal restringere gli spazi di trasparenza e gli strumenti di controllo. Dopo un po’ ci hanno accompagnato nel reparto femminile.

Le tre ragazze erano spaventate. Una di loro, la più preoccupata, è tedesca. Ci ha detto che non pensava che in Italia si arrestassero le persone senza motivo. Tutte e tre sembravano non avere più di 20 anni. Una di loro riportava dei grossi lividi sul polpaccio, dietro alle braccia, sulla schiena. Dice di essere stata malmenata nella fase di arresto. La legge vieta di chiedere informazioni sulla situazione processuale. Abbiamo solo potuto constatare le loro condizioni di salute.

E’ inaccettabile che ogni volta, in occasione di summit internazionali, si continuino a utilizzare strumenti di repressione e di intimidazione contro chi manifesta il proprio dissenso.
E’ intollerabile che in occasioni simili si continuino a perpetrare violazioni dei diritti fondamentali con la scusa della sicurezza. Abbiamo già vissuto situazioni come questa, anche nel nostro recente passato, vogliamo voltare pagina.

[Mantova] Occupato il provveditorato dal collettivo studentesco contro gli arresti

autore: 
collettivo studentesco AcaToro
image1: 
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Questa mattina una decina tra studenti e universitari del collettivo
studentesco e dello spazio sociale La Boje hanno occupato simbolicamente
intorno alle 11.30 il provveditorato di Mantova come forma di protesta
contro gli arresti dell' operazione REWIND e la campagna repressiva
messa in atto da un mese a questa parte in coincidenza con il g8.
Durante l' occupazione si è tenuta una conferenza stampa ed è stata
iviato via fax il volantino alle principali istituzioni cittadine con la
precisa richiesta di prendere posizione verso chi vuole reprimere il
conflitto sociale in questo paese.

G8. Pranzi, cene e scampagnata delle signore. Non ci stanno le donne dell'Aquila

autore: 
Alessandro Cardulli
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No,non ci stiamo. I telegiornali imbrogliano chi guarda la televisione, va tutto bene, grandi risultati da queste due giornate del G8, diventato G14. Una grande speranza per i paesi poveri,dicono gli inviati che prima di essere giornalisti sono cortigiani, è venuta da quanto discusso all'ora di pranzo, naturalmente preparato con prodotti rigorosamente abruzzesi.

Un accordo che farà epoca, lo dice anche Obama, per quanto riguarda il clima. Senza dubbio per gli Stati Uniti che nell'era Bush si sono opposti a qualsiasi misura a difesa dell'ambiente, si tratta di un fatto storico. Ma a fronte del disastro che incombe sul pianeta terra quanto è stato scritto fra un pranzo e una cena è pressoché niente. Dice il segretario generale dell'Onu, Ban Ki Moon che "si è persa un'occasione unica. Non solo anche quel poco che è stato messo per scritto non è condiviso da paesi come la Cina. Altri capi di governo da quello del Brasile a quello dell'India, dicono a chiare lettere che i primi responsabili della crisi ambientale sono i paesi più industrializzati che hanno sfruttato ogni risorsa per il "loro" sviluppo a danno di tutti gli altri.

Quindi paghino per primi e non scarichino i costi dei loro errori sui paesi in via i sviluppo. Occorrerebbe ridurre entro il 2030 perlomeno del 90% le emissioni di gas. Dal G8-G14 esce un generico impegno a ridurre del 50% entro il 2050 e di due miseri gradi entro il 2020. Ma di tutto questo si dovrà riparlare a Copenaghen a dicembre. Nella logica che un "G" ne tira sempre un altro. Una specie di catena di Sant'Antonio che non finisce mai. Comprendiamo che i capi di governo dicano che sono stati ottenuti importanti risultati, senza mai enumerarne uno concreto. Altrimenti che capi di governo sarebbero e perché continuerebbero a organizzare i "G" che sempre più di frequente si riuniscono nei più diversi paesi, onorando sempre le cucine nazionali. Però dovrebbe avere perlomeno la capacità di ricordare le dichiarazioni che rilasciano.

Prendiamo Berlusconi, il padrone di casa. Fa dire ai suoi telegiornali e ai suoi giornali che meglio di così non poteva non solo per quanto riguarda il profilo organizzativo ma per i contenuti, i risultati dei lavori, sempre pranzo e cena compresi. Poco dopo presentando il significato del nuovo scenario dei "G" che da otto partecipanti passeranno a dodici, sottolinea che con la nuova composizione si potranno prendere quelle decisioni che oggi sono impossibili. Ricorda infatti che il "G 14" rappresenta l'80% dell'economia mondiale. Che ci resta allora di questa " due giorni" aquilana? A ben vedere solo la "scampagnata" delle ladies, le mogli dei capi di governo che in compagnia di due ministre come la Carfagna e la Gelmini, sono andate a visitare le macerie. Loro hanno deliziato i media i quali, a fronte dell'inutilità di questo " G" , si sono buttati a tuffo sulla brigata femminile capitanata da Michelle Obama. Le consorti dei capi di governo di Gran Bretagna, Canada, Giappone, India, Sudafrica, Messico, Svezia, Nigeria, si sono commosse, hanno pensato ai bambini, alla loro difficile situazione.

Sono stata rassicurate dalle due ministre. Non gli manca niente, tutto bene. C'è mancato dicessero, come una volta ha detto Berlusvconi, che erano in vacanza. Si è evitato un reale rapporto con le donne aquilane, le " Fast Ladies" che hanno gridato alle signore: " Venite nelle tende , le donne abruzzesi vi aspettano in mutande". Ed ancora: "Passeggiate in centro per le signore, per le donne aquilane tende e cemento". Le signore si sono ben guardate dall'entrare in qualche tenda. Il protocollo berlusconiano non lo prevedeva. Sarebbe stata una violazione della privacy si sussurra abbia fatto sapere il cavaliere. Merito alla signora Carla Bruni in Sarkozy che ha evitato la carovana turistica e visiterà L'Aquila da sola. Avviene così che i media si sbizzariscano a decrivere gli abiti delle signore. Michelle indossava un abitino a balze giallo-verde acido e poi le altre consorti impegnate in abiti quasi da cerimonia, anche se "sobri", come scrivono le agenzie di stampa. E' stata fatta anche una classifica e la più elegante è risultata la moglie del premier indiano Gur Sharon Kaur che indossava un sari rosa cipria con una collana in tinta. No, non ci stiamo.

Ma cos'è sto' G8?

autore: 
Tonio Dell’Olio
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G8 pacchetto azionario di maggioranza della Banca Mondiale in grado di condizionare l’economia e la finanza di tutti i Paesi.
Di condannare a morte o richiamare in vita gli abitanti di un’intera regione del mondo.

G8 tappeto rosso del potere, Hollywood della politica, festival di quelli che contano per davvero o che credono di contare.

G8 che sa di non bastare più a se stesso perché la Cina non è vicina: è andata oltre; l’India s’è fatta strada; il Brasile è leader continentale.

G8 che detta le regole del mercato mondiale sempre a favore dei soliti noti e grandi elettori.

G8 di Genova 2001, due mesi prima della strage delle Torri Gemelle non fiuta l’aria, redige un documento finale nel quale la parola terrorismo non appare nemmeno di striscio.

G8 vetrina buona, club dei ricchi, status simbol del potere, buono per una foto ricordo e per dire «io c’ero!».

G8 sfarzo e spreco.

G8 è l’automobilista romano incazzato, incastrato nel traffico che urla: «Buffoni, statevene a casa invece di rompere le palle alla gente che lavora».

G8 in visita allo zoo umano della tragedia abruzzese e gli abruzzesi non sono d’accordo.

G8 novanta per cento della produzione e del commercio di armi.

G8 strette di mano e pacche sulle spalle.

G8: la gente, i drammi, la miseria ma anche le speranze sono altrove.

Obama praises Italy's 'great' leader as a man of integrity — but it's not Berlusconi

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Obama praises Italy's 'great' leader as a man of integrity — but it's not Berlusconi

Many Italians will be pleased that when President Obama arrived in Italy yesterday for his first G8 summit he launched into lavish praise of the nation’s “great leader”. This eminent figure had “the admiration of the Italian people”, Mr Obama said, not only for his public service, but his “integrity and graciousness”.

“I just want to confirm that everything I have heard about him is true — he’s an extraordinary gentleman and a great leader of this country,” Mr Obama added. He was talking not about Silvio Berlusconi, but about President Napolitano, the head of state.

The White House later attempted to brush off suggestions that the compliments — not extended to Mr Berlusconi — were intended as veiled criticism of the scandal-tainted Prime Minister. Asked if Mr Obama’s praise of Mr Napolitano’s qualities implied that Mr Berlusconi lacked them, a White House spokesman said: “I wouldn’t read too much into it. Sometimes we just mean what we say.”

Italians may draw a different conclusion. More photographs taken of Mr Berlusconi’s Sardinian villa with a long lens are being offered for sale, including some in which two women kiss each other in front of him. Perhaps the “lesbian kiss” was “a joke” staged by the women to embarrass the Prime Minister, the right-wing paper Libero suggested in an interview with the photographer.
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Perhaps. At any rate, Mr Berlusconi clearly hoped as the summit opened in the glare of the world’s media that the photographs would not surface, that no further inquiries would be announced into his parties in Sardinia and Rome, and that no more women would come forward describing their alleged nights of passion with him.

By this yardstick, at least, the day went well. Although still suffering from the arthritis of the neck that has afflicted him since the allegations over his private life broke in April, he was all smiles as he greeted his fellow G8 leaders as if the revelations that caused his wife to demand a divorce had not occurred.

Other leaders went along with the performance, with Mr Obama kissing him on both cheeks, Angela Merkel grasping his hand, and Gordon Brown embracing him. In the morning, before the summit got under way, Mr Berlusconi took Ms Merkel on a tour of Onna, one of the Abruzzo towns hit by April’s earthquake, which Germany has pledged to restore in reparation for a Nazi massacre of 17 residents of the town in 1944.

The first day of discussions on the future of the global economy and climate change over, Mr Berlusconi took Mr Obama and President Medvedev on a similar tour of the ruins of L’Aquila — in keeping, he said, with the “sober spirit” of the summit. He gave each of the G8 leaders a black parka jacket by Belstaff, the maker of stormwear to the stars, with a chic version for the wives.

“It is the Italian people who will decide whether Berlusconi is a legitimate leader or not,” said Franco Frattini, the Foreign Minister, dismissing what he said were baseless attacks by foreign media. Mr Berlusconi remained defiant.“What counts are realities, not calumnies,” he said, angrily condemning reports that Italy would be expelled from the G8 and replaced by Spain.

The jury was still out on whether the summit would be deemed a success. The Government, said Corriere della Sera, had made an “enormous effort” to relocate the event — originally scheduled for Sardinia — at the last minute. But Mr Berlusconi’s behaviour towards women and resulting attacks on him were “a delegitimisation” that damaged Italy’s image, it said, and his troubles were far from over.

http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article6669337.ece

L’Aquila: Qui gireremo un film

autore: 
Aldo Vincent
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Credevo che avessero sgombrato le macerie del terremoto, invece ho scoperto che le avevano ammucchiate per fare da sottofondo alla passeggiata dei Grandi della Terra durante il loro consueto giro di propaganda che chiamano g8 in attesa del g14 che farà da preludio al g20 che avrà un significato solo col g (metti un numero a caso…)
Proclami, aria fritta, e slogan ripetuti all’infinito, salviamo l’Africa, combattiamo i paradisi fiscali (questa, detta da Berlusconi che deve la sua immensa fortuna all’uso di questi dispositivi, fa proprio ridere) il clima, la riduzione dell’inquinamento, la pace nel mondo, e mentre riempiono i microfoni con le vibrazioni della loro aria a casa loro si continuano a perpetrare i più efferati scempi. L’italia (scusate lo scrivo minuscolo, non è un refuso) approva il nucleare, in Afghanistan il più massiccio assalto dopo il Vietnam (ma non era una missione di Pace? Mah) si spara sui dimostranti, si ruba la terra agli Indios…

Appropò:

Occasione perduta, quell’iniziativa di Frattini di non invitare Ahmadinejad al g8 dove invece che parlarne male, avrebbero potuto guardarlo negli occhi. Ma forse non avevano tempo, tutti presi dai tagliolini, mozzarella, pizza e mandolini e udite udite un libro omaggio del peso di 24 kili! Comodo da portare a letto per una lettura sulle bellezze d’Italia (questa sì maiuscola) prima di addormentarsi soddisfatti.
Pensateci: un libro di mezzo metro cubo per 24 kili con copertina in marmo di Carrara regalato da Berlusconi: un regalo pacchiano da uno che di libri evidentemente ne legge pochi ma che ha in mano tutta l’editoria che conta nel nostro paese (ahimè, minuscolo)
Amen

P.S.
Il succo dell’avvenimento è la vampirizzazione fatta da Clooney per promuovere la sua casa cinematografica. “Qui gireremo un film” non è solo un maledetto slogan pubblicitario, ma purtroppo sarà pure l’unica promessa mantenuta in questi giorni…

www.giornalismi.info/aldovincent

[Roma] azione contro agenzia interinale e unicredit

autore: 
no g8

Continuano i blitz della Rete No G8 a Roma.
Un gruppo di studenti nel quartiere San Paolo ha tirato vernice contro le porte dell'agenzia per il lavoro interinale Adecco e una filiale Unicredit.

Antonio Canova al G8

autore: 
Pietro Ancona
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Le 3 grazie di A. Canova

Ho letto che Berlusconi ha regalato ai suoi ospiti del G8 una strenna del peso di 24 chili, un volume che suppongo riproduca le opere del nostro Antonio Canova ricoperto da una copertina di marmo e realizzato come un miracoloso oggetto da Mille e Una Notte con carta "fatta a mano" broccati di seta e fili d'oro. Trattasi di oggetto di grande pacchianeria e volgarità costosissimo ed esibizionista di una prodigalità del tutto sproporzionata consegnato in mezzo alle macerie di una città in cui i cittadini sono riparati da tende e non hanno alcuna prospettiva di un recupero di condizioni "normali" di esistenza. Il fatto che riproduca opere di Canova non lo riscatta dal cattivo gusto del suo committente.

Non so che altro sia stato regalato alle delegazioni estere ed ai giornalisti. Presumo oggetti ispirati alla stessa idea di megalome presentazione di sè, tutt'altro che sobri, tutt'altro che adeguati al clima, al momento, alle circostanze in cui si trova e si muove l'Italia di oggi.

Il racconto che i giornali fanno della esibizione dell'Italia al G8 lasciano senza parola. Ho letto di una tovaglia di tavola preziosissima lunga 17 metri e mezzo e larga 2,80 di fattura straordinaria che sarà esibita dalla Presidenza della Repubblica in occasione del pranzo di gala. Non credo che nessuno Stato al mondo tranne i sultanati di satrapi che riscuotono per se i proventi di tutto il loro Paese raggiungono livelli di esibizione di lusso e di raffinatezze come l'Italia del 2009 un paese in cui la stragrande maggioranza dei lavoratori guadagna attorno ai mille euro al mese ed in cui il welfare viene sforbiciato in continuazione a cominciare dalla sanità e dalla scuola per risparmiare soldi.

I grandi capi dell' oligarchia politica di questo disgraziato Paese che conta decine di migliaia di membri superstipendiati come nessuno al mondo fanno regali cafoneschi e chiedono la colletta per la ricostruzione dell'Abruzzo.
Non escludo che ognuno degli ospiti del G8 troverà nella sua stanza oltre ai tradizionali fiori di accoglienza anche un sostanzioso cadeaux immagino diverso da quello che hanno trovato le ragazze di Villa Certosa o di Palazzo Grazioli.
Da come la raccontano i giornali c'è un'aria di vacanza da ricconi, di spensieratezza e di agi che pervade ogni momento del G8. Le signore che si riuniscono con la moglie del sindaco di Roma per apprezzare un menù circondato da angoscianti misteri (la coda alla vaccinara c'era o no?). La moglie di Sarkuzy che arriverà in ritardo ( domanda tipo Moretti: se arrivo dopo mi si noterà di più?).

Certo l'Italia di questo g8 è in cima alla graduatoria della volgare munificenza per "arrivati" ( in siciliano: arrinanzati) ma credo che chi riceve non sia diverso da chi dà anche se probabilmente gli inglesi non avrebbero mai permesso a Brown di spendere in doni e pranzi la centesima parte di quanto sta spendendo Berlusconi.
In ogni caso, mentre le signore studiano le rispettive toilettes ed i loro servizi segreti le informano dei vestiti delle altre per regolarsi sui propri, i mariti fanno il loro lavoro tutt'altro che benefico per il pianeta e per l'umanità. Ora hanno nel mirino Ahmanidejad al quale preparano un destino non diverso da quello di Saddam Hussein.

Un destino tragico si sta preparando nella stranissima e surreale Versailles aquilana per il popolo iraniano che probabilmente sarà liberato dai suoi tirannici teocrati con un magnifico bombardamento al quale assisteremo in televisione mentre gustiamo un gelato o una birra e che sarà più spettacolare di quello di Bagdad.
Quale spettacolo è più eccitante dell'apocalissi che cala dal cielo e traccia fantasmagorie con il fosforo e l'ranio impoverito ed il napalm?
Quante opere d'arte, quanti Canova andranno distrutti dopo quelli che sono finiti in polvere a teheran?
Ma i pozzi di petrolio resteranno intatti e potranno continuare a nutrire l'Occidente e tenere alte le sue idealità
di libertà e democrazia.

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