Dice la verità il consigliere di Berlusconi, Valentino Valentini, uomo di lungo corso e che conosce come va il mondo, quando, dietro domande insistenti del giornalista di Radio Rai, afferma che “ il G8 non decide niente”. Il giornalista vorrebbe sentirsi dire che già ci sono i primi risultati ma Valentini spiega che i “ grandi della terra”, come pomposamente vengono definiti i partecipanti a questa kermesse, non possono proprio decidere niente, esprimono “indirizzi”.
Aggiungiamo noi, quando va bene. Non sfugge a questa regola il summit che Berlusconi ha voluto trasferire all’Aquila, violando dolore e sofferenze di una popolazione ormai stremata che guarda, attonita, con rabbia anche, i cortei delle auto governative che portano i “ grandi”a visitare i luoghi di morte e distruzione. Certo i “grandi”, come la Merkel hanno preso impegni per interventi, non si sa bene di che tipo, ad Onna, il paese che il terremoto ha fatto scomparire. Ma per esprimere solidarietà non c’era bisogno di venir fin qua, in una terra devastata da un terremoto che in altre parti del mondo non avrebbe provocato il crollo di alcuna casa, dove si vive sotto le tende, aspettando di ora in ora qualche nuova scossa.
Berlusconi, una guida turistica fra le macerie
Davvero provoca sconcerto vedere i cortei delle auto con Berlusconi, come un imbonitore,o peggio una guida turistica che mostra macerie, palazzi sventrate, monumenti semidistrutti. Obama ha capito la situazione, non gradisce cortei di auto. Va in piazza all’Aquila in maniche di camicia, quasi volesse scusarsi di una ufficialità fuori luogo in una città morta, ogni giorno vietata agli abitanti, salvo una piccola zona, una strada. Esce di scena Obama e Berlusconi porta in giro il presidente russo Medvedev. Insomma chi va e chi viene, quasi fosse un tour di piacere, di quelli che fanno i turisti a Roma sui bus scoperti. Solo un “ piazzista” come il presidente del consiglio italiano poteva avere il coraggio, in conferenza stampa, di tessere gli elogi dei lavori di questa prima giornata. Il documento che alla fine è stata approvato sul temi della crisi economica è come la scoperta dell’acqua calda: Non c’è alcuna decisione concreta, solo l’esortazione a combattere l’evasione fiscale, a colpire i paradisi fiscali. Altra esortazione, quella relativa a rinunciare ai protezionismi altrimenti la crisi non si può affrontare. Infine è stato ripreso quanto gli organismi economici e finanziari stanno dicendo e cioè che la crisi sarà lunga e che la ripresa avverrà solo se vi saranno misure concrete e concordate. I primi commenti non sono lusinghieri. Tutto viene rimandato al vertice di Pittsburgh quando si incontrerà il G20 e poi ancora ad un altro G8. Insomma si va avanti a forza di “ G”, una specie ormai di carovana che gira da una parte all’altra del mondo mentre gli “ affari “ veri “ si fanno faccia a faccia fra i veri grandi e l’Italia fra questi non c’è.
Per il clima obiettivi per un lontano 2050
Ancora peggiore la situazione relativa al secondo tema in discussione, l’ambiente, il clima. Il cavaliere annuncia che c’è accordo fra i “ grandi” del G8. Ma arriva la doccia fredda dei russi i quali dicono di non essere d’accordo su alcuni punti fondamentali, come l’entità della riduzione dei gas di serra. Per il presidente russo, Medvedev infatti “ è inaccettabile” la riduzione dell’80% entro il 2050. Poi ci sono India e Cina che vogliono dire la loro. Non solo. Si dice che su questi problemi abbia lavorato sodo, direttamente Obama, quasi a rispondere all’appello del New York Times a prendere in mano le redini del summit. Ma siamo talmente lontani da decisioni adeguate che le grandi associazioni ambientaliste, i commenti da parte di autorevoli organo di stampa che compaiono sul web, non sono proprio benevoli. Il punto fondamentale è che non ci sono decisioni concrete e gli impegni presi devono essere attuato entro il 2050, quando i guasti possono essere irreparabili. Berlusconi ha anche reclamizzato il lavoro fatto per affrontare i problemi dei paesi poveri. Ma non è stato in grado di andare più in là di generiche parole. Del resto chi, come il governo italiano, ha disatteso gli impegni presi non può avere l’autorevolezza di dire qualcosa di serio.
Si mangia all’abruzzese. Vini eccellenti
Le cose migliori, quelle che ci fanno fare bella figura, riguardano i pranzi e le cene, tutte all’insegna dei prodotti abruzzesi, a partire dal vino, il Montepulciano in prima fila. Il primo pranzo, di lavoro, come figura nei programmi ufficiali ha visto il trionfo del tricolore, dall’antipasto, alla pasta, al gelato. Solo la carne di vitello ha mantenuto il suo colore naturale. Dopo la per recuperare la stanchezza di un’ora di lavoro, un concerto dell’orchestra sinfonica abruzzese. La giornata finisce. Se ne annuncia una seconda più inutile della prima con i giornalisti che vorrebbero fare il loro mestiere. Rivolgere domande al premier anche su questioni scottanti, sulle notizie che continuano a circolare in relazione alle “notti brave” di cui è stato protagonista “papi” e che vengono raccontate da escort, ragazze che affittano il proprio corpo, che popolano le stanze delle ville e dei palazzi del premier italiano. Berlusconi ha il terrore che qualche giornale pubblichi foto di cui tutti ormai conoscono ogni particolare. Nel frattempo si impegna a comparire, con la faccia da cerimonia ufficiale, nelle foto di gruppo facendo di tutto per essere a fianco di Obama. Domani è, purtroppo, un altro giorno. Da “ G” qualcosa, otto o quattordici, o venti, non cambia. Questi “ grandi”, cinque o sei, preferiscono farlo da soli, senza spettacolari, costose messe in scena. In due si discute meglio e non è un caso che un accordo storico come quello fra Usa e Russia sugli armamenti avvenga poche ore prima del G8 Non in un pranzo di lavoro, fra un bicchiere e l’altro di Montepulciano, di Cerasuolo, di fresco Trebbiano.