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G8

Giovani Comunisti/e La Spezia: "Domani saremo all'Aquila a manifestare contro il G8"

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I Giovani Comunisti/e La Spezia saranno domani all'Aquila per protestare contro il G8: "Dopo 8 anni il G8 torna a “celebrarsi” in Italia ed una delegazione spezzina dei giovani comunisti/e sarà a contestare gli 8 potenti della terra all'Aquila. Per noi - questo il testo della nota stampa emessa dalla segreteria spezzina - le ferite di Genova sono ancora aperte,è fortissimo il ricordo e il dolore per l’assassinio di Carlo Giuliani e per coloro che si videro torturati , offesi nei corpi e nella dignità, da chi costituzionalmente era preposto a tutelarne e garantirne i diritti fondamentali. Tra gli otto “grandi” uno è rimasto lo stesso: il cavalier Silvio Berlusconi. Anche per questo non pensiamo che sia giusto aderire a richieste di “tregua” nei confronti di una persona e di un governo che ogni giorno umilia la democrazia, calpesta la libertà di stampa, attua politiche economiche e sociali a favore dei forti mentre si ostina ad ignorare le richieste di chi perde il lavoro, vive nella precarietà e non riesce ad arrivare a fine mese. Berlusconi cerca con una operazione di immagine di salvare se stesso e le sue politiche reazionarie. Noi saremo con i movimenti per rinnovare il nostro impegno per un altro mondo possibile e necessario. Saremo a l'Aquila anche per chiedere meno passerelle e piu' case e la libertà degli arrestati del movimento dell'onda. Riteniamo allucinante che vengono legalizzate le ronde dei leghisti e dei fascisti, e al contempo cresce la repressione nei confronti del conflitto sociale. Ed è ancora piu' allucinante che gli arresti avvengano in concomitanza con il G8 di L'Aquila".

L'Aquila : sit-in delle "last ladies"

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no g8
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Sono arrivati alla villa comunale i giovani appartenenti ai comitati aquilani, partiti dallo spazio3.32, in via Strinella.
Dietro uno striscione sorretto dalle"last ladies", le donne della citta' dell"Aquila, alcune centinaia di manifestanti hanno dato cosi' inizio a un sit-in che aspettera' il passaggio di Carla Bruni in visita alle rovine del centro storico.

I piu' arditi, meno di una decina, si sono presentati in slip. A dire: "questo terremoto ci ha lasciato in mutande".
Altri hanno portato dalle tendopoli i vassoi sui quali vengono serviti i pasti.
Non mancano le solite tende a ricordare la condizione di difficolta' in cui vivono gli oltre 20 mila residenti nelle tendopoli cittadine.
Il sit-in delle "last ladies" andra' avanti fino a quando le forze dell'ordine non intimeranno ai manifestanti di ritirarsi.

Roma: presidio al Cie di Ponte Galeria

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Sta per cominciare il presidio di fronte al Cie di Ponte Galeria.

Stare lontani dai manifestanti che svolgeranno il loro presidio ed evitare i primi piani o le riprese che possano favorire il riconoscimento dei partecipanti. Questi i 'consigli' impartiti dai primi manifestanti giunti sul posto alle diverse decine di giornalisti che gia' attendono l'inizio del presidio organizzato dai Comitati Antirazzisti edalla Rete No G8 di fronte al Cie di Ponte Galeria.
Ai cronisti e' stato distribuito anche un volantino dal titolo esplicativo"Non riprendere, riprenditi la vita".

Massiccio lo schieramento di uomini e mezzi delle forze dell'ordine attorno al Cie e a presidio della stazione ferroviaria Nuova Fiera di Roma e delle vie limitrofe.
La Polizia Municipale inoltre impedisce di posteggiare le automobili nel parcheggio antistante al Cie; alcune vetture sono state rimosse con dei carri attrezzi, per tenere libera la zona dove si svolgera' il presidio dei manifestanti.

[Napoli] studenti anti-G8 occupano il rettorato

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Stud. Napoli

Una cinquantina di studenti hanno occupato il rettorato dell’università L’Orientale di Napoli per chiedere all’istituzione accademica di esprimersi in merito agli arresti avvenuti negli scorsi giorni nell’inchiesta Rewind e quelli in occasione delle mobilitazioni di Roma contro il G8, nei quali sono stati coinvolti due studenti dell’Orientale, Egidio Giordano e Alessandro Ventura.

Dopo circa un’ora la rettrice ha incontrato gli studenti, i quali le hanno chiesto di aderire all’appello di liberazione degli studenti già firmato da alcuni docenti dell’Orientale o di esprimere solidarietà agli arrestati con un comunicato.
La rettrice si è detta rammaricata degli arresti avvenuti, ha autorizzato la pubblicazione dell’appello di liberazione sul sito dell’Orientale e ha affermato che come rettrice dell’ateneo avrebbe rilasciato le sue dichiarazione se interpellata dai giornali.

Inoltre gli studenti hanno comunicato l’intenzione di organizzare per la settimana prossima, con la collaborazione dei comitati cittadini abruzzesi del 3e32 ed Epicentro solidale, oltre che ai comitati cittadini di Pescara e Teramo, un presidio di solidarietà sotto il carcere di Teramo, dove in questo momento si trova Egidio Giordano: per l’occasione sono state organizzate partenze in pullman da Napoli.
Lo stesso giorno si terranno presidi sotto gli altri carceri dove si trovano gli studenti arrestati per l’inchiesta Rewind, come ieri si è tenuto un presidio sotto il carcere di Regina Coeli per gli arresti avvenuti a Roma.

Accogliamo l’invito degli studenti di Torino, lanciato insieme alla conferenza stampa che si terrà oggi, di organizzare anche a Napoli nella serata di domani, venerdì, una mobilitazione con la richiesta dell’immediata liberazione degli studenti e compagni arrestati.

Studenti e studentesse di Napoli

G8. Fra cene e pranzi per decidere niente

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Alessandro Cardulli
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Dice la verità il consigliere di Berlusconi, Valentino Valentini, uomo di lungo corso e che conosce come va il mondo, quando, dietro domande insistenti del giornalista di Radio Rai, afferma che “ il G8 non decide niente”. Il giornalista vorrebbe sentirsi dire che già ci sono i primi risultati ma Valentini spiega che i “ grandi della terra”, come pomposamente vengono definiti i partecipanti a questa kermesse, non possono proprio decidere niente, esprimono “indirizzi”.

Aggiungiamo noi, quando va bene. Non sfugge a questa regola il summit che Berlusconi ha voluto trasferire all’Aquila, violando dolore e sofferenze di una popolazione ormai stremata che guarda, attonita, con rabbia anche, i cortei delle auto governative che portano i “ grandi”a visitare i luoghi di morte e distruzione. Certo i “grandi”, come la Merkel hanno preso impegni per interventi, non si sa bene di che tipo, ad Onna, il paese che il terremoto ha fatto scomparire. Ma per esprimere solidarietà non c’era bisogno di venir fin qua, in una terra devastata da un terremoto che in altre parti del mondo non avrebbe provocato il crollo di alcuna casa, dove si vive sotto le tende, aspettando di ora in ora qualche nuova scossa.

Berlusconi, una guida turistica fra le macerie

Davvero provoca sconcerto vedere i cortei delle auto con Berlusconi, come un imbonitore,o peggio una guida turistica che mostra macerie, palazzi sventrate, monumenti semidistrutti. Obama ha capito la situazione, non gradisce cortei di auto. Va in piazza all’Aquila in maniche di camicia, quasi volesse scusarsi di una ufficialità fuori luogo in una città morta, ogni giorno vietata agli abitanti, salvo una piccola zona, una strada. Esce di scena Obama e Berlusconi porta in giro il presidente russo Medvedev. Insomma chi va e chi viene, quasi fosse un tour di piacere, di quelli che fanno i turisti a Roma sui bus scoperti. Solo un “ piazzista” come il presidente del consiglio italiano poteva avere il coraggio, in conferenza stampa, di tessere gli elogi dei lavori di questa prima giornata. Il documento che alla fine è stata approvato sul temi della crisi economica è come la scoperta dell’acqua calda: Non c’è alcuna decisione concreta, solo l’esortazione a combattere l’evasione fiscale, a colpire i paradisi fiscali. Altra esortazione, quella relativa a rinunciare ai protezionismi altrimenti la crisi non si può affrontare. Infine è stato ripreso quanto gli organismi economici e finanziari stanno dicendo e cioè che la crisi sarà lunga e che la ripresa avverrà solo se vi saranno misure concrete e concordate. I primi commenti non sono lusinghieri. Tutto viene rimandato al vertice di Pittsburgh quando si incontrerà il G20 e poi ancora ad un altro G8. Insomma si va avanti a forza di “ G”, una specie ormai di carovana che gira da una parte all’altra del mondo mentre gli “ affari “ veri “ si fanno faccia a faccia fra i veri grandi e l’Italia fra questi non c’è.

Per il clima obiettivi per un lontano 2050

Ancora peggiore la situazione relativa al secondo tema in discussione, l’ambiente, il clima. Il cavaliere annuncia che c’è accordo fra i “ grandi” del G8. Ma arriva la doccia fredda dei russi i quali dicono di non essere d’accordo su alcuni punti fondamentali, come l’entità della riduzione dei gas di serra. Per il presidente russo, Medvedev infatti “ è inaccettabile” la riduzione dell’80% entro il 2050. Poi ci sono India e Cina che vogliono dire la loro. Non solo. Si dice che su questi problemi abbia lavorato sodo, direttamente Obama, quasi a rispondere all’appello del New York Times a prendere in mano le redini del summit. Ma siamo talmente lontani da decisioni adeguate che le grandi associazioni ambientaliste, i commenti da parte di autorevoli organo di stampa che compaiono sul web, non sono proprio benevoli. Il punto fondamentale è che non ci sono decisioni concrete e gli impegni presi devono essere attuato entro il 2050, quando i guasti possono essere irreparabili. Berlusconi ha anche reclamizzato il lavoro fatto per affrontare i problemi dei paesi poveri. Ma non è stato in grado di andare più in là di generiche parole. Del resto chi, come il governo italiano, ha disatteso gli impegni presi non può avere l’autorevolezza di dire qualcosa di serio.

Si mangia all’abruzzese. Vini eccellenti

Le cose migliori, quelle che ci fanno fare bella figura, riguardano i pranzi e le cene, tutte all’insegna dei prodotti abruzzesi, a partire dal vino, il Montepulciano in prima fila. Il primo pranzo, di lavoro, come figura nei programmi ufficiali ha visto il trionfo del tricolore, dall’antipasto, alla pasta, al gelato. Solo la carne di vitello ha mantenuto il suo colore naturale. Dopo la per recuperare la stanchezza di un’ora di lavoro, un concerto dell’orchestra sinfonica abruzzese. La giornata finisce. Se ne annuncia una seconda più inutile della prima con i giornalisti che vorrebbero fare il loro mestiere. Rivolgere domande al premier anche su questioni scottanti, sulle notizie che continuano a circolare in relazione alle “notti brave” di cui è stato protagonista “papi” e che vengono raccontate da escort, ragazze che affittano il proprio corpo, che popolano le stanze delle ville e dei palazzi del premier italiano. Berlusconi ha il terrore che qualche giornale pubblichi foto di cui tutti ormai conoscono ogni particolare. Nel frattempo si impegna a comparire, con la faccia da cerimonia ufficiale, nelle foto di gruppo facendo di tutto per essere a fianco di Obama. Domani è, purtroppo, un altro giorno. Da “ G” qualcosa, otto o quattordici, o venti, non cambia. Questi “ grandi”, cinque o sei, preferiscono farlo da soli, senza spettacolari, costose messe in scena. In due si discute meglio e non è un caso che un accordo storico come quello fra Usa e Russia sugli armamenti avvenga poche ore prima del G8 Non in un pranzo di lavoro, fra un bicchiere e l’altro di Montepulciano, di Cerasuolo, di fresco Trebbiano.

[Roma] spaghettata per i grandi della terra

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no g8
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Un grande banchetto dei capi di Stato e di governo del G8 che mangiano enormi quantità di spaghetti al pomodoro in occasione dell'apertura del summit, mentre nel frattempo «un miliardo di persone soffrono la fame».

È la performance messa in scena a piazza San Giovanni a Roma dalle ong Oxfam e Ucodep, con tanto di maschere e costumi.
Alcuni giorni fa, al Circo Massimo a Roma, gli attivisti si sono esibiti interpretando i leader dei Paesi del G8 travestiti da Nerone, circondati dalle fiamme di cartone e intenti a strimpellare una cetra e a recitare antichi poemi.

L'Aquila: gli sfollati occupano un complesso residenziale

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pinko
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Dopo «Yes we camp» di ieri oggi è la giornata di «the last ladies». «Case subito, si requisiscano e si diano agli sfollati». E’ la protesta dei cittadini aquilani, sfollati che denunciano i loro disagi e la mancanza di interventi dopo il terremoto.

Un centinaio di manifestanti della Rete di Comitati cittadini, dell’Associazione 3.32 e di Epicentro solidale hanno occupato simbolicamente un complesso residenziale in viale Carducci, nella zona di Pettino, all’Aquila.
Diversi gli striscioni esposti mentre molte ragazze indossano al collo la scritta «the last ladies». Alcune di loro hanno tatuato anche sul corpo «Più case meno chiacchiere».

«Prima del terremoto – dice Claudia Pajewski – c’erano all’Aquila tremila case sfitte, dopo il 6 aprile ne sono rimaste ufficialmente solo 250. Noi chiediamo che vengano requisiti gli alloggi per i cittadini».
Gli fa eco Marco, che grida: «Un inverno in tenda non potremo sopportarlo, né vogliamo che siano costruiti mostri di cemento nelle campagne. La nostra lotta è per una casa prima di ottobre».

La protesta colorata è scandita dagli spettacoli di due improvvisati fachiri, che suonano la tromba e il flauto, lanciando un messaggio ai potenti della Terra riuniti a Coppito per il G8. Altri ragazzi, invece, indossano magliette gialle con la scritta: «Forti e gentili sì, fessi no».

Torino, blitz degli studenti dell’Onda al Rettorato

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zac

Una sessantina di studenti dell’Onda Anomala sono entrati poco fa negli uffici del Rettorato del Politecnico.
I giovani hanno anche srotolato uno striscione con la scritta «Contro ogni repressione, l’Onda non si arresta. Liberi tutti» in riferimento ai 21 giovani arrestati lunedì scorso perché ritenuti responsabili dei disordini verificatisi a Torino lo scorso maggio in occasione del G8 dell’Università.
Fra poco i giovani dell’Onda Anomala terranno una conferenza stampa «con caschi ed estintori – sottolineano alcuni rappresentanti del movimento – con i quali ci siamo protetti durante il corteo».

No G8: salgono a 5 le centrali occupate da Greenpeace

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(A)mbientalista
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Da questa mattina, le centrali italiane occupate da Greenpeace salgono da quattro a cinque.
All’alba, infatti, cinque attivisti di Greenpeace sono saliti su uno dei carbonili della nuova centrale a carbone Enel di Torre Valdaliga Nord, presso Civitavecchia.

Lo fa sapere in una nota Greenpeace sottolineando che «gli attivisti si sono quindi calati dalla cima del carbonile con le corde per scrivere sulla superficie del medesimo un altro messaggio al G8, dopo i deludenti risultati di ieri.
‘G8: stop this!’ ‘G8: ferma questo!’, ovvero il carbone.
La polizia ha fermato per identificazione membri dello staff di Greenpeace e foto e video operatori che non partecipavano direttamente all’azione e che erano all’esterno della centrale».

«Nel frattempo – prosegue Greenpeace – la notte nelle altre centrali occupate, Brindisi, Fusina/Marghera, Porto Tolle e Vado Ligure, è stata sostanzialmente calma. Tutti gli attivisti e i giornalisti fermati a Porto Tolle sono stati rilasciati. A Marghera, gli attivisti saliti sulla gru sono scesi per il rischio di fulmini, mentre altri, una trentina di persone, restano all’interno della centrale. Le azioni continuano per fare pressione sul G8, dopo il deludente documento sul clima di ieri».
«Riferendosi a un generico accordo per contenere l’aumento della temperatura terrestre entro i 2 gradi, senza un piano chiaro, senza investimenti e senza obiettivi, il G8 non aiuterà a uscire dal vicolo cieco nel quale sono arenati i negoziati sul clima delle Nazioni Unite. Anzi..», ha commentato dall’Aquila il direttore di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio.

«A Vado Ligure, intanto, l’occupazione della centrale continua con l’appoggio della popolazione – conclude Greenpeace – Già nella mattina di mercoledì, un gruppo di cittadini del comitato locale ‘Uniti per la salute’ si era radunato dell’ingresso della centrale per manifestare solidarietà agli attivisti in azione sulle due ciminiere. Nel pomeriggio, alcuni abitanti del quartiere Griffi, che sorge proprio a ridosso delle ciminiera, sono scesi per portare acqua e complimentarsi. La sera è arrivata altra gente che ha improvvisato un presidio davanti all’ingresso della centrale Tirreno Power, portando la cena con pizze e torte fatte in casa. Una signora di 89 anni, di origine polacca, ha potuto parlare con alcuni degli attivisti sulla ciminiera, anch’essi polacchi».

L'Aquila: Epicentro solidale parteciperà alla manifestazione di domani

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no g8
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Epicentro solidale e' l'unico tra i numerosi comitati cittadini sorti spontaneamente dopo il terremoto che partecipera' domani alla manifestazione no global contro il G8. La conferma arriva direttamente dall'esponente del movimento, Stefano Frezza.
''Il nostro comitato pur essendo sorto dopo il terremoto coinvolge realta' e persone che prima del sisma avevano un percorso e una storia politica ben precisa - spiega Frezza -. Saremmo andati a contestare il G8 anche alla Maddalena''.
Frezza rispetta la scelta degli altri comitati sottolineando che le formazioni sorte spontaneamente dopo il terremoto sono concentrate sull'obiettivo della ricostruzione ed hanno aggregazioni molto varie. Per cui, ''quando si deve decidere su un tema altamente politico come quello della contestazione contro il G8, si preferisce non prendere posizione''.

Epicentro solidale e' sorto l'8 aprile, due giorni dopo il sisma, su iniziativa delle quattro realta', Spazio libero 51, Acrobacs, Forte Prenestino e Radio Onda Rossa.
''Piano piano ci sono state altre aggregazioni, tra cui Sinistra critica, Radio out Brescia e il centro sociale Auro di Catania. Abbiamo organizzato solidarieta' e aiuti -ha continuato Frezza - distribuendo viveri, vestiario e altro materiale da due magazzini che abbiamo a Fossa, attivita' che stiamo ancora facendo.
Ci siamo inseriti nella conferenza dei comitati cittadini perche' anche noi perseguiamo l'obiettivo della partecipazione dei cittadini alla ricostruzione sulle scelte e sul futuro dell'Aquila''

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